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Il giorno della memoria
per la shoa e per tutte le stragi

 

Il Parlamento italiano ha approvato una legge che istituisce la "giornata della memoria" il 27 gennaio, per ricordare lo sterminio egli ebrei e le altre stragi del '900 (il 27 gennaio 1945 vennero abbattuti i cancelli del lager di Auschwitz).

Anche ad Acqui è stata raccolta
questa sollecitazione a fare memoria

Il Movimento ecclesiale di impegno culturale dell'Azione Cattolica insieme alla Commissione per l'Ecumenismo della diocesi ha organizzato due iniziative che si articoleranno nel modo seguente:

  • Venerdì 24 gennaio, alle ore 21, a palazzo Robellini, si terrà una serata di riflessione con l'intervento della dott.sa Maria DeBenedetti, psicologa, esperta della riflessione ebraica e cristiana sulla Shoa.
  • Domenica 26 gennaio, alle ore 12, in via Portici Saracco, dove sorgeva l'antica Sinagoga di Acqui e dove una targa ricorda i nomi di nostri concittadini uccisi nei campi di sterminio, si terrà una breve preghiera guidata dal parroco della cattedrale, mons. Giovanni Galliano e da rappresentanti della Comunità ebraica di Genova. Seguirà, per chi lo desidera, la visita al cimitero ebraico in via Romita.

L'associazione per la pace e la nonviolenza di Acqui Terme in riferimento alla celebrazione della "Giornata della memoria" organizza

  • sabato 25 gennaio alle ore 20.45 presso il centro studi "Galliano" in Piazza San Guido 38, una "Serata per non dimenticare", parole e musica presentati da Maurizio Andrioletti, chitarra, Sergio Armaroli, vibrafono, Delfina Maffeis, voce recitante.

Il "Giorno della memoria" ad Ovada

Il Centro di iniziativa per la Pace e la Nonviolenza organizza, in collaborazione con la Soms e l'ANPI un'iniziativa pubblica per il "giorno della memoria".

  • Domenica 26 gennaio alle ore 10 presso il salone della Soms in via Piave, il prof. Brunello Mantelli, docente di Storia contemporanea presso l'Università degli Studi di Torino terrà una relazione su "L'antisemitismo: origini, caratteristiche, conseguenze"; introdurrà i lavori Pier Paolo Poggio, direttore della Fondazione Luigi Micheletti di Brescia.
    La "giornata della memoria" è stata istituita in Italia per ricordare e far conoscere lo sterminio degli ebrei d'Europa, sei milioni di morti, nel contesto della 2ª Guerra mondiale, in cui perirono più di 50 milioni di persone, in gran parte civili inermi.
  • La data del 27 gennaio '45 ricorda la liberazione del campo di Auschwitz da parte dell'esercito sovietico e la fine della più mostruosa macchina di morte costruita e fatta funzionare a pieno regime dalla Germania nazista per eliminare gli ebrei, gli zingari e una quantità di pretesi nemici o esseri inferiori. (...)

Capire l'antisemitismo non serve solo alla conoscenza del passato, le conseguenze di quel che è successo si prolungano sino a noi e sono alla base dell'interminabile sanguinoso, conflitto tra arabi e israeliani, ebrei e palestinesi. Forse l'ostacolo principale alla pace e alla convivenza nel punto di incontro tra le grandi religioni monoteistiche del mondo.
Centro per la Pace
e Nonviolenza

Il "Giorno della memoria" a Canelli

Anche quest'anno, in occasione della celebrazione del "Giorno della memoria", gli insegnanti della Scuola Media di Canelli hanno promosso, nell'ambito dei percorsi didattici e dell'offerta formativa, momenti di approfondimento e spunti di riflessione per "ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati" (dalla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000).

  • Venerdì 24 e lunedì 27 gennaio gli studenti delle classi assisteranno alla proiezione del documentario "Gli ultimi giorni" di Spielberg e dell'ipertesto "Il filo spinato della memoria", frutto di un lavoro interdisciplinare realizzato in occasione del "Giorno della memoria" 2002; nel pomeriggio di venerdì, inoltre, potranno ascoltare alcune testimonianze di deportati in campi di lavoro, residenti nella nostra zona.
  • Infine, alle ore 11,59 di lunedì 27 gennaio, ora di entrata delle truppe alleate ad Auschwitz, il suono della campanella sospenderà le attività in tutti i locali della scuola per un minuto di silenzio e di raccoglimento, cui farà seguito, in tutte le classi, la lettura della poesia di Primo Levi "Se questo è un uomo" e il ricordo di quanto si legge ne "La tregua", a proposito della liberazione del Lager di Auschwitz: "La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso mezzogiorno del 27 gennaio 1945". (l.g.)

Il "Giorno della memoria" a Nizza Monferrato

  • Martedì 28 gennaio al cinema teatro Sociale di Nizza Monferrato, alle ore 11, verrà rappresentato uno spettacolo in occasione della "Giornata della memoria" dal titolo "Alma Rosè" tratto dal diario di Fania Fenelon, "C'era un'orchestra ad Auschwitz".

La manifestazione è organizzata dall'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in Provincia di Asti e dalla Città di Nizza Monferrato in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte ed il Comitato valori della Resistenza e della Costituzione Republicana.

Alcuni cenni biografici della compagnia. La Compagnia Alma Rosè nasce nel 1996 dall'incontro delle attrici Antonella Di Costanzo e Elena Lolli e del musicista Mauro Buttafava intorno al progetto omonimo. Per la realizzazione dello spettacolo la compagnia ha affidato il lavoro di drammaturgia a Claudio Tomati e di coordinamento della regia a Mauro Maggioni.
Alcune note sullo spettacolo. Alma Rosè è uno spettacolo ispirato al libro di Fania Fenelon "C'era un'orchestra ad Auschwitz", testimonianza della sua detenzione nel campo di sterminio dal gennaio 1944 alla fine della guerra. Qui Fania entrò a far parte dell'unica orchestra femminile di tutti i campi di concentramento della Germania e dei territori occupati, diretta da Alma Rosè, eccezionale violinista ebrea, nipote di Gustavo Mahler. Due musiciste diverse per il modo di vivere il lager e di fare musica.
Per Fania suonare è un mezzo per sopravvivere e sopravvivere è ricordare per "fare sapere al mondo". Fania riesce a mantenere intatta, anche in condizioni estreme, la propria umanità.
Per Alma la musica è un fine, il fine su cui ha costruito la propria identità di tutta una vita e quando, deportata ad Auschwitz, le viene affidata la direzione dell'orchestra femminile del campo, nulla le importa più, se non fare bene il proprio lavoro e realizzare musiche sublimi con un unico scopo che porterà alle estreme conseguenze.
Si ricorda che l'ingresso è gratuito.

Una riflessione dei Democratici di sinistra
di Acqui Terme sul giorno della memoria

"Il 27 gennaio, giorno in cui nel 1945 vennero abbattuti i cancelli del lager di Auschwitz è stata istituita la giornata della memoria. È importante che in questa giornata non ci si limiti ad indignarsi per quanto l'apertura di quei campi tristemente ci rivelò, ma diventi anche un momento di riflessione e di analisi dei processi umani, storici, politici ed economici che hanno permesso che tutto ciò accadesse. Lungi da noi voler fare una analisi storica sulle tragedie del secolo scorso e sulle loro cause. Ci preme, perciò, evidenziare alcuni rischi nei quali, ora come allora, i cittadini possono incorrere, nel momento in cui, la superficialità caratterizza i loro ragionamenti, rendendoli così inconsapevolmente complici dei carnefici.
Provando a fare oggi un gioco dei ruoli circa quanto è accaduto, si presentano a noi tre possibilità: i carnefici - le vittime - il popolo. Molto spesso quest'ultimo attore viene ritenuto di scarsa e irrilevante importanza, circa le dinamiche messe in atto. Eppure chi avalla l'operato del carnefice e chi permette la fine delle vittime? Il popolo. Il popolo, noi tutti cittadini, siamo chiamati a riflettere su quale ruolo avremmo potuto avere in quella drammatica situazione. In che modo? Non pensiamo agli eroi, che pure ci sono stati. Pensiamo piuttosto quali scelte e quali atteggiamenti, anche oggi, assumiamo di fronte a simili situazioni.
Ora come ora ci troviamo a dover fare delle scelte: il conflitto del Golfo, il conflitto israelo-palestinese, l'immigrazione, la fame nel mondo (il più grande sterminio di massa mai perpetrato in ogni tempo), lo stato sociale. Ora, come allora, rischiamo di non capire a fondo. Ora, come allora, rischiamo di assolverci, quali impotenti al cospetto di queste tragedie, oppure di avallarle a causa di superficialità di analisi, influenzata quest'ultima da mezzi di comunicazione e informazione più attenti al profitto e all'audience che non alla crescita culturale ed umana.
Un esempio… Chi si indigna e scende in piazza a manifestare è un terrorista? Ricordiamo che non sempre le scelte che "fan girare l'economia" determinano il benessere per tutti i popoli. La storia ci insegna quanti stermini e quante condanne a morte di intere popolazioni sono state attuate in nome dell'economia. Ricordiamo dunque. Ricordiamo quegli eventi che sotto la bandiera della superiorità della razza e della religione, nascosero, in realtà, spietati interessi economici, in nome dei quali, la vita perse qualsiasi valore. La memoria, quindi, deve correre a quello sterminio. A tutti gli stermini e alle cause che li hanno determinati. Ma più ancora il ruolo di ognuno di noi".

 

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