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Cittadini, rifiuti e Tarsu

 

"Gli acquesi pagano il prezzo delel scelte di Bosio"

Acqui Terme. Dopo l'intervento dell'assessore Riccardo Alemanno sul problema della Tarsu, mentre non scemano in città le lamentele dei contribuenti alle prese con controlli, proteste, precisazioni, il risvolto della medaglia dello stesso problema ci viene offerto dall'opposizione dell'Ulivo per Acqui, democratici di sinistra e La Margherita, in consiglio comunale, ovvero dai consiglieri Domenico Borgatta, Vittorio Rapetti e Luigi Poggio, che così argomentano il proprio disappunto per la strategia degli accertamenti:

"Signor direttore,
vorremmo aggiungere qualche pacata osservazione su quanto dichiarato dall'assessore Alemanno in un'intervista ospitata nello scorso numero del Suo giornale sul problema della raccolta rifiuti e della relativa tassa che ha angustiato e continua ad angustiare numerosi nostri concittadini.

  • È vero che anche altre Amministrazioni comunali, oltre ad Acqui, come afferma l'assessore Alemanno, hanno avviato procedure di controllo sulla correttezza delle dichiarazioni degli utenti del servizio rifiuti: occorre però aggiungere che in nessun'altra località lo sconcerto dei cittadini è stato così intenso come da noi: basta leggere, ogni tanto, qualche giornale locale per rendersene conto.
  • E ciò è avvenuto non per caso ma per semplici e inoppugnabili ragioni che cerchiamo di spiegare qui sotto.
  • Gli accertamenti avviati da Bosio sui rifiuti avevano un solo scopo: fare cassa, a fronte dei costi divenuti, negli anni e sotto la sua gestione, enormi e ormai insostenibili.

E questo è facile da capire se si ricordano le iniziative avviate in questo ambito dall'allora sindaco Bosio, negli anni della sua amministrazione:

    1. fuga dal Consorzio novese dei rifiuti;
    2. redazione del progetto della discarica dei Boschi di Moirano;
    3. immediato abbandono del progetto di discarica dei Boschi di Moirano per Gavonata di Cassine;
    4. redazione del progetto della discarica di Gavonata e di quello del "biodigestore";
    5. intanto, i nostri rifiuti diventavano di fama nazionale e venivano perciò trasportati (ovviamente a nostre spese) prima alle Basse di Stura (presso Venaria Reale) e, poi, addirittura a Pisa;
    6. abbandono di tutti i progetti precedentemente redatti (e appaltati!) e affossamento (con le conseguenti spese a nostro carico) del Consorzio acquese dei rifiuti da poco costituito;
    7. ritorno della nostra città e dei suoi rifiuti a Novi.
  • Come si vede si tratta di iniziative che non sono servite a risolvere il nostro problema dei rifiuti e, soprattutto, a contenerne i costi che gli acquesi pagano e che, se non interviene qualcosa di nuovo, se non viene, cioè, interrotta la continuità da Bosio a Rapetti ad Alemanno, gli Acquesi continueranno a pagare e a pagare sempre più cari.
    (A proposito di spese che ricadono sugli Acquesi nell'ambito dei rifiuti, giova forse ricordare che solo per il 2002 lo scioglimento del Consorzio acquese dei rifiuti - creato e affossato da Bosio, in tempi da record - è venuto a costare circa 250 mila euro: quasi 500 milioni delle vecchie lire e non per raccogliere o smaltire rifiuti ma per "smaltire" il consorzio acquese voluto dalla giunta Bosio-Rapetti. E, purtroppo, sul versante della liquidazione del vecchio consorzio non è finita, ci saranno ancora spese per anni!)
    È bene quindi che gli Acquesi sappiano che stanno pagando anche per iniziative inutili, costose e, soprattutto, inconcludenti, volute dall'ex sindaco Bosio e dall'attuale sindaco Rapetti, la continuità dei quali anche l'assessore Alemanno sta servendo.
  • Il Comune di Acqui non ha avviato alcuna iniziativa, né ai tempi di Bosio né oggi, né di carattere tradizionale né di carattere innovativo, per tentare di razionalizzare il trattamento dei rifiuti prodotti, né di ridurne la quantità e di quindi i costi.
  • Secondo noi, l'assessore Alemanno, oggi, sia pure in ritardo, potrebbe tentare insieme ai suoi colleghi (il sindaco Rapetti non vi ha mai pensato in sette anni di giunta e ci riteniamo perciò autorizzati a credere che questo non rientri nelle sue intenzioni) di promuovere sperimentazioni volte a ridurre la produzione dei rifiuti e a premiare, tramite agevolazioni, i cittadini disposti a praticare trattamenti più razionali dei rifiuti prodotti (come la raccolta differenziata, e il compostaggio).
    Esistono in Italia numerose esperienze che, se richiesti, ben volentieri gli segnaleremo: non occorre partire da zero, bisogna però partire, non ci si può limitare a chiedere agli Acquesi di pagare sempre di più.
    A questo proposito, molto interessante ci è sembrata la proposta al Sindaco di avviare la TIA (Tassa di igiene ambientale) del capogruppo di Rifondazione comunista Domenico Ivaldi: ma non ci formalizziamo, come pensiamo che nemmeno si formalizzerà il dott. Ivaldi: qualunque iniziativa volta a diminuire la quantità di rifiuti e un loro trattamento più razionale ci troverà interessati: essa, inevitabilmente porterà ad un abbattimento dei costi per gli Acquesi.
  • Un'ultima considerazione non conclusiva: l'assessore Alemanno nella sua intervista, coglie l'occasione per ringraziare i dipendenti comunali: cosa che condividiamo pienamente e a cui ci associamo sinceramente.
    Un po' meno condividiamo il ringraziamento dell'assessore Alemanno nei confronti delle ditte incaricate del censimento edilizio.
    Esprimiamo piena solidarietà per i loro dipendenti costretti a svolgere per pochi soldi un lavoro gravoso, ingrato e, come è purtroppo frequente oggi, assolutamente non garantito.
    Quanto alle ditte incaricate ci sembra che i 588.000 euro che la giunta ha loro liquidato (e non si tratta del costo complessivo) prima di incassarne uno (come ha detto l'assessore nell'intervista) siano una gratificazione sufficiente anche senza i pubblici ringraziamenti degli amministratori". (R.A.)

Acquesi "tarsuzzati" operazione fallimentare

Acqui Terme. "L'insoddisfazione della popolazione acquese, per usare un termine blando, sta superando i limiti di guardia". È quanto affermato dal dottor Carlo Sburlati, questa volta non in veste di responsabile della divisione di Ginecologia ed ostetricia, ma di presidente della sezione locale di Alleanza nazionale. Partito che attraverso parecchie riunioni del direttivo oltre alle sollecitazioni di iscritti, di simpatizzanti e della società civile acquese ha deciso di provvedere ad impegnarsi sulle circostanze che caratterizzano il problema Tarsu.
"Mai come in questa occasione abbiamo sentito bussare alla nostra porta per denunciare casi in cui il cittadino è coinvolto, spesso sfavorevolmente, ed ognuno può verificare questa situazione di disagio, ed in tante circostanze di difficoltà economiche, recandosi in Comune, nell'ufficio a piano terra che l'amministrazione comunale ha destinato appositamente, ed attrezzato, per ricevere le proteste, le richieste di chiarimento e presentare le controdeduzioni del contribuente verso certe inesattezze riscontrate negli avvisi".
Per discutere i pre-avvisi relativi sulla tassa rifiuti relativi agli anni che vanno dal 1998 al 2001, un notevole numero di acquesi, moltissimi i pensionati e le persone con redditi non certamente da nababbi, sono costretti a perdere ore ed ore, senza contare che spesso, pur avendo ragione, devono rivolgersi a studi professionali, con esborso di denaro. Chi tutela queste persone? "Quando il cittadino ha sbagliato, paga. Quando ha ragione, perché il Comune non gli chiede scusa ed anche "quanto ti devo"?", ha sottolineato Sburlati. Il significato è che il cittadino non in regola non può esimersi dal corrispondere la somma dovuta, ma se è in regola e riceve la "raccomandata" deve andare in Comune a giustificare i suoi diritti, mettersi in agitazione, avere problemi di carattere psicologico, perdere tempo tra ufficio postale e comunale.
"Abbiamo letto da parte dell'amministrazione comunale - continua Sburlati - che contribuendo tutti, potremo pagare meno. È una frase fatta, utopistica, già sentita, più o meno, consentitemelo, a livello di propaganda del periodo di Baffone, che per nulla concorda con il "tarsuzzato " acquese". Secondo una valutazione politica di An, la Tarsu è un conto che l'amministrazione comunale, come Continuità, manda al cittadino dopo le elezioni. "Se pensavano che l'iniziativa fosse giusta, perché non l'hanno fatto prima", si chiedono da parte di An. E poi "quanto costa al cittadino l'operazione Tarsu a livello di pagamento dell'azienda che ha effettuato gli accertamenti e l'impegno dei dipendenti del Comune impegnati per mesi e mesi per dirimere le controversie?".

 

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