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Sanità, l'impegno per ottenere
obiettivi di qualità ed essenzialità

 

Interviene il movimento "La città ai cittadini"

Acqui Terme. L'argomento sanità non è caduto nel dimenticatoio. In città se ne parla, se ne discute. Ed al proposito abbiamo ricevuto il seguente intervento:
"È noto che da più di un anno il movimento politico locale "La città ai cittadini" ha fatto dei problemi relativi alle tematiche sanitarie e socio-sanitarie elemento primario su cui tenere puntata la propria lente di ingrandimento. Ciò per molte ragioni. Le incertezze con cui il legislatore regionale, a cui peraltro corrisponde rigorosa certezza a livello di direzione locale, tratta la materia, la fase transitoria che sembra non chiudersi mai, il Piano Socio-Sanitario continuamente rinviato sia sotto il profilo di una delibera di Giunta Regionale sia sotto il profilo di un'ampia discussione in Consiglio Regionale tale da produrre una Legge Regionale, sono sotto l'occhio di tutti. Ma non solo. Permane infatti l'incertezza delle risorse economiche necessarie a garantire a tutti i cittadini bisognosi di cure la loro soddisfazione in termini di appropriatezza e di qualità delle prestazioni.
Nel corso della settimana appena trascorsa il Coordinamento del movimento si è riunito, con alcuni cittadini simpatizzanti, su loro sollecitazione. Da essi, prima che si passasse a formulare ipotesi e atteggiamenti da tenere nell'interesse di tutti, sono emerse critiche in merito al tipo di approccio, anche del movimento, tipico delle forze politiche. Spesso si discute in merito a tematiche che, come quelle socio-sanitarie, toccano tutti, come del Piano Sanitario, del Prodotto Interno Lordo, di nuovi assetti delle Aziende Sanitarie, di LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) dimenticando che è materia di pertinenza degli addetti ai lavori. Oppure ai più non risultano comprensibili le osservazioni, pubblicate dalla stampa, del tipo: "è stata risanata l'azienda sanitaria" (ma non è stato promosso chi l'aveva indebitata? Ammesso che poi fosse indebitata…), "il debito è stato ridotto", "un manager è stato confermato per tutto l'anno, un altro solo per quattro mesi", "ottima prestazione e incentivi a un dirigente che ha rispettato il budget" (ma non era lo stesso che l'anno precedente aveva speso tantissimo? Eppure anche allora era stato incentivato!). Stranezze della Sanità contemporanea…. Chissà che un giorno non riusciremo a produrre qualche statistica rigorosa e con riunioni ad hoc a informare per rendere comprensibili a tutti gli interessati certi meccanismi. È anche questo un modo per crescere e consentire quindi sempre a più persone di esercitare un ruolo democratico anche su materie complicate come la sanità che, com'è noto, direttamente o indirettamente tocca tutti.
Ma allora su cosa puntare il nostro occhio? Ci viene suggerito di osservare, e di stimolare gli altri a guardare, dove storicamente si è sempre stati restii, vuoi perché si tende a demandare agli addetti ai lavori vuoi perché il cittadino che si trova nelle condizioni di dare giudizi è parimenti in necessità e quindi difficilmente stimolato alla critica utile.
Nessuno, nemmeno noi, desidera urtare la sensibilità degli operatori che si impegnano al massimo come è recentemente avvenuto da parte di alcuni di essi con referenze o responsabilità in campo tecnico o assistenziale interpretando argomenti riportati dalla stampa locale. Qualche dubbio lo abbiamo avuto, peraltro esternato opportunamente dalla Direzione de L'Ancora, e lo abbiamo tuttora. Essenzialmente si tratta di capire se quanto ci viene riferito in merito all'opportunità della fornitura di un pasto caldo a tutti i degenti, e non freddo e scotto, in merito alla coerenza della cartellonistica in uso in ospedale (comunicazioni non firmate, assai poco comprensibili, assenti, ridondanti) sono eccezioni ovvero è necessaria una riprogrammazione. È importante che in reparto ci sia il telefono a scheda, mobile con prese ogni dieci metri, ma è ancora più importante che gli operatori interessati non rispondano in modo evasivo ad una signora anziana che ha formulato la domanda a ben tre di essi, non consentendo di fatto la telefonata (occorre fare comunicazione o formazione?). Un cittadino ammalato che necessita di farmaci non può in ogni caso avere come risposta: la farmacia (dell'ASL) non li consegna perché non ci sono più soldi! Oppure il cambio del "pannolone" al malato incontinente non può essere vincolato dalla fornitura al reparto da parte della struttura competente, come è stato affermato.
Si badi bene che osservazioni di questo tipo unitamente ad altro che ci è stato riferito, a partire dal personale dipendente, non hanno la finalità di una ricerca tesa a colpevolizzare qualcuno! Se così fosse, purtroppo, avremmo come risultato l'indicazione che forse qualche ausiliario, qualche operatore addetto all'assistenza era distratto, lento nello svolgere le mansioni o chissà cos'altro!
No, signori! Il movimento, nel recepire gli appunti considerati, pone in questa sede altre domande e guarda in alto, nelle responsabilità. Ci piacerebbe affermare come utenti che le organizzazioni richiamate e pertinenti dagli esempi considerati, fossero "permeate da qualità" (tema tanto di moda negli ultimi anni) ma non vogliamo, evidentemente, esagerare. Però affermare, questo sì, che qualche dubbio lo abbiamo su chi programma e organizza. Per questo chiediamo che l'Osservatorio Locale, da poco nato, la Commissione Sanità del Comune e i Partiti (se vorranno scendere dal piedistallo) si impegnino a collaborare con noi, o comunque a fare, in un difficile lavoro (dato il tema) di osservazione e critica affinché obiettivi di qualità e essenzialità delle prestazioni, necessari per tutti, possano essere meglio perseguiti". (Il Coordinamento di "La città ai cittadini")

Ci scrive il prof. Domenico Borgatta

"A nome del Comitato "Altra città", dei partiti di centrosinistra (Democratici di sinistra, La Margherita, Verdi, Comunisti Italiani) e di Rifondazione Comunista, mi sembra doveroso ringraziare gli Acquesi che hanno creduto nella lotta da noi promossa nei mesi scorsi per la salvaguardia della Sanità Acquese, sostenendola con le loro firme, divenute, nel corso dei mesi, più di seimila.
E mi sembra significativo ringraziare gli Acquesi nel momento in cui un piccolo, non definitivo ma comunque significativo, risultato è stato ottenuto: il Direttore generale della nostra Asl, Mario Pasino (sia pure tardivamente ma, comunque, finalmente) ha deciso di assumere dieci medici da destinare principalmente al DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) del nostro ospedale.
Si tratta di un successo perché inverte (finalmente!) un andamento amministrativo ormai consolidatosi nella nostra Azienda sanitaria: quello, cioè, di smantellare tutti i servizi, attribuendo ad essi sempre meno uomini e sempre meno strumenti tecnici e finanziari.
Mi sembra giusto, comunque, che gli Acquesi sappiano che questo piccolo risultato è esclusivamente merito loro.
Si tratta certamente di un piccolo risultato che ad ogni modo conferma quello che tutti sappiamo: solo la mobilitazione dei cittadini costringe le autorità della nostra Regione a pensare anche alle nostre esigenze oltre che ai propri interessi di potere.
Di fronte al massiccio seguito ottenuto dalle nostre iniziative in difesa della sanità acquese (costante raccolta di firme nei giorni di mercato, il sabato e la domenica e celebrazione di un Convegno sulla sanità con interventi di consiglieri regionali di tutti i nostri partiti) anzi proprio grazie al successo delle nostre iniziative, nessuna istituzione ha potuto rimanere indifferente: il Comune di Acqui ci ha seguiti, istituendo un suo "osservatorio comunale sulla sanità" e l'assessore regionale alla salute, D'Ambrosio si è addirittura scomodato per venire nella nostra città (sia pure per non dire nulla ma, come si sa, non sempre gli assessori parlano per dire qualcosa!).
Certo la nostra battaglia non è conclusa. Un piccolo successo non deve e non può farci dimenticare quello che ancora dobbiamo e vogliamo ottenere.
Bisognerà vigilare in modo che anche negli altri ambiti della nostra lotta vengano risultati significativi: e, cioè, nel mantenimento per il nostro ospedale degli attuali standard di qualità, nell'attribuzione di uomini e mezzi alla Rianimazione ed alla Medicina sul territorio, nell'assegnazione ad Acqui dei pazienti che da sempre si rivolgono alla nostra Asl dalla Valle Bormida e dal Nicese, nel completamento dei lavori avviati.
Per questo, mentre ringraziamo gli Acquesi per il sostegno che ci hanno dato, chiediamo loro di tenere alta la guardia, insieme a noi, in difesa della nostra sanità".

 

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