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Nizza Monferrato. Un nuovo comitato di protesta sta nascendo a Nizza, questa volta messo assieme da un gruppo di cittadini in difesa dell'ambiente e della qualità della vita. L'obiettivo è quello di impedire che un gigantesco traliccio metallico, che dovrebbe accogliere antenne e parabole per le trasmissioni della telefonia cellulare, sorga a deturpare una delle colline che domina la città. Questi i fatti. Nel mese di novembre dello scorso anno il gestore di telefonia cellulare Wind, una società emanazione dell'Enel, con una semplice DIA (dichiarazione inizio lavori) al Comune di Nizza, ha dato inizio ai lavori per la costruzione di un manufatto in cemento (di metri 3,5 x 2,5 x un'altezza di metri 3), nel quale saranno collocate le apparecchiature per una stazione radio per telefonini. Il luogo di costruzione si trova in zona strada Vaglio Serra, poco oltre l'oratorio Don Bosco, dove è già sistemata una cabina Enel. Su questa base di cemento sarà quindi innalzato un traliccio, sul quale verranno sistemate 6 antenne e 2 parabole, per un'altezza complessiva di circa 27 metri da terra. Naturalmente, appena scoperto di cosa si trattava, un gruppo di cittadini, all'incirca una cinquantina, che abitano nella zona, sono prontamente insorti. Portavoce di questa protesta i signori Paolo Antonio Morino e Claudio Campi, che si sono immediatamente attivati per opporsi alla nascita di questa stazione di radiotelefonia. Alla base di tutte alcune considerazioni e alcune domande che i cittadini della zona si sono comprensibilmente posti: perché deturpare la vista della nostre colline con un traliccio che farà bella anzi brutta mostra di sè?; quale senso ed impatto su una zona che in questi ultimi tempi ha fatto della promozione "naturalistico-agricola" del territorio (Barbera, Cardo Gobbo, carne di qualità) uno dei punti principali di sviluppo?; si è tenuto nel debito conto gli effetti che le onde elettromagnetiche emesse dalla gigantesca antenna avranno sulla salute dei cittadini? A questo proposito il gruppo di cittadini rileva che proprio ai piedi del traliccio, a brevissima distanza in linea d'aria, c'è l'oratorio Don Bosco con le sue attività: tanti ragazzi che frequentano i cortili, una bocciofila, una società di calcio giovanile con circa 150 iscritti. E poi l'Istituto "N.S. delle Grazie" con le sue scuole e una zona residenziale nel perimetro di viale Don Bosco. E ancora, per continuare, intorno al nascente traliccio, nel raggio di circa 300 metri, sorgono una serie di abitazioni private e poco più in basso, si sta ultimando il nuovo quartiere di regione Campolungo, con relativa scuola media ed la palestra polifunzionale. Il nascente Comitato, per prima cosa, ha provveduto ad allertare l'Amministrazione comunale nicese, per gli opportuni provvedimenti e il sindaco Flavio Pesce, con un'ordinanza, ha intimato la sospensione immediata dei lavori. Quindi sono state informate l'ARPA di Alessandria e di Asti e l'Associazione Consumatori, mentre nei prossimi giorni saranno organizzati opportuni incontri per informare la cittadinanza ed allargare il Comitato di protesta. Il Comune di Nizza, rappresentato dal vice sindaco, Maurizio Carcione, ha preso posizione con un comunicato in cui "condivide le preoccupazioni dei cittadini per la tutela dell'ambiente e della salute: l'Amministrazione farà quanto è nelle sue possibilità per bloccarne la costruzione".
Carcione inoltre, nella sua qualità di consigliere provinciale si attiverà presso la Provincia di Asti con la presentazione un ordine del giorno, affinché siano adottate le misure più opportune. La battaglia si presenta comunque molto difficile, perché il quadro di riferimento è la nuova legge Gasparri, la quale dice che "le torri ed i tralicci
sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e sono realizzabili in qualsiasi parte del territorio comunale
". Le cose non si possono cambiare se non con una nuova legge o nuove norme.
A questo proposto 7 regioni (ma fra queste non la Regione Piemonte) hanno già inoltrato ricorso al TAR, al fine di bloccare queste indiscriminate costruzioni di ripetitori. Anche l'assessore Sergio Perazzo, d'accordo sulle motivazioni delle proteste dei cittadini, ha ricordato che il Comune di Nizza, in data 27 settembre 2001 (ancora con la vecchia legge in vigore) aveva negato il permesso di costruzione del traliccio in questione ed il TAR aveva anche respinto il ricorso della Wind con sentenza del 29 maggio 2002. "Ora con la nuova normativa sono cambiate le carte in tavole e le possibilità di opposizione si sono di molto ridotte".
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