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Masone. La sagra degli equivoci relativa allo svincolo autostradale masonese, e più propriamente al suo innesto con la Strada Provinciale (ex Statale) 456 del Turchino, ha in questi giorni annoverato un nuovo, inquietante episodio.
Dopo mesi di incuria infatti, qualche settimana orsono una squadra di operai ha iniziato ad interrare tubazioni per congiungere alla rete elettrica una delle due (o tutte e due?), isole spartitraffico. Quella per intenderci che è stata più volte in passato attraversata, e devastata, dai mezzi pesanti in manovra per rientrare in autostrada. Con tutto che si potrebbe levare qualche lamentela anche circa l'esecuzione di detti lavori. che hanno lasciato a lungo dei pericolosi solchi sull'asfalto a "beneficio" di quanti da Masone si immettevano sulla A26, il vero stupore, misto a rassegnazione, è iniziato a serpeggiare allorché si è visto crescere un pesante ed alto guardrail a perimetrare il triangolo delimitatore posto verso Campo Ligure.
Ora che è completato, tutti possono verificare quanto esso ostruisca la visuale di chi si immette sulla provinciale e non vede le auto che giungono dalla sua sinistra. Pare che detta protezione serva a tutelare l'incolumità di un futuro palo con relativo punto d'informazione "a messaggio variabile" e luce per ridurre, ironia della cosa, la pericolosità notturna al mortale incrocio. Qualunque sia l'apparato posto sul palo, contro di esso sono insorti per primi alcuni cittadini, ottimo esempio di educazione civica applicata, che hanno fatto pervenire le loro giustificate proteste sull'intera operazione prima ai Comuni e quindi ai Carabinieri. Come non bastasse il palo in questione, si evidenzia anche la pericolosità dei numerosi cartelli segnaletici che si trovano sull'altro palo, quello centrale, che possono distrarre i conducenti impegnati a districarsi nella difficile immissione alla SP 456.
Infine in data 9 gennaio 2003 i sindaci dei Comuni di Masone, Campo Ligure, Rossiglione, Tiglieto ed il presidente della Comunità Montana Valli Stura ed Orba hanno fatto pervenire alla Direzione del Primo Tronco Autostrade e, per conoscenza, al presidente della Provincia di Genova ed al Prefetto di Genova, la seguente lettera. Oggetto: Aggravamento delle condizioni di sicurezza stradale in corrispondenza dell'innesto dell'autostrada A26 con SP 456. Si fa seguito alle precedenti segnalazioni, inerenti al marcato stato di pericolosità in cui continua a versare il raccordo d'innesto fra il casello autostradale di Masone dell'autostrada A26 e lo svincolo che immette sulla SP 456. Nel sottolineare che in detto crocevia si sono verificati numerosissimi incidenti, alcuni dei quali mortali, devesi prendere atto che attualmente non risultano essere state realizzate modifiche e/o assunte misure, come l'auspicata costruzione di una "rotonda" o l'installazione d'impianti semaforici adeguati, atte a porre in adeguata sicurezza il citato incrocio. Risulta al contrario in fase d'ultimazione la costruzione di una struttura certamente utile per fornire informazioni ai viaggiatori, ma che aggrava sicuramente lo stato di pericolosità più volte denunciato, riducendo drasticamente la visibilità agli automobilisti.
I sottoscritti Sindaci dei Comuni di Masone, Campo Ligure, Rossiglione e Tiglieto, esaminata in data odierna congiuntamente la questione presso la sede della Comunità Montana, sono giunti alla determinazione di diffidare codesta Direzione dal porre in essere interventi peggiorativi e nel misconoscere nei fatti il pericolo esistente per la pubblica incolumità, poiché la sicurezza del nodo in questione deve prevalere su ogni altra necessità. Avvertono che in assenza di tangibili azioni che facciano sperare in una rapida risoluzione dell'annosa questione saranno costretti ad assumere le iniziative meglio viste, non escluse quelle di carattere Amministrativo e Giudiziario previste dal presente ordinamento.
Quando si dice parlare chiaro! Vedremo gli sviluppi futuri in quale direzione andranno. (O.P.)
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