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Avviato un concorso di idee
per far rinascere il Ricre

 

Acqui Terme. Una notizia che molti acquesi attendevano da tempo, sollecitata a più voci, in interventi che non erano solo nostalgici "amarcord", ma che erano improntati ad una seria ed impegnata disamina delle problematiche giovanili: il Ricre tornerà ad essere un centro di aggregazione per i giovani.
La Diocesi di Acqui, accogliendo le sollecitazioni del vescovo Pier Giorgio Micchiardi, che ha fortemente voluto la ristrutturazione del vecchio Ricre, quale centro di aggregazione dei giovani e delle famiglie, con un particolare occhio di riguardo anche per gli anziani e le fasce sociali più deboli, ha indetto un concorso di idee per la progettazione di un centro polifunzionale nel Ricreatorio di via Nizza che sarà intitolato a San Marello.
Al concorso sono stati invitati, individuati dal comitato promotore, i seguenti professionisti: Gian Piero Accusani, Adolfo Carozzi, Maurizio De Bernardi, Federico Grillo, Massimo Marauda, Fabrizio Naldini, Martina Tornato, Lidia Zamorani.

Il progetto, che deve essere predisposto entro il 4 giugno di quest'anno, deve prevedere:

  • spazi interni ad uso pastorale - culturale, di ritrovo per anziani e fasce sociali deboli;
  • spazi interni ad uso pastorale - culturale, di ritrovo ed aggregazione giovanile;
  • spazi interni ad uso assistenziale diocesano quali mensa, ambulatorio, centro accoglienza;
  • spazi interni per la varie associazioni diocesane;
  • una sala polifunzionale per circa 300 persone;
  • eventuali spazi interni per accoglienza abitativa;
  • riorganizzazione degli spazi destinati a giochi e verde attrezzato;
  • eventuale sistemazione in sotterraneo di parcheggi privati (se compatibili con il luogo).

La commissione giudicatrice, composta dall'ordinario diocesano, dai canonici, dal delegato ai beni culturali, dall'economo diocesano, da due membri della commissione diocesana beni culturali arte sacra e da due professionisti esterni, un architetto ed un ingegnere, assegnerà al progetto primo classificato la stesura del progetto definitivo ed esecutivo.
Il lavoro di tanti sacerdoti, un nome su tutti, quello di don Piero Dolermo, che hanno "svezzato" migliaia di giovani acquesi, insegnando loro a diventare persone, troverà così una prosecuzione proprio in tempi in cui se ne sente estremo bisogno.
E per chi ha calpestato il polveroso campetto da calcio, quando il pallone era quello pesante di cuoio con le cuciture che facevano male, per chi ha frequentato la chiesetta quando la messa era ancora in latino, e c'erano i cartelloni con le parole scritte ben grosse per non dire strafalcioni, per chi ha imparato a socializzare entrando nella grande, fantastica famiglia di "quelli del Ricre", questa non è una notizia di poco conto. (M.P.)

 

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