I progetti grandiosi (e immaginari?)
all'analisi del centrosinistra
Acqui Terme. Pubblichiamo un Comunicato dei consiglieri comunali del centro sinistra "L'Ulivo per Acqui - DS - La Margherita", Domenico Borgatta, Luigi Poggio, Vittorio Rapetti:
"La giunta comunale annuncia con molta propaganda la firma di una "lettera d'intenti", primo passo per un ancora molto ipotetico accordo di programma. Un accordo che avrebbe dovuto essere rinnovato ben 12 mesi fa e che, se tutto andrà bene, verrà definito il prossimo giugno 2004.
Il centro-sinistra acquese e provinciale si è impegnato in questi mesi per elaborare un proposta seria a riguardo di questo nuovo patto.
Un risultato positivo è stato raggiunto: il coinvolgimento della Provincia di Alessandria in questo percorso, con l'impegno ad intervenire in misura consistente sul piano economico e progettuale.
Ma molti altri aspetti, sui quali avevamo indicato criteri e idee, sono rimasti ad un livello del tutto generico, mentre preoccupa l'intenzione di ripartire dal "progetto di Kenzo Tange", vale a dire l'ennesimo libro dei sogni, che a nostro avviso poco risponde alle esigenze e possibilità reali. Sarà quindi opportuno riprendere un confronto assai più preciso sui contenuti effettivi di questo enorme progetto, che dovrebbe portare ad Acqui circa 45 milioni di euro, gran parte dei quali da spendere in opere collegate all'evento delle Olimpiadi, vale a dire entro il 2006.
Considerando che tutto è ancora sulla carta in forma assai poco definita, non vorremmo che il tutto si risolvesse - per la terza volta in pochi anni - in una clamorosa forma di propaganda elettorale in vista delle prossime elezioni provinciali e regionali, passate le quali i soldi, ancora una volta, svanirebbero e sarebbero accantonati per il "prossimo giro".
Non vorremmo che si ripetesse questa farsa, perché Acqui e gli acquesi (ma anche il resto della provincia) verrebbero nuovamente presi in giro e si allontanerebbero ancora una volta le possibilità di sviluppo e di lavoro che questi investimenti potrebbero attivare.
Poiché non crediamo alla politica del "tanto peggio tanto meglio" invitiamo ancora una volta il sindaco e gli amministratori ad un confronto serio, che finora è mancato in città, sulle effettive possibilità di rilancio termale e turistico.
Ed anche sui suoi impegni finanziari: c'è un limite anche all'indebitamento del Comune!
Nel frattempo, nonostante le diverse e ripetute forme di sollecitazione da parte nostra, non è ancora giunta alcuna risposta da parte del sindaco e della giunta sulle gravi questioni aperte in città, che mai vengono portate alla discussione in consiglio comunale. Ricordiamo in breve le principali:
- i progetti di trasformazione urbanistica e le varianti al Piano regolatore collegati alla Società di trasformazione urbana, che rischiano di depauperare il patrimonio pubblico cittadino, per dubbie operazione immobiliari. Abbiamo presentato un dettagliato esposto, per sollecitare l'amministrazione a rivedere l'iter amministrativo e tutelare il comune in caso di ricorsi o di progettazioni 'a rischio'. Purtroppo diverse vicende (vedi il caso Pavàn, il macello di zona, il consorzio rifiuti) dovrebbero metter sull'avviso i cittadini acquesi da questi costosissimi rischi (diversi miliardi di lire) che pesano a carico delle pubbliche finanze, cioè dei cittadini.
- la crisi idrica: è stata ufficialmente dichiarata chiusa, ma nessun acquese (e neppure i consiglieri comunali) hanno avuto informazioni precise ed ufficiali circa la situazione attuale dell'acquedotto e sulle intenzioni per il futuro. Anche in questo caso abbiamo presentato proposte precise che non sono state prese in considerazione. Il consiglio comunale aperto richiesto da tutte le opposizioni non è stato concesso da parte del presidente Bosio.
D'intesa con gli altri consiglieri di minoranza abbiamo presentato una nuova richiesta che impegna il sindaco a riferire in merito nel prossimo consiglio comunale.
- la crisi turistica e termale ed i pesanti riflessi sulla situazione economica e occupazionale, con pesanti riflessi sul comparto commerciale, a fronte dei quali la progettazione del comune continua ad immaginare enormi quanto improbabili espansioni di negozi, esercizi pubblici in diverse aree della città, dove peraltro è già altissimo il numero degli esercizi commerciali e massiccia la presenza della grande distribuzione. Preoccupazioni che in diversi consigli comunali avevamo già evidenziato, ma che non sono solo nostre: infatti sono chiaramente risuonate nel convegno pubblico organizzato dai commercianti acquesi lunedì 10 novembre alla presenza del sindaco e dell'assessore al commercio;
- la questione delle case popolari non assegnate: anche qui nessun segnale positivo da parte dell'Amministrazione, nonostante la gravità del problema: oltre 180 famiglie in lista d'attesa, mentre il Comune non mette a disposizione i 54 alloggi, finanziati con soldi della regione, pronti da anni e lasciati vuoti. Non si riesce a capire in quale modo si intenda uscire da questo problema. Per questo abbiamo presentato una nuova interpellanza.
Ci auguriamo che la giunta non continui a perseguire sogni di grandezza trascurando i problemi reali della città e che i cittadini acquesi non si rassegnino".
Una mozione urgente sugli alloggi popolari
Acqui Terme. I consiglieri comunali Domenico Borgatta, Luigi Poggio, Vittorio Rapetti e Domenico Ivaldi, in data 6 novembre, hanno presentato al presidente del Consiglio comunale una mozione urgente avente come oggetto "alloggi destinati ad edilizia popolare". Questo il testo: "Considerato che il Comune di Acqui ha chiesto e ottenuto un cospicuo finanziamento regionale (14 miliardi di lire circa) per ristrutturare una serie alloggi in edifici comunali da destinare ad edilizia popolare (Palazzo Olmi, Palazzo Chiabrera, via Nizza
); considerato che tale richiesta era stata a suo tempo motivata per una situazione di forte tensione abitativa per un cospicuo numero di famiglie; considerato che tale situazione perdura tuttora, ma che il comune non ha ancora provveduto a trasferire gli alloggi all'ATC perché si dia avvio all'assegnazione, stante una lista d'attesa di oltre 180 famiglie aventi diritto; considerato che i cantieri di lavoro negli edifici in oggetto sono stati rimossi ormai da anni, da cui si suppone che tali lavori di ristrutturazione siano stati definitivamente conclusi; impegnano il sindaco e la giunta comunale a informare il consiglio comunale circa la situazione degli alloggi popolari e le intenzioni della Amministrazione comunale, con particolare riferimento ai seguenti quesiti:
- Il Comune ha chiesto l'abitabilità per gli alloggi in oggetto? Se no, perché? L'amministrazione intende richiederla?
- Si è provveduto a collaudare le opere a fine lavoro? Quando? Da parte di chi? Con quale esito?
- Si è verificata la corrispondenza del progetto alle norme di legge relative alle barriere architettoniche?
- Nel caso in cui gli alloggi in oggetto non risultino idonei, quindi non abitabili, quali iniziative il comune ha avviato per renderli idonei?
- Nel medesimo caso, quali iniziative ha assunto il comune per rivalersi sugli eventuali errori di progettazione che hanno condotto all'inidoneità degli alloggi medesimi?
- Quale fondamento di verità hanno le dichiarazioni riportate dalla stampa, secondo cui gli alloggi sarebbero pronti per essere venduti ai privati, così da incassare una somma tale da consentire di costruire nuove case popolari in altri luoghi?
- Quale fondamento di verità hanno le dichiarazioni riportate dalla stampa, secondo cui gli alloggi sarebbero pronti per essere venduti ai privati, mentre il Comune rimborserebbe la Regione del finanziamento erogato? Ed in tal caso a quali fondi di bilancio attingerebbe il Comune per effettuare tale rimborso?
- Per quale motivo il Comune non ha utilizzato tutto il fondo stanziato per il progetto, lasciando un residuo di quasi 4 miliardi presso la Regione?"
Il Partito comunisti italiani critica
la cerimonia della lettera d'intenti
Acqui Terme. Ci scrivono Adriano Icardi e Piera Mastromarino del Partito dei Comunisti Italiani:
"Gentilissimo direttore, venerdì 7 novembre, nella sala "Belle Époque" dell'Hotel Nuove Terme, abbiamo assistito alla firma della lettera d'intenti, con cui Regione Piemonte, Provincia di Alessandria, Comune di Acqui Terme, Società Terme S.p.A., Fondazione e Cassa di Risparmio di Alessandria, si impegnano a collaborare ed investire nei progetti relativi al futuro delle terme e allo sviluppo turistico di Acqui.
Nel primo intervento, l'assessore regionale al Turismo, Ettore Racchelli, ha parlato dell'impegno finanziario della Regione, riproponendo gli stratosferici progetti di Kenzo Tange e riponendo in essi la più totale fiducia e condivisione, ribadite, poi, sia dal sindaco di Acqui Terme, Danilo Rapetti, sia dal presidente delle Terme S.p.A., Giorgio Tacchino.
In seguito, il vice presidente della Provincia di Alessandria, Daniele Borioli, ha espresso la disponibilità della Provincia ad entrare nell'Accordo di Programma per le Terme, ponendo, però, la condizione che essa debba avere il giusto peso e un potere d'influenza sui progetti, che si vorranno realizzare per favorire lo sviluppo turistico-termale di Acqui Terme, le cui risorse sono un patrimonio fondamentale non soltanto a livello locale, ma anche su scala provinciale, regionale e nazionale.
Condividiamo totalmente il discorso di Borioli, anche perché già nei nostri passati interventi, pubblicati su "L'Ancora", avevamo sottolineato la necessità della presenza della Provincia in tale accordo, con un ruolo attivo e propositivo su alcuni punti essenziali, come la rivalutazione delle Terme Militari, il recupero dell'ex Politeama Garibaldi, la ristrutturazione del ponte Carlo Alberto, la realizzazione di un piano industriale, che possa creare nuovi posti di lavoro.
Ci lasciano, infatti, molto perplessi, gli ormai noti progetti dell'architetto giapponese, che hanno sempre comportato solamente spese per la pianificazione, per altro non ancora definitiva, senza mai dimostrarsi realizzabili.
La grande sicurezza e fiducia, ostentate dagli esponenti regionali e comunali, ci sembrano dunque, novamente, fattori di pura apparenza propagandistica, così come l'eccessiva sfarzosità, che ha caratterizzato la manifestazione organizzata per una firma ancora del tutto provvisoria.
Ribadiamo, quindi, il nostro invito all'Amministrazione comunale e agli altri enti interessati nell'accordo, di discutere i progetti relativi al futuro di Acqui con tutti i cittadini, evitando le spese inutili e la facile propaganda".
L'altro osservatorio
Osserviamo che, a fronte di un articolo durissimo a firma del Consigliere Provinciale Gallizzi che titolava: "il Presidente dell'Osservatorio non sta con la collettività" la signora Zampatti collaboratrice dell'Osservatorio stesso gli "risponde con piacere per aver messo in chiaro alcune cose...". Ogni commento è superfluo.
Nel ringraziare comunque la signora Zampatti per quanto fa con la sua collaborazione all'OSA cogliamo l'occasione per precisare alcune cose. Innanzi tutto non è una "cattiveria" chiedere a Pantalone di togliersi la maschera. Quando la commedia sarà finita, ovvero quando sarà chiaro a tutti gli acquesi chi sono coloro che la maschera la portano per davvero anche quando non è carnevale o quando non sono su un palco teatrale, difficoltà in questo senso non ce ne saranno.
Paradossalmente non siamo noi a portare la maschera ma tutti coloro che sulla sanità "ciurlano nel manico" ben coscienti di farlo. Coloro (politici, amministratori, tecnici o spesso tutte tre le cose) che dichiarano di aver raggiunto dei risultati positivi ma non dicono quali, che la sanità va bene quando si avvicinano le campagne elettorali, che hanno un atteggiamento ad Acqui Terme, ad Alessandria, a Torino uguale o diverso a seconda delle contingenze politiche, e non solo.
Occorre precisare che il lavoro di ricevere ed ascoltare i cittadini rispetto alle difficoltà da loro riscontrate nell'utilizzo dei servizi sanitari come fa, se non abbiamo compreso male, la signora Zampatti è certamente meritevole ma purtroppo è solo uno degli aspetti che occorre affrontare. Altri piani, altri livelli occorre scalare affinché le cose funzionino per davvero. Altrimenti il suo impegno, signora Zampatti, sarà vanificato o, peggio, in prospettiva da altri male utilizzato.
Intanto prendiamo atto che una tematica da noi affrontata, come altre fatte cadere nel più rigoroso silenzio dagli interessati locali, è emersa grazie all'intervento nei giorni scorsi di alcuni esponenti in regione del Centro Sinistra. Ci riferiamo all'aumento anomalo dell'attività di alcune cliniche private in Piemonte (fino al 500%) come riportato dalla stampa, anche da L'Ancora con un documento a firma Muliere consigliere regionale dei Democratici di Sinistra, e che riguarda anche la realtà di una clinica locale. Non riusciamo a comprendere come mai le strutture del nostro ospedale non siano in grado di soddisfare la domanda; ci pare riduttiva e comunque non sufficiente la spiegazione che l'attuale governo regionale favorirebbe le strutture private a discapito di quelle pubbliche. Una cosa ci è chiara e auspichiamo possa essere argomento per i prossimi atti: nel comune parlare l'operatore della locale clinica privata tende ad esprimersi nei termini di massima valorizzazione della soddisfazione del cliente con una convinzione che appare chiara non solo al cliente stesso che, soddisfatto lascia la degenza, ma anche all'interlocutore appena un pochino attento. Non solo non esiste purtroppo questa convinzione a livello degli operatori della sanità pubblica locale ma il tema al massimo è affrontato dai soliti noti in margine a qualche corso di aggiornamento. Eppure il popolo dei dirigenti per legge (alcuni con stipendi a coefficiente 10 rispetto ad un OTA o 7-8 rispetto ad un Infermiere), della "piccola dirigenza" e dei coordinatori che tra un po' saranno più dei coordinati, è numeroso assai! (Pantalone)
Rifiutato aiuto competente
per sollevare l'economia acquese?
Acqui Terme. Riceviamo e pubblichiamo: "Gentile Direttore, Le sarei grato se volesse dedicarmi un piccolo spazio per aggiungere un contributo alle perplessità espresse sul numero scorso dai lavoratori delle Terme, soprattutto in merito alla necessità di impostare efficaci azioni di marketing (e non solo...).
Chi gestisce un'azienda dovrebbe a mio avviso valutare con attenzione tutte le proposte concretamente finalizzate al miglioramento ed allo sviluppo della stessa.
Premesso questo, desidero far sapere a chi manifesta legittime preoccupazioni in merito al proprio posto di lavoro, che un loro concittadino ha avuto la possibilità (e anche la fortuna) di sviluppare la propria carriera nell'area commerciale/marketing di significative strutture fortemente orientate alla cosiddetta "customer satisfaction" (cioè alla soddisfazione del cliente) ottenendo negli anni risultati gestionali decisamente superiori agli obiettivi prefissati.
Il tutto con la responsabilità diretta su un migliaio di persone e centinaia di miliardi di lire di fatturato.
E a noi cosa ce ne... potrebbero dire i lettori.
Giusto, ma forse non lo direbbero se sapessero che questa persona in più occasioni ha offerto la propria disponibilità per "dare una mano" nel tempo libero all'Amministrazione Comunale e cercare concretamente di risollevare alcuni settori dell'economia cittadina.
Il tutto senza fini economici (men che meno politici) spinto esclusivamente dal desiderio di fare qualcosa per la città con la speranza che in futuro i propri figli possano trovare in zona opportunità professionali senza essere costretti ad andarle a cercare altrove...
Bene, nè il Sindaco nè il Presidente delle Terme hanno ritenuto opportuno dedicare un'ora del loro tempo per sedersi intorno ad un tavolo e valutare insieme il da farsi (magari facendo tesoro delle esperienze pregresse) pur sapendo che ora questa persona opera in un settore che ben si presterebbe a progetti di sviluppo del termalismo.
Naturalmente sto parlando di me stesso e francamente, dopo anni di tentativi caduti nel vuoto, sono stufo di combattere contro i mulini a vento.
Si vuol credere che con le fontane e le raviolate si risolleverà l'economia? Benissimo.
Si pensa che le strategie di sviluppo possano essere elaborate senza un'adeguata cultura manageriale alle spalle? Benissimo. Si è convinti che la strada giusta sia quella dei progetti faraonici e dei voli pindarci? Benissimo.
Io avrei qualche perplessità... ma non sono fatti miei.
Chiedo di non pubblicare il mio nome perché non intendo nè passare per il salvatore della patria (che certamente non sarei) nè creare sterili polemiche.
Ma il mio nome è disponibile in redazione per coloro che, come me, siano animati dal desiderio di "rimboccarsi le maniche" e darsi da fare al di fuori dei giochi politici.
Chiudo questa breve riflessione augurando di cuore "buona fortuna" ai dipendenti delle Terme". (lettera firmata)
Incontro dibattito sul futuro dell'Iraq
Acqui Terme. Il Movimento culturale dell'Azione cattolica diocesana, le associazioni ecclesiali, l'Associazione per la pace e la non violenza della nostra città hanno organizzato, insieme alle Parrocchie cittadine un incontro dibattito che si terrà nel salone del Liceo classico (corso Bagni, 1), dalle ore 20.30 di venerdì 21 novembre.
Ad animare il dibattito è stata chiamata la dottoressa Maria Grazia Turri (dell'Università di Torino) che ha lavorato per anni a Bagdad, per conto di un'organizzazione umanitaria ("Un ponte per Bagdad") di cui è, ancora oggi, una dirigente di livello nazionale.
Durante la serata, a cui tutti sono invitati, si affronteranno i seguenti argomenti: lineamenti essenziali della storia, della geografia, dell'economia, della società e della religione dell'Iraq; la politica internazionale di ieri e di oggi nei confronti dell'Iraq; che cosa possiamo fare noi oggi, di fronte alla situazione attuale.
Questo il commento degli organizzatori: "Sempre più terribili le notizie che provengono dall'Iraq: la guerra che veniva annunciata come breve e risolutiva si rivela lunga e tutt'altro che risolutiva sia dei problemi interni di questo paese sia del terrorismo internazionale. Una dimostrazione in più, se ce ne fosse bisogno, del fatto che mai dalla guerra deriva la pace, semmai altre guerre ed altre sofferenze.
Come aveva a suo tempo sostenuto con forza il papa Giovanni Paolo II, quando si annunciava la seconda guerra contro il regime di Saddam Hussein. Finora, purtroppo, dell'Iraq si sono occupati pressoché esclusivamente i governi col risultato di rendere sempre più instabile la pace e la sicurezza nel mondo. Bisogna che l'opinione pubblica, che la gente faccia sentire la sua voce".
Eletti i responsabili Sdi
Acqui Terme. Segretario cittadino e della zona dello Sdi (Socialisti democratici italiani) è il giovanissimo Ivan Patti; responsabile politico per Acqui Terme e zona del medesimo partito è Pinuccio Olivieri, socialista da sempre, persona di notevole sensibilità e di apprezzabile capacità politica. Il nuovo organismo della segreteria politica locale dello Sdi è stato eletto durante l'assemblea degli iscritti del 6 novembre durante la quale gli intervenuti hanno anche discusso argomenti che interessano la nostra collettività, dalla sanità all'ambiente, cultura, economia e turismo, terme.
I socialisti acquesi che si riconoscono nel pensiero del socialismo riformista, che fissa la sua posizione nell'area del centro-sinistra, ritengono che sia opportuno aprire un dibattito sul futuro della sinistra, affinché venga elaborato un nuovo patto per la città che stabilisca le future linee politiche e programmatiche capaci di proporre con chiarezza i suoi contenuti ai cittadini acquesi, dando garanzia di serietà e coerenza. L'assemblea ha posto inoltre l'accento sulla necessità politica di una maggiore attenzione ai problemi della gente e del territorio soprattutto per quanto riguarda la questione idrica e quella dell'Erro, l'occupazione, il lavoro.
Convegno su Socialismo e libertà
Acqui Terme. È in programma, sabato 22 novembre, alle 17, a Palazzo Robellini, un convegno dibattito con il socialista Rino Formica, presidente nazionale dell'Associazione "Socialismo e libertà". Si tratta di un incontro che avviene in un momento di particolare importanza storica per Acqui Terme, ma anche a livello nazionale. Secondo quanto sottolineato dai componenti acquesi della associazione acquese di "Socialismo e libertà" la conferenza ha l'obiettivo di stimolare la discussione per unire socialisti e diventa quindi occasione da non perdere per quanti hanno creduto in questa idea, come momento di crescita politica ed intellettuale e come possibilità di rilancio e di benessere.
Alla conferenza interverranno Felice Borgoglio, membro della segreteria nazionale dello Sdi; Pierangelo Taverna, segretario provinciale dello Sdi; Luigi Cornelio, coordinatore provinciale Sociale e libertà. Moderatore del convegno sarà Michele Gallizzi, coordinatore dell'associazione Socialismo e libertà per la zona di Acqui Terme e dell'Acquese.