L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]

 

Poca acqua, meno funghi, ma... tanta caccia

 

Campo Ligure. L'autunno è arrivato, non ha portato gran che piogge, di funghi nemmeno l'ombra ma in compenso è in piena attività un'altra espressione tipica del periodo: la caccia.
I boschi, orfani dei fungaioli, si consolano con i numerosi passaggi dei cacciatori ed il rumore delle fucilate è quotidianità.
Ormai le specie cacciabili aumentano di anno in anno, soprattutto tra gli uccelli sono ormai pochi quelli che possono dormire sonni tranquilli.
Forti di una Regione Liguria dichiaratamente, a volte forsennatamente, pro caccia e di una Provincia che sostanzialmente si allinea anche per non rischiare i pagare conti elettorali, i praticanti di questo "sport" forse mai come in questo periodo, almeno in tempi recenti, hanno goduto di una normativa così favorevole e possono tranquillamente riempirsi i carnieri magari con uccellini come i fringuelli per affrontare i quali sicuramente non son necessarie particolari dosi di coraggio.
Infatti una delle cacce di maggior successo è quella al "passo": migliaia di uccelli che si trasferiscono per l'inverno vengono accolti a fucilate e pagano un consistente pedaggio.
Nonostante questo triste spettacolo che si ripete tutti gli anni, si intravede però qualche motivo di ottimismo per il futuro.
La Liguria continua ad essere la regione con il maggior numero di cacciatori, ma i giovani che imbracciano il fucile sono in diminuzione e, da queste parti, rimangono uno sparuto drappello di irriducibili.
Il secondo motivo di ottimismo è dovuto al fatto che la natura, nonostante tutto, sembra prendersi le sue rivincite; la fauna locale sta subendo un deciso incremento, specie una volta sconosciute o rare, complici gli sconvolgimenti climatici, si stanno, con sempre più frequenza, affacciando in valle.
Vari tipi di rapaci, con in testa il falco pellegrino, il biancone e l'aquila, garzette, nitticore, anatre ma anche mammiferi quali lontra, tasso, volpe o di taglia più grande come caprioli e qualche raro cervo.
E' proprio di questi giorni l'avvistamento di un ospite nuovissimo e mai visto in zona: il muflone.
Speriamo che una maggiore coscienza ecologica e civile ci permetta di convivere meglio con questi abitanti dei nostri boschi tendendo a quell'equilibrio della natura che porterebbe benefici a tutti.

(D. Rosi)

 

Scrivi alla redazione dell'Ancora

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]