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Acquedotto, scuole, centro storico
socioassistenziale a Rivalta Bormida

 

Rivalta Bormida. All’inizio di un anno che porterà con sè la tornata elettorale e conseguentemente un nuovo sindaco, discutiamo con il primo cittadino “uscente” di Rivalta Bormida, Gian Franco Ferraris, che non potrà ricandidarsi come tale, della sua attività, un bilancio di nove anni di amministrazione che pubblicheremo in due parti, questa e la prossima settimana.
L’acquedotto. L’ultima opera in ordine di tempo, festeggiata nel periodo natalizio con la “Festa dell’acqua” è stato il collegamento idrico con i pozzi di Predosa, tappa conclusiva di un ampio lavoro di riorganizzazione e ottimizzazione deIl’acquedotto rivaltese. Intervento lungimirante, considerata la grave crisi idrica della scorsa estate.
«Si, l’acquedotto è stato uno dei primi problemi che abbiamo affrontato. Nel 1995 abbiamo iniziato la costruzione del pozzo in località San Remigio, su una falda profonda e ben protetta da inquinamento. La falda di Rivalta, è noto, non presenta inquinamento umano ma ha una concentrazione elevata di magnesio, ferro, manganese e solfati: quindi per ottenere un’acqua con caratteristiche accettabili abbiamo dovuto costruire un sofisticato impianto di potabilizzazione che è stato collegato alla rete idrica nel marzo 1997. Nel frattempo la stessa rete idrica è stata quasi completamente rifatta ed è ora veramente efficiente, senza sprechi e conseguente mancanza d’acqua ai rubinetti. Quest’estate così abbiamo potuto sorridere delle sciocchezze che hanno dato diversi media, come la Stampa e Telecity, che il 13 agosto hanno affermato che eravamo in emergenza idrica o il Piccolo che ha scritto che misceliamo l’acqua del fiume Bormida...
È stato un percorso irto di difficoltà che ha comportato un investimento consistente, oltre 1 miliardo e 500 milioni di vecchie lire. Ma ottenuto ciò non abbiamo dormito sugli allori e abbiamo ultimato i lavori che renderanno la situazione idrica di Rivalta invidiabile da tutti i punti di vista: infatti, è stato anche terminato il serbatoio di accumulo in regione Sampò con una capacità di 350 mc. Quest’intervento garantirà la pressione ottimale per raggiungere per caduta ogni zona del paese, compresi i piani alti dei condomini, e compresi i collegamenti alla stazione di rilancio di regione S. Remigio e con la condotta principale in via N. Sauro.
Ma l’intervento più importante è certo il citato collegamento con Predosa. Da circa 13 anni sentiamo parlare dell’agognato collegamento dell’Acquese all’acquedotto di Predosa, che non è stato fatto per l’ostilità delle amministrazioni acquesi. Noi, invece, grazie alla disponibilità del Comune di Predosa, che ad agosto ha deliberato la disponibilità a concederci 300 mc al giorno di acqua potabile dei pozzi di Mantovana, e grazie all’ACOS, la società che gestisce l’acquedotto di Rivalta da due anni e mediante il collegamento dell’acquedotto di Pian Gerbido, siamo riusciti a collegarci con gli impianti di Predosa nella frazione di Mantovana, con costi modesti. Questo intervento permette di erogare acqua che ribadisco essere di eccellente qualità.
Devo ancora ricordare che l’amministrazione di Rivalta aveva previsto la possibile situazione di grave crisi idrica puntualmente verificatasi quest’estate e non ha aderito all’Autorità d’Ambito: anzi è ancora pendente un ricorso al TAR».
La Comunità Anziani. Parliamo invece ora di sociale: la Comunità per Anziani, ad esempio, festeggiata nella giornata dedicata agli anziani rivaltesi poco prima dello scorso Natale.
«Nel 1998 è stata ultimata la Comunità per anziani “La Madonnina”, altro motivo di orgoglio per i rivaltesi. La casa per anziani ha riscosso costantemente in questi anni il giudizio positivo degli ospiti e degli addetti del settore. L’amministrazione comunale ha scelto la gestione pubblica perché, senza fini di lucro, garantisce migliori condizioni di vita per gli ospiti. Sono stati organizzati anche dei servizi per gli anziani che hanno scelto di vivere nel proprio domicilio, come la mensa e da poco il servizio infermieristico.
Abbiamo poi presentato un progetto di ristrutturazione dell’immobile adiacente alla casa, allo scopo di ampliare la struttura per accogliere altri 20 anziani autosufficienti. Il progetto comporta una spesa di lire 2.234.455.000 ed è stato approvato dalla Regione, che ha concesso un contributo di euro 311.799,91 (pari a lire 603.728.811); per quanto riguarda la restante parte di risorse necessarie per realizzare l’intervento, stiamo valutando se contrarre un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti o se coinvolgere nel cofinanziamento le cooperative che hanno in gestione i servizi.
Sistemando il fabbricato e l’area adiacente e ultimando la strada in costruzione tra via S. Domenico e via N. Sauro, questa zona potrà così anche diventare un gradevole luogo di incontro».
Servizi Socio-Assistenziali. Strettamente collegato ai servizi per gli anziani, c’è il vasto campo di attività dei servizi socio-assistenziali, in cui Rivalta si è sempre distinta in questi anni per l’impegno e come Comune capofila e pioniere di questo tipo di politiche volte alla popolazione meno fortunata.
«Per sette anni Rivalta ha gestito i servizi sociali per 26 Comuni dell’Acquese. In questi anni la situazione sociale si è fatta sempre più difficile e il servizio ha cercato di fronteggiare al meglio il degrado e la povertà: nel tempo il livello dei servizi è sicuramente migliorato.
A volte ho avvertito l’incomprensione dell’opinione pubblica di fronte al sostegno assicurato sempre dal Comune a persone in stato di bisogno e disagiate. La domanda da porsi è: se queste persone fossero state abbandonate a sé stesse la situazione di Rivalta sarebbe migliore? I servizi si sono prodigati per evitare che situazioni a rischio potessero ulteriormente peggiorare e per prevenire l’emarginazione, nell’intento di tenere la comunità rivaltese coesa, in uno sforzo di solidarietà e di comprensione umana.
Inoltre sono stati anni di difficili rapporti con la sanità regionale. Sempre più spesso, ad esempio, gli anziani malati sono stati curati poco e male e scaricati sui familiari o sui nostri servizi. E gli operatori dei servizi hanno cercato di affrontare le carenze organizzative della sanità e di rispondere al meglio alle esigenze degli anziani malati e dei loro familiari. Dal 2004 i servizi sociali manterranno l’attuale organizzazione, ma il Comune di Rivalta non sarà più capofila e saranno gestiti dalla Comunità Collinare e dalla Comunità Montana».
La scuola. Dalla terza età ai giovani, al futuro. Rivalta Bormida mantiene vive ed attive le proprie scuole.
«Le scuole di Rivalta hanno una lunga tradizione. L’aggregazione nel 1998 al nostro plesso di tutte le scuole dell’obbligo dei paesi limitrofi (Strevi, Montaldo, Carpeneto e Cassine) ha permesso un salto di qualità. Si è usciti da una situazione precaria che si trascinava da anni e l’aver ottenuto l’autonomia dell’Istituto e la dirigenza ha permesso una maggiore pianificazione nel medio e lungo periodo, miglioramento del servizio e abbassamento dei costi. Di fatto, l’attività didattica è particolarmente ricca di iniziative, gli alunni sono in continuo aumento (quest’anno sono circa 640) e questo rappresenta una risorsa per il paese in termini economici, sociali e di occupazione».
Il centro storico. Dai servizi agli interventi di recupero architettonico e urbano del paese. Primo obiettivo, far rivivere il centro storico.
«Si, negli ultimi anni sono state fatte scelte importanti per valorizzare il patrimonio del centro storico. Si tratta di un insieme di interventi iniziati con l’illuminazione e la pavimentazione di via Giovanni XXIII e poi continuati con la nuova biblioteca comunale, la ristrutturazione in corso di casa Bruni da adibire a centro servizi culturali e ricreativi, ristorante, scuola di restauro e il recupero delle facciate delle case con il contributo dei privati.
L’amministrazione ha compiuto queste scelte importanti per recuperare il paese vecchio, valorizzare il patrimonio esistente e scongiurare che quell’area diventasse irrimediabilmente il centro del degrado abitativo e sociale. Per anni il centro storico è stato infatti abbandonato e ancora oggi rischia un degrado urbanistico. Abbiamo percorso un tratto del cammino anche se bisogna proseguire con interventi coerenti per far fare un salto di qualità a una realtà che ancora oggi può produrre situazioni di emarginazione sociale e problemi di convivenza con gli immigrati.
Per far sì che le cose migliorino, anche se sono stati fatti molti passi avanti, occorre che tutti noi, Amministrazione e proprietari degli immobili, si diventi consapevoli della necessità di una vera e propria svolta culturale, possibile solo con la collaborazione di tutti».
Servizio smaltimento rifiuti. Ultima domanda di questa prima parte di intervista-bilancio. Come ha affrontato Rivalta la questione rifiuti, problema sempre pesante per tutti i Comuni?
«Nello scorso novembre è stata approvata l’adesione di tutti i Comuni dell’Acquese al Consorzio unico con Novese, Tortonese, Ovadese, costituendo così uno dei consorzi più importanti del Piemonte. Si è così messa la parola fine all’emergenza rifiuti che durava da anni. Il Comune di Rivalta ha avuto un ruolo di primo piano nella liquidazione del Consorzio Acquese e nell’abbandonare le singolari e velleitarie soluzioni proposte, come discarica di Gavonata e bio-digestore, mai iniziati. Siamo così riusciti a limitare le faraoniche spese di gestione del Consorzio Acquese e ad abbattere il costo di smaltimento rifiuti, che è passato da cifre intorno alle 350 lire al chilo a poco più di 100 lire al chilo.
Parimenti Rivalta si è distinta nella raccolta differenziata, raggiungendo una percentuale intorno al 30%, che rappresenta un risultato di cui andare fieri. Dal mese di dicembre è stato necessario modificare il sistema di raccolta differenziata per adeguarsi a quello utilizzato dal nuovo Consorzio cui abbiamo aderito, ma è auspicabile che anche questo sistema funzioni in modo efficiente». (Stefano Ivaldi)

 

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