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Una centrale a biomasse
elettricità "pulita" a Mallare

  Mallare. Entro l’anno dovrebbe essere realizzata a Mallare, nei pressi della segheria Mallarini, una centrale termoelettrica a biomasse avente una potenza di 7 MWe.
Il progetto, realizzato dalla stessa ditta Mallarini in collaborazione con il gruppo COMEF, ha già superato un primo esame da parte della Regione Liguria che ha escluso la necessità di effettuare la valutazione di impatto ambientale, ma ha imposto alcune prescrizioni, fra le quali quella di utilizzare risorse locali al novanta per cento per alimentare la centrale.
La ditta Mallarini appartiene alla storia dell’industria del legno nel savonese ed in Liguria. Opera nel settore da quattro generazioni. Ha una segheria industriale, uno stabilimento per la produzione di pallets ed altri stabilimenti di prima lavorazione del legno in Italia ed in Francia.
Adesso i Mallarini vogliono utilizzare il legno per produrre energia da fonti rinnovabili. L’industria del legno in Valbormida ha infatti conosciuto un periodo di contrazione a seguito della minor richiesta di cippato di legna per l’industria dei tannini, che costituiva un mercato anche per i legni meno pregiati. Per altro in Val Bormida il bosco ceduo è spesso ricco di piante di castagno il cui utilizzo potrebbe essere rilanciato dalla produzione di energia o dall’installazione di impianti di riscaldamento a base di cippato di legna.
Per l’alimentazione della centrale dei Mallarini saranno necessarie settantamila tonnellate di legno l’anno, che garantiranno un’attività sicura e remunerativa ad una buona fetta dell’industria forestale locale, assicurando occupazione e lavoro per un buon numero di anni.
Si prevede che la centrale possa dare direttamente lavoro ad una quindicina di dipendenti ed indirettamente ad un centinaio di persone nel settore forestale. Il fatturato annuo ammonterebbe a circa 8 milioni di Euro.
La ditta Mallarini, con i suoi soci, investirà ben 17,5 milioni di Euro per la realizzazione di questo progetto. A questo scopo è stata costituita la società “Val Bormida Energia s.r.l.”.
Inoltre l’impianto si inquadra nei parametri ambientali degli accordi di Kyoto. Con 70 mila tonnellate di legname si produrranno 56 milioni di Kwh all’anno, con un risparmio di 17 mila tonnellate di petrolio. Ovviamente anche questa centrale produrrà fumi e gas ad effetto serra, ma a differenza del petrolio, che rilascia in atmosfera i gas inquinanti immagazzinati milioni di anni fa, saranno restituiti i gas immagazzinati in questi decenni dalla piante che saranno bruciate e che saranno riassorbiti dalle nuove piante che cresceranno. Un equilibrio che dovrebbe evitare, ad esempio, l’immissione in atmosfera di circa 7300 tonnellate l’anno di anidride carbonica.
Il prossimo obiettivo è ottenere l’approvazione definitiva da parte della Conferenza dei Servizi. Se ci saranno adeguati finanziamenti pubblici, in futuro, potrebbe anche realizzata una rete di teleriscaldamento di cui potrebbe beneficiare l’abitato di Mallare.
Intanto entro la fine del mese la ditta Mallarini avvierà la produzione di pellet, un combustibile fatto di scarti dell’industria del legno, triturati, compressi ed essiccati in forma granulare. E’ un combustibile di successo destinato ad alimentare apposite stufe a legna di moderna concezione.

 

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