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Acqui Terme. Ospitiamo un altro intervento dei consiglieri del Centro sinistra Domenico Borgatta, Luigi Poggio, Vittorio Rapetti e di Rifondazione comunista, Domenico Ivaldi, sul problema degli alloggi popolari.
«Non è per essere ostinati o litigiosi (ci entusiasmiamo per ben altri motivi), ma intendiamo tornare sulla questione delle case popolari, in quanto si tratta di un problema sociale del tutto evidente, che ha un significato morale prima ancora che politico e che non può esser rinviato in nome di interessi poco chiari.
Proprio per sgombrare il campo da dubbi ed equivoci riteniamo essenziale che lamministrazione chiarisca in forma ufficiale le proprie intenzioni.
Le frammentarie notizie circa lacquisizione di nuovi alloggi e le differenti dichiarazioni alla stampa circa luso degli alloggi già ristrutturati con i fondi per le case popolari non possono certo esser considerati atti ufficiali!
Non è chiaro se e quanti alloggi verranno assegnati degli oltre 50 finanziati con i soldi regionali da ormai 4 anni (appena 7? oppure 15? forse una ventina?), né se il Comune intende acquisire nuove case già pronte in luogo degli alloggi ristrutturati in Pisterna che non intende assegnare.
Per questo la scorsa settimana abbiamo presentato una nuova interrogazione al sindaco, visto che la precedente interpellanza, del 6 novembre 2003 (protocollata il 12.11.2003) non ha ottenuto alcuna risposta scritta, né analoga mozione urgente si è potuta discutere nel consiglio comunale dello scorso novembre (nonostante fosse stata posta agli atti del medesimo ed i sottoscritti ne abbiano sollecitato la discussione al Presidente del consiglio).
Ecco il testo della richiesta: considerato che il Comune di Acqui ha chiesto e ottenuto un cospicuo finanziamento regionale (14 miliardi di lire circa) per ristrutturare una serie alloggi in edifici comunali da destinare ad edilizia popolare (palazzo Olmi, palazzo Chiabrera, via Nizza
), considerato che tale richiesta era stata a suo tempo motivata per una situazione di forte tensione abitativa per un cospicuo numero di famiglie, considerato che tale situazione perdura tuttora, ma che il comune non ha ancora provveduto a trasferire gli alloggi allATC perché si dia avvio allassegnazione, stante una lista dattesa di oltre 180 famiglie aventi diritto (inserite in una graduatoria aggiornata e definitivamente approvata); considerato che i cantieri di lavoro negli edifici in oggetto sono stati rimossi ormai da anni, da cui si suppone che tali lavori di ristrutturazione siano stati definitivamente conclusi, si richiede che il sindaco informi circa la situazione degli alloggi popolari e le intenzioni della Amministrazione comunale, con particolare e specifico riferimento ai seguenti quesiti:
- Il Comune ha chiesto labitabilità per gli alloggi in oggetto? Se no, perché? Lamministrazione intende richiederla?
- Si è provveduto a collaudare le opere a fine lavoro? quando? da parte di chi? con quale esito?
- Si è verificata la corrispondenza del progetto alle norme di legge relative alle barriere architettoniche?
- Nel caso in cui gli alloggi in oggetto non risultino idonei, quindi non abitabili, quali iniziative il comune ha avviato per renderli idonei?
- Nel medesimo caso, quali iniziative ha assunto il comune per rivalersi sugli eventuali errori di progettazione che hanno condotto allinidoneità degli alloggi medesimi?
- Quale fondamento di verità hanno le dichiarazioni riportate dalla stampa, secondo cui gli alloggi sarebbero pronti per essere venduti ai privati, così da incassare una somma tale da consentire di costruire nuove case popolari in altri luoghi?
- Quale fondamento di verità hanno le dichiarazioni riportate dalla stampa, secondo cui gli alloggi sarebbero pronti per essere venduti ai privati, mentre il Comune rimborserebbe la Regione del finanziamento erogato? Ed in tal caso a quali fondi di bilancio attingerebbe il Comune per effettuare tale rimborso?
- Per quale motivo il Comune non ha utilizzato tutto il fondo stanziato per il progetto, lasciando un residuo di quasi 4 miliardi presso la Regione?».
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