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Chiusa la Caralt si pagherà alla Posta |
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Acqui Terme. Espressioni non certo benevole le abbiamo ascoltate per la chiusura, dal 1º febbraio, della sede di Acqui Terme della Caralt. La società, con uffici in via Galeazzo, riscuoteva soprattutto per il Comune di Acqui Terme, le somme da pagare per Ici e tariffa dei rifiuti. «La chiusura - come affermato dal direttore provinciale della società, il dottor Gennaro - è stata una conseguenza della decisione dellamministrazione comunale di Acqui Terme, di cui prendiamo atto».
Quindi, gli amministratori acquesi, «liquidata» la società di riscossione che agiva nella città termale con tre dipendenti, per introitare i tributi dovuti al Comune dal cittadino si avvarrà di una formula che prevede la riscossione diretta. Lesazione dei tributi, così come lemissione delle cartelle esattoriali, avverrebbe in proprio. Più esattamente avvalendosi di una società privata che dovrà produrre le condizioni attuative per il pagamento alla posta dei tributi, senza ulteriore aggravio di spese. «Si vuole arrivare a dare un servizio migliore con costi minori per la comunità», ha affermato lassessore alle Finanze Riccardo Alemanno, parlando del caso. Nel rinnovato, probabile apertura a fine marzo, ufficio postale, tra le dieci casse una dovrebbe essere riservata al pagamento dei contributi comunali. Lufficio postale di Acqui Terme, inoltre, dovrebbe aprire uno sportello a San Defendente, zona che ormai conta più di seimila abitanti ed ha alcune tra le più importanti sedi istituzionali della città come la caserma dei carabinieri ed istituti scolastici. Il Comune starebbe anche predisponendo un progetto per linformatizzazione dei servizi. Il tempo dirà se il cittadino usufruirà di qualche facilitazione. Per il momento il contribuente spera di non doversi sobbarcare file lunghissime per pagare le tasse. (C.R.) |
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