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La "Rolam" ultima vittima
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| Altare. Un vero e proprio caso di capitalismo selvaggio, cinico e spietato, con scarsa considerazione per gli aspetti etici, sociali ed umani che comporta la gestione aziendale di una proprietà. Questo è ciò che è avvenuto pochi giorni fa allazienda Rolam di Altare, che la proprietaria, multinazionale canadese Intier, ha deciso di chiudere per trasferire la produzione, che si faceva in Val Bormida, nella repubblica Ceca dove la manodopera costa un terzo rispetto a quella occidentale. Daltra parte da tempo il capitalismo attuale ha dimostrato di non avere più la necessità politica di dimostrare un volto umano, lasciando alle filosofie iperliberiste il governo delleconomia, anche se diversi stati - anche senza ricorrere al protezionismo - curano i loro interessi nazionali più fortemente di quanto non stia facendo il nostro Paese. E il caso della Francia, della Germania, ma anche dellInghilterra e degli stessi Stati Uniti, per i quali il liberismo senza controllo dello stato vale più per casa degli altri che per casa loro. Di fronte allaccaduto, la reazione delle maestranze delle Rolam è stata comunque immediata con manifestazioni articolate e con il mantenimento dellattività produttiva della fabbrica. Nel giro di pochi giorni si sono riuniti Consiglio Comunali di Altare, Carcare, Cairo Montenotte e Millesimo. Il Presidente della Regione Liguria, Sandro Biasotti, ha incontrato i dipendenti della Rolam nella sede del Consiglio Comunale di Cairo Montenotte lo scorso venerdì 30 gennaio ed in tale occasione ha stigmatizzato il comportamento della multinazionale canadese, che non ha ritenuto di informare adeguatamente le istituzioni locali nonostante fosse aperto un tavolo di confronto e concertazione sulla vicenda. Un comportamento offensivo ed irriguardoso verso le pubbliche istituzioni italiane ha detto Biasotti per il quale invierò una nota di protesta allambasciata canadese a Roma. Nel merito comunque sia la Regione Liguria, sia i vari enti Comunali hanno evidenziato la necessità di salvare lazienda chiedendo alla multinazionale di cederla ad una ditta che sia interessata a utilizzare le professionalità esistenti per una nuova attività produttiva. Uno spiraglio che sembra avere qualche probabilità di aprirsi e che potrebbe essere aiutato dalla richiesta di cassa integrazione per i dipendenti, che permetterebbe di prendere tempo in tal senso. Nel frattempo i dipendenti Rolam hanno partecipato al maxiconsiglio tenutosi nello stabilimento Ferrania lunedì scorso, alla manifestazione a Genova in Consiglio Regionale di martedì ed al Consiglio Provinciale di giovedi, convocato in seduta durgenza per trattare della crisi Ferrania e Rolam su richiesta del consigliere valbormidese Flavio Strocchio, capogruppo dei Verdi in consiglio provinciale. (r.d.c.) |
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