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Sciopero allo stabilimento Yomo
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Acqui Terme. Il rischio posto di lavoro per centodieci lavoratori dello stabilimento Yomo (ex Merlo) di Terzo, regione Domini, esiste. A salvare lazienda, ed i posti di lavoro, 800 circa fanno parte del gruppo, potrebbe essere la Banca Intesa, che ha in scadenza una linea di credito concessa al gruppo Yomo, oppure la vendita o lingresso di un nuovo socio in grado di mettere mano al portafoglio per rilanciare lazienda risanando la situazione finanziaria. Ci sarebbero contatti per rilevare il gruppo Yomo, ma per ora non sono sfociati in un accordo. «Lazienda - denunciano i sindacati - perde mercato, mancano le risorse e non si fanno investimenti, in tutte le società emergono difficoltà e problemi occupazionali».
Le organizzazioni sindacali (Flai-Cgil, Uila-Uil e Fai-Cisl), hanno proclamato uno sciopero lunedì 15 marzo organizzato per la necessità di ottenere una decisione dalla società. Dalle 10, davanti al cancello dello stabilimento di regione Domini, è stato attuato un presidio, con la presenza dellonorevole Rava, di sindacalisti a livello locale e provinciale. «Da una parte è utile far crescere la protesta, dallaltra difendere il futuro delle aziende con lequilibrio che abbiamo usato negli anni. Abbiamo però bisogno di garanzie per tutelare le nostre famiglie», ha sottolineato Augusto Configliacco (Flai-Cgil). Durante lassemblea è stato anche affermato che il formaggio prodotto nei giorni precedenti al presidio era rimasto nei frigoriferi. Sempre Configliacco ha sottolineato «che i nostri politici devono ricordarsi di che cosè il territorio, impegnarsi di più», ma ha anche puntualizzato che «chi subentrerà allazienda dovrà mettere in atto piani di ristrutturazione, di rilancio industriale per collocare ad un certo livello i prodotti». Il sindaco di Terzo, Angelo Arata, ha sostenuto che lo stabilimento Yomo deve rimanere attivo nel paese, mentre lonorevole Rava ha espresso lidea di realizzare un tavolo di crisi coinvolgendo altri Comuni. Il gruppo Yomo comprende 800 dipendenti circa, 110 nello stabilimento di Terzo dAcqui. Le altri sedi sono a Pasturago di Vernate (Sitia Yomo), Latina (Caseificio Pettinicchio), Zelo Buon Persico (Centro sperimentale del latte), quindi la Leo Marven System con sette aziende in Italia. Amministratore delegato della Yomo è Marco Vesely, figlio di Lumir, detto Leo, veneto di origine ceca, che fondò lazienda nel 1947. La crisi della Yomo risalirebbe a qualche anno fa quando le banche avevano ristretto i cordoni, ma dopo i casi della Parmalat e della Cirio il sistema del credito si è irrigidito ulteriormente. Tra le dichiarazioni delle organizzazioni sindacali che riguardano il caso della Yomo, una è molto chiara: «Il patrimonio produttivo e professionale dellazienda va salvaguardato, la proprietà deve assumersi le proprie responsabilità, chi è interessato deve sapere fin da ora che non acquista solo marchi ed impianti». (C.R.) La logica spietata delle multinazionaliAcqui Terme. Ci scrivono Adriano Icardi e Piera Mastromarino del Partito dei Comunisti Italiani: |
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