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"Per il futuro termale e turistico
Mancano soldi, accordi e progetti"

 
Acqui Terme. Dopo le dichiarazioni dell’assessore Ugo Cavallera pubblicate nell’articolo di apertura dello scorso numero de L’Ancora sulla questione grattacielo (su cui soprassedere) e rilancio zona Bagni (partendo dall’esistente) non potevano mancare le reazioni dei consiglieri del Centro sinistra che in più di un’occasione erano intervenuti in passato sull’argomento.
Domenico Borgatta, Luigi Poggio e Vittorio Rapetti de “L’ulivo per Acqui”, con Domenico Ivaldi di “Rifondazione comunista” ci hanno inviato questo intervento:
«E adesso siamo alla farsa.
Come se non ci fossero stati i responsabili politici regionali e comunali, alla solennissima celebrazione della cosiddetta “lettera d’intenti”, un anno fa, nel salone del Grand Hotel Nuove Terme, in cui non si fece altro che cantare inni al costruendo grattacielo di Kenzo Tange, in regione Bagni. Col massimo volume disponibile di canto regionale e comunale: con Enzo Ghigo Presidente celebrante e gli assessori concelebranti, Ettore Racchelli e Ugo Cavallera, mentre erano grandi cerimonieri Bernardino Bosio e Danilo Rapetti.
Come se non avessero letto il progetto (pomposamente chiamato “businness plan”) di rilancio del termalismo acquese, redatto dalla attuale dirigenza delle Terme SPA (Giorgio Tacchino, presidente di nomina regionale e Bernardino Bosio, vicepresidente di nomina comunale), un progetto tutto e solo basato, manco a dirlo, sul grattacielo di Kenzo Tange, in regione Bagni.
Come se non fossero venuti a conoscenza delle soddisfatte dichiarazioni di un mese fa, del direttore generale del Comune di Acqui, Bernardino Bosio, puntualmente registrate dalla stampa: “A novembre, daremo la licenza edilizia per il grattacielo” di Kenzo Tange, in regione Bagni. Come se non sapessero che la maggioranza del Consiglio comunale di Acqui, su richiesta affannosa del sindaco Danilo Rapetti, aveva approvato, in gran fretta, (il 25 ottobre, meno d’un mese fa) una serie di varianti al piano regolatore (di cui una addirittura di natura geologica!) per far spazio al grattacielo di Kenzo Tange, in regione Bagni.
Come se non sapessero tutto ciò ed altro ancora (ad esempio, che la costruzione del grattacielo di Kenzo Tange in regione Bagni è stato il cavallo di battaglia di Bosio e Danilo Rapetti fin dalla consultazione elettorale del 2002), come se fossero altrove, come se non leggessero nemmeno i giornali, oggi, assessori regionali del calibro di Cavallera, fanno scrivere sui giornali: “soprassediamo e rinviamo ogni decisione circa la nuova struttura alberghiera a torre (perché l’assessore non la chiama, almeno, col suo nome di “grattacielo”? NdA) che sta suscitando grandi discussioni in città” e “ammoderniamo e recuperiamo il Grand Hotel Antiche Terme, il centro termale, il Centro congressi, il percorso turistico, il salone per manifestazioni sino al riutilizzo del Carlo Alberto” (vedi L’Ancora del 21 novembre, pag. 2).
Allora è tutto chiaro: dopo anni di annunci “urbi et orbi”, dopo solenni concelebrazioni regionali e comunali al Grand Hotel, dopo altisonanti businnes plan, dopo dichiarazioni alla stampa, dopo affrettate varianti geologiche, siamo al punto di partenza: mancano i soldi, mancano gli accordi tra Regione Comune (“visto il protrarsi dei tempi per la definizione dei protocolli tra Regione, Comune”, come dice, con sapiente eufemismo, l’assessore regionale Cavallera, mentre ancora al consiglio comunale di ottobre il sindaco ci assicurava che gli accordi erano così a buon punto che si sarebbero potuti saltare alcuni passaggi, che l’accordo di programma non era neppure più necessario e si sarebbe andati ai piani esecutivi e aperti i cantieri in primavera), mancano i progetti (“ritengo opportuno che la società Terme Acqui predisponga un valido (sic!) piano di interventi”, come dice ancora l’assessore Cavallera, mentre a settembre il presidente ed il direttore delle Terme garantivano della solidità del progetto).
Insomma: il rilancio turistico termale di Acqui è in alto mare. Noi, consiglieri comunali di Centro sinistra, ad ogni buon conto, insieme ai partiti che ci sorreggono (Democratici di sinistra, Margherita, Comunisti italiani, Verdi, Lista Di Pietro, Lista Onestà, Socialisti democratici) e con il consigliere di Rifondazione comunista, non oggi ma dall’estate 2003 (mentre ad Acqui mancava addirittura l’acqua, in piena stagione termale!) avevamo elaborato e pubblicato sui giornali un progetto di rilancio turistico termale della nostra città. In questo nostro progetto si diceva, tra l’altro, questo: sì ai finanziamenti dalle Olimpiadi per il rilancio delle nostre Terme, sì ad un vero piano industriale di rilancio, sì al recupero delle Antiche Terme, degli altri alberghi proprietà delle Terme ai bagni, sì alla nascita di un parco termale, no a qualunque inutile, impossibile e devastante grattacielo di Kenzo Tange, in Regione bagni.
Qualcuno potrebbe chiederci: ma non siete soddisfatti? Non vedete che qualcuno (un assessore regionale, addirittura!) incomincia a venirvi dietro?
Rispondiamo: non siamo soddisfatti. Prima di tutto, perché non vorremmo che tutti questi balletti di piani, di autocelebrazioni, di incontri Comune-Regione, di dichiarazioni di Bosio, Rapetti e Cavallera ci portassero a perdere del tutto i finanziamenti per le Olimpiadi del 2006. Certo che, comunque, due considerazioni si impongono: una volta, in politica, esisteva l’istituto delle dimissioni: come si vede, almeno ad Acqui (per Bosio e Danilo Rapetti) e in Regione Piemonte (per Cavallera) questo istituto non esiste più: ognuno tiene il proprio sedere rigorosamente incollato alla sedia, (anzi lo incolla, se può su altre sedie) qualunque cosa succeda e qualunque evoluzione sia costretto a fare; se avverrà che Acqui perda i finanziamenti per le Olimpiadi 2006 o se li veda drasticamente ridurre, fin da ora gli Acquesi possono sapere a chi dire grazie: infatti esiste un modo di amministrare fatto di concrete realizzazioni che danno pochi vantaggi agli amministratori ma reali vantaggi ai cittadini e esiste un modo di amministrare, perseguito, evidentemente, da Bernardino Bosio, Danilo Rapetti, Ugo Cavallera, Enzo Ghigo, Ettore Racchelli, fatto di grandi annunci che danno immediati e sostanziosi vantaggi politici agli amministratori ma solo danni ai cittadini. E pensare che, per la nostra ostilità al grattacielo (da noi sempre ritenuto inutile, costoso e devastante per l’ambiente) e all’incredibile “business plan” delle Terme (sì, proprio quello che prevedeva un aumento geometrico del fatturato delle creme termali da 50 mila a 900 mila euro), siamo stati accusati dal sindaco, più volte in Consiglio comunale e sui giornali, di essere quelli del no, quelli la cui politica consisteva nel dire di no alle magnifiche sorti e progressive da lui annunciate e con Bosio, Cavallera, Ghigo e Racchelli celebrate, nel Grand Hotel, a novembre del 2003 e disdette, per bocca di uno di loro, Ugo Cavallera, nello stesso mese dell’anno successivo.
È il caso di dire che siamo davvero ben amministrati!

(red. acq.)

 

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