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Acqua bene comune per il futuro...
da difendere e non privatizzare

 
Cortemilia. Sabato 20 novembre presso la sala consiliare del Municipio di Cortemilia si è svolto l’incontro pubblico “Acqua bene comune: per il futuro delle Bormide e delle sue genti”.
Le Bormide, ed in generale l’acqua, si sono rivelate lo spunto ideale per riunire rappresentanti delle Istituzioni, delle Associazioni, tecnici del settore e cittadini della zona; dopo anni di “lotte contro”, si è potuta verificare la grande partecipazione ad un’iniziativa nata per essere “progetto”. Proprio per dare corso all’idea nata alcuni mesi or sono di una manifestazione comune tra Regioni Liguria e Piemonte (in particolare tra le Province di Savona ed Alessandria), i comitati locali di Savona ed Alessandria del comitato italiano Contratto Acqua hanno collaborato nell’organizzazione dell’evento del 20 novembre, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Cortemilia e delle Province di Savona ed Alessandria ed a cui hanno partecipato numerosi rappresentanti dei comuni delle zone interessate.
Dopo l’introduzione curata da Danilo Bruno del Comitato savonese ed i saluti del sindaco di Cortemilia, ing. Gian Carlo Veglio, e degli assessori all’Ambiente delle due province, Enrico Pagliotto e Renzo Penna, che hanno patrocinato l’incontro (che hanno sottolineato in particolare l’importanza di una gestione pubblica del ciclo integrato delle acque), ha preso la parola il prof. Riccardo Petrella, presidente del Comitato italiano Contratto Acqua che, prendendo spunto dalla vittoriosa lotta posta in essere in tutti questi anni dalla gente della Valle Bormida, ha invitato le comunità locali a difendere senza paura il valore dell’acqua come bene comune contro ogni tentativo più o meno mascherato di privatizzazione, sottolineando altresì l’importanza strategica che il bene acqua riveste oggi anche sotto il profilo della geopolitica, particolarmente in relazione all’accesso all’acqua ed alle conseguenti gravi disuguaglianze esistenti tra nord e sud del mondo.
Successivamente sono intervenuti Fabio Balocco, segretario del CIPRA Italia e Giulio Save dell’Osservatorio Popolare per la Qualità della Vita; il primo ha evidenziato l’urgenza di un protocollo acqua delle Alpi, evidenziando la ineludibile necessità che il cosiddetto “oro blu” rimanga in mano pubblica e che i vari corsi d’acqua siano rispettati e mantenuti nel loro stato naturale, senza deviazioni e costruzioni di sorta. Il secondo ha invece posto l’attenzione sul notevole costo sopportato dalla Valle Bormida in termini di impatto ambientale a seguito della presenza dell’Acna, sottolineando il valore della mobilitazione popolare e la necessità di mantenere alta l’attenzione circa possibili danni ambientali.
Successivamente è stato conferito, dal sindaco Veglio e dal dott. Bruno Bruna, vice presidente della Comunità Montana “Langa delle Valli”, all’avv. Stefano Leoni il premio “Cortemiliaambiente 2004”, riconoscimento per l’impegno profuso e gli ottimi risultati ottenuti quale Commissario Straordinario Governativo per la bonifica del sito Acna e Valle Bormida.
Nel suo intervento l’avv. Leoni ha sottolineato l’esigenza che il completamento degli interventi di bonifica sia finalizzato a creare un sistema anche a favore delle future generazioni, perché quelle non debbano nuovamente trovarsi alle prese con gli stessi problemi da cui si è faticosamente riusciti ad uscire, contro tutto e contro tutti.
L’incontro è quindi proseguito con l’intervento di Gianni Cannonero del Comitato per la Salvaguardia dell’Erro, il quale ha fornito testimonianza degli scempi posti in essere dagli amministratori pubblici sul corso dell’Erro, fiume che sfocia nella Bormida e che come questa attraversa i territori liguri e piemontesi, rimarcando come in questi anni non sia stato perpetrato solo un inquinamento chimico, ma anche geo-morfologico e paesaggistico.
La proposta è che d’ora in avanti ogni ulteriore intervento sia realizzato secondo i criteri dell’ingegneria naturalistica, come già avviene in molti paesi d’Europa, gestendo la complessità dell’intero corso d’acqua.
La parola è quindi passata a Maurizio Manfredi, presidente dell’Associazione Rinascita della Valle Bormida, che ha ricostruito e ricordato i vari passaggi della lotta che l’Associazione ha portato avanti con successo, auspicando che il fiume, una volta risanato, sia vissuto e valorizzato in ogni suo possibile utilizzo turistico, sportivo, agricolo ecc.
Le conclusioni sono state svolte da Marco Emanuele, responsabile enti locali del Comitato italiano per il Contratto Mondiale dell’Acqua, che, oltre a riprendere alcune parole-chiave emerse dai vari interventi ed illustrare le attività poste in essere dai Comitati di Alessandria e di Savona per un Contratto mondiale sull’acqua, ha posto la necessità di costruire una “rete” di elaborazione-azione progettuale a partire dalla realtà di un luogo già teatro di un disastro ambientale.
Come già ricordato precedentemente, nelle conclusioni si è voluto lanciare un ”progetto” di cittadinanza attiva attraverso percorsi concreti di turismo responsabile ed iniziative pubbliche di approfondimento culturale e di momenti di spettacolo, integrandosi ad altri territori colpiti da gravi problemi ambientali (Val Susa, Val Lemme, Vajont).

 

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