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Arriverà a Canelli l'acqua "oligominerale"
delle Alpi a 0,003 centesimi al litro

 

Canelli. “Grazie all’acqua che un tempo fu avara, le Langhe rifiorirono trasformandosi da terra riarsa in giardino”, si legge sull’iscrizione firmata da Franco Piccinelli, accanto alla fontanella di Ricca a Diano d’Alba.
E’ quanto tutti si augurano possa avvenire con l’arrivo dell’acqua delle “Langhe e Alpi Cuneesi”, per Canelli, e, presto, anche per Calamandrana e Nizza Monferrato. Un acquedotto che attraverso una rete di oltre 600 chilometri di condotte porta nelle case canellesi l’acqua, sinonimo di vita, di progresso sociale e di sviluppo economico.
“E’ dell’acqua, bene sempre più prezioso e non più inesauribile, che la nostra gente avrà sempre più bisogno - spiega il prof. Roberto Boffa, presidente Alac che ci ha fatto visita nell’Ufficio Comunicazioni di piazza Zoppa, 6 - Del vino e del tartufo potremo farne a meno, non dell’acqua”

Acqua ‘oligominerale’

“La nostra acqua che viene raccolta presso le tre sorgenti della Valle Corsaglia, nel tunnel ferroviario di Tenda e di Vernante è un vero “Oro blu”, di ottimo livello che si può definire a tutti gli effetti ‘oligominerale’, proprio come quella che si compera in bottiglia, con la differenza che al rubinetto costa appena 0,003 centesimi di euro al litro”. A certificarne il livello qualitativo l’azienda chiama il laboratorio di Sanità Pubblica di Cuneo che la considera “adatta a uso continuativo, anche ad alte dosi, in tutti i soggetti... Per il bassissimo contenuto di sodio, è particolarmente adatta al consumo degli ipertesi, cardiopatici, epatopazienti. L’acqua, di tipo alcalino, è indicata per favorire l’eliminazione degli acidi urici”.

“Ci saranno sostanze indesiderabili”?

“La conferma ci viene dalle ultime analisi - continua Boffa - Ma non solo. Abbiamo richiesto la valutazione sensoriale del Centro Studi e Formazione Assaggiatori di Brescia, presieduto dal prof. Luigi Odello, che ha messo a punto un metodo qualitativo di analisi sensoriale dell’acqua. I test sono stati effettuati da un ‘panel’ di dieci assaggiatori qualificati, appartenenti a diverse età, dai 26 ai 77 anni. Dando un voto per ciascun indicatore (colore, trasparenza, finezza, gradevolezza) gli assaggiatori esprimono un ‘indice edonico’, su scala da 1 a 9. Ebbene i campioni prelevati dalle sorgenti dell’acquedotto hanno superato brillantemente la prova, attestandosi tutti sui livelli più alti della scala, tra 8,4 e 7,8”.

Impresa titanica

Un progetto che, partito nell’ottobre del ‘56, con la costituzione del Consorzio intercomunale, a Sinio, sembrava fantascientifico. “Un’impresa titanica sotto l’aspetto tecnico, ma ancor più per la necessaria copertura finanziaria - completa Boffa - Attualmente l’impresa, con l’emissione di 8.000 metri cubi all’anno, serve 110 Comuni con oltre 300.000 abitanti delle Province di Cuneo, Asti, Savona, ma non ancora finita perché la rete gestita dall’Alac, è in costante estensione”.

L’allacciamento a Canelli

La tubazione della condotta di allacciamento con Canelli ha un diametro di 200 mm ed è calcolata per una portata di 50l/sec, è in acciaio con giunzione a bicchiere sferico per saldatura con bicchiere maschio a camera d’aria. Il rivestimento esterno è in polietilene a triplo strato rinforzato, mentre il rivestimento interno è in vernice epossidica FBE applicata a polvere. Il tracciato, che porta l’acqua a Canelli, ha origine in località Tre Cunei. Si snoda in direzione Lequio Berria, Borgomale, Campetto, per proseguire sul fondovalle Belbo in direzione Rocchetta Belbo, Cossano Belbo, S. Stefano Belbo fino a raggiungere la strada dei Robini e la frazione Marmo di Canelli dove finisce nella capace vasca di regione Castagnole.
La lunghezza complessiva dell’intervento è di 25.955 metri. L’importo del progetto realizzato in collaborazione con l’ing. Giuseppe Forte, ammonta a 2.965.000 euro, per il 60% finanziato dalla Regione Piemonte ed il 40% dall’Alac. “I lavori si sono sviluppati nel massimo rispetto dell’ambiente, evitando al massimo il taglio o l’estirpazione di alberi lungo il tracciato, con l’utilizzo di tecnologia laser e l’elitrasporto”.

Quando arriverà l’acqua?

“I lavori sono ultimati. Noi siamo pronti ad aprire i rubinetti. Ora tocca ai presidenti di Cuneo ed Asti, Costa e Marmo, al sindaco Dus stabilire la data dell’inaugurazione, a Casa Gancia, che, a proprie spese, aveva costruito il primo acquedotto di Canelli. Intanto, a giorni, incontreremo, a S. Stefano Belbo, i sei sindaci interessati dal collegamento Lequio - Canelli (Lequio, Borgomale, Rocchetta Belbo, Cossano Belbo, S. Stefano Belbo e Canelli) per sentire, in proposito, tutti i loro suggerimenti.”

Ma quanta ‘oligominerale’ arriverà nei rubinetti dei canellesi?

“L’Alac fornisce 50 litri di acqua al secondo. Di essi Canelli ne sfrutterà da 20 a 30 al secondo. Quanta verrà mescolata con quella di Canelli non lo so. So che il surplus sarà destinato a Calamandrana e Nizza, con uno stacco per il nuovo Ospedale. Il progetto c’è già e i lavori partiranno a primavera”

(b.b.)

 

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