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Si lavora per l'enoteca del Dolcetto di Ovada

 
Ovada. Nel piano interrato di Palazzo Delfino, l’elegante edificio in stile genovese attuale sede municipale, proseguono alacremente i lavori per la realizzazione dell’Enoteca del “Dolcetto d’Ovada”.
Vengono eseguiti dall’impresa Litia di Mornese, che si è aggiudicata l’appalto, mentre il costo complessivo dell’intervento, compresi arredi, spese tecniche ed Iva è di 530mila euro, con un finanziamento di euro 168.358 dai fondi comunitari, nell’ambito del PRUSST-Piemonte Meridionale. I principali lavori che vengono eseguiti, riguardano il recupero delle murature e delle volte in mattoni a vista mediante rimozione dei resti di intonaco, con trattamento conservativo dei laterizi, nonché le demolizioni delle tamonature e delle solette che erano di recente costruzione.
La pavimentazione sarà il lastre di lucerna e cotto naturale, mentre sarà realizzato un solaio aerato mediante cassaforma in plastica e contropareti per l’allontanamento dell’umidità. Verrà realizzata una scala per l’accesso indipendente previsto dal lato ovest del palazzo, con una porta di accesso al posto della finestra esistente. Verranno ricavati anche un locale cucina e bancone mescita, un ufficio per il personale, i servizi igienici ed un locale per riunioni.
Anche l’area esterna di accesso da via Torino verrà adeguatamente sistemata.
Secondo i programmi l’intervento verrà completato entro il mese di maggio, ma nel frattempo è necessario pensare alla gestione e si parla della costituzione di una società pubblico-privata che dovrà coinvolgere, prima di tutto i Comuni che hanno il loro territorio compreso nel disciplinare di produzione del Dolcetto d’Ovada a Doc. Naturalmente della società dovranno far parte anche aziende private ed associazioni, in quanto, in questa direzione, ci sono norme precise per ottenere la qualifica del Enoteca Regionale, in modo che anche l’enoteca di Ovada possa far parte del circuito che comprende queste strutture in Piemonte.
La gestione, avrà una funzione determinante, perché anche l’enoteca possa garantire un contributo concreto al discorso del rilancio turistico di Ovada e della zona.

(R. B.)

 

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