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"Stati delle anime della parrocchia di Masone"
di padre Pietro Pastorino

  Masone. Sarà presentata sabato 27 novembre, alle ore 11,30 presso il salone del Consiglio Comunale di Masone, l’ultima fatica dell’infaticabile studioso di genealogia masonese, l’agostiniano Padre Pietro Pastorino.
Si tratta degli “Stati delle anime della Parrocchia di Masone, Volume primo, anni 1611 - 1638 -1678 - 1771 - 1758 - 1770” ed insieme “Uomini e donne da Comunione 1586 – 1601”, edito a cura del Comune di Masone.
Sarà l’ex sindaco professor Pasquale Pastorino, che s’impegnò per giungere alla pubblicazione, a presentare l’opera alla presenza dell’autore.
Dalla nota introduttiva di Piero Ottonello, riportiamo alcuni spunti illustrativi.
“La comunità di Masone deve a Padre Pietro Pastorino una porzione rilevante della propria memoria e della propria storia. Trentatrè anni, almeno, di frequenza degli archivi, in particolare parrocchiali e comunali, nonché di lavoro sui documenti e di paziente ricostruzione hanno portato alla realizzazione dei due volumi sui documenti conservati nell’archivio parrocchiale di Masone ed in quello vescovile d’Acqui Terme, degli otto volumi sulle famiglie masonesi con tutte le genealogie dal Cinquecento quasi ai giorni nostri e dei venticinque volumi con tutti i nati e tutti i morti in paese nello stesso periodo.
Un lavoro immane il cui valore culturale è stato confermato, se ce ne fosse bisogno, da almeno due tesi di laurea redatte in gran parte sulla base dei dati raccolti ed ordinati da Padre Pietro. Uno sforzo che, per altro, l’autore è riuscito a conciliare con la sua missione spirituale, alla quale si è votato fin da giovanissimo ed alla quale ha dedicato per intero la sua esistenza da oltre sessant’anni a questa parte. Ai doveri di sacerdote e predicatore Agostiniano, quindi, Padre Pietro ha aggiunto una vocazione di storico nata non già dalla “vana curiosità” per una disciplina eminentemente laica, bensì dal legame profondo che lo lega all’abito che veste ed alla terra della sua infanzia. La base di partenza per quest’ultima ricerca, in particolare, è costituita, oltre che dai registri anagrafici (atti di nascita, battesimo, matrimonio e morte) da alcuni rari e preziosi quadernetti, sopravvissuti alla distruzione del castello ed all’incendio della chiesa parrocchiale avvenuti nel 1747, nei quali sono contenuti i primi “stati delle anime” compilati dai parroci del Sei-Settecento.
Lo “stato delle anime” era il registro nel quale venivano annotati per nome e cognome tutti i fedeli residenti nella giurisdizione di ogni parrocchia e che avevano il dovere di comunicarsi almeno una volta l’anno. Ai parroci, a partire dal Concilio di Trento a metà Cinquecento, venne affidato il compito di tenere aggiornati questi elenchi e di verificare, tramite l’apposizione di una croce o altro segno a fianco dei nomi, che il dovere venisse regolarmente assolto”.
Grazie a Padre Pietro per questo nuovo regalo, di cui attendiamo il seguito e completamento.

(O.P.)

 

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