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Assemblea aperta alla "Mecof" di Belforte

 
Belforte M.to. L’assemblea aperta alla Mecof di Belforte che si è svolta lunedì 13 mattina ha pienamente raggiunto l’obiettivo: le Istituzioni hanno dimostrato di aver recepito il messaggio lanciato e tutti i rappresentanti presenti si sono dichiarati disponibili a fare la propria parte per salvare un’azienda che ha tutte le potenzialità per avere un futuro assicurato. Presenti tanti Sindaci: era rappresentato anche il Comune di Alessandria con l’Assessore Diego Motta, mentre il Sindaco di Acqui aveva inviato la propria adesione. Fausto Dacio della Fiom Cgil ha spiegato le ragioni dell’iniziativa: far prendere coscienza delle condizioni di un’azienda che non è certamente decotta, ma è stata protagonista dello sviluppo di questo territorio e ha tutte le potenzialità per continuare ad esserlo. Dopo l’intervento del Sindaco di Belforte Franco Ravera, Ivan Gaetani della R.S.U. ha fatto la cronistoria delle vicende dell’azienda ricordando la cassa integrazione ed i discorsi riservati agli esuberi che ora sarebbero quantificati in 50 unità ha detto che la Mecof è un’azienda che fa ricerca per essere sempre competitiva ed ha tutte le carte in regola per essere sul mercato internazionale. Ma ha anche accennato alla situazione dello stabilimento in Ungheria, rivendicando per i lavoratori la possibilità di essere più presenti nella gestione dell’azienda. Dopo l’interessante intervento tecnico dell’Ing. Marco Ottolenghi, capo progettazione, sono intervenuti il sindaco di Ovada Oddone e di Silvano Copo, mentre l’Ass. Provinciale Priora ha detto che in base ad un incontro promosso dalla Provincia sarebbe emersa la disponibilità delle Banche ad intervenire ma a condizione che anche la proprietà faccia la propria parte. Il Consigliere Regionale Muliere che era accompagnato dal collega Papandrea si è impegnato già per stamattina a portare il problema sul tavolo dell’Ass. Regionale al Lavoro, ma proprio in quel momento è sopraggiunto Ugo Cavallera che ha ribadito l’impegno della Regione e quindi ci sono tutti i presupposti per portare avanti l’auspicata azione concertata fra le Istituzioni. Le conclusioni sono state tratte dal sindacalista Giorgio Sciutto. (R.B.)

 

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