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Morto in incidente stradale
il dott. Giuseppe Guglielmetti

Acqui Terme. Grande commozione ha destato, martedì 8 novembre la notizia della morte del dottor Giuseppe Guglielmetti, avvenuta nella tarda serata di lunedì 7 novembre a seguito di un incidente stradale sull'autostrada A26 che da Ovada porta a Voltri. Il notissimo e stimato medico acquese, secondo la ricostruzione della Polizia stradale di Ovada, sarebbe rimasto coinvolto nel tamponamento di due tir. Lo schianto sarebbe avvenuto nel percorso situato dopo Masone, sul viadotto "Cerusa". Il dottor Guglielmetti, 46 anni, era alla guida della sua Land Rover Discovery quando un tir gli si è parato davanti. Lo schianto è stato violentissimo.
Così la dinamica: un tir guidato da un giovane di Isola d'Asti trasportava un carico di travi in cemento. All'improvviso è arrivato un altro articolato carico di cubetti di porfido guidato da Andrea Arlotti, 35 anni di Genova, che si sarebbe accorto solamente all'ultimo momento del veicolo che lo precedeva. Niente da fare per la frenata. In quel momento arrivava la Land Rover guidata dal dottor Guglielmetti che ha tamponato con violenza il secondo autotreno che aveva invaso anche la seconda corsia. La Land Rover, dopo alcuni testa e coda, si è letteralmente accartocciata.
Guglielmetti, per l'urto, è stato catapultato fuori dall'auto finendo sull'asfalto. In quell'istante sopraggiungeva una Wolksvaghen, che non avrebbe avuto la possibilità di evitare il medico. Indagini sono state aperte per valutare se Guglielmetti fosse già deceduto quando, volando fuori dall'auto è finito sull'asfalto, o fosse ancora vivo al momento di essere investito dalla Wolksvaghen. Il tir impazzito è volato giù dal viadotto alto una ventina di metri, rimanendo in bilico sopra una casa.
Il dottor Guglielmetti, acquese, otorinolaringoiatra, era sposato con la collega Adele, vice primario della stessa specialità al Gaslini; qualche anno fa avevano adottato una bimba di origine russa. Aveva uno studio medico anche ad Acqui Terme. Abitava in via Fasce, ad Albaro. Tutti lo ricordano come un medico esemplare sotto tutti i punti di vista, una persona speciale che amava il suo lavoro ed essere vicino ai pazienti. (red.acq.)

Così lo ricorderemo

Acqui Terme. Pubblichiamo un ricordo del dott. Guglielmetti:
"Il dottor Giuseppe Guglielmetti sapeva conciliare in sé un alto senso di professionalità con uno spiccato rispetto per l'ammalato che si rivolgeva a lui. Signore della medicina e della specialità in otorinolaringoiatria, era ambìto e richiesto da ospedali liguri di rinomata fama, ma acquese, di antica tradizione di famiglia, riteneva un dovere e un onore spendere la sua professionalità tra la sua gente: per questo era benvoluto, sia per la sua preparazione, che per la sua umanissima disponibilità e attenzione.
Anche la persona umile che si rivolgeva a lui come medico specialista era messa prontamente a suo agio, e la sua diagnosi, supportata da attenti e specifici esami clinici secondo le ultime tecniche specialistiche, difficilmente risultava sfuocata o fuori campo.
Dal momento in cui prendeva in carico una persona che si rivolgeva a lui, garantiva a chiunque una assistenza medica specialissima, soprattutto se rapportata a casi che apparivano subito particolarmente gravi e complessi.
Non dava mai l'ultima sentenza e anche davanti a casi giudicati a tutta prima scientificamente disperati, sperimentava ogni strada medica per riuscire a debellare il male. Ricordava con ammirata simpatia alunni e professori del liceo acquese che lo aveva visto studente modello, con capacità intellettuali superiori, ma soprattutto con uno spiccatissimo senso del dovere dello studio in metodologia e volontà di approfondimento: chi ha avuto la fortuna di conoscerlo all'epoca poteva scommettere su di lui in qualunque professione avesse scelto. La sua forte e volitiva personalità gli poteva permettere anche una tentazione di presupponenza perché in realtà era un po' più avanti. Forse per questo, quando superata brillantemente la prova della maturità liceale, scelse con serena fermezza la strada umanamente più impegnativa: fare il medico con lo spirito di servire la medicina, di servire quanti si sarebbero rivolti a lui per un aiuto su problemi difficili della propria salute. Ed è sempre stato coerente a questa scelta.
C'è stato un momento in cui anche lui ha provato la sofferenza, non ne ha mai fatto mistero o sofferenza pessimista; con serena fermezza ha accettato la lezione della medicina che se supportata da una forte fiducia e un reale ottimismo sa superare difficoltà, anche notevoli e gravi. Ora la banalità di un incidente stradale ha strappato prima di tutto alla sua famiglia un padre meraviglioso, uno sposo pieno di fiducia, a tutti una grande professionalità. Per noi, amici e ammalati un formidabile medico.
È uno straziante peccato". (G.R.)

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