Castel Boglione
Scrive il sindaco di Castel Boglione, Carlo Migliardi: "Venerdì 4 novembre 2005 a Castel Boglione si è commemorata la giornata dei "Caduti in guerra" ed in occasione di San Carlo la cittadinanza ha voluto anche ricordare il caro compianto don Carlo Montrucchio parroco del nostro piccolo paese che tanto bene ha fatto a tutti noi. Vorrei cogliere quest'occasione per ringraziare i partecipanti a questa ricorrenza, il parroco don Joseph, semplici cittadini, gli alpini, le insegnanti con gli alunni della scuola materna ed elementari e gli amministratori; ma il mio grazie più grande và proprio ai tanti bambini, più di 70, che intonando l'inno di Mameli ci hanno e mi hanno fatto commuovere; sono loro che guardandoli, così piccoli e pieni di vita, ci danno lo stimolo a noi adulti ed in maniera particolare alla nostra amministrazione comunale a persistere nel nostro lavoro spronandoci a fare sempre di più; sono loro che, con espressioni sempre allegre, ci fanno dimenticare le pene che noi adulti patiamo nel difficile compito di migliorare, unitamente ed orgogliosamente, il nostro paese con il desiderio che, quei visini allegri di bambini, siano poi, volti sereni e soddisfatti da adulti. Grazie".
Quaranti
A Quaranti, la rievocazione ha avuto inizio alle ore 10,30, con la celebrazione, nella chiesa parrocchiale di S.Lorenzo, della santa messa da parte del parroco don Filippo Lodi. Presenti, oltre alle autorità comunali, con il Gonfalone di Quaranti, anche una cinquantina di membri del gruppo "Rosa Mistica", arrivati in pullman da Milano.
Dopo la celebrazione, un nutrito corteo di persone si è diretto verso il monumento ai Caduti antistante la piazzetta del Municipio, presso il quale il Sindaco e la Giunta hanno deposto una corona di alloro (realizzata secondo tradizione dai fratelli Carlo e Mario Gaglione).
A questo omaggio ha fatto seguito una lettura da parte della maestra Lucia Pernigotti, che ha declamato i nomi di tutti i cittadini di Quaranti caduti per la Patria, e quindi la benedizione impartita da don Filippo Lodi.
Quindi, nell'atto di rendere a sua volta omaggio ai caduti, il sindaco di Quaranti, cavaliere ufficiale della Repubblica, Luigi Scovazzi, ha voluto ricordare con un breve ma accorato discorso, tutti coloro che, nel fiore della loro gioventù sono dovuti partire contro la loro volontà, per compiere il loro dovere di soldati, e non sono più tornati lasciando nel dolore e nella disperazione i loro cari. "Per evitare che questo possa ripetersi - ha detto il sindaco Scovazzi - occorre che tutti si impegnino perchè nel mondo cessino finalmente tutti i conflitti, che per realizzare gli scopi dei potenti, distribuiscono lutti e miseria. Occorre pertanto che i politici di buon senso, tramite le Nazioni Unite, possano trovare la formula giusta per debellare il mostro della guerra, che trova alimento nell'egoismo, nella cattiveria, nella vendetta, nell'ignoranza e nel razzismo, che purtroppo troppo spesso allignano anche nelle nostre comunità e che andrebbero stroncati alla radice. Solo così sarà possibile un giorno costruire un mondo di pace".
Dopo avere reso onore ai caduti, a tutti i presenti è stato offerto un aperitivo presso il salone consigliare.
Cassine
Omaggio ai caduti anche a Cassine, dove sotto una pioggia battente, alla presenza del sindaco Roberto Gotta, degli assessori, dei consiglieri comunali del parroco don Pino Piana, e della banda musicale "Francesco Solia", una corona di fiori è stata deposta ai piedi del monumento ai Caduti. La banda ha quindi intonato il "Silenzio", per rendere onore ai cassinesi che si sono sacrificati per la Patria, e quindi l'Inno di Mameli e la Canzone del Piave.
Dopo una breve preghiera, e la benedizione impartita da don Piana, la banda ha intonato il silenzio per rendere omaggio ai cassinesi che hanno sacrificato le loro vite per la Patria. Al termine sono stati eseguiti alcuni brani di marce per banda.
In precedenza altri fiori erano stati deposti presso le altre lapidi presenti sul territorio comunale.
Maranzana
A Maranzana, una corona di fiori era già stata deposta presso la stele ubicata nel cimitero comunale nella giornata di venerdì 4 novembre.
Domenica 6, invece, a partire dalle 11,15, in piazza Marconi, presso il Monumento ai caduti si è tenuta la tradizionale commemorazione per i caduti di tutte le guerre, con deposizione di un'altra corona floreale con annesso nastro tricolore.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco Marco Patetta, con assessori e Consiglieri. In un breve discorso sono stati ricordati i caduti in guerra ma anche le vittime del terrorismo, con un cenno particolare alla figura del funzionario Nicola Calipari, recentemente scomparso in Iraq mentre era in missione per conto dello Stato. Sono stati inoltre ricordati i caduti delle missioni di peace-keeping attualmente in corso, e ricordati i valori di Patria e Sacri Confini per cui tante vite sono state immolate. La cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita dal parroco, cavalier don Bartolomeo Pastorino.
Visone
Anche quest'anno, in occasione del 4 Novembre, l'Amministrazione comunale, le associazioni dei reduci, le scolaresche e la popolazione si sono riuniti per la commemorazione dei caduti di tutte le guerre ed un pensiero particolare è stato rivolto ai caduti nati nel comune di Visone.
Dopo la funzione religiosa e la benedizione del Monumento ai Caduti impartita dal parroco don Alberto Vignolo gli alunni della scuola materna e della scuola elementare hanno recitato alcune poesie ed intonato, oltre ai tradizionali canti legati alla storia dei conflitti, hanno cantato quello che potrebbe essere definito un vero e proprio inno alla Pace Tratto da una nota canzone di Jhon Lennon.
La cerimonia si è conclusa con l'intervento del sindaco Marco Cazzuli.
"Per il secondo anno - ha detto il sindaco Cazzuli - ho il piacere di unirmi a voi in occasione della ricorrenza del 4 Novembre, anniversario della Vittoria, Giorno dell'Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate.
È un momento importante in quanto, come ricordato dal Presidente Ciampi, non è solo l'anniversario di un grande evento della nostra storia ma è il giorno della memoria comune degli italiani.
È il giorno in cui insieme riflettiamo sulla Patria, sulla responsabilità che ciascuno di noi ha di servire la Patria.
Lo scorso anno, nel riflettere insieme a voi in questa stessa occasione presi spunto dall'articolo 11 e dall'articolo 3 della nostra Carta Costituzionale.
L'articolo 11 che sancisce il rifiuto da parte dell'Italia della guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e l'articolo 3 che afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Oggi lo spunto per queste mie brevi riflessioni lo traggo dal discorso di uno dei più generosi e gelosi custodi della nostra Carta Costituzionale e della nostra unità: il Presidente della Repubblica.
Nello specifico mi riferisco al passaggio in cui ricorda come "i Padri della Patria amavano l'Italia - fino al sacrificio - ma non erano chiusi nell'ambito nazionale. Sognavano un'Italia aperta all'Europa, vicina ai popoli che ovunque nel mondo stessero combattendo per la propria libertà, un'Italia capace, proprio per questo generoso sentimento, di conquistare il rispetto e l'ammirazione nel mondo".
In un momento così difficile, sia per la complicata situazione economica che stiamo affrontando, sia per i mutamenti che stanno avvenendo nella società e per la presenza nella nostra comunità di nuovi italiani, siamo chiamati ad impegnarci tutti insieme affinché la nostra comunità sia sempre più compatta ed accogliente nei confronti di tutti coloro che hanno abbandonato il proprio paese natale per costruire il loro presente ed il loro futuro in Italia.
Il secondo passaggio del discorso ufficiale del Presidente della Repubblica tenuto il 4 Novembre nel palazzo del Quirinale è quello in cui ripercorre gli ultimi ventitré anni di storia nazionale, attraverso le missioni Libano 1 e 2 dei primi anni ottanta, la missione Ibis in Somalia, le varie missioni nei Balcani, la Enduring Freedom in Afghanistan e la Antica Babilonia in Iraq. In questi teatri hanno operato - talvolta, purtroppo, anche sino al sacrificio della vita - migliaia di ufficiali, sottufficiali, volontari e militari di leva, con spirito di servizio, altruismo ed umanità: caratteristiche innate e distintive del soldato italiano.
Oggi sono oltre 11.000 i soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri impiegati fuori dal territorio nazionale. Ad essi vanno aggiunti i 2500 militari addetti in Italia alla sorveglianza di punti definiti "sensibili".
L'operato di questi uomini rende onore alla nostra nazione nel mondo.
L'Italia è amata nel mondo.
L'Italia è amata dal suo Presidente.
Impariamo ad amarla anche noi. Rispettiamola ed impegnamoci l'uno al fianco dell'altro, vecchi e nuovi italiani affinché il sacrificio di tutte quelle persone che oggi siamo qui riuniti a ricordare non risulti vano. Capaci noi di includere e non di escludere poiché tutti noi siamo parte della stessa umanità".
Ponzone
Domenica 6 novembre anche a Ponzone come in ogni Comune, si è svolta la cerimonia di commemorazione del 4 Novembre. La manifestazione ha preso il via dal piazzale del Municipio davanti al monumento agli alpini dove è stata deposta una corona in commemorazione degli alpini caduti. Il corteo si è poi diretto verso la chiesa dove, alle ore 11, è stata officiata la santa messa. Al termine, sulla piazza del paese si è proceduto alla deposizione della corona ai caduti di tutte le guerre e il sindaco Gildo Giardini ha ricordato agli intervenuti l'importanza di ricordare e onorare ciò che rappresenta questa giornata. Oltre al sindaco erano presenti il vice sindaco Romano Assandri, l'assessore Paola Ricci, e una delegazione del Gruppo Alpini "G. Garbero" di Ponzone.