L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]

 

Gala di interpreti internazionali a Terzo

 
Terzo. Dicembre, mese musicale. E davvero non potrebbe essere altrimenti, approssimandosi la ricorrenza della Natività.
Apre i concerti Terzo, mercoledì 7 dicembre (Chiesa parrocchiale di San Maurizio, inizio alle ore 21,15), per la verità con una serata non ancora connessa alle Feste, ma che rientra nell'annuale momento di gala del Premio "Protagonisti nella Musica". Quest'anno saranno addirittura due gli artisti insigniti del riconoscimento: il compositore alessandrino (ma ormai famoso in tutto il mondo) Alberto Colla, e il primo violino, di scuola russa, dell'Orchestra del Teatro Regio di Torino Serghej Galaktionov.
Le motivazioni raccontano, per il primo della capacità - attingendo al patrimonio della tradizione musicale d'Occidente e alle culture sonore del mondo - di giungere a sintesi originali ed espressive, capaci di parlare alla sensibilità dell'ascoltatore contemporaneo; per il secondo di un interprete finissimo, che ora assume il ruolo di solista virtuoso presso uno dei più prestigiosi Teatri d'Italia.

Musica con tante stelle

A ben vedere, però, la serata, che chiude la stagione itinerante del "Festival Luoghi Immaginari", giunto alla III edizione, e che quest'anno porta qual dedica "...sulle ali del Novecento...". (battesimo a Novi Ligure il 28 agosto, e poi concerti a Tassarolo, Scopello, Grinzane Cavour, Canelli, Casale Monferrato, Pozzolo Formigaro e Torino) esibisce altri interpreti di valore assoluto.
Con Galaktionov - interprete con altri musici di Mascagni, Colla, Jolivet, Corghi, Ghedini - ci sarà anche Sergej Ferulov, a Terzo chiamato in qualità di direttore ospite, ma conduttore principale del Teatro Statale d'Opera e Balletti di Celyabinsk (Urali), appartenente alla leggendaria scuola di Ilya Musin, insegnante di grandi direttori russi come Yuri Termirkanov e Valery Gergiev.
Senza dimenticare la soprano Elena Bakanova (già insignita nel suo paese del Premio "Presidente Boris Yelstin", e poi interprete delle produzioni dell'Opera de Lyon e del Teatro Comunale di Bologna) e i validi componenti del "Luoghi Immaginari Ensemble", specialisti della produzione cameristica di Alberto Colla. La formazione annovera Giorgio Casati al violoncello, Giovanni Mareggini al flauto, Nicola Zuccalà al clarinetto, Kumi Ucimoto al pianoforte, e Raffaele Mascolo quale direttore stabile della formazione
Tra gli organizzatori della serata del sette dicembre (ingresso libero), con l'Associazione "Terzo Musica" e il locale Municipio, anche il Comune di Acqui T., il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Piemonte e RAI Trade.

Invito al concerto

Come "suona" la musica da camera d'oggi? Il concerto di Terzo risponde proprio a questa domanda. Si comincia con la Sonatina per flauto e clarinetto di André Jolivet (†1974), per proseguire con la ballata per soprano e pianoforte di Pietro Mascagni († 1945) che ha titolo La luna. Di Azio Corghi (1937) ...promenade dans l'île de la libertè, per soprano ed ensemble, di Marco Reghezza (1968) una pagina Orfano di organico analogo.
Del festeggiato Alberto Colla (1968) un brano dantesco per voce e strumenti che rievocherà la figura di Caronte "occhi di bragia", e poi la Fuga - solo strumentale - sul ghiaccio sottile (anche con percussioni e ocarine); ultimo tassello (ma ci accorgiamo di aver stravolto l'ordine del programma) con Giorgio Federico Ghedini (1892 - 1965) autore della romanza Canta un'augello.
E detto così è tutto, ma è anche niente, perché sarebbe interessante chiedere ai lettori quanti di loro conoscano i brani in esecuzione. A meno che si tratti di "ascoltatori professionisti" (che per altro ad Acqui ci sono...), crediamo ben pochi. Vuoi perché la produzione da camera è di per sé negletta, quasi ostracizzata; vuoi perché il repertorio contemporaneo fatica ad imporsi specie in Italia. Ma se lo sperimentalismo non è troppo ardito, se le melodie si ricordano di accarezzare l'orecchio, lo statuto "ignoto" delle musiche, può sollecitare l'interesse e la curiosità. Anzi, visto il calibro degli interpreti, l'appuntamento di Terzo va messo tra gli imperdibili.

Dall'Alighieri al fanciullo Giovanni

A mettere sul gusto anche la letteratura, il cui ambito viene invaso dalle note. Ma non è l'endecasillabo composto di musica, sollevarsi e abbassarsi della voce, ritmo, rima aspra e chioccia, allitterazione e onomatopea, pausa e suono?
Quattro terzine tratte dal III canto dell'Inferno dantesco - quelle del traghettatore infernale che cominciano con "Guai a voi, anime prave!" danno avvio, meglio l'innesco, ad una girandola di riferimenti storico-musicali che si riverberano sia sulle scelte di declamazione sia sulla scrittura strumentale. Ecco quel grande contesto linguistico che è stato adeguatamente riassunto come "musica degli altri", qui rappresentati da Monteverdi, Gluck, Mozart, Verdi, ovvero dai campioni della tradizione operistica che rappresentò l'oltretomba. L'obiettivo è quello di eliminare i muri fra nostro e altrui, fra nuovo e anacronistico, fra presunto autentico e corrotto, per lasciare emergere solo ciò che è positivamente ricco di contenuti comunicabili.
Ne viene fuori un "eretico" poema sinfonico, che dopo aver seguito le immagini del testo dantesco, giunge ad una vera e propria spannung, punto di culmine in cui sono gli strumenti ad intrecciare insieme più materiali.
E come si può rendere la poetica del fanciullino Pascoli, che regredisce all'infanzia, se non con il grado zero dell'espressione musicale?
È quanto realizza Marco Reghezza, quando utilizza il ritorno alla tonalità e all'estrema semplificazione, che in questo percorso a ritroso si carica di insospettate amplificazioni di senso, sovra e sotto significati, sfumature semantiche nuove.
Sarà pure la post modernità, ma è tutta da ascoltare.

(G.Sa.)

 

Scrivi alla redazione

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]