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La Regione Piemonte contro la Carcare - Predosa

  Cairo Montenotte. Continuano e si rafforzano le resistenze di parte piemontese contro la realizzazione dell'autostrada Carcare-Predosa.
Amministratori comunali e politici dell'acquese hanno sottoscritto un documento nel quale esprimono il loro disaccordo sulla realizzazione dell'autostrada Carcare-Predosa, ma nello stesso tempo chiedono a gran voce la realizzazione del casello autostradale di Predosa ed il collegamento, mediante una bretella autostradale, alla città di Acqui Terme, allo scopo di eliminare una volta per sempre l'isolamento dell'importante città termale rispetto alla grande viabilità nazionale.
Queste rimostranze sono state presentate il 26 novembre scorso a Daniele Borioli, nuovo assessore regionale ai trasporti della Regione Piemonte nelle Giunta Mercedes Bresso eletta alle ultime elezioni regionali, tenutesi nella scorsa primavera. L'assessore si è schierato con i suoi interlocutori assicurandoli che il progetto dell'autostrada Carcare-Predosa non è argomento della programmazione dell'amministrazione regionale in carica.
"Non è nelle nostre priorità e non lo sarà per tutta la durata di questo mandato amministrativo" ha detto Borioli "In questo momento rappresenterebbe un sacrificio troppo grande dal punto di vista economico e un danno per l'ambiente"
Per la verità la nuova autostrada non dovrebbe fare affidamento su fondi regionali per la sua realizzazione e quindi la dichiarazione dell'assessore regionale piemontese sembra più un atto di solidarietà verso i suoi interlocutori, che un'azione concreta contro la stessa.
La realizzazione dello studio di fattibilità e tutti gli altri atti progettuali sono stati fino ad ora realizzati con fondi statali affidati al Comune di Cairo Montenotte ed è assai probabile che la sua realizzazione dipenderà da fondi non solo statali, ma difficilmente saranno determinanti eventuali finanziamenti regionali.
La dichiarazione dell'assessore Borioli comunque rappresenta una evidente presa di posizione politica sfavorevole alla Carcare-Predosa. Cosa che peraltro non è una novità. Ricordiamo infatti le prese di posizioni di alcuni politici nazionali di origine piemontese in favore della Ceva-Garessio, proponendola in contrapposizione con la Carcare-Predosa.
L'opposizione alla Carcare-Predosa, in Piemonte, era iniziata con la creazione di comitati cittadini, ben presto rafforzati dalla presenza di Sindaci, amministratori comunali e politici locali.
A loro parere "la Carcare-Predosa sarebbe usata solo per decongestionare - come è stato più volte dichiarato - il nodo autostradale di Genova e per rilanciare il porto di Savona". Tutto ciò sarebbe dimostrato - affermano - anche dal progetto di allungare l'autostrada in direzione di Albenga. Nello stesso tempo però, gli stessi amministratori locali che osteggiano la Carcare-Predosa spalleggiando i comitati cittadini, si dichiarano compattamente favorevoli alla realizzazione di una bretella autostradale che colleghi Acqui Terme a Predosa.
Ma anche su questo, pur dichiarandosi favorevole, l'assessore regionale piemontese, nel concreto, smorza gli entusiasmi ricordando che non sono previsti fondi per questo tipo di opere e che se veramente si vorrà ottenerne la realizzazione bisognerà vedere se si riuscirà a farla finanziare da imprese private in cambio ovviamente di un pedaggio per il suo utilizzo.
Il che riapre la discussione sulla Carcare-Predosa, perché se questa riuscisse ad avere i finanziamenti potrebbe anche essere l'unica speranza per Acqui di inserirsi e ottenere di far parte del progetto autostradale con buona pace di tutte le grida attuali, che in tutta evidenza non osteggiano in linea di principio un nuovo percorso autostradale, ma rappresentano interessi in favore di un'opera piuttosto di un'altra. A margine di tutto ciò i non pochi problemi ambientali sollevati dagli agricoltori dell'area del moscato, preoccupati dall'impatto economico ed ambientale che potrà avere la scelta di un tracciato piuttosto di un altro.

(flavio strocchio)

 

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