Acqui Terme. Sanità e viabilità sono i due argomenti principali al centro del dibattito di ogni cittadino. Il problema è scottante, che va risolto per evitare che la nostra realtà sia penalizzata più di altre. Per la sanità piemontese si parla di un "grande riordino", per quella provinciale di una Asl unica. I più contrari sono i casalesi. Per Acqui Terme e l'Acquese la soluzione della centralizzazione della parte amministrativa della sanità non comporterebbe rischi, anche alla luce della "insensatezza" dell'accorpamento avvenuto anni fa della ASL 22 Novi-Ovada-Acqui Terme, realtà che per tradizione e storia sono assai differenti, senza contare le difficoltà di collegamento tra la città termale e Novi.
Il Piano sanitario regionale prevede anche reparti ospedalieri a rischio. Si dice che all'ospedale di Acqui Terme sarà difficile salvare quello di ginecologia e pediatria. Il dipartimento materno infantile è al di sotto di 500 parti annui richiesti dalla Regione per il mantenimento della struttura (376 parti nel 2005).
A colloquio con il direttore sanitario
dell'Asl 22 dott. Gianfranco Ghiazza
Il Piano sanitario regionale prevede anche reparti ospedalieri a rischio. Si dice che all'ospedale di Acqui Terme sarà difficile salvare quello di ginecologia e pediatria. Il dipartimento materno infantile è al disotto di 500 parti annui richiesti dalla Regione per il mantenimento della struttura (376 parti nel 2005).
Per la risoluzione del caso nel Piano sanitario si potrebbe aprire uno spiraglio. "Lo spiraglio che si potrebbe aprire è quello - come affermato dal direttore sanitario dell'Asl 22 dottor Gianfranco Ghiazza - della condizione di sperimentare una nuova forma organizzativa che potrebbe consentire anche il mantenimento del reparto. Per adesso il Piano è in discussione, sicuramente le decisioni non sono immediate".
All'inizio dell'incontro con il cronista, il dottor Ghiazza aveva premesso che Acqui Terme rappresenta un bacino di utenza, e di urgenza, anche per 10/12 mila cittadini delle province di Asti e Cuneo, che abitando in paesi confinanti con la nostra zona, da sempre hanno scelto la città termale per cure e per acquisti. Bacino dunque che merita una equa distribuzione delle risorse. Ma, chiediamo al direttore sanitario Ghiazza, la scure della Regione si abbatterà sull'ospedale di Acqui Terme, oltre che sul reparto di ginecologia anche su quello di urologia?
"Gli urologi dell'ospedale di Acqui Terme stanno lavorando molto bene e svolgono sicuramente un servizio importante per la popolazione dell'acquese. Con il Piano sanitario e la nuova organizzazione provinciale il loro ruolo andrà conservato", è la risposta secca. Per "urologia" si parla di duplicazione di servizi essendo praticata, in provincia di Alessandria, in sei reparti. Due ad Alessandria, uno ad Acqui Terme, Casale, Novi e Ovada. Condizioni che porterebbero ad una razionalizzazione dell'attività. "I nostri urologi - ha continuato il dottor Ghiazza - sono validi, è importante non perderli, anche mobilitando le forze politiche".
La storia però ci insegna che quando c'è da "tagliare", la mannaia si abbatte sempre su Acqui Terme e sui Comuni del suo comprensorio. Le strade ne sono un esempio lampante.
E le attrezzature per "radiologia", ormai obsolete, in molti casi con una decina di anni di invecchiamento che comporta perdita di efficienza quindi non più adatte alle prestazioni che devono svolgere?
"Tanto per le attrezzature destinate alla "radiologia", quanto per quelle riguardanti la camera operatoria ci sono sviluppi per risolvere la questione", è stata la risposta. Il dottor Ghiazza ha anche parlato della carenza del personale, degli "infermieri in affitto". Il caso è stato affrontato con il ricorso al lavoro interinale, avviato dopo un corso di formazione professionale, prima di essere inseriti nei reparti, e ciò consentirebbe di coprire temporaneamente le carenze di organico ed il miglioramento della qualità dell'assistenza.
Per quanto riguarda il personale medico, sempre secondo quanto sottolineato dal dottor Ghiazza, è stato possibile ricorrere ad incarichi temporanei o accettare trasferimenti da altre Asl, ciò relativamente alle situazioni di maggiore criticità. In "radiologia" è prevista l'assunzione di due medici con incarico temporaneo, due ad "anatomia patologica" e recentemente è stato assunto un medico gastroenterologo. Due gli incarichi affidati a "ginecologia", in vista di sostituzioni per il pensionamento di altrettanti medici.
Tornando alla imminente razionalizzazione delle Asl piemontesi con la realizzazione di un'unica Azienda sanitaria locale provinciale, è prevista la nomina di nuovi commissari per tutte la Asl del Piemonte.
Come tutti i momenti di cambiamento, la trasformazione comporta delle difficoltà e dei rischi. Per la provincia di Alessandria è dunque pronosticabile la nomina di un unico commissario, mentre verrebbero mantenute delle tre Asl della provincia le figure del direttore sanitario e dell'amministratore. Per l'Asl 22 abbiamo l'acquese dottor Ghiazza, un medico che all'esperienza ed alla capacità professionale maturata in tanti anni di attività svolta al servizio della sanità locale accomuna passione e dedizione all'opera che svolge. Soprattutto, come lo stesso ama ripetere, non si è dimenticato cosa vuol dire portare le scarpe di cartone. (C.R.)