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Per la vicenda del ponte di Terzo
ci sono precise responsabilità

 
Acqui Terme. Sul problema irrisolto del ponte di Terzo e sulla politica acquese interviene Gian Franco Ferraris, consigliere provinciale e candidato per la poltrona di primo cittadino nella città termale dal partito dei Democratici di Sinistra:
"L'articolo di Carlo Ricci apparso sull'ultimo numero de L'Ancora sul ponte di Terzo mi induce ad alcune riflessioni sull'annoso tema della viabilità nell'acquese.
Da quando sono consigliere provinciale (meno di 5 mesi) ogni giorno mi viene alla mente il ponte di Terzo e mi vergogno di far parte dell'amministrazione provinciale. Va detto però che i lavori sono finanziati da tantissimo tempo, progettati e già appaltati, e i ritardi sono da addebitarsi a responsabilità ben precise. È necessario che il Presidente della Provincia chiarisca i motivi e le responsabilità dei ritardi e i tempi di realizzazione dei lavori.
Accusare in modo generico tutti gli amministratori locali (tranne il Comune di Acqui) non è utile e non porta nulla di buono.
Cosa possono fare i Sindaci dei paesi per un'opera che non è di loro competenza, se non sollecitare i lavori?
Fare di tutta l'erba un fascio fa parte della fase dell'antipolitica che ha contraddistinto questi 15 anni di "seconda repubblica" e che ha contribuito a portare il paese allo sbando.
Sullo stesso numero de L'Ancora l'attuale sindaco Rapetti, nel confermare l'intenzione di presentarsi alle prossime elezioni con una lista civica, accusa i partiti locali di "ricevere ordini da fuori" da gente che "non conosce i nostri problemi". Peccato che proprio l'amministrazione di Bosio-Rapetti in questi 15 anni sulla viabilità, non solo non ha prodotto nulla di concreto, ma non ha neanche preso delle iniziative per uscire dall'isolamento.
In compenso, nei fatti, si è piegata a logiche e interessi di lobby provinciali che nulla avevano a che vedere con gli interessi di Acqui. I progetti faraonici (grattacielo, STU, ecc.) sono rimasti sulla carta e hanno prodotto ingenti costi (indennità agli amministratori e spese di progettazione) a carico dei contribuenti acquesi.
Si può definire il modo di governare di Rapetti non tanto una lista civica svincolata dai partiti, ma una sorta di partitocrazia senza partiti, cioè senza popolo ma con il potere personale di Sindaco e Assessori.
L'isolamento di Acqui ormai è un problema ineludibile, come ben sanno i pendolari e gli imprenditori. Non servono accuse generiche ma occorre fare una proposta politica forte.
Il centro sinistra amministra la Regione Piemonte e la Regione Liguria, così come la maggioranza delle amministrazioni locali, presto assumerà il governo nazionale. I problemi del nostro territorio non possono più essere rinviati, il centro sinistra ha la responsabilità di non occupare "poltroncine" ma di fare una proposta che risponda alle esigenze di sviluppo non solo economico ma anche sociale della nostra comunità. Si deve conciliare lo sviluppo con la tutela dell'ambiente e il rispetto delle identità locali, far crescere l'economia locale senza dilapidare risorse.
Io penso che non è più procrastinabile il collegamento autostradale con Predosa, opera il cui costo è sostenibile se c'è l'impegno delle amministrazioni locali coinvolte e dall'impatto ambientale modesto. Analogamente la Liguria può "avvicinarsi" alla Valle Bormida con degli interventi sull'asse viario esistente, sia con un tratto di autostrada ai confini del Piemonte, sia migliorando la viabilità della S.S. 30.
Per ottenere reali benefici bisogna valutare in termini scientifici tutte le soluzioni alternative e scegliere quelle con il minor impatto ambientale e sostenibili economicamente, ascoltare il parere di chi ha qualcosa da dire in merito, giungere a un progetto condiviso fra Regione Piemonte e Liguria, amministrazioni e popolazioni locali, e poi decidere.
Serve un piano strategico di accrescimento del nostro territorio. I tempi saranno lunghi, le decisioni devono pertanto essere tempestive. I lavori devono partire e non fermarsi fino al completamento. Le opere vanno fatte, non c'è dubbio, ma fatte bene.
In gioco non c'è solo la credibilità del centro sinistra, ma il futuro del nostro territorio.
Ad Acqui l'elettorato si è espresso per l'Unione di Prodi, in controtendenza rispetto al Piemonte, occorre però che il centro sinistra onori gli elettori che gli hanno dato fiducia e per far questo i partiti devono uscire dai confini dentro cui si sono mossi in questi anni, essere capaci di dare voce a chi chiede rappresentanza e vuole partecipare. Dobbiamo porre le persone, con le loro speranze e i loro problemi, al centro della nostra azione politica".

 

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