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Sì del Consiglio comunale alla centrale a biomasse

  Cairo Montenotte. Scontro fra maggioranza e minoranza, in Consiglio Comunale a Cairo, sul parere da dare alla costruzione di una centrale termoelettrica a biomasse.
Da un lato l'opposizione schierata contro un parere favorevole, che invece era auspicato dalla maggioranza.
Alla fine il Consiglio Comunale di Cairo Montenotte si è espresso a favore della centrale a biomasse da realizzare nell'area della Ferrania, con il voto contrario dell'opposizione consigliare.
L'assessore Battaglino nel presentare l'argomento all'ordine del giorno aveva precisato che "da quasi due mesi era giacente una richiesta di parere formulata da Ferrania Technologies SpA per la realizzazione di una centrale a biomasse forestali da 10 MW elettrici".
Il parere favorevole, sostenevano l'assessore ed il sindaco, serviva a procedere perché la Ferrania potesse presentare il progetto in Provincia dove avrebbe potuto iniziare l'iter autorizzativo e il contestuale esame di idoneità e di corrispondenza ai requisiti di legge.
Gli oppositori della lista "Uniti per Cairo" hanno ricordato come "l'accordo di programma prevedeva che entro 60 giorni la Ferrania avrebbe dovuto presentare alla Regione ed al Ministero il piano di attuazione degli investimenti, cosa che non è avvenuta".
Ma soprattutto sono preoccupati per il fatto "che esiste già un'altra richiesta, sempre da parte di un privato, per realizzare una centrale a biomasse con teleriscaldamento che dovrebbe servire Millesimo, Cengio e Roccavignale. Siamo sicuri che in Val Bormida ci sia legno sufficiente per soddisfare entrambi gli impianti. Con quali conseguenze poi per l'equilibrio ambientale e per il regime idraulico?".
Contrario anche il voto della lista "L'altra Cairo" che suggerisce la creazione di un consorzio forestale per la gestione del patrimonio forestale e con funzioni di controllo.
Intanto c'è una domanda che nessuno pare porsi. Un conto è lo sviluppo di riscaldamento a legna (cippato o pallet) nei grossi impianti ed edifici pubblici per favorire la locale industria del legname con misura ed equilibrio, un altro è la costruzione di una grande centrale per la produzione di energia elettrica usando grandi risorse forestali, quando la produzione di elettricità non rappresenta certo l'utilizzo migliore della risorsa forestale.
Basti infatti considerare che, nel migliore dei casi, la resa in energia elettrica dell'impianto sarà pari al 30%, poiché non è previsto, né sarebbe possibile a Ferrania, il recupero del calore dei flussi di raffreddamento per usi civili. Il che significa, nel migliore dei casi, mandare a fumo per nulla il 70% dei boschi locali!.
Si è anche fatto notare che in questo modo avremo un eccesso di domanda di legna, drogata dal grande fabbisogno delle centrali, che squilibrerà il rapporto domanda/offerta e che avrà come effetto di far aumentare i prezzi della legna da ardere danneggiando il gran numero di utilizzatori locali, che in questi anni sono tornati a questo bene energetico locale, con l'unico risultato di sostenere di fatto operatori e gruppi finanziari che puntano soprattutto a crediti verdi od a finanziamenti statali.
E' davvero questo il miglior utilizzo che si può fare della risorsa forestale locale? (RCM)

 

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