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Politica locale

 

La Margherita: referendum costituzionale
partito democratico e amministrative del 2007

Acqui Terme. Ci scrive il direttivo de La Margherita di Acqui Terme:
"La vittoria elettorale paradossalmente procura al centrosinistra acquese qualche problema. Ci si aspetterebbe una corale, soddisfatta esternazione sul pur difficile successo conseguito, ma non è così. Neppure i prossimi e pressanti impegni (il referendum sul no alla riforma della Costituzione, il futuro Partito democratico, le elezioni Comunali 2007) distolgono da questo, momentaneo, esercizio muscolare.
Poco ci si parla e molto si scrive in questi tempi: giusti richiami, puntualizzazioni dovute, ma anche distinguo, esternazioni, messaggi e sfoghi personali: non tutto è necessario e neppure tutto è utile. A volte lo scrivere fa nascere più incomprensioni, difficili da capire per molti, ma ancor più difficili da dimenticare come rischi politici.
Consideriamolo un effetto paradossale, una "ubriacatura" post elettorale, che presto si smaltisce e si riprende la visione lucida. Un fatto ai limiti del fisiologico.
Bisogna, ora, pensare agli appuntamenti politici e alle risposte che la città chiede. Per ripartire ci sono almeno tre temi importanti sul tappeto, nei quali il centrosinistra deve ritrovare unità nel vigore politico, ideologico ed ideale.
Primo tema: il referendum costituzionale.
Abbiamo coltivato e diffuso, per mesi ed in numerose ed importanti occasioni pubbliche, l'informazione accurata per motivare il no tassativo, il no assoluto, il no decisivo, contro l'ultimo residuo del passato quasi-regime che, con la sua riforma costituzionale indecente e virulenta, sfruttava la Lega come paravento alla marcia verso il potere di uno solo. Il centrosinistra deve, con decisione, ritornare sui principi e sostenere le ampie e diffuse convinzioni della gente contro le scempio costituzionale: bisogna chiaramente sostenere in modo unitario, corale, costante e forte le ragioni del no.
Secondo tema: il Partito democratico.
Un occhio attento ai passi istitutivi che, a livello nazionale si stanno muovendo a cominciare da DS e Margherita. E un occhio attento alla realtà locale, nella quale dovremo calare questa trasformazione, e dove è cresciuta e consolidata la voglia di unità nelle primarie e nel risultato elettorale. Ma facciamo attenzione anche a stranezze e distorsioni che la politica cittadina lascia emergere qua e là. Stranezze che il cammino verso il Partito democratico aiuterà a chiarire ed eliminare: promuovendo "l'ecologia nella politica".
Lo si deve fare se si vuol mantenere trasparenza ed etica, ma anche iniziativa ed efficacia nell'azione politica, molteplice ma orientata, sinergica al fine comune e condiviso; convincere e vincere. Ma dobbiamo sempre ricordare, essere attenti e rispettosi dell'elettorato del centrosinistra, che esprime nei nostri partiti la rappresentanza democratica e che, nel suo insieme, non è proprietà di questa o quella segreteria che lo voglia chiamare a raccolta. Rispettare l'elettorato vuol dire rispettarsi tra Partiti e non strumentalizzarlo per proselitismo cannibale o frazionistica visibilità. Bisogna invece dargli dignità di vera forza democratica, di patrimonio del centrosinistra unito. Altri ed altrove sono i consensi nuovi da conquistare.
Terzo tema: il cammino verso le amministrative comunali del 2007.
Evitiamo di fare campagna per gli avversari politici con improvvisi scarti ed impennate, esternazioni e sfoghi ove le approssimazioni emotive sono piene di rischi. Non bisogna cercare oggi, a tutti i costi, la visibilità, individuale o di partito: è una inutile esposizione, a volte anche al ridicolo, di cui gli antagonisti non mancheranno di fare uso contro il centrosinistra, vincitore delle elezioni. Bisogna invece far crescere l'apprezzamento attraverso la concretezza delle giuste strategie. La "Fabbrica del Programma", costituita dell'Ulivo nell'ottobre dello scorso anno, ha saputo aggregare tutti i partiti del centrosinistra, attorno ad un documento programmatico comune. Da lì bisogna ripartire, dopo la pausa elettorale, verso la costruzione dei contenuti programmatici, la loro comunicazione, nel confronto con gli elettori e la città tutta, la costituzione di una squadra di governo convincente e seria, verso una forte a rinnovata idea unitaria vincente. In questo la "Fabbrica del Programma" è anche una scuola, aperta sulla città, che ha fatto capire e provare il grande valore e la forza positiva e trainante della condivisione, attraverso il confronto delle idee e lo sforzo di sintesi efficace.
Che cosa c'è attorno? Nulla che il gruppo di potere che governa il Comune sia in grado di esprimere se non qualche vuotaggine opportunistica, qualche arrogante auto investitura, qualche trovata pubblicitaria o demagogica e perdente, qualche lettera di "cittadini" che più che fiancheggiatori dovrebbero tenere un modesto e contrito silenzio.
Molte le scelte sbagliate di questi "amministratori" e moltissime iniziative sterili e costose che il nostro Gruppo Consigliare compattamente, ha sempre contrastato: un nucleo forte e emblematicamente ancor prima del Partito democratico, da sempre unito. Nell'esprimere la giusta, legittima diversità dei punti di vista, distinguiamo le opportunità e le sedi, per non offrire il fianco e mostrare punti deboli, ma perseverare e crescere nell'unità. E daremo valore, credibilità e successo al nostro progetto di città nuova per tutti gli acquesi, per il bene di Acqui e per il suo territorio."

Domenico Ivaldi: a proposito di quel bilancio in rosso

Acqui Terme. Riguardo al bilancio 2005 delle Terme spa pubblichiamo un intervento del consigliere comunale Domenico Ivaldi.
"Un bilancio in rosso di 568.000 euro porta ad una prima rigorosa riflessione. Come avrebbe agito una società privata senza padroni politici? Di certo avrebbe risolto immediatamente il contratto col manager, pervenendo ad un primo risparmio forte. Si ristrutturerà un grande albergo sempre nell'ottica del lusso, si costruirà una piscina termale scoperta, come se il territorio di piscine non ne avesse già abbastanza. Manca la ricerca del cliente e la valorizzazione dell'esistente, in gran parte ridotto a ruderi; manca la vera promozione ambientale d'insieme a misura dell'habitat. Si punta sempre solo sul cantiere e non sull'uso credibile del prodotto. Sembra che i mezzi siano diventati gli scopi: i contratti con le imprese edili. Il turismo deve puntare a tutte le clientele e non solo a quelle minoritarie dei quattro stelle: o sarà un fallimento. La città è benestante quando è al servizio di tutti e non di caste privilegiate, che diventerebbero un insulto alla povertà locale, fatta di dipendenti e pensionati.
L'economia vera non è quella delle telenovele americane, è quella del benessere possibile per tutti, con una gentile accoglienza alla portata di tutti. Mentre si chiudono reparti ospedalieri e si massacrano i servizi sanitari, si mette sullo scriteriato piatto della bilancia l'allenamento di una squadra al centro di una grave indagine giudiziaria.
Questa squadra verrà superpagata (miliardi) con soldi nostri ed il turista medio dovrà contentarsi di guardarla pagando, con una bibita e un tramezzino in mano. Questo significa sputare sulle esigenze primarie dei meno abbienti, dei malati e degli stessi ospiti curandi".

Gallizzi: "Il centro sinistra non ha bisogno
di un candidato come Ferraris"

Acqui Terme. Ci scrive il consigliere comunale de "La città ai cittadini", Michele Gallizzi:
"Manca circa un anno alle prossime elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale della nostra città e il centro sinistra, con l'assenso di qualche partito, ha già provveduto a fornire una precipitosa indicazione di un candidato a sindaco che, per il modo e per i tempi con cui è stata proposta, ha costituito motivo di divisione tra i gruppi della coalizione e ha accentuato molto di più le acredini personali, oscurando le motivazioni politiche ed evidenziando, invece, le ambizioni del candidato diessino, che per storia e motu proprio non mi pare che possa essere additato come modello della trasparenza, della serietà e dell'abnegazione al lavoro politico nell'interesse dei cittadini. Ma le mie considerazioni vogliono andare oltre al "personaggio" perché alcuni momenti che hanno caratterizzato la storia politica del centro sinistra acquese, se fossero stati supportati con il dovuto senso di responsabilità, avrebbero determinato un corso diverso, ma soprattutto non avremmo avuto dieci anni consecutivi di amministrazione leghista. Dico questo perché il signore che i DS acquesi vogliono a tutti i costi candidare a sindaco di Acqui Terme è stato uno dei responsabili, se non addirittura l'artefice principale della sconfitta del centro sinistra nel 1992, quando al momento del ballottaggio, G. Ferraris, consigliere "politico" del candidato a sindaco dei Progressisti di allora, dispensava consigli che impedivano l'accordo con la lista civica "Rifiorire per Acqui" in cui militavano ed erano con questa candidati persone come il consigliere Poggio a cui i DS dovrebbero stendere tappeti di raso per come si impegna a sostener loro il partito senza avere nessun riconoscimento politico, se non quello di consigliere comunale che si è conquistato sul campo, e come Mauro Garbarino, instancabile operatore e sostenitore de "La Margherita", oggi compagno di viaggio del personaggio in questione. Quello che preoccupa di più, non è soltanto quello d'incaponirsi su questa candidatura e inneggiare alle primarie come unica soluzione al problema, ma è il non voler vedere ciò che accade intorno a questa proposta, negare cioè l'evidenza, diventata ormai accordo di pochi e dissenso di molti, soprattutto di quelli che gravitano nel centro sinistra. Bisogna tener conto, purtroppo, anche del fatto che dietro le famose quinte ci sono i burattinai invisibili, che, insieme a quelli visibili, con i loro interventi poco salutari e costruttivi, programmano il risultato della sconfitta. Dico questo perché ciò è qualcosa che è già accaduto in passato, grazie proprio agli interventi perniciosi di questi personaggi che vogliono assurgere ad intellighenzia e a grandi strateghi del centro sinistra. Mi riferisco ai vari risultati politici ottenuti dal centro sinistra acquese alle amministrative del 1992, del 1997, del 2002. Sono stati tre momenti consecutivi che hanno confermato la carenza di vedute a lungo termine hanno fatto raccogliere tre sonore sconfitte a livello locale, mentre a livello politico, quando si trattava di votare per le provinciali o per le regionali prima e ultimamente per le elezioni parlamentari, guarda caso, il centro sinistra vince. Ma allora, qual è il problema? Analizzando proprio i risultati amministrativi del passato, possiamo avere un quadro politico del presente e risolvere con semplicità il quesito. Partiamo dal 1992: l'intellighenzia sconsiglia al candidato sindaco dei Progressisti di allora di non fare accordi al ballottaggio con la lista civica Rifiorire per Acqui di cui ho già detto, e il centro sinistra perde le elezioni contro Bosio; nel 1997 l'intellighenzia decide una candidatura debole da anteporre a Bosio, ma perde di nuovo e questa volta non va neanche al ballottaggio; quindi non si pone il problema delle alleanze e non c'è bisogno dell'intervento dell'intellighenzia; nel 2002 l'intellighenzia va a cercare fuori da Acqui Terme il candidato da anteporre alla lista civica "Per la continuità", che viveva in quel momento le vicissitudini giudiziarie di cui tutti sono a conoscenza e che con il binomio Rapetti candidato a sindaco e Bosio di supporto logistico, trovava il più ampio consenso tra i cittadini acquesi. Le liste che si contendevano la poltrona da sindaco erano quattro: quella di Rapetti-Bosio, "Per la continuità; quella di Borgatta, "coalizione di Centro Sinistra"; quella di Carozzi, "coalizione di Centro Destra e la lista civica di Gallizzi, "La città ai cittadini". Al ballottaggio si confrontano la lista civica di Rapetti-Bosio e la coalizione di centro sinistra di Borgatta. La lista civica di Gallizzi, che aveva ottenuto un risultato elettorale di circa il 12%, dà la propria disponibilità all'apparentamento con il Centro Sinistra. La cecità politica, la presunzione e l'arroganza dell'intellighenzia di allora, e di questa faceva parte anche l'attuale candidato a sindaco del centro sinistra, rifiutava l'apparentamento con la lista civica "La città ai cittadini", di conseguenza, per una questione di logica politica e di rispetto verso i propri elettori, la lista civica rifiutò di mercanteggiare con il centro sinistra, (veniva offerto un assessorato in cambio dell'appoggio esterno), ossia non ha svenduto i suoi voti per un piatto di lenticchie, ma per coerenza dichiarò che non avrebbe dato nessun appoggio all'altra lista civica Rapetti-Bosio. Risultato finale: Rapetti vince, Borgatta perde, grazie all'intellighenzia politica acquese, con dentro, lo voglio ricordare per correttezza, perché non bisogna dimenticarlo, anche il consigliere personale del candidato a sindaco dei Progressisti delle amministrative del 1992, G. Ferrarsi, che, come allora, insieme ad altri, consigliò di non apparentarsi nel 2002 con la lista civica di Gallizzi, in quel momento anche consigliere provinciale di Centro Sinistra, gruppo DS.
Alla luce della storia che caratterizzò negativamente il passato locale del centro sinistra, e al di là delle riflessioni contraddittorie e per certi versi, deliranti, a firma di G. Ferraris apparsi sul numero precedente di questo settimanale, e in particolar modo le frasi: "Ad Acqui c'è voglia di cambiamento, ma per dare risposta a questa esigenza si deve fare piazza pulita dei metodi che hanno contraddistinto i comportamenti di alcuni esponenti del centro sinistra in questi anni.
Domenico Ivaldi, La città ai cittadini, Mauro Garbarino stanno ripetendo le stesse azioni che ci hanno portato a ripetute sconfitte". Ma caro Ferraris, dove vivi? Hai già dimenticato il danno che hai fatto al centro sinistra in questi anni, tu insieme alla tua intellighenzia? Fino a quando continuerai, anzi continuerete, a portare disgrazie al centro sinistra? Non è di Domenico Ivaldi o de "La città ai cittadini" o di Mauro Garbarino che bisogna fare piazza pulita, ma di gente come te, che non accetta il dissenso e che pensa di godere di privilegi che altri non hanno, sol perché fa parte del maggiore partito della coalizione e che dell'opportunismo ha fatto l'unica ragione di vita.
Come hai potuto arrogarti il diritto di stilare "liste di proscrizione" additando persone che si sono impegnate nel mondo politico esclusivamente con un ruolo di servizio, senza mai ricavarne utili personali quali cariche ampliamente remunerate o percorsi di lavoro facilitati? Ma "chi è" il centro sinistra di cui tu parli, visto che vuoi "eliminare" rappresentanti del centro sinistra stesso?
È, il tuo, un proprio e grandioso esempio di pratica democratica: o con me o… cancellati dal centro sinistra o, meglio, dal "sistema"che non tollera voci fuori dal coro, nemmeno quando, semplicemente esplicitato ciò che è, nella città, un modo di pensare molto diffuso di cui è doveroso tenere conto.
È vero, "di questo tipo di politica la gente ne ha le tasche piene" per questo sarebbe opportuno e necessario che tu facessi un passo indietro, con umiltà, senza alterarti più di tanto, perché di un candidato a sindaco con le tue caratteristiche, te lo posso garantire, il centro sinistra non ne ha proprio bisogno, e, a maggior ragione, spero vivamente che gli acquesi non abbiano da vivere un'esperienza amministrativa con una giunta guidata da te.
Rimanendo nel tema del dibattito, ribadisco il contenuto del comunicato stampa de "La città ai cittadini" pubblicato da questo giornale sul numero del 7 maggio scorso, e, personalmente ritengo che il Centro Sinistra possa vincere le elezioni amministrative, se la sua coalizione candiderà persone credibili, in grado di fare la differenza e che non siano al traino di chi fa la differenza".

 

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