Il pdci contesta il Centro congressi
mentre il Comune cerca un gestore per la struttura
Acqui Terme. Ci scrivono Piera Mastromarino e Adriano Icardi del Partito dei Comunisti Italiani:
"Da tempo si parla ormai di un rilancio turistico-economico di Acqui Terme, che purtroppo tarda ad arrivare, nonostante gli ingenti investimenti perseguiti. Acqui Terme, grazie anche al territorio circostante, possiede bellezze paesaggistiche ed artistiche che già di per sé costituiscono un'attrazione turistica fondamentale. Se vengono, inoltre, considerati i pregiati prodotti tipici che caratterizzano le varie realtà locali e le numerose attrazioni e manifestazioni folcloristiche e storico-culturali, tra cui alcune divenute appuntamenti annuali di primaria importanza, si comprende come Acqui e l'acquese siano dotati di rilevanti potenzialità per diventare un vero motore propulsivo per lo sviluppo del turismo e dell'economia. Acqui Terme deve assolutamente riprendersi quel ruolo-guida di Centro-Zona che le spetta, come punto alto di riferimento per tutti i Comuni circostanti, sfruttando la rarità importante della risorsa termale, che deve diventare anche una fonte essenziale per la creazione di nuovi posti di lavoro.
Questo è un ruolo che la città negli ultimi quindici anni ha perso per la gravissima politica di isolamento portata avanti dalle Amministrazioni Bosio prima e Rapetti poi.
Per troppo tempo, si sono privilegiati progetti faraonici e molto spesso mai realizzati, che oltre ad impoverire le risorse comunali hanno creato false speranze nella città.
Abbiamo assistito alla costruzione di opere inutili, come fontane e gazebo, e alla distruzione di un edificio storico, patrimonio artistico della città, come l'ex Politeama Garibaldi, in perfetto stile Liberty piemontese.
Anche lo stesso centro congressi in zona Bagni, che poteva sembrare inizialmente una soluzione alternativa di attrazione, si sta rivelando un grave errore, per il negativo impatto dal punto di vista ambientale ed urbanistico e per una sensazione di speculazione edilizia.
Ci chiediamo, infatti, il perché della totale eliminazione del parcheggio esistente nella piazza, fondamentale in un'eventuale zona congressuale e turistica come quella in questione, e come mai si sia data la facoltà di costruire un immenso residence a pochi metri di distanza.
Riteniamo che, per il rilancio della città, sia indispensabile partire da un punto di vista assolutamente diverso, cioè privilegiare l'interesse pubblico e dei cittadini rispetto all'interesse di alcuni gruppi privati, valorizzando le grandi risorse e le strutture storiche, come per esempio lo stabilimento delle Terme militari ed il Carlo Alberto di cui la nostra città è ricca".
Per la nuova struttura il Comune cerca un gestore
Acqui Terme. L'amministrazione comunale sta attivando le condizioni necessarie a formalizzare l'individuazione di chi sarà designato a gestire il Centro congressi in fase di realizzazione nella zona Bagni. La realizzazione della struttura è in fase di avanzata attuazione e pertanto si è reso indispensabile procedere alla emanazione di un avviso indicante le modalità previste per la selezione necessaria ad individuare il soggetto a cui affidare la gestione del Centro congressi, tra quanti ne faranno richiesta e con la massima apertura agli investitori italiani e stranieri successivamente alla gara. Gara che, come descritto dall'amministrazione comunale, "sarà suddivisa, nella prima fase, di acquisizione della manifestazione di interesse per la gestione del Centro congressi ed a seguito della ricezione di dette manifestazioni preliminari di interesse si procederà alla seconda fase di presentazione delle offerte tecnico economiche e della relativa valutazione e aggiudicazione".
L'intervento, sempre secondo quanto fatto notare dall'amministrazione comunale, è stato realizzato allo scopo di riqualificare la zona Bagni dal punto di vista delle infrastrutture turistiche ricettive. L'iter della realizzazione del Centro congressi è iniziato nel 2002 con la richiesta alla Regione Piemonte di contributi previsti dal Piano triennale per "Interventi regionali per lo sviluppo, la rivitalizzazione e il miglioramento qualitativo dei territori turistici". Nel 2003 la giunta comunale aveva approvato il progetto preliminare e definitivo per la realizzazione della struttura, progetto presentato in Regione e finanziato sul Piano annuale di attuazione con un contributo di 4.075.476,00 euro. Con provvedimento della giunta comunale del 25 giugno 2004 è stato approvato il progetto esecutivo del Centro congressi avente un importo complessivo di 7.836.014,00 euro finanziato per 6.336.020,00 euro nell'esercizio 2004 e per 1.550.000,00 euro per l'esercizio 2005. L'amministrazione comunale, in qualità di stazione appaltante, ha attuato favorevolmente le procedure relative alle gare di appalto per l'affidamento dei lavori; prima dell'ultimazione dei lavori, intende individuare il soggetto gestore del Centro congressi.
L'importanza del socio assistenziale per il pdci
Acqui Terme. Ci scrivono Piera Mastromarino e Adriano Icardi del Partito dei Comunisti Italiani:
"L'assistenza verso gli anziani, in particolare appartenenti ai ceti più deboli, è uno dei principali punti del Programma Elettorale del Partito dei Comunisti Italiani, a livello nazionale, ma in particolare per le Elezioni Amministrative di Acqui Terme del prossimo anno.
Acqui deve assolutamente riconquistarsi quel ruolo di guida, degno di un importante Centro Zona, all'interno del Consorzio Socio-Assistenziale di tutta l'area acquese, che comprende 30 Comuni, per aiutare in modo omogeneo e concreto tutte le famiglie bisognose del territorio ed evitare sprechi nella spesa pubblica.
Troppo grave è stata la scelta dell'amministrazione Bosio, portata avanti dalla Giunta Rapetti, dell'isolamento della città, in vari ambiti fondamentali, tra cui quello del Socio-Assistenziale, con lo scopo di agire in solitudine, lasciando conseguentemente i piccoli Comuni dell'acquese al proprio destino.
Una particolare attenzione di intervento va indirizzata all'ampliamento e al miglioramento dell'assistenza domiciliare in ogni famiglia che abbia bisogno di sostegno e di aiuto; un compito che deve essere svolto con professionalità, ma anche e soprattutto con umanità e senso del dovere.
Una buona Amministrazione deve, inoltre, collaborare ed interagire con le varie strutture apposite che lavorano in questi ambiti, quelle pubbliche - in particolare la Casa di Riposo Ottolenghi, la R.S.A. del vecchio ospedale -, ma anche le private come "Il Platano". Infine, riteniamo opportuno sottolineare come sia di primaria importanza rendere vivibile la città anche per quelle persone in particolare difficoltà, avviando la realizzazione di opere pubbliche volte al miglioramento dei servizi e della loro efficienza: dai trasporti (aspetto che mostra ad Acqui Terme evidenti carenze), alle barriere architettoniche, all'incentivazione amministrativa per la predisposizione pubblica di centri ricreativi e culturali adeguatamente attrezzati, per migliorare la qualità della vita dei più deboli e per combattere quel concetto di emarginazione sociale, oggi tanto diffuso, aiutandoli verso una piena integrazione nella quotidiana vita cittadina".
Carozzi: l'amministrazione procede come i gamberi
Acqui Terme. Ci scrive il consigliere comunale Adolfo Carozzi:
"Senz'altro la caratteristica principale dell'Amministrazione Rapetti (Lista per la continuità dopo Bosio) è stata la totale assenza di un programma.
Abbiamo così assistito all'alternarsi di costosi passi in avanti e repentini, molto costosi, ripiegamenti indietro (ricordiamo tra l'altro: grattacieli sì, grattacieli no, biblioteca sì, biblioteca no, società di trasformazione urbana sì, società di trasformazione urbana no, portici non portici... non portici... e così via).
Ho sistematicamente chiesto ad ogni Consiglio Comunale al signor Sindaco un programma per la città senza purtroppo avere la soddisfazione di essere accontentato: sicuramente ne spunterà fuori uno di promesse con l'avvicinarsi delle prossime elezioni.
Nell'articolazione del programma si sarebbero potute individuare delle priorità (magari ascoltando anche qualche volta i suggerimenti della minoranza) come ad esempio risolvere il problema dell'acqua e della sua potabilizzazione, come eliminare i maleodoranti "profumi" provenienti ancora dal Rio Medrio (certo opere non degne di pompose inaugurazioni, ma molto utili al cittadino).
Si sarebbero potuti affrontare temi importanti come l'assetto e lo sviluppo della città (senza irresponsabili demolizioni - Teatro Garibaldi - o conferme di fastidiosi inserimenti - Teatro Verdi), attraverso realistiche pianificazioni determinate dalle esigenze (ponte sul Bormida, sede per esposizioni permanenti, ecc.) o legate alla storia economica del territorio in un omogeneo piano urbanistico senza dover sistematicamente ricorrere a varianti dettate dalle fantasie di qualche operatore occasionale, che poi scompare, o dalle scoordinate esigenze di singole proprietà.
Anche l'impopolare e maldestro inserimento dell'antenna (esistono oggi risolutivi sistemi di mascheramento) sulla torre faro dell'inutile e mostruosa rotonda di San Defendente, è il frutto della mancata attivazione di un programma di distribuzione di questi impianti nel rispetto della Legge Regionale n. 19 in merito alla disciplina sulla protezione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, così come è il frutto del non coinvolgimento dei cittadini e dei loro rappresentanti in Consiglio Comunale (lo sono anche quelli di minoranza).
Non è possibile ovviamente esaminare con poche righe quello che sarà il programma concordato con la nata associazione "Acqui per Acqui", finalizzato alla salvaguardia dell'occupazione (oggi ai minimi storici) e allo sviluppo della città (peraltro è da notare che nei servizi apparsi recentemente sulla RAI in merito ai caprioli il nome della nostra città è stato più volte scritto senza lettera "C"... forse sarebbe il caso di chiedere una rettifica creando così un po' di attenzione...), ma è certo che navigando a vista senza una rotta si rischia troppo spesso di incagliarsi nelle secche o di sbattere contro gli scogli o, ben che vada, di andare all'indietro come i gamberi".
L'esposto al Prefetto da parte di Enzo Balza sull'acqua potabile
Acqui Terme. Un esposto sul problema dell' "Acqua non potabile" è stato presentato da Enzo Balza, in data 22 agosto al Prefetto ed al Procuratore della Repubblica di Alessandria e per conoscenza al Procuratore della Repubblica di Acqui Terme.
L'oggetto dell'esposto è il seguente: "Procurato allarme e false (o errate) comunicazioni alla popolazione in seguito ai cartelli in Ospedale di Acqui Terme "Acqua non Potabile"? Omissione di avviso agli altri presidi sanitari serviti dal nostro acquedotto?",
Il testo dell'esposto è questo:
"In data 17 agosto sono stati esposti presso i rubinetti dei bagni di tutte le camere dell'Ospedale Civile di Acqui Terme cartelli con la scritta "Asl 22 - acqua non potabile". Il provvedimento scatenava la preoccupazione della popolazione, in particolare di coloro che assistevano parenti o pazienti, i quali immediatamente iniziavano a chiamare le sedi dei giornali, il Comune di Acqui Terme e tutti i presidi in grado di confermare quella notizia, che non trovava riscontro né in ordinanze del Sindaco (unica autorità ad emettere un simile provvedimento) né in pubblici avvisi, tramite alto parlante, strumento utilizzato sovente per simili emergenze.
La Direzione Sanitaria dell'ASL affermava che il provvedimento era stato assunto "in quanto l'acqua presentava un aspetto torbido e non aveva proprietà organolettiche agli standard ospedalieri". E aggiungeva che si trattava di "...semplice cautela, tenuto conto che non si evidenziano parametri tali da dichiarare l'acqua non potabile". È inutile sottolineare che questa affermazione contraddice l'estrema sintesi del cartello che in modo imperativo affermava che l' "Acqua non è potabile" , verità accertata esclusivamente da analisi chimiche da parte dei competenti laboratori, ai quali avrebbe dovuto rivolgersi tempestivamente (non ho dubbi che lo abbia fatto) la Società che gestisce l'Acquedotto, l'Amag di Alessandria, che ha nel suo Consiglio di Amministrazione ben tre rappresentanti designati dal Comune di Acqui Terme.
Parimenti, il Signor Sindaco confermava di non aver emesso nessuna ordinanza che dichiarasse l'acqua non potabile.
In realtà la torbidità e un certo sapore sgradevole, in seguito a piogge che avevano scongiurato il razionamento, non invitavano a cure idropiniche come in un qualsiasi centro termale, che potesse definirsi tale.
Tralascio di commentare l'ennesimo annuncio di attivazione dei carboni attivi, presso il potabilizzatore del Quartino, che sono utili per piccole quantità di acqua, sono costosi e di veloce esaurimento. È sufficiente partecipare ad un corso per installatori Culligan per conoscere questo dettaglio tecnico, che nulla ha che vedere con la tecnologia del Depuratore (1979) a sfioratore Degremont (pulsator e floculanti) del potabilizzatore di Acqui Terme. Una tecnologia forse, più adatta per un fiume che per un torrente.
Alla luce di questi fatti che denotano una scarsa o nulla collegialità tra Asl, Comune di Acqui Terme, Amag, si richiede di conoscere quale norma di legge abbia suggerito alla Direzione Sanitaria di classificare, a propria discrezione, l'acqua dell'acquedotto di Acqui Terme non potabile. Se tale era la preoccupazione della Direzione Sanitaria locale, per quale motivo il responsabile provinciale della Sanità non ha avvisato il Sindaco della città di Acqui Terme? Per quale motivo, lo stesso, che aveva ritenuto l'acqua non potabile , non ha avvisato tutti i presidi Sanitari della zona serviti dall'acquedotto di Acqui Terme? E cioè la residenza per anziani del vecchio Ospedale, la Casa di Cura Villa Igea, la residenza per anziani presso le ex-Suore Francesi e tutti coloro che, ammalati, non avrebbero dovuto venire a contatto con un simile prodotto?
Si richiede pertanto di verificare se non esistano per caso gli estremi di procurato allarme e di false o errate comunicazioni se non di omissione nel comunicare le determinazioni anche a tutte le altre realtà sanitarie interessate. È indubbio che da questa vicenda si sono avvantaggiati i venditori di acque minerali che non hanno inteso per quale arcano motivo la fine dell'emergenza idrica sia coincisa con un aumento delle vendite.
Altresì si invita la S.V. a porre in essere tutte le iniziative utili a rendere pubbliche le analisi dell'acqua riferite ai giorni in cui è rimasto affisso l'avviso della "non potabilità" presso l'Ospedale di Acqui Terme, sia le analisi ufficiali del Laboratorio Provinciale o di altro organo istituzionale sia quelle dell'Amag, che confermerebbero la potabilità, come annunciato sugli organi di stampa.
Ciò servirebbe perlomeno a tranquillizzare l'opinione pubblica e fare chiarezza sull'intera vicenda. Infine, non vorrei che la tutta la vicenda fosse ricondotta allo stato dei serbatoi dell'acqua dell'Ospedale di Acqui Terme.
Certamente ne verrebbe ridimensionato l'allarme suscitato da un pessimo cartello, ma la situazione imporrebbe la rimozione immediata dei responsabili, poiché un temporale, per quanto violento ma breve, non può certamente aver causato l'inconveniente ipotizzato".