Elezioni primarie nel centrosinistra
La parola al vincitore Ferraris
Acqui Terme. Abbiamo chiesto a Gian Franco Ferraris, vincitore delle elezioni primarie del centrosinistra acquese, di commentare la sua vittoria:
"Penso che le primarie del 22 ottobre abbiano segnato un punto fermo per le elezioni amministrative del prossimo anno, un passaggio positivo per il Centrosinistra che ha scelto un metodo limpido e democratico per individuare il candidato sindaco.
È stato un percorso autentico, si è deciso di lasciare la strada solita delle trattative tra i partiti per intraprendere, primi in Piemonte, la strada nuova della consultazione diretta degli acquesi.
È stata una strada inedita e coraggiosa, in quanto non era scontata la partecipazione dei cittadini.
Con gli scarsi mezzi a disposizione e senza un'adeguata copertura mediatica, siamo riusciti a coinvolgere quasi 850 persone, ben più di quelle che abitualmente si occupano di politica nella nostra città. Il mio ringraziamento va quindi, in primo luogo, alle persone che con la loro partecipazione hanno dato nuova energia a tutto il centrosinistra acquese.
L'impegno mio e delle forze politiche che mi sostengono è quello di garantire che questa voglia di dialogo e di confronto non andrà sprecata, ma continueremo questo confronto per la stesura del programma e per la scelta delle persone che amministreranno la città. Bisogna fare in modo che le tante preziose forze presenti sul territorio possano dare il loro apporto a un progetto ampio e condiviso, che sarà realizzato con il contributo di tutti e nel quale pertanto tutti possano credere fermamente, una grande energia che abbraccia Acqui e la risveglia.
È questo coinvolgimento la condizione essenziale per far ritrovare ad Acqui tutti i suoi valori.
Per rilanciare Acqui ci vuole una svolta, una discontinuità con il passato e con l'attuale amministrazione.
È stato un percorso onesto, in cui tutto il Centrosinistra e i candidati si sono messi in gioco, senza furbizie, e bisogna riconoscere che Domenico Borgatta e Caterina Scaglia hanno ottenuto un significativo riconoscimento dagli elettori. Sono orgoglioso di essere il candidato di tutta l'Unione e, al contempo, sono consapevole di avere una grande responsabilità.
I partiti sono uno strumento indispensabile in un percorso democratico, e in una piccola città come la nostra la contrapposizione tra partiti e società civile è artificiale; tuttavia viviamo in un'epoca piena di contraddizioni: io sono una persona di sinistra da sempre, ma nella mia mente è ricorrente l'immagine di esponenti della sinistra che sventolano la bandiera della pace, ma sono incapaci di riconoscere le ragioni di chi vive loro accanto, mentre il compito dell'Unione è quello di tenere conto dei bisogni di tutti.
In questi mesi ad Acqui, anche grazie alle primarie, sono stati fatti passi concreti in questa direzione, come recita la canzone di De Gregori, che gli amici con entusiasmo cantano in questi giorni: "la storia siamo noi, nessuno si senta escluso
.".
Le elezioni amministrative di Acqui sono un'occasione provvidenziale per noi per ritrovare i valori autentici delle nostre origini, se sapremo essere uniti e solidali, sarà possibile trasmettere e far comprendere questi valori a tutta la città.
Questo è il mio impegno e mi auguro che sia anche il frutto del nostro lavoro".
Le dichiarazioni di Caterina Scaglia
Acqui Terme. Pubblichiamo le dichiarazioni della candidata Caterina Scaglia alle primarie del 22 ottobre 2006:
"L'esperienza della primarie, per una persona che come me non ha mai occupato uno spazio all'interno di un partito anzi, dello "starne fuori" ne ha fatto una bandiera, è stato molto interessante e bella.
Il risultato ottenuto in termini di consensi personali (61 preferenze pari al 7,4%), mi impone prima di tutto il dovere di ringraziare caldamente quei cittadini che hanno speso tempo e denaro (vorrei ricordare che occorreva pagare 1 euro per votare) per sostenere le mie proposte di città governata dalla politica delle donne, una politica intesa come pratica di buon governo che non si dimentica né dei diritti civili, né dei più deboli, né delle minoranze di ogni genere, atta a promuovere una cultura laica e solidale nella società.
In questo percorso mi sembra doveroso menzionare gli altri esponenti dell'Unione (Gianfranco Ferraris e Domenico Borgatta) e le rispettive segreterie che con me si sono confrontati, anche rispetto alla possibilità di inserire nel programma del Centrosinistra i valori da me rappresentati.
Invito ancora tutti i cittadini, al di sopra delle parti, a collaborare alla realizzazione della mappatura dei bisogni percepiti dagli acquesi, attraverso la compilazione del questionario anonimo da me proposto, contattandomi anche personalmente".
Le considerazioni di Salvatore Olia
Acqui Terme. Ci scrive Salvatore Olia: "Con toni decisamente entusiasti sono stati annunciati i risultati delle elezioni "Primarie", tenutesi il 22 ottobre 2006, organizzate dal centrosinistra acquese, con un esito programmato e previsto: il loro candidato sarà il dottor Ferraris (già sindaco di Rivalta Bormida nonché presidente di Alexala). Non poteva che andare così visto che per sicurezza, anche nella scaletta di presentazione dei candidati quello sempre presentato per primo era quello che doveva vincere; la propaganda, inesistente per gli altri, organizzata in modo capillare solo per lui.
Sono stato facile profeta non perché indovino ma perché due più due fa quattro. Francamente, però, non riesco a capire certi toni trionfalistici nella lettura dei risultati che, secondo me, stabiliscono in modo drammaticamente inequivocabile, quello che già tutti capiscono: Questo centrosinistra acquese (ufficiale) non può, matematicamente, vincere le lezioni Amministrative.
Partendo quindi da una lettura oggettiva, che può anche essere considerata personale (ma non troppo!), considerando chi ha perso, il professor Borgatta, Margherita.
Non penso che sia stato "battuto" per il nome che porta né per la sua reputazione, ma per quello che ha detto e sostenuto; prova ne sia che quando su "L'Ancora" dell'8 ottobre 2006 ha sottolineato l'esigenza di un "passo indietro personale per uno avanti di tutti per il raggiungimento dell'unità di tutto il centrosinistra", si è subito beccato del "furbo orologiaio" e "mossista Doroteo" da 11 sconcertati elettori del centrosinistra, evidentemente pilotati, restii a far sapere chi sono quasi fosse una vergogna sostenere le proprie idee; quando si dicono sciocchezze, dovrebbe essere proprio così, abbiano però il coraggio morale di far apparire le proprie firme: poi si potrà anche analizzare i vari clientelismi, compresi i loro. È chiaro quindi chi ha reso impossibile un'accordo tra il centrosinistra ufficiale, la lista civica "La Città ai Cittadini" e altri epurati del centrosinistra, ovviamente gli 11 sconcertati, DS?
Definire la partecipazione di 837 cittadini, se pur rispettabile, un successo delle loro primarie è semplicemente sconvolgente, considerando che gli elettori acquesi sono stati alla Camera 16892, al Senato 15887. Il commento più originale, di queste pseudoprimarie è stato quello del Pdc (partito dei comunisti italiani) che ha rivendicato sia la proposta di tenerle che la paternità del successo del dottor Ferraris, avendogli "portato" 200 votanti (38%) a favore su 513. Se lo ha dichiarato, per bocca dell'ex senatore Icardi, è sicuramente vero visto che essendone l'esponente più qualificato ed in quanto presidente dell'assemblea provinciale Pubblico Ufficiale, è un garante di tutte le istituzioni democratiche e legali e non può fare a meno di dire la verità.
Ma se questo è vero tutti gli altri, cioè DS, UDEUR, Rifondazione, Italia dei Valori, Verdi, assieme hanno portato al candidato vincente 313 elettori, tra questi il partito dl "futuro Sindaco" ha un risultato di circa 150 voti.
C'è indubbiamente qualcosa che non quadra o di assurdo perché un partito con il 4,85% dei voti (619 con i Verdi alle politiche), con il 9,72% del centrosinistra (sempre alle politiche) è assolutamente impossibile che abbia portato a Ferraris il 38% dei votanti alle primarie: se anche dalle 8 del mattino alle 22 della sera l'ex senatore avesse "trasportato" ai seggi un elettore ogni mezz'ora, ne avrebbe "portato" 28, se si sommassero quelli "trasportati" dagli altri militanti del Pdc, si raggiungerebbe la cifra di 56; basandosi poi sul risultato delle ultime politiche la proiezione, con un errore più o meno di 5 votanti, porterebbe il contributo della loro "intensa attività di propaganda" a circa 71 votanti (11,47% del proprio elettorato!) Se invece fossero vere le affermazioni dell'ex senatore, allora spieghi perché nelle ultime tre elezioni comunali non ha dimostrato la stessa solerzia e impegno.
Non vedo quindi cosa ci sia da vantare in una primogenitura non propria, tra l'altro perdente, in una vittoria di altri (DS), nella quale la parte dei "Comunisti Italiani" è stata insignificante come sono convinto sarà anche alle prossime elezioni Amministrative. Non che mi interessi più di tanto, ma solo per sottolineare che a far perdere il centrosinistra Acquese, oltre che la mancata e osteggiata alleanza con la lista civica "La Città ai Cittadini" sarà, come nelle ultime comunali, un certo tipo di "intensa attività di propaganda".
Gallizzi: perché l'elettore acquese
dovrebbe votare il cartello delle liste civiche
Acqui Terme. Ci scrive Michele Gallizzi de "La città ai cittadini":
"Perché gli elettori acquesi dovrebbero votare il cartello delle liste civiche costituito da "La città ai cittadini" presente in consiglio comunale dal 2002 e la neonata "Vivere Acqui"?
La risposta è semplice: perché rimane l'unica alternativa per l'elettorato acquese libero da fedeltà partitiche, per promuovere un nuovo gruppo alla guida amministrativa della città che si propone come soggetto contrastante lo stato dei partiti politici di destra, di sinistra e della lista civica "Per la continuità dopo Bosio".
Infatti, facendo un'analisi approfondita sulle condizioni dei partiti politici di destra e di sinistra, si evince che, effettivamente le due coalizioni stanno in piedi, almeno durante le elezioni amministrative comunali, non per le capacità politiche delle rispettive leadership, ma per l'amore d'appartenenza che ancora molti cittadini nutrono per i partiti. D'altronde, le classi dirigenti dei due poli, con l'avvento della nuova legge elettorale, hanno subito periodicamente e puntualmente alle elezioni amministrative, devo dire con una precisione da orologio svizzero, in questi ultimi quindici anni e senza soluzione di continuità, ripetute e sonore batoste, da cui il centro sinistra si riaffranca, fortunatamente, al momento delle elezioni provinciali, regionali e nazionali, mentre il centro destra rimane in posizione d'attesa nel suo purgatorio. Eppure, nonostante le continue batoste, le rispettive classi dirigenti, non hanno favorito il ricambio generazionale, ma sono rimaste lì a perpetuarsi in un moto continuo come se fossero sottoposti a un processo di clonazione perenne, quasi a voler confermare indirettamente la vittoria dell'avversario. La domanda che in genere sorge spontanea è questa: perché ad Acqui Terme, ormai da 15 anni, continua a vincere un monocolore dapprima leghista e poi lista civica?
Anche qui la risposta è semplice. Perché i vertici che guidano i due poli dominanti la politica italiana, a livello acquese, non solo sono deboli sul piano della meritocrazia politica soggettiva, infatti i loro candidati, scelti con meticolosità certosina, raccolgono consensi insiti alla coalizione e senza apportarne altri, ma mancano di una progettualità politica e amministrativa in grado di suscitare credibilità e quindi fiducia nei cittadini; tant'è, e la storia locale ce lo conferma, che le due più importanti coalizioni, continuano a spulciare il candidato perdente e, in questo momento, soprattutto per quanto riguarda il centro sinistra acquese, anche legittimato dalle fantasiose primarie, con l'illusione che il candidato così espresso diventi più forte.
Un'autocelebrazione, dunque, in cui ogni gruppo rivendica a suon di voti il suo ruolo, con l'intenzione di far pesare la sua presenza all'interno di tutta la coalizione. Anche questo, però, è un falso storico, rispetto al fatto che le stesse elezioni primarie segnano la falsità del risultato che ha decretato una candidatura a sindaco voluta dal partito di maggioranza relativa (DS e da altri cinque partiti: Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi dalla gioia, Italia dei Valori, UDEUR, più mezza Margherita che ha votato il candidato che l'elettorato del centro sinistra acquese dovrebbe digerire come candidato a sindaco). Perché, allora questo risultato deve essere considerato falso? Anche qui la risposta è semplice: perché il vincitore politico e morale di questa competizione inutile e, appunto, falsa, è senza dubbio il prof. Borgatta che ottemperando, probabilmente, ai doveri di partito, ha legittimato il candidato appoggiato dalla maggioranza, ma che nel contempo ha raggiunto un risultato eccezionale che rende realistica e vera la sua candidatura, avendo lui stesso ottenuto, da solo, 256 consensi che sono più o meno la metà di quelli ottenuti dal suo concorrente principale, sostenuto, lo ribadisco, da sei partiti e mezzo.
Questo significa che Borgatta fa la differenza, ma che nonostante tutto deve lasciare il posto, democraticamente, anzi troppo democraticamente, a chi è stato supportato dal consenso, allineato e coperto, guidato dai partiti.
Le liste civiche sono soggetti autonomi che non seguono la disciplina di partito, ma sono vincolati alla disciplina delle idee, perché un'idea è importante se è finalizzata a migliorare la qualità della vita della gente, se guarda l'interesse comune e non quello dei partiti o delle lobby. Noi desideriamo elaborare nuove idee e innovativi progetti politici per dare alla società un impulso desueto, fresco, originale, che la svecchi e la ripulisca dai suoi santuari ideologici, ormai fuori tempo, relegati dalla tecnologia moderna e consunti in un mondo delle idee che non potrà più essere fonte della modernità e del progresso. Noi siamo persuasi che la nostra posizione sia punto di riferimento per gran parte dell'elettorato di centro sinistra e di centro destra e, per questo, facciamo appello a coloro i quali, pur appartenendo a soggetti politici organizzati, abbiano la convinzione che la diffusione delle idee, finalizzata alla crescita culturale ed economica di una società come la nostra, non dipenda fondamentalmente, dalla operatività di un partito o di una coalizione, ma dall'azione comune e dall'impegno profuso da liberi cittadini.
Nella nostra città è esemplare come una lista civica stia governando da tre legislature senza dover per forza di cose avere riferimenti partitici, e abbia portato avanti programmi per la maggior parte non condivisibili, almeno per quanto mi riguarda, ma che ha convinto la maggioranza degli acquesi a riconfermarle la fiducia. Il cartello delle liste civiche "La città ai cittadini" e "Vivere Acqui" si propone come alternativa all'attuale maggioranza che governa la città e alle leadership di centro destra e di centro sinistra che guidano ormai da anni le loro coalizioni, in modo inconcludente e con inadeguata consistenza, senza peraltro dare agli acquesi la possibilità dell'alternanza".
Cazzulini: Perché solo prima delle elezioni
emergono i problemi delle donne?
Acqui Terme. Ci scrive Patrizia Cazzulini, Presidente della consulta delle pari opportunità del Comune di Acqui Terme.
"Che sotto elezioni le donne diventino di moda è una condizione ormai tristemente usuale, ma che si ponga l'attenzione alla condizione femminile a 6 mesi dalle future amministrative ci lascia alquanto perplessi.
Chi scrive in merito all'articolo apparso lo scorso numero sul L'Ancora è la presidente della Consulta delle pari opportunità di Acqui Terme, Patrizia Cazzulini.
Naturalmente parlo a nome dei 7 membri facenti parte del nostro organo ufficiale per sottolineare che: la consulta è nata nel 2004 e come prima azione, fatta in tempi non sospetti dal punto di vista elettorale, abbiamo pensato di farci conoscere e metterci a disposizione della cittadinanza.
A questo proposito abbiamo realizzato un depliant, spedito in tutte le case degli acquesi, perché ogni cittadino sapesse della nascita di un organo istituzionale di genere per le pari opportunità, rivolto a far emergere le problematiche legate alla famiglia o al lavoro che, per fattori oggettivi o culturali, pesano sulle donne, attraverso uno sportello di ascolto.
Ci siamo impegnati per creare momenti di incontro su alcuni temi che ci sembravano importati come la condizione delle donne attraverso un Convegno intitolato: "Libere professioni e Pari Opportunità" che ha visto la presenza oltre che della Senatrice Rossana Boldi e la Consigliera di Parità Anna Mantini, di professionisti e attori della nostra cittadina attivi su questo ruolo; sempre questo anno abbiamo inoltre realizzato un incontro per parlare delle donne e della violenza nelle guerre e nella vita quotidiana, prendendo spunto da un libro scritto da due giornaliste della Stampa: Stefanella Campana e Carla Reschia, sempre molto sensibili ad un discorso di genere.
Stiamo inoltre per realizzare un convegno entro fine anno sulle problematiche interne al mondo famigliare che comprendono anche la separazione e tutto ciò che ne consegue, mentre, proprio a conclusione del nostro mandato, nei primi mesi del prossimo anno realizzeremo un momento formativo sulle tematiche delle Pari Opportunità rivolto alle scuole elementari, medie e superiori per meglio confrontarsi con la famiglia e il mondo del lavoro.
La cosa che più rende l'articolo difficilmente condivisibile, a parte le solite parole su conciliazione, rete, strutture ecc. è che viene citata la mancanza di candidature femminili, di donne in ruoli dirigenziali paragonandola a una realtà completamente diversa dalla nostra, con un maggiore sviluppo che non collima con le condizioni del nostro territorio; ribadendo che la nostra amministrazione ha voluto la prima consulta per le pari opportunità composta da un avvocato, una dirigente dell'artigianato, una casalinga, un'insegnante, due libere professioniste, un lavoratore dipendente ed una imprenditrice; la stessa presenza femminile all'interno del Consiglio Comunale, denota un'apertura verso l'uguaglianza dei ruoli.
Siamo orgogliosi di avere ben 4 asili comunali, 1 asilo privato, 1 baby parking, uno sportello per le donne in difficoltà economica e di difficile inserimento lavorativo; inoltre sono stati realizzati vari progetti per l'inserimento di donne disagiate nel mondo del lavoro.
Per quanto riguarda gli aiuti alle donne al di sopra dei 35 anni e il conseguente inserimento nel mondo del lavoro è utile sottolineare che gli incentivi vanno accompagnati non solo da parole ma da fatti, quindi da denaro, è risaputo che solo la provincia o la regione, gestendo denaro proveniente da fondi europei o derivanti da leggi specifiche, possono dare questo tipo di agevolazione.
La delusione che traspare dall'articolo quindi non è giustificata dalla precedente o attuale amministrazione, ma semmai da una situazione socio-economica che da anni trascina il nostro paese verso una difficile risoluzione dei problemi delle famiglie, delle imprese, e dei posti di lavoro in generale.
Non viene qui discussa la capacità del movimento citato, ma non è certamente utile ad Acqui ed agli Acquesi dimenticare quello che è stato fatto in tutti questi anni per la crescita della città.
Da donna invito tutti a usare la politica per le donne senza usare le donne".
Acqui per Acqui rimanda le accuse al mittente
Acqui Terme. Ci scrive Pier Domenico Garrone di Acqui per Acqui:
""Acqui per Acqui" ha dedicato le scorse settimane sul settimanale "L'Ancora" un appello politico alla Segreteria dei DS di Acqui Terme a smettere di tacere sulla situazione della s.p.a. Terme di Acqui (83% Regione Piemonte - 17% Comune di Acqui Terme) oggetto d'interesse in principal modo e solo più per il suo patrimonio immobiliare stimato per Euro 150 milioni che temiamo venga svenduto senza vincolo di destinazione allo sviluppo turistico del sistema territoriale.
Ci ha risposto, invece e caso strano(?), il direttore generale in uscita della s.p.a. Terme di Acqui affermando che "Acqui per Acqui" informa male i nostri cittadini acquesi.
Siccome siamo persone educate e non "pirla" lasciamo a Voi la lettura paziente degli imbarazzanti dati del Cerved -Centro Elaborazione Dati delle Camere di Commercio, pubblici e fruibili on line e scaricati oggi domenica 29 ottobre. I grafici a fine pagina danno una sintesi della situazione e così le parti evidenziate. Questi e altri dati verranno pubblicati e aggiornati sul sito termediacqui.com, gentilmente concesso gratuitamente da un nostro concittadino.
Alla segreteria DS di Acqui Terme(AL), così come alle altre forze politiche, rinnoviamo l'invito ad un incontro pubblico sulle Terme di Acqui.
Noi siamo quelli che negli anni 1980 politicamente riuscirono a far convergere sulla s.p.a. Terme di Acqui dall'allora comitato ex EAGAT (Presidente sen.Vincelli -DC) dell'EFIM (Presidente Mancini - PSI, V.Presidente Mauro Leone -DC) il consenso istituzionale che permise al Ministro Clelio Darida e al Presidente del Consiglio Gianni Goria di far trasferire gli investimenti con i quali si è fatta la ristrutturazione dell'Albergo Regina e dello Stabilimento Regina.
Noi siamo quelli che nel 1995 lavorarono politicamente per un consenso politico che portò il Presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo, il Presidente della Provincia Fabrizio Palenzona, il Presidente delle Terme di Acqui s.p.a. Rodolfo Pace a definire l'Accordo di Programma più importante gestito in Regione Piemonte e che ha permesso di trasferire gli investimenti per le ristrutturazioni e i progetti sin qui realizzati.
Noi siamo quelli "molto arrabbiati" per l'attuale situazione che sta portando l'azienda solo in mano alle banche e non verso una privatizzazione di mercato.
Oggi si sono ulteriormente ridotti gli investimenti per il progetto di ristrutturazione del Grand Hotel e dello Stabilimento Termale Antiche Terme con lo stravolgimento del progetto e senza una identificazione del mercato.
Oggi si mantengono parcelle per progetti irrealizzabili come il "Grattacielo Tange" ancora nella voce attività del bilancio delle Terme di Acqui perchè è stata fortemente lesa la storia dell'Azienda, la cultura prodotta in tanti anni dai suoi dipendenti, la credibilità del prodotto termale e invece si sta per aprire e favorire una stagione che giudichiamo solo di "privilegi e privilegiati" e che sarà oggetto di un documentato approfondimento.
Noi siamo impegnati per l'interesse della Città e presenteremo le nostre analisi e proposte concrete solo dopo il "concorso di bellezza politica" sul candidato sindaco che è secondario sulla scelta di una squadra forte politicamente e competente. Restiamo aperti a soluzioni prive di pregiudizi ideologici e orientate a vincere le elezioni amministrative 2007.
E Noi di "Acqui per Acqui" continueremo, senza timori e rimandando al mittente ogni attacco personale e alle spalle che verrà organizzato, ad informare gli elettori di Acqui Terme di cui i 3200 disoccupati, i commercianti, gli albergatori, i giovani che nascono nella nostra Città disoccupati e senza prospettiva, agli anziani soli lasciati senza servizi assistenziali adeguati".