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Politica locale

 

Da Acqui per Acqui le proposte per la città

Acqui Terme. Ci scrive Pier Domenico Garrone di Acqui per Acqui:
"Gentile Direttore,
2 riunioni dei nostri aderenti hanno deciso cose concrete e operative. L'associazione "Acqui per Acqui" ha atteso di conoscere dalle coalizioni del centro sinistra e del centro destra proposte di programma e di "squadra" vincenti e convincenti. Risultato a sinistra: proposta elettoralmente debole e politicamente divisa. Risultato a destra: Forza Italia frazionata, Alleanza Nazionale evaporata e nessuna proposta per la Città. Auspichiamo smentite. "Acqui per Acqui", oggi, risulta l'unica forza politica popolare che sponsorizza un'idea forte per uscire dal tunnel di questi 5 anni: il ritorno di una Città forte ed autorevole ad Alessandria, a Torino, a Roma e in Europa. La strada: il cambiamento dell'attuale maggioranza comunale. Mai stati interessati a sapere se si ripresenterà, il sig. Danilo Rapetti ha dimostrato di essere politicamente isolato e inconciliabile con quello che serve. Non trovate perlomeno "poco elegante" e segno di debolezza politica la nomina, in campagna elettorale, del socio d'azienda del sig. Danilo Rapetti alla Vice Presidenza della Scuola Alberghiera? Questo è un dato di chiarezza politica e di rispetto verso i concittadini. Cosa abbiamo già deciso? Il riconoscimento urbano di San Defendente, compresa la ricollocazione dell'antenna Vodafone, impediremo la costruzione del grattacielo "Tange" in zona Bagni dove invece serve la costruzione di un secondo ponte sulla Bormida. Faremo istituire il vigile di quartiere, normale non "rambo", per una gestione più efficace della sicurezza dei turisti e dei cittadini, del traffico e dei parcheggi, della manutenzione e pulizia delle strade, dei marciapiedi e dei giardini. "Acqui per Acqui" dà il benvenuto al neo consigliere di amministrazione delle Terme di Acqui s.p.a., dott. Luigi Merlo da Casale Monferrato. Lasciamo al sig. Sindaco, a tutti i segretari dei partiti locali il compito di spiegare ai Concittadini perchè il Vice Presidente alle Terme non sia più una persona scelta tra i 20.000 abitanti di Acqui Terme. Sono purtroppo, però, le medesime ragioni politiche di questi 5 anni per le quali anche nel collegio sindacale delle Terme di Acqui non c'è un professionista acquese e sono anche le stesse ragioni per le quali nella giunta della Camera di Commercio di Alessandria non c'è un acquese così come alla Cassa di Risparmio e alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Alessandria non c'è un acquese, così nella giunta della Provincia di Alessandria, in giunta e nel consiglio regionale non c'è un acquese così come al Senato e alla Camera dei Deputati. Votare "Acqui per Acqui" è ritornare ad essere almeno come le altre Città della provincia e promuovere gli acquesi al di sopra delle "divisioni ideologiche, gelosie e invidie da cortile" per l'interesse di tutti di valorizzare la Città e dar forza a nostri Concittadini e alle nostre attività. L'impresa che costruisce il Centro Congressi è di Taranto, quella che costruisce il nuovo tribunale è di Genova. Un confronto: a Salsomaggiore Terme il Comune ha la maggioranza delle Terme, la Provincia e la Regione si dividono la minoranza. Gli acquesi sono privi di voce in capitolo sulle Terme che sono ora in mano, non ad un imprenditore, ma alle banche che condizioneranno i residui investimenti regionali verso una logica di vendita del patrimonio. Questa Giunta comunale ci ha già fatto perdere la proprietà di circa 84 miliardi di vecchie lire del patrimonio immobiliare delle Terme. "Curiosa" la nomina alle Terme, contrario Carozzi, dell'advisor bancario per la ricerca di un partner... per il settore benessere. Strano? Non abbiamo letto che nei cassetti delle Terme giace una proposta inevasa per distribuire in 2500 farmacie i prodotti termali acquesi? Non si risponde alle proposte che provengono dal mercato ma si spendono centinaia di migliaia di euro per cercarle. Spero non si dia colpa alle Poste.
"Acqui per Acqui" è nata per vincere le elezioni comunali 2007 di Acqui Terme".

Il programma politico dello Sdi

Acqui Terme. Ci scrive Ivan Patti, segretario dei Socialisti Democratici Italiani:
"Un progetto di sviluppo e di crescita di lungo respiro, per tornare ad essere una città importante in Italia e in Europa: di questo ha bisogno Acqui Terme. Il programma delle infrastrutture per l'economia ed i trasporti deve essere in grado di tessere relazioni, di regolare ed incentivare reti con soggetti istituzionali a livello provinciale, regionale, nazionale.
È necessario costruire, insieme alla Provincia e ai Comuni limitrofi un chiaro itinerario di governo. La città si trasforma, sotto la spinta dei cambiamenti di questa epoca globale. I cambiamenti vanno affrontati e governati, proprio per essere all'altezza della migliore tradizione della storia di Acqui Terme. Il futuro va pensato, progettato e percorso. Allora bisogna affrontarlo con coraggio e generosità, avere fiducia nelle capacità intellettuali e professionali dei giovani, offrire loro una grande opportunità: tornare protagonisti del destino della città. L'economia acquese richiede un forte investimento sulla ripresa di una moderna ed avanzata imprenditorialità, che passa attraverso la consapevolezza del ruolo sociale dell'imprenditore che vuol dire anche un nuovo impulso alla competitività, alla innovazione, alla produzione di un sempre maggiore valore aggiunto delle idee e dei progetti imprenditoriali, anche attraverso la ricerca da incrementare sia da parte del privato che da parte del pubblico. La flessibilità del mercato del lavoro è un fenomeno complesso, con aspetti positivi e negativi, che caratterizza questa fase storica. Gli enti locali devono e possono costituire un riferimento fondamentale per contrastare la tendenza ad una progressiva precarizzazione del mercato del lavoro, promuovendo attività economiche altamente qualificate, di ricerca, innovazione e sviluppo, ed in questo favorendo le iniziative di imprenditoria giovanile, sapendo che è sulla qualità che si gioca il nostro futuro. Gli enti locali sono chiamati ad una gestione equilibrata della propria organizzazione, puntando sulla valorizzazione delle professionalità interne ed evitando il massiccio, continuo e alternativo ricorso a consulenze e incarichi esterni.
L'utilizzo indiscriminato ed ingiustificato di lavoro precario e irregolare devono costituire titoli di sfavore per le imprese che richiedono sovvenzioni e contributi o che intendono avere rapporti di fornitura con le pubbliche amministrazioni e le loro aziende.
L'attuale trend demografico traccia una fotografia assai chiara della realtà acquese. Se vogliamo mantenere gli odierni livelli di produzione e di occupazione, e auspicabilmente accrescerli, bisognerà accogliere nuovi lavoratori e nuove lavoratrici.
È necessario proporre un piano straordinario per la casa e l'accoglienza che si basa su questi punti: 1) Agire sul patrimonio esistente per renderlo disponibile a questo scopo, accelerando le procedure per la riassegnazione degli alloggi che si rendono nel tempo disponibili; 2) Agire sulla leva tributaria per stimolare la locazione degli alloggi privati oggi vuoti; 3) Realizzare, nell'area cittadina, piani di edilizia pubblica per l'affitto; 4) Orientare le scelte urbanistiche in direzione di questi bisogni. Inoltre proporre piani di formazione professionale e civica per i lavoratori e le lavoratrici immigrati, dove si acquisiscano le conoscenze utili per il mercato del lavoro e la consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri di cittadino. Acqui Terme ha sempre avuto una forte capacità attrattiva per migliaia di ragazzi e ragazze che nella nostra città vengono a studiare e a divertirsi. Presentare un progetto comune tra l'amministrazione, le scuole e le organizzazioni economiche, per trattenere le giovani intelligenze che vogliono fermarsi ad Acqui Terme. I giovani rappresentano oggettivamente uno dei più importanti patrimoni del nostro futuro. Anche in questo caso valgono le proposte inerenti alla casa ed all'accoglienza, per rendere meno costoso e quindi possibile l'inserimento dei giovani nella città e nel mercato del lavoro".

Carozzi: il vigile di quartiere un amico in più

Acqui Terme. Ci scrive l'arch. Adolfo Carozzi:
"Il tema della sicurezza riempie giornalmente le pagine dei quotidiani e la paura dei cittadini, anche degli acquesi, è crescente e più sensibile tra le categorie più deboli.
La sicurezza sta assumendo un significato nuovo e più complesso rispetto al passato. Essa costituisce un bene primario della società contemporanea, la cui tutela è indispensabile per garantire l'esercizio delle libertà fondamentali e tra queste la libertà dalla paura.
Per raggiungere l'obiettivo primario, vale a dire una considerevole riduzione del numero dei delitti e l'accrescimento della tranquillità sociale, è indispensabile conoscere, controllare e proteggere quotidianamente il territorio ed i suoi abitanti, privilegiando l'azione preventiva rispetto alla repressione. Perciò, accanto al poliziotto ad alta specializzazione, vi è oggi necessità del poliziotto che stia sulla strada, che viva fra la gente e che ne capisca i problemi e le aspettative.
Evidentemente il progetto di videosorveglianza attuato in città, oltre a risultare costoso, gestibile con difficoltà e poco rispettoso della privacy personale, non rassicura più di tanto. Probabilmente solo efficace come antifurto di zone ben definite come banche e supermercati, risulta del tutto insufficiente a proteggere aree più vaste come vie, corsi, parchi, stazioni, uffici postali, scuole, piazze e aree limitrofe a luoghi di divertimento e aggregazione.
Sicuramente un maggior contributo a garantire la sicurezza dei cittadini e non solo (diversi infatti ne possono essere i compiti e i servizi) può venire dal Vigile di Quartiere, cioè una polizia di prossimità, una polizia sempre più vicina al cittadino capace di cogliere prontamente ogni suo bisogno di protezione e soccorso.
Proviamo a rispondere a due domande che lo riguardano: chi è e cosa fa?
Il Vigile di Quartiere, nell'ottica di un uso razionale delle risorse, è un agente di polizia municipale con il compito di tutelare la sicurezza del territorio in collaborazione con le altre forze di polizia, è un valido rappresentante della Pubblica Amministrazione, opera in divisa, è armato, è identificabile grazie ad un distintivo di riconoscimento, circola prevalentemente a piedi ed è in servizio tutti i giorni (con diversi turni) sempre nello stesso luogo, così da poter conoscere ed essere conosciuto dagli abitanti di quel quartiere. Il Vigile di Quartiere è la persona a cui segnalare i problemi, le violazioni o chiedere aiuto garantito da un primo intervento.
Innumerevoli sono poi i suoi compiti, fornendo pertanto sicure risposte ai cittadini relative a: manutenzione delle strade, dei marciapiedi e dell'arredo urbano; problemi di viabilità, sosta e accesso a zone limitate; verifica e recupero dei veicoli abbandonati; segnalazione di eventuali strutture in costante degrado; rispetto del verde pubblico e delle zone di sosta; illuminazione pubblica e di sicurezza, segnaletica stradale, rifiuti, ambiente e decoro urbano; rispetto norme comportamentali possessori di animali; problematiche dei pubblici esercizi nel rispetto delle norme e tutela del commercio fisso ed ambulante e dei consumatori; rispetto delle norme sul superamento delle barriere architettoniche, ecc. ma soprattutto azione nei confronti della micro-criminalità con un opera di prevenzione e repressione vigilando davanti alle scuole, sorvegliando i luoghi di aggregazione, le sedi frequentate dalle persone anziane, svolgendo attività di contrasto di atti teppistici e di vandalismo, operando azione di controllo sui frequentatori non residenti, ecc.
Sicuramente i risultati di una così intensa e preziosa attività non potranno che essere estremamente positivi: se poi a questo si potesse aggiungere un rapporto cordiale con i cittadini la figura del vigile urbano potrebbe essere ridisegnata, liberata dall'immagine riduttiva legata all'unica attività riconosciuta del fare multe o regolare il traffico.
Acqui per Acqui intende proporre l'istituzione del Vigile di Quartiere per avviare un rapporto più cordiale dei cittadini con un'istituzione così importante nella vita sociale della città. Visto l'avvicinarsi delle festività natalizie, perché non ripristinare la bella abitudine dell'albero natalizio nella piazza principale così da consentire ai cittadini di poter dimostrare la loro riconoscenza per il prezioso lavoro svolto?
In conclusione, pur nel mondo delle tecnologie esasperate, forse due occhi umani possono essere più sinceri e sicuri di un occhio telematico, che è come dire che non abbiamo bisogno di un "grande fratello" ma di un amico in più".

Nuovo Psi: una lista socialista
non mascherata da "civica"

Acqui Terme. Per la segreteria cittadina del Nuovo Psi ci scrivono B.Panaro e M.Protopapa:
"Stiamo seguendo con attenzione lo svilupparsi del dialogo della politica acquese che ormai per tradizione avviene attraverso le colonne de "L'Ancora", la quale offre la possibilità di un dibattito pubblico. Fino ad ora abbiamo apprezzato la moderazione con cui sta avvenendo. Essendo da tempo convinti che occorra invertire la tendenza al frazionamento e al personalismo della vita politica e pubblica anche a livello amministrativo, riteniamo che la sola strada sia quella di ridare basi solide ai valori che hanno costruito la storia italiana della seconda metà del XX secolo. Forti di questa convinzione ci ha sorpreso l'articolo che uno stimato rappresentante della politica locale, il Dottor Gallizzi Michele, ha sottoscritto nell'edizione del 5 novembre 2006 di questo settimanale.
Nell'articolo il Dottor Gallizzi spiega i "perché gli elettori Acquesi dovrebbero votare una lista civica" o un cartello di liste civiche. Le motivazioni ci appaiono deboli, ma soprattutto incoerenti. Infatti il Dottor Gallizzi, che a livello di elezione comunale sostiene di appartenere ad una lista civica, ha rappresentato e rappresenta da anni una posizione politica partitica non certamente priva di bandiere. Infatti ha rappresentato i Democratici di Sinistra (DS) in qualità di Consigliere Provinciale, è stato candidato nelle liste dei Socialisti Democratici Italiani (SDI) nelle scorse elezioni provinciali e nelle ultime elezioni regionali.
Coerenza vorrebbe, e noi lo auspichiamo, che si possa arrivare quindi ad una convergenza politica con l'espressione di una lista indipendente ma sotto una bandiera socialista.
Per questo la segreteria cittadina sta lavorando per un progetto di lista socialista che possa rappresentare i socialisti nella loro fede più vera.
Una lista che partecipi alle elezioni comunali senza mascherarsi sotto varie forme di "civico", ma che sia ben identificabile e che rappresenti una forte propulsione per questa città. Il programma, che è in corso di stesura, dovrà rappresentare una forte indicazione di una seria applicazione dei valori socialisti da sempre condivisi da molti esponenti delle liste civiche.
Una inversione di tendenza quindi che possa portare ad indirizzi e caratterizzazione della politica locale certi e chiari. Riteniamo che la città di Acqui Terme, dovendo assolutamente confrontarsi ed aprirsi alla competizione nazionale ed internazionale, debba avere un "governo" riconoscibile e non "neutrale" e che pertanto una "Lista Civica" rappresenti, secondo noi, una debolezza e non una "virtù". La lista civica che ha governato la città per gli ultimi cinque anni ha vissuto enormi difficoltà evidenziate dall'aver buttato al macero tutti i progetti qualificati e qualificanti che la precedente Amministrazione (monocolore leghista) era riuscita a mettere in cantiere.
Infatti non dobbiamo scordare che il Sindaco Bosio ha guidato un monocolore leghista, in un momento in cui l'amministrazione regionale era di centro destra, con forti caratterizzazioni, (come non ricordare il sole delle alpi nelle aiuole, il "Va Pensiero" come musica d'attesa nel centralino comunale ed il verde che la faceva da padrone sui timbri dei certificati, sulla carta intestata ecc.).
Aver perso quindi una identificazione chiara, seppur da noi non condivisa, ha esaurito il potere contrattuale della città, lasciando all'amministrazione del Sindaco Rapetti il solo compito di far pagare ai cittadini le spese per le progettazioni mai partite e che potevano essere però cantierate da un'Amministrazione con forte potere contrattuale. Siamo per questo fermamente convinti che la strada intrapresa sia quella giusta e ci promettiamo di sviluppare, attraverso un dialogo pubblico e aperto, il nostro progetto per una lista che rappresenti un'area politica che da troppi anni è emarginata.
Si coglie l'occasione per ringraziare i segnali di apprezzamento già ottenuti per l'iniziativa avviata, gratificanti anche per i prossimi impegni da affrontare con auspicio di sempre maggiori consensi.

Le liste civiche discutono su anziani e sanità

Acqui Terme. Venerdì 24 novembre, alle 21, a palazzo Robellini si terrà un dibattito su "Anziani e sanità", organizzato dalle liste civiche "La città ai cittadini" e "Vivere Acqui".
All'incontro, moderato da Alessandra Benazzo di "Vivere Acqui", interverranno Giuseppe Pallavicini del Partito dei pensionati, Salvatore Olia e Claudio Cesaroni del coordinamento Liste civiche, Piero Giaccari coordinatore de "La città ai cittadini" e il consigliere comunale Michele Gallizzi.

Balza presenta un esposto
al ministero sulla viabilità acquese

Acqui Terme. Un esposto contenente la richiesta di un'ispezione ministeriale sullo stato della viabilità dell'acquese è stato presentato dall'ex sindaco Enzo Balza al Ministro per le Infrastrutture, al Prefetto e al Procuratore della Repubblica di Alessandria, e per conoscenza al Procuratore della Repubblica di Acqui Terme ed alla rivista "Quattroruote". L'esposto è corredato da numerose fotografie.
"Da tempo - si legge nell'esposto - conduco una campagna di pubblica denuncia sulle deficienze della viabilità dell'acquese con qualche modesto risultato soprattutto quando prevedo che i ponti cadano, (una settimana dopo le elezioni e devono essere riparati prima di quelle successive), senza sapere il perché, senza sapere chi li ha progettati, chi li ha realizzati, chi li ha collaudati, per quale motivo non è stata aperta una inchiesta da alcuno per dare soddisfazione all'opinione pubblica e dove alcun Amministratore Pubblico ne manifesta la necessità, in un totale silenzio.
Questa incredibile vicenda del Ponte sul Fiume Bormida nel territorio di Terzo, dieci anni di cantiere infinito e pari disagi, è diventata il simbolo dell'insensibilità degli Enti Pubblici per i problemi dell'Acquese, in primis della Amministrazione Provinciale che ha mancato clamorosamente le consegne del passaggio di competenze dell'ANAS.
Larghezza delle carreggiate inferiori ai parametri delle strade cosiddette ex-statali, mancanza dei guard-rail o loro adeguamento previsto dalla normativa europea, cartellonistica stradale creativa: chi ha inventato il segnale "URTI" presente, sembra, solo nella Provincia di Alessandria?
Carenza di valutazione delle situazioni nella eliminazione di una frana in Frazione Turpino nel Comune di Spigno, dopo tre anni di denunce e la minaccia di astensione dal voto da parte della popolazione locale, senza che l'Amministrazione Comunale abbia assunto concrete iniziative.
Come la strada è stata ripristinata, dopo alcuni mesi di chiusura con indubbi disagi per la gente, sono iniziati a cadere pietre a monte della carreggiata creando pericolo e soggezione al transito dei veicoli. Non ci risulta che siano stati assunti provvedimenti o fatte segnalazioni da parte delle Amministrazioni locali per porre rimedio.
Indubbiamente la perla di questa situazione riguarda il ponte sul fiume Bormida tra i Comuni di Cassine e Castelnuovo Bormida. È passato da poco un anno allorché una macchina proveniente da Cassine sbandava, per motivi ancora oggi ignoti, invadeva l'altra corsia abbattendo il guard-rail e precipitando nel vuoto. Dopo un volo di 15 l'auto impattava con la capote il greto del fiume, provocando la morte di due persone .
Allego le foto dello stato dei montanti che reggevano il guard-rail dopo l'incidente; allego le foto dopo la riparazione della spalletta del ponte, dalle quali si può evincere un intervento molto discutibile. Allego le foto di altre parti del ponte, dove si può notare che a tutt'oggi esistono altri punti delle sponde del ponte ancora dissaldati (scattata il 20/11).
Lascio alla competenza dei suoi Uffici giudicare! Rammento che i parenti delle due persone decedute hanno citato presso il Tribunale Civile di Alessandria l'Amministrazione Provinciale. Nella citazione si legge che "un guard-rail a norma di legge avrebbe sicuramente retto l'urto" e che la Provincia di Alessandria sarebbe "venuta meno al proprio dovere di esercitare sulle strade di sua competenza un continuo controllo" .
È inutile sottolineare che in occasione del tragico fatto i Sindaci dei due Comuni limitrofi intervennero duramente, a parole, ma ancora oggi senza effetti pratici, malgrado il primo cittadino di Cassine sia da dieci anni Consigliere Provinciale e abbia ricoperto la carica anche di vicepresidente del Consiglio di quel consesso.
Per questi motivi invito la SV a constatare di persona, se vorrà recarsi in queste zone , dove da 35 anni imbonitori annunciano la fine del nostro isolamento con la realizzazione di un Casello Autostradale a Predosa con la A26 (circa 25-30 km) con l'unico risultato di aver fatto lievitare in modo spropositato il costo di quei terreni e null'altro.
Per questi motivi altresì invita la SV ad inviare una ispezione ministeriale per verificare lo stato complessivo della viabilità dell'acquese che i legali dei parenti delle persone decedute sul Ponte del fiume Bormida accusano di "versare in condizioni vergognose" e rappresentano a loro dire ,"un costante e grave pericolo per i numerosi utenti della strada". Propongo l'istituzione di un osservatorio permanente sullo stato delle strade dell'acquese.

 

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