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La vivace relazione sul vino del dott. Lamberto Gancia

 
Canelli. Idolo Castagno, presidente del neonato Lions Club Costigliole d'Asti, con la relazione del dott. Lamberto Vallarino Gancia sul mondo del vino, ha firmato un'altra sua caratteristica: la concretezza, l'amore per il territorio e per gli uomini che lo fanno. Così dopo l'intervento, il mese scorso, alle Terme di Agliano, del presidente della provincia Roberto Marmo sulla viabilità astigiana, lunedì sera, 13 novembre, al Castello di Costigliole, sede dell'Icif, ha attirato l'attenzione dei cinquanta soci Lions sull'economia e sui problemi del vino visti da Canelli, Bruxelles, California.
Lamberto Gancia, premesso di essere contento di svolgere un lavoro che produce gioia e felicità
a tanta gente, ha snocciolato una ricca ed interessante serie di dati che val la pena di evidenziare. Il mercato del vino italiano è molto polverizzato (810.000 le aziende produttrici italiane, di cui 110.000 produttrici di vini Doc, 35 i vini Docg, 343 i Doc, 117 Igt); la produzione italiana di vino è di 53,6 milioni di ettolitri pari al 33% di quella europea e al 21% di quella mondiale; la superficie vitata mondiale è di 7,9 milioni di ettari di cui: 59% Europa (10% Italia), 22% Asia, 12% America, 5% Africa, 2% Oceania; la superficie di territorio italiano destinato ad uva da vino, nel 2006 è stata di 700.000 ettari contro i 970.000 ettari del 1990 e i 1.200 ettari del 1980; le vigne, per il 72%, sono di proprietari con 2 ettari di vigneto, il 18% ha tra i 2 e i 5 ettari, solo l'8% ha più di 5 ettari; il 67% del terreno vitato produce uve per vini da tavola, il 17% uve per vini Doc, il 16% uve per vini Doc e da tavola; i consumatori italiani stabili di vino sono 24 milioni; negli ultimi 5 anni sono state lanciate 1300 nuovi prodotti per un totale di 4.550 etichette con predisposizione a produrre vini di maggiore qualità e pregio; il canale Gdo rappresenta il 65% del mercato di acquisto del vino; l'Italia ha una grossa opportunità per i vigneti autoctoni che sono oltre 350 per più di 450 vini.
Questi i dati che, ben distribuiti, hanno costituito l'ossatura del vivace dialogare del dott. Lamberto. Parlando della sua esperienza di presidente del Comitato Europeo del Vino ha sottolineato l'importanza di contribuire a trovare una linea guida comune e mettere d'accordo tanti Paesi, sempre nel rispetto delle singole culture e del come sia bello sentire e parlare con chi sa fare amare il proprio mestiere. Per il vino europeo ci sono ancora molte potenzialità che, però, richiedono un grande lavoro di squadra che, tra l'altro dovrebbe portare presto alla stesura di una Carta di Vini europea. In quest'ottica grandi sono le opportunità per il Piemonte, solo che i produttori non demordano e non abbiano paura di viaggiare molto.
Scendendo a casa nostra, il dott. Lamberto ha dato sfogo a tutto il suo amore per il territorio "dove ci sono ancora cose stupende, tutte da scoprire e la cui unicità vorrebbero copiare i nuovi mercati (stanno 'zonando' la Napa Valley). Unicità che, oltre alle colline è fatta di uomini che hanno saputo inventare il primo spumante d'Italia, l'Alta Langa, l'Asti che, oggi è difficile fare male e per cui non è in discussione la qualità, ma l'immagine, il valore aggiunto che stiamo cercando di recuperare con la nuova campagna del Consorzio che è appena partita sui principali mercati mondiali".
Appropriato l'appunto che, su sollecitazione del presidente Castagno, il relatore ha rivolto ai sommelier, che nel loro linguaggio, sovente ermetico, a volte, fasullo, sembrano rendere ridicolo il prodotto che vorrebbero commentare ed esaltare.
Fa bene pensare che alla guida di aziende come la Gancia ci siano personaggi che, tra i tanti impegni, trovano il tempo per andare a testare gli 'sci': "Provare gli sci per scoprire le differenze e capire come la pensano gli altri." (b.b.)

 

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