L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]

 

Giovanna d'Arco all'Ariston
con Monica Guerritore

 
Acqui Terme. Martedì 5 dicembre sarà Monica Guerritore a calcare il palco del Teatro Ariston, con inizio spettacolo previsto alle ore 21.15. E, viste le premesse, è facile pensare ad un nuovo "tutto esaurito".
In cartellone la Giovanna d'Arco.

E ora il teatro-prova d'attore

Non ci sono soste nella stagione del sipario d'inverno.
E il cambio di scena - dopo la rappresentazione de "I ragazzi dello Splendor" - comporta non solo il ritorno delle "stelle" (in questo caso Monica Guerritore), ma anche di "quell'impegno" che sino ad ora - se è comparso - lo ha fatto assai timidamente.
Per prepararsi alla rappresentazione di martedì 5 dicembre, dunque, per prima cosa rispolverare il libro di storia.
Ecco le vicende della Pulzella d'Orleans (1412-1431), la contadina chiamata da Dio, che nella guerra dei cent'anni si pose al servizio del Re Carlo VII, nemica giurata di inglesi e borgognoni.
Per lei tante vittorie (liberò dall'assedio Orleans, vinse i nemici a Patay) ma poi anche un giorno fatale, il 24 maggio del 1430, quando fu catturata mentre tentava di portare aiuto agli abitanti di Compiègne assediati.
Per diecimila scudi fu poi venduta agli inglesi.
E cinema, teatro, letteratura e pittura (dalla Passione di Dreyer a Maxwell Anderson a George Bernard Shaw, da Victor Fleming a Jacques Rivette) hanno innumerevoli volte riproposto, con letture sempre diverse, la sua straordinaria vicenda, che poi prosegue nel processo istruito contro di lei in Rouen, ove una ragazza di diciannove anni fu accusata di eresia e di stregoneria, indotta a confessare e poi, bruciata viva sul rogo nella piazza del mercato vecchio.
Un quarto di secolo più tardi seguì la riabilitazione attraverso l'iniziativa di un tardivo e opportunista Carlo VII, e poi, nel 1920, la proclamazione della santità, da parte di Papa Benedetto XV.
Al cinema, l'ultimo regista, in ordine cronologico, che ha portato sul grande schermo la Santa guerriera è stato Luc Besson che per Giovanna ha scelto il volto di Milla Jovovich.
Ma in teatro, almeno in Italia, da due anni, Giovanna d'Arco è ormai Monica Guerritore, che prosegue la sua personale indagine dedicata agli archetipi femminili.
Dopo aver portato in scena Madame Bovary, Carmen e La Signora delle Camelie, tocca alla combattente per antonomasia, in una tournee che ha avuto inizio circa un anno fa a Città di Castello e che proseguirà sino a tutto il febbraio 2007: quasi sessanta le località toccate (lo spettacolo arriva ad Acqui da Messina) e più di cento, nel complesso, le repliche che sono entrate, ovviamente, nel cartellone di prestigio dei teatri di Napoli, Roma e Firenze.

Cosa vedremo in scena

Giovanna attende il supplizio e ricorda.
Lo spettacolo si sostanzia in un flash back, nel quale, a rendere la complessità del personaggio, contribuiscono più testi e, oltretutto, molto eterogenei: gli atti del processo, solo da poco tempo resi pubblici da Giovanni Paolo II (le voci fuori scena degli inquisitori saranno quelle di Pietro Biondi, Enrico Zaccheo, Stefano Artissunch, Raffaele Latagliata), i versi tratti dalla Giovanna d'Arco di Maria Luisa Spaziani, i brani scelti dal De immenso di Giordano Bruno (altro "ribelle", cui toccherà un analogo, tragico epilogo della vita nel 1600) e ancora frammenti che rimandano a Nietzsche e Brecht.
Anche l'attrice si sdoppia, anzi moltiplica le sue espressioni: ora è narratrice, ora protagonista, ora coscienza del personaggio: la prova di bravura è notevolissima.
Giovanna d'Arco: si tratta insomma di uno spettacolo molto colto, volontariamente complesso, che la stessa Monica Guerritore ha provveduto a stendere elaborando i testi di Elsa Scudieri, e che - nel segno dell'ibridismo, dell'opera d'arte totale - coinvolge le "armi" del cinema, della musica, e certe volte sembra videogioco.
Sulla scena vuota sta l'eroina. Parrucca ossigenata, maglia aderente, mezza armatura che le copre un fianco, spada in mano.
La nuova Giovanna d'Arco - ha rilevato la critica - ha più le sembianze di una novella Lara Croft che di una adolescente francese che combatte per la libertà del suo popolo.
Dietro di lei vengono proiettate fotografie e filmati, una scenografia "emotiva" (a cura di Enrico Zaccheo, insignito nel 2005 premio Opera Imaie per la regia della ripresa-video dello spettacolo): interessante sarà vagliare gli spunti ucronici, quelli "al di fuori del tempo", quando scorreranno le immagini di alcuni protagonisti del Novecento, per stabile efficaci effetti di similitudine.
Nel mentre la musica sacra si alterna con quella dei Carmina Burana e con le linee melodiche dettate da Freddy Mercury (le scelte sono di Paolo Astolfi), e i suoni si combinano con gli effetti luce curati da Pietro Sperduti.

Una figura attuale

Uno spettacolo che è una decostruzione: Giovanna piano piano si spoglia delle sue caratterizzazioni, storiche e concrete, e si trasforma in "pura essenza", in "idea" di una figura trasversale al divenire dei secoli. Assume così l'immagine del martire - e non a caso sono evocati San Sebastiano e il Cristo alla croce -, del "profeta disarmato" che non riesce a difendere né la propria incolumità, né la propria concezione del mondo, in lotta contro l'ottusità del potere (che è ora Chiesa; ora lo Stato insensibile; ora il pregiudizio popolare).
Alla fine dell'itinerario il risultato è quello di ritrovare un essere circonfuso da un alone di misticismo. Giovanna, per Monica Guerritore, incarna sì un mirabile connubio tra la santità morale e la forza temporale, una trascendenza femminile ed una determinazione maschile.
Ma fondamentale diviene, in lei, quel mistero "luminoso e tragico" che viene rivissuto dall'attrice "accostando" il cuore della vocazione, intesa come chiamata dell'Anima che si fa azione attraverso lo spirito.
Qualcosa di medioevale, perso nei secoli bui? Il successo di pubblico conseguito dall'allestimento testimonia forse proprio il contrario. (G.Sa)

Monica Guerritore

Autrice, regista e interprete di Giovanna d'Arco. La grande artista si accosta al personaggio di Giovanna d'Arco con una semplicità quasi disarmante, nello spettacolo racconta la vocazione di Giovanna non solamente come vocazione "divina", ma anche civile poichè la sua azione tende alla libertà. Partendo da questo spunto, come autrice e regista, realizza un parallelo storico, politico e "sentimentale" con altre icone della libertà in un gioco continuo di rimandi immaginari per delineare la storia più nascosta dell'eroina di Orleans.
Monica Guerritore rivive quel mistero luminoso e tragico, accostandosi al cuore della vocazione di Giovanna, alla sua chiamata dell'Anima che si fa azione attraverso lo spirito. Dimenticando l'immagine tramandata, Giovanna è viva attraverso gli Atti del Processo; è così che rivive nella nostra epoca, compagna di ribellione e speranza del Che Guevara, di Jan Palach, accompagnata dalle immagini della cronaca di quel giovane cinese che a piazza Tien An Men ferma con il suo corpo un carro armato. La partitura musicale dello spettacolo è di Paolo Astoli.
La carriera di Monica Guerritore è iniziata a sedici anni, nel 1974, nel "Giardino dei Ciliegi" di Ceckov, con la regia di Giorgio Strehler, al Piccolo Teatro di Milano. Da allora ha interpretato ruoli di grande rilievo e ha dato vita a personaggi femminili di grande forza. In televisione debuttò nel 1977 con il primo sceneggiato a colori diretto da Sandro Bolchi, Manon Lescaut. Dal giugno 2004 lavora attorno allo spettacolo di Giovanna d'Arco da lei scritto, diretto ed interpretato. (C.R.)

 

Scrivi alla redazione

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]