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Politica locale

 

L'osservatorio alla sanità critica Regione e Governo

Acqui Terme. Ci scrive il dott. Massimo Piombo, presidente Osservatorio Sanità Acquese, consigliere comunale delegato per la salute:
"Gentile Direttore,
riprendiamo un'antica consuetudine che, grazie alla Vs. preziosa ospitalità, ci ha nel tempo permesso di fare il punto sulla situazione sanitaria momento per momento.
La vostra testata è stata, per un lungo periodo, teatro di piacevoli dibattimenti con un fantomatico Pantalone, malcelato portavoce di uno stimolante contrOsservatorio che contribuiva infatti a tener alta la soglia di attenzione rispetto alle problematiche sanitarie.
Sull'identità politica di tale carnevalesca figura non sussiste alcun dubbio vista la contestuale volatilizzazione al cambio cromatico regionale.
Ci piacerebbe oggi pungolarla all'eventuale contrattacco, probabilmente autocelebrativo, ed a qualche considerazione sulla non più novella conduzione dell'Azienda Sanitaria che, passata all'ingranditore, sta per diventare aziendona prodiana controllavoti.
Silenzio tombale probabilmente sarà, che mai si dovrà verosimilmente discutere.
Anche noi dell'Osservatorio però un po' colpevoli di silenzio ci sentiamo ma, d'altro canto, non era facile ieri contestare l'ondata propositiva che con la nuova giunta Regionale ha investito la Sanità.
La giunta "Bresso" con l'Assessore Valpreda si è presentata assai bene all'esordio e, sul piano filosofico, faceva quasi venir voglia di cambiare bandiera.
Bei discorsi, grandi proclami a cui son seguite promesse e grandi proclami.
Una gran bozza di piano Sanitario che, scherzi a parte, faceva presagire un'incombente efficienza.
Efficienza o efficientismo che presagiva al nuovo e modificava un po' il vecchio, con grande attenzione al risparmio. Nessuno si è scandalizzato. Tutto funzionerà meglio. Hanno le idee chiare. Ci stavamo per credere anche noi.
Terme e loro valorizzazione, prevenzione meglio della cura, cure complementari, eliminazione dei doppioni, malato al centro, potenziamento del territorio, distretti più forti, riconversioni dei ruoli, interdisciplinarietà.
Tratto dal pezzo di Mina "Parole, parole, parole".
"Acqui e Sapori" di un anno fa proclama di Valpreda con le sue Timberland dal palco, Medicina Naturale e prevenzione alle Terme, mandate un progetto, documento congiunto Terme e Comune in gg 15, mai più risposta. Non esistono. Ti fanno scrivere, lavorare, ti fan parlare con un funzionario che non funziona che parla con un altro che funziona ancora meno. Belle parole, tante belle cose, a casa tutti bene. Non muove foglia.
ASL, due commissariamenti in poco più di un anno, belle ed affabili persone, probabilmente capaci ma che si ritrovano uno staff dirigenziale assai condizionante e una rappresentazione territoriale estremamente vincolante sul piano politico.
Del territorio non sanno un accidente e va a sapere chi glielo racconta.
Nel frattempo il Piano Sanitario non passa mai all'approvazione ma la bozza viene utilizzata ad hoc solo per tutto ciò che conviene, Asl unica, reparti da eliminare, strutture da modificare. I Sindaci di molti comuni si accontentano, dicono mezze verità al popolo o anche meno, sanno che questa è la minestra che passano i loro. Se poi chiuderanno l'Ospedale pazienza, qualche santo provvederà, affari dei cittadini che dan loro l'80 per cento dei suffragi. Solo per questo quasi lo meritano. Bei tempi quando sindaci pepponeschi di guareschiana memoria potevano protestare alle riunioni facendosi gonfiare le giugulari nelle invettive contro l'arcigno Pasino, giurato nemico.
Chissà se torneranno quei tempi, chissà. Almeno ci si divertiva. Ora che governano i loro amici debbono ingoiare e dir che è buona, non c'è gusto.
Oggi si deve vivere di fede. Con la nuova finanziaria, con i tagli che si profilano la filosofia rischia di rimanere tale e di trasformarsi poco in fatto concreto. Ci stiamo accorgendo che forse la fede politica è di per sé terapeutica in quanto seda la protesta.
L'Osservatorio però non ci sta a vivere di fede, non può e non deve. riprende a lavorare, ad osservare, a dialogare.
Ha temporeggiato ma perseverare significa diventare complici e noi non ce la sentiamo, così poco informati e così poco considerati.
C'è troppo silenzio e troppa linearità apparente , pochissima discussione tecnica e molto cameratismo politico, sindaci rossi e direttori rossi. Tanta buona educazione ma poche risposte concrete, per quel poco che abbiamo potuto interagire
Pochissima partecipazione alle scelte, al massimo informazione sulle stesse una volta prese, quando va bene. Personalmente ho la sensazione di aver perso una sessantina di giorni nel 2006 (che non mi paga nessuno) in riunioni del tutto inutili. Mi piglierei a schiaffi!
E allora dicano loro cosa stanno facendo e come contano di migliorare una situazione che definivano allarmante poco tempo fa o cosa già avrebbero fatto. Noi ci occupiamo di Acqui anche se un giudizio d'ora in avanti dovrà essere dato in termini provinciali, ti lascio dire!
Evidenzino loro le criticità cui hanno ovviato e quelle che conterebbero di ovviare. I sindacati sono tutti tranquilli e quindi anche i loro assistiti. Forse significa che tutto va bene così. Forse significa che va bene anche la programmazione. Auguriamocelo.
L'anno sta per finire e questo è il bottino che ha fruttato al comune di Acqui essere presente ad ogni riunione in ambito provinciale con puntualità: aver compreso che in una Regione di sinistra, in una Provincia di sinistra ed in un'ASL di sinistra sarà una Sanità di sinistra, che magari si rivelerà la migliore possibile ma in termini tutti da verificare.
E allora vogliamo saperlo dall'utenza e dagli operatori come vanno le cose effettivamente.
Vogliamo contribuire alla comunicazione tra cittadino e servizi sanitari, con i fatti e non con le parole, disponibili ad una collaborazione che non sarà farsale. Ogni cittadino od operatore sanitario dell'acquese che lo voglia può già mettersi in contatto con l'Osservatorio tramite me al 348 2294763 o scrivere al seguente indirizzo mail : maxpiombomd@tin.it. La privacy viene ovviamente garantita.
Nell'attesa daremo un'occhiatuccia anche noi, mentre il Direttore Sanitario dott. Ghiazza delle Asl unificate chiede dalla conferenza dei sindaci del 28 novembre ai Sindaci stessi di intercedere presso la Bresso per accelerare l'approvazione del Piano Sanitario.
Tutto ciò fa molta ma molta tenerezza.
Nel frattempo il Commissario avv. Zanetta annuncia che il 29 va dal Notaio a firmare per cartolarizzare i crediti (chissà quali?) per aver la liquidità. Il tutto sarà certo a verbale. In che mani siamo? Nelle mani del governo Prodi. O no?".

Liste civiche: risponde Gallizzi

Acqui Terme. Ci scrive il dott. Michele Gallizzi de "La città ai cittadini":
"Non è mia abitudine entrare in polemica con qualcuno, ma quando sono chiamato in causa, ci sono. Rispetto all'articolo apparso su questo settimanale del 26 novembre ultimo scorso, che aveva per titolo "Una lista socialista non mascherata da civica" emesso dalla segreteria del Nuovo PSI, vorrei fare, per l'ennesima volta, alcune precisazioni, perché non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire.
Rimanere sorpresi sui contenuti del mio articolo pubblicato da questo settimanale in data 5 novembre 2006, significa non avere la costanza e l'interesse di seguire le vicende della politica locale.
È strumentale darmi dell'incoerente solo perché nella città in cui vivo, voglio vivere da uomo libero e rifiuto i legacci dei partiti, pur essendo io stesso tesserato al partito dei socialisti democratici italiani, per il quale mi sono speso personalmente e politicamente alle elezioni provinciali del 2004 e regionali 2005 in appoggio al centro sinistra senza chiedere contropartite: ho sempre dato il mio contributo all'area a cui sono ideologicamente legato, senza mai avere avuto e chiesto nulla e, di questo, sono più che contento, perché non debbo niente a nessuno; ma a livello locale, se me lo permettete, e se no fa lo stesso, la mia azione politica è completamente autonoma dalle direttive di partito e vi posso assicurare che le motivazioni che sostengo per una lista civica e che mi sostengono, non sono affatto deboli, anzi: la diversità politico ideologica che la caratterizza diventa la sua maggiore forza. Io credo che gli elettori acquesi, dopo quindici anni di amministrazione comunale, divisi tra Lega Nord e derivati, abbiano già preso atto della situazione politica locale, si siano spogliati dell'appartenenza ideologica e siano orientati a votare, alle prossime elezioni del 2007 per il rinnovo del consiglio comunale, le liste civiche,: tra queste ci sono anche le nostre "La città ai cittadini" e "Vivere Acqui" che si presenteranno con un loro candidato a sindaco, pensando che sia possibile raggiungere l'obiettivo del ballottaggio. La politica, però, è l'arte dell'impossibile e anche quando possa sembrare che i giochi sono fatti, la lista civica può diventare determinante per se, ma anche per altri gruppi che si ispirano ai simboli politici nazionali, purché cambino.
Non mi dovete parlare di coerenza, proprio voi che dopo la disgregazione del vecchio PSI, vi siete annidati nella culla di Berlusconi.
Il sottoscritto, della cui provenienza socialista riformista tutti sono a conoscenza, con l'avvento della legge elettorale maggioritaria, che spazzò via insieme a tangentopoli un'intera classe politica, per coerenza ideologica rimase nell'area del centro sinistra e accettò anche la candidatura nel partito dei DS alle provinciali del 1999, dando il proprio contributo elettorale in modo appassionato e disinteressato, ma che non esitò neanche un attimo quando decise di lasciare la compagine diessina. Era impensabile, d'altronde, rimanere soffocato da una ragione storico-ideologica anacronistica e nello stesso tempo dover subire degli atteggiamenti di esclusione senza motivazioni. Si erano create, allora, condizioni di inagibilità politica per il sottoscritto, perché mancavano i contenuti ideologici del socialismo riformista e democratico. Si, sarebbe bello pensare che la diaspora socialista si unificasse in un unico partito, ma questo accadrà soltanto quando i socialisti rimasti prenderanno coraggio, a livello nazionale, lasceranno entrambi i poli per condurre la loro battaglia politica, socialista e liberale, abbandoneranno il carrozzone di Prodi e di Berlusconi e porteranno avanti un programma autonomo e credibile nel panorama politico italiano. Certo, ciò comporterebbe il rischio di scomparire dalla scena politica, ma se tutte le anime della diaspora socialista, dalla Sardegna passando per la Sicilia, convergessero in un partito unico, allora e solo allora, potrebbe arrivare il tempo del riscatto, perché soltanto con un partito socialista propositivo al governo ci sarebbe davvero la tutela dei più deboli e del ceto medio.
Non parliamo poi, di inversione di tendenza, perché c'è ben poco da invertire: siamo in una città di provincia di circa 21.000 abitanti e più o meno ci conosciamo tutti. L'elettore acquese dopo 15 anni di amministrazione Bosio - Rapetti, se alle prossime elezioni vorrà cambiare tendenza avrà l'occasione di poterlo fare, nel caso contrario, potrebbe benissimo riconfermare l'attuale amministrazione. La politica e le idee camminano sulla testa degli uomini, a livello locale e nazionale. Alle elezioni amministrative del 2007 ci saranno sicuramente diversi candidati a sindaco che ambiranno a occupare la poltrona di primo cittadino a palazzo Levi; sarà quello più credibile, che farà la differenza, non ha importanza di quale gruppo sia, che sicuramente avrà una possibilità in più rispetto agli altri per poterla spuntare. La seconda parte dell'articolo non merita alcun commento per la scarsità dei contenuti".

Quei manifesti che sono stati censurati

Acqui Terme. Riceviamo e pubblichiamo:

"Egregio direttore,
sui muri di Acqui da qualche giorno è comparso un manifesto che annuncia un prossimo dibattito sul rapporto tra Sanità pubblica e popolazione anziana.
Su di esso campeggia la figura di un'infermiera in stile Manga giapponese che prende ferocemente a calci nelle parti basse un povero pensionato.
In una società in cui purtroppo la comunicazione è ormai affidata quasi esclusivamente alle immagini, questa scelta ci sembra volgare e fortemente offensiva nei confronti di quanti, nonostante la burocrazia, la carenza di fondi e di personale, si impegnano con quotidiana fatica e determinazione a svolgere il proprio dovere con scienza e coscienza.
Cordialità dr Eliana Risso e dr Adriano Valente (medici ospedalieri).

In seguito i manifesti sono stati censurati e al proposito abbiamo ricevuto la seguente lettera del dott. Ing. Piero Giaccari, Coordinatore de La città ai cittadini:
"Sig. Direttore mi trovo costretto a chiedere ospitalità su L'Ancora, per cercare di chiarire ciò è successo e ciò che sta accadendo. Mi riferisco al putiferio nato attorno al nostro manifesto che pubblicizzava l'incontro del giorno 24 novembre 2006 sul tema anziani e sanità.
Chi ci conosce, e in Acqui ormai sono molti, sa che ci occupiamo di sanità sin dalla nostra nascita, dal settembre del 2001. Il nostro statuto all'articolo 2 Obiettivi pone al primo punto la sanità.
Non abbiamo mai attaccato nessuna delle categorie che lavorano nella sanità, ne abbiamo il massimo rispetto ed infatti abbiamo chiesto sempre la loro collaborazione per capirne al meglio i problemi. Non è un caso che nella lista che abbiamo presentato alle ultime elezioni amministrative erano presenti ben quattro persone tutte operanti nell'ambito della sanità ed inoltre su venti candidati (ventuno contando il sindaco) sette erano donne, una percentuale che non credo si possa ritrovare in altre liste e che non penso sia indice di misoginia o maschilismo.
Qualcuno potrebbe dire ma allora cosa è successo? È successo che abbiamo voluto, dato il tema della serata: "Anziani e sanità", inserire una vignetta che catturasse l'attenzione. Non l'avessimo mai fatto, nella vignetta era rappresentata una giovane donna, che per noi voleva rappresentare la sanità, che invece è stata da alcuni interpretata come un'infermiera. Questo è il punto che intendo chiarire: se qualcuno si è sentito offeso dalla vignetta chiedo scusa sia personalmente e sia a nome dell'intero nostro movimento La città ai cittadini e sono disposto a ribadire tali scuse in pubblico in un contraddittorio, dove potremo sostenere e spiegare i nostri reali intendimenti, con chiunque si sia ritenuto offeso.
Detto questo come era doveroso, rimangono dei quesiti. Come mai un manifesto, riportante in calce i nomi degli organizzatori, rimasto affisso per più giorni non ci ha visto contattati da nessuno? Come mai lo stesso manifesto è stato presente su un sito internet per circa un mese e su tale sito si potevano lasciare commenti ma nessuno ha detto niente? Come mai ho amici e parenti che lavorano in ospedale, e taluni sono proprio infermieri, ma nessuno mi riportato di un'ondata di sdegno? Come mai, avendo prontamente cercato di contattare il legale della persona che dice di essersi sentito offeso, ed avendo invitato tale persona alla serata del 24 novembre non si è presentato nessuno a sentire la nostra pubblica richiesta di scuse che ha aperto la serata? Come mai tanto sdegno non si applica anche ad altre situazioni: ad esempio ricordate la sexy infermiera (ebbene sì veniva chiamata proprio così!) Angela Cavagna a striscia la notizia, o forse si vuole sostenere che il nostro movimento ed il sito in questione abbiano più visibilità di un programma delle reti Mediaset? Come mai, avendo fatto di tutto perché si chiarisse l'equivoco sta continuando il linciaggio morale su un sito dove si continua a scrivere ed ad attaccare? Forse in realtà non c'era alcuna intenzione di capire, forse c'è solo l'intenzione di attaccare.
In ogni caso concludo e chiedo nuovamente scusa a quanti si possano essere sentiti offesi, non era nostra intenzione, rimango a disposizione per chiarimenti a chiunque voglia, civilmente, richiederne".

Dove è finita la mia bella Acqui?

Acqui Terme. Riceviamo e pubblichiamo:
"Buongiorno a tutti i lettori, sono una cittadina di Acqui Terme che si tiene giornalmente informata sui fatti che interessano la nostra città.
Dopo anni di prese in giro, mi permetto ora di affermare che sono stufa, arrabbiata e quasi schifata per le continue ingiustizie verso gli acquesi.
Rieccoci qua, tra non molto si andrà alle votazioni comunali, come nel periodo che ci sta accompagnando, i nuovi partiti nascono come funghi, ultimo per ora, "Acqui per Acqui".
Come i suoi predecessori ha già cominciato la campagna elargendo sentenze a destra e a manca e proclamandosi come salvatore della città.
Ci tengo quindi vivamente a ricordare, perché sicuramente già lo sanno, che tutti i partiti che li hanno preceduti promisero, logicamente in periodo di propaganda, ogni sogno che qualunque persona possa desiderare.
Con noi posti di lavoro per tutti! Noi siamo diversi! Siamo onesti! Siamo la novità e ciò che promettiamo lo manterremo! Il risultato? Falsità!
Chi ci ha governato in questi ultimi decenni si è sempre mosso in questa maniera, tante parole con i cittadini, visite agli alunni, ai pensionati e spesso casa per casa, ma ottenuta la vittoria, chi vi conosce più.
Ci dissero che avremmo avuto l'acqua più pulita, alleggerimento dell'ICI, e così via.
Sbaglio o addirittura l'acqua in estate rischia sempre di mancare e puzza di fogna, sbaglio o l'ICI è sempre al massimo dei limiti imposti?
Gridano: - Avrete posti di lavoro! Sbaglio o in pochi anni hanno chiuso la Borma, Merlo, Kaimano e dimezzato il personale tante ditte?
I nostri giovani sono obbligati a cercare lavoro altrove, fanno vita da pendolari per 800 euro al mese e si trovano a dover affrontare affitti e tasse come fossero a Montecarlo.
Cosa dire poi dello scempio spuntato in via San Defendente, il bello che nessuno sa niente!
Più di vent'anni sono serviti agli abitanti di questo rione per fare diventare una periferia degradata in una zona di tranquillità, di solidarietà e rispetto reciproco.
Cosa pensa il Comune?
Tagliamogli le gambe, piazziamo una mega antenna sopra ad uno schifo di rotonda, (senza pensare ai non ancora accertati probabili problemi legati all'inquinamento magnetico) tanto forse tolto qualche pellegrino che sfuria nessuno dirà niente.
Ma, agli sfoghi di un intero rione, il primo cittadino proclama la sua innocenza; non sapevo, non capivo, va be scusate, forse abbiamo sbagliato: - però tenetevela -.
Ricordo di nuovo ad Acqui per Acqui che alcuni vostri predecessori usarono come slogan: - Roma ladrona! -.
Se non erro quest'urlo è stato propaganda di tante campagne politiche passate, di una certa fascia di pensiero della politica italiana.
Questo, denunciava la caristiosità dell'allora governo nel tartassare gli italiani di tasse inutili e spesso economicamente insostenibili, invitando tutti noi a credere in un cambiamento che ci avrebbe permesso di non pagarle più o perlomeno di abbatterne i costi.
Sono passati alcuni anni e quei partiti politici si trovano ancor oggi a capo di parecchie città d'Italia tra le quali, forse, anche la nostra Acqui Terme.
Allora perché le tasse sono aumentate a dismisura tanto da portare all'esasperazione parecchi acquesi?
Perché tante spese e nessun servizio, nessuna agevolazione?
Perché i giovani non riescono ad aprire nessuna attività ed alcune tra le più vecchie chiudono?
Perché ogni mese aprono nuovi commerci e il mese dopo sono già chiusi?
Perché tanti lavori inutili (vedi rotonde, fontane, porte tematiche, ecc.) con appalti aperti a pochi e lavori consegnati ai soliti?
Perché alberghi e tante promesse ma le Terme sono ferme?
Perché nelle tasse è compreso il pagamento del suolo comunale e oltretutto paghiamo i parcheggi ma è ben esposto il cartello: non custodito?
Fermatevi perché tra poco ci farete davvero pagare l'aria che respiriamo.
Fermatevi perchè a noi non serve un partito in più per dare a voi tranquilli posti di lavoro in Comune.
Fermatevi perché siamo semplicemente stufi.
Fermatevi perché vi ricordo che l'Italia, con le sue città, è una repubblica fondata sul lavoro e non sulla disoccupazione.
Soprattutto fermatevi e non dite che le vostre idee sono democratiche, perché la letteratura non mente e la democrazia è il potere del popolo, non del politico.
Rispondete prima a queste domande, con i dati alla mano, solo allora potrete dire che voi volete Acqui X Acqui!". (La cittadina Lucia Parisi)

 

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