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Sarà monitorata per un anno
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| Bragno. Era il mese di luglio di quest'anno con il caldo estivo che rendeva più insopportabili i miasmi dell'inquinamento ambientale quando il consigliere regionale dei verdi Carlo Vasconi presentava un'interpellanza con lo scopo di rimettere sul tappeto l'annosa questione dell'Italiana Coke: "La cokeria di Bragno da molti anni è oggetto di numerose proteste degli abitanti che lamentano la presenza in atmosfera di emissioni inquinanti, fumi e polveri - affermava tra l'altro il consigliere dei verdi - come Verdi vogliamo vederci chiaro, con questa iniziativa consiliare chiediamo alla Regione di fare luce sull'intero ciclo di attività della cokeria in quanto non risulta che l'azienda abbia mai ottenuto il nulla osta ministeriale per l'emissione dei gas serra". I Verdi avevano inoltre insistito sulla improrogabilità dell'attivazione, attraverso l'ARPAL, di un monitoraggio continuativo degli inquinanti emessi in atmosfera dalla cokeria e un accertamento sulle modalità di smaltimento dei fanghi all'interno della camera di combustione della cokeria, nel preciso intento di salvaguardare il diritto primario di tutela della salute pubblica. Ora, a pochi mesi di distanza arriva la risposta della Regione Liguria. La Giunta ha deciso di accogliere quell'interpellanza e l'Italiana-Coke di Bragno verrà monitorata per la durata di un anno a partire da gennaio 2007. Sarà l'ARPAL ad assumersi questo compito e il monitoraggio riguarderà aria, acqua e suolo. Si tratta di controlli molto accurati più dettagliatamente riportati nel comunicato stampa dei Verdi che pubblichiamo. La decisione non coglie impreparata l'azienda cairese che, del resto, aveva più volte affermato di volersi fare carico di questo problema dicendosi disposta a provvedere ai relativi investimenti. I Verdi Vasconi e Goso, a fronte di queste affermazioni, sottolineano come il monitoraggio deciso dalla Regione non soltanto sarà un notevole passo avanti per la salvaguardia della salute pubblica ma fornirà indicazioni precise alla stessa azienda che in questo modo potrà investire in maniera mirata. Peraltro la Valbormida sta attraversando una grave crisi industriale e le mutate condizioni di mercato stanno inesorabilmente portando al collasso la stessa Ferrania che proprio in questi giorni si vede travolta da problematiche di difficile soluzione soprattutto dal punto di vista occupazionale. L'Italiana-Coke sembra viceversa trovarsi in ottime condizioni di salute con un prodotto di alta qualità e sarebbe un peccato che queste felici prospettive venissero vanificate dalla mancanza dei necessari adeguamenti alle normative di legge che regolano le condizioni ambientali sia all'interno che al di fuori della fabbrica. Ben venga quindi questo auspicato monitoraggio che potrebbe rivelarsi veramente un notevole vantaggio per tutti, sia per l'azienda che per gli abitanti di Bragno e dintorni. (PDP) Accolte tutte le richieste dell'interpellanza sull'Italiana Coke
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