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Bosio entra in competizione elettorale
con l’entusiasmo della prima candidatura

 
Acqui Terme. “Il ritorno di Bosio”. Non è il titolo di un serial televisivo, ma si tratta della notizia più recente nel panorama politico locale. Bosio partecipa alla competizione elettorale delle amministrative acquesi.
Bosio, il politico che fece schizzare nelle amministrative del 1992 la Lega Nord al 19,40%, lasciandosi alle spalle la Dc (18,19%) ed il Pci (16,49%, ma c’era il Pds con il 6,65%) ed il Psi (14,412%).
Che, dopo l’ennesima crisi di governo cittadino, grazie anche all’introduzione di nuove regole, con il famoso premio di maggioranza per chi vinceva, fece registrare una grande affermazione alle amministrative del novembre 1993, quando al ballottaggio del 5 dicembre 1993 prese 8.024 voti (59,3%), lasciando Augusto Vacchino a 5.504 voti (40,7%).
Bosio, il politico che trasformò la città, tra mille critiche e mille consensi.
Bosio, il politico che salì alla ribalta nazionale per affermazioni non certo edificanti nei confronti di extracomunitari. Che si scontrò con tutto e con tutti. Che incappò nell’“incidente Muschiato” (da lui scelto come candidato sindaco; scelta poi naufragata per le note vicende giudiziarie). Bosio, il politico che fece la sua ultima apparizione in consiglio comunale il 28 giugno 2004, quindi ne rimase ancora apparentemente protagonista come direttore generale fino a quando venne deposto o scaricato da una amministrazione, quella di Danilo Rapetti, che sentiva troppo pesante l’eredità della “continuità”, con i tempi ed i venti che tiravano...
Bosio, l’ex politico che ha appena ricevuto due rinvii a giudizio per abuso d’ufficio (11 maggio) e truffa aggravata (8 giugno), ha ugualmente deciso di partecipare all’agone elettorale.
Perché? Le ipotesi sono molteplici: per ritrovare un’affermazione personale (ci credono in pochi), per dare appoggio a qualcuno oppure per ostacolare qualcun altro. I motivi sono in parte spiegati nelle parole che lo stesso Bosio ci ha rilasciato e che alleghiamo a questo articolo. In questo momento ai blocchi di partenza c’è la lista di Danilo Rapetti appoggiata dal centro destra, c’è quella di Gianfranco Ferraris con il centrosinistra, quella di Michelle Gallizzi con due liste civiche, quindi Acqui per Acqui e la Lega Nord. Si è aggiunta la lista di Bernardino Bosio. Non la conosciamo ancora e non sappiamo ancora i nomi di chi ne farà parte.
La politica locale sicuramente avrà di che discutere di qui al giorno, non ancora stabilito ma quanto mai prossimo, delle votazioni. (M.P.)

A lettori ed elettori

Le spiegazioni di Bosio

«Egregio Direttore,
per impegno di trasparenza nei confronti dei vostri lettori e maggiormente per rispetto verso gli elettori Acquesi, in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio nei miei confronti, gradirei fare alcune dichiarazioni: manifestare, ovviamente, il mio dispiacere, anche perchè caso vuole che la circostanza, e conseguentemente la notizia, sia giunta in periodo di campagna elettorale, con un po’ di “sorriso” da parte di alcuni avversari politici.
Dichiaro con “fermezza” la mia serenità, sia perchè so di avere sempre bene operato nell’interesse della cosa pubblica, sia per fiducia nella Magistratura.
Posso serenamente affermare che la mia condotta pregressa mi consente di affrontare la campagna elettorale con l’entusiasmo che mi sostenne nella prima candidatura nel lontano 1992 e di non curarmi del “sorriso” di alcuni!
Dal 1992 il lavoro svolto per la città di Acqui Terme è stato colossale e grazie alla collaborazione di tutti, i risultati sono sotto gli occhi degli acquesi e non; ritengo di poter affermare che chi “nulla fa nulla rischia”, ma la città, oggi più che mai, ha bisogno di veder realizzato, in modo legittimo, un gravoso obiettivo di sviluppo che comporta anche l’assunzione di responsabilità non sempre facili.
Per far comprendere, che la politica fatta è sempre stata “a mio carico”, si pensi solo che gli investigatori hanno accertato che, al momento della mia prima candidatura a sindaco, il patrimonio famigliare ammontava, grazie al lavoro, soprattutto dei miei genitori, a due miliardi e trecento milioni di lire, mentre oggi è di 384.000 euro, più, (si fa per dire!) un mutuo per la ristrutturazione della casa di famiglia, unica mia proprietà.
D’altro canto, molti ricordano, che, a dispetto delle direttive di partito, al momento di sostenere la candidatura dell’attuale sindaco, preferii una difficile campagna elettorale, alla facile e importante carriera politica con l’allora Ministro Maroni, rinunciando a percepire, dal Ministero del Lavoro il corrispettivo, pur legittimo, di 30.000 euro, per una consulenza già in corso da molti mesi che, per motivi di coerenza personale, non ebbi mai a richiedere.
È con la massima serenità, nonostante la vicenda processuale, che l’11 maggio prossimo, dopo l’udienza preliminare, sarò in famiglia per il mio cinquantaquattresimo compleanno».
Distinti Saluti
Bernardino Bosio

 

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