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A Merana i lavori alla trecentesca torre di San Fermo

 
Merana. I lavori di recupero e valorizzazione dell’area intorno alla torre trecentesca di San Fermo proseguono.
«È appena stato ultimato l’intervento di ripristino della cisterna per la raccolta dell’acqua piovana che si trova alla base della torre, - spiega l’assessore comunale alla Cultura prof. Silvana Sicco e presidente del Consiglio della Comunità Montana “Suol d’Aleramo” - anticamente serviva per l’approvvigionamento idrico del castello di cui ora rimane solo il perimetro esterno. La cisterna, a base quadrangolare è chiusa da una volta a botte, in pietra di Langa, è stata accuratamente ristrutturata cercando una ad una le pietre nei mucchi dei crolli che circondano la torre; un vero e proprio restauro filologico.
L’ampia cisterna ha ritrovato il suo fascino antico: ora è dotata di illuminazione interna e il cunicolo di accesso consente la visione dell’interno dove è possibile ammirare la splendida volta in pietra Langarola costruita con maestria nel tardo medioevo».
«Si continuerà con il ripristino del muro perimetrale dell’antico castello - spiega il sindaco Angelo Gallo - lungo la strada d’accesso non appena sarà disponibile il relativo finanziamento. Anche in questo caso si ricorrerà alla ricerca attenta del materiale franato e disponibile in loco, in modo che il nuovo muro per nulla si differenzia da quello antico. I progetti del Comune prevedono in breve tempo di attrezzare l’area di sosta-visita già esistente con un padiglione in legno ove saranno collocati sedili e pannelli esplicativi circa il luogo attorno».
- Cosa si vuol dimostrare a Merana? «Vogliamo inserire Merana - dice il primo cittadino Gallo - nel circuito del piccolo turismo provinciale offrendo un luogo semplice ma ordinato e ben valorizzato, ospitale e facilmente accessibile».
Conclude l’assessore alla Cultura Sicco: «Le attività di recupero della cultura locale e dei manufatti architettonici d’epoca costituiscono probabilmente l’unico modo di identificazione delle piccole Comunità e una valida opportunità per far conoscere e recuperare i Beni Culturali nascosti».

 

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