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POLITICA LOCALE

 

Il sondaggio de L'unione di Centro sinistra

Acqui Terme. L'Unione di centro sinistra ha presentato domenica 25 il risultato del sondaggio sulla città fatto effettuare da un ente specializzato.
Il sondaggio può riassumersi nei seguenti dati: Acqui Terme è una città dove si vive bene per il 90% degli intervistati; una bella città 73%, ma solo appariscente 19%. Il tenore di vita è stabile dice il 41% degli intervistati, ma il 37% dichiara che è peggiorato a fronte del 21% per i quali è invece migliorato. Sul piano economico la percezione è che il turismo costituisca oggi la principale attività, per il 58%, e che ancor più lo sarà in futuro, 67%, mentre le attività agricole che vengono indicate significative solo dal 18%, scenderanno all'11%. Il settore servizi è richiamato solo dal 3,4% , stima confermata anche per il futuro. Il commercio, complemento naturale e necessario per lo sviluppo del turismo, registra solo il 10,7 %, scendendo di ben 3 punti in prospettiva, con il 7,7%.
Sul versante dei principali problemi di Acqui Terme il 60% del campione segnala la disoccupazione, seguita dai problemi dell'acqua 23,7% e dal traffico-viabilità 17,4%. Chiedendo quanto sia importante il problema acqua inoltre ben il 90% lo indica determinante, e quasi uguale rilievo viene attribuito alla realizzazione di un raccordo autostradale con Predosa, 85% .
Una realizzazione che ha fatto molto discutere, la fontana di piazza Italia, piace al 31,5% degli intervistati, invece il 64% la giudica inutile e troppo costosa, considerazione confermata dal 72% che risponde "no" alla domanda se la fontana può essere considerata simbolo della città.
Si passa poi alle principali attrattive che sono per gli intervistati le Terme, 39,5%, e la Bollente 36%. Ma Acqui Terme è una città adatta ai giovani? Il 58,4% dice di sì anche se poi il 79% è convinto che non offre loro possibilità di lavoro e il 52% giudica insufficienti anche i divertimenti e le attrattive, a fronte del 48% che ne è soddisfatto. Le proposte si orientano principalmente alla creazione di posti di lavoro 36% e di centri di aggregazione culturale 23,5%. Gli anziani si trovano senz'altro bene, lo pensa il 91% del campione, i servizi sono adeguati per il 79 % e sarebbe utile realizzare circoli ricreativo-culturali, 47,3 %, sviluppando una assistenza domiciliare, 7,3 %.
L'immigrazione, tema di grande attualità, viene considerata un problema importante solo dal 4,4%, anche se il 54,3% ritiene che crei difficoltà nella gestione dell'ordine pubblico. Sul piano del lavoro il 65% valuta che gli immigrati non tolgano posti di lavoro ai cittadini di Acqui Terme a fronte del 30,4% che lo pensa, mentre nella valutazione del degrado possibile, per le zone abitate da immigrati, vi è un parere quasi equivalente: si al 47,3%, no al 46,9. Come agire per dare soluzione alla presenza di immigrati? Integrazione dice il 69,7% dei cittadini e solo il 20,3% ricorrerebbe al pugno duro.
Gian Franco Ferraris, candidato dell' Unione alla carica di sindaco che ha condotto i lavori del seminario, nell'illustrare i dati della ricerca, ha affermato "il turismo viene considerato generalmente il vero possibile motore della economia dall'indagine che fornisce l'immagine di una città bella e dove si vive bene, ma un po' noiosa e immobile. E rimanere fermi vuol dire perdere posizioni, solo il 21 % dei cittadini intervistati esprime indicazioni di miglioramento per il futuro, indicazione confermata dal fatto che il problema del lavoro è indicato al primo posto da una grandissima quota del campione. Ha invece dell'incredibile che nella valutazione dell'impegno e della attenzione che le coalizioni hanno verso temi di fondo come il lavoro, il servizio idrico, la gestione dei rifiuti e i collegamenti stradali, il centro destra che da anni amministra la città senza aver risolto nessuno di questi problemi, ma anche senza aver fatto nulla per avviarli a soluzione, risulta in ampia misura più apprezzato rispetto al centro sinistra. Lo pensa il 34% dei cittadini contro il 17% che accredita il centro sinistra.
A loro dobbiamo far sapere che l'indispensabile allacciamento idrico della città con Predosa, a suo tempo irriso dalle giunte di centro destra, è in via di attuazione solo grazie alla amministrazione provinciale di centro sinistra. La realizzazione della variante di Strevi e la prospettiva di allacciamento al casello di Predosa, si è realizzata dalla collaborazione fra i comuni del territorio e la Provincia, mentre Acqui snobbava le riunioni indette a tale scopo. Il servizio rifiuti urbani ha infine visto le amministrazioni leghiste di Acqui isolate e perse verso ipotesi costosissime e irrealizzabili. Solo l'ingresso nel consorzio costituito dalle amministrazioni dei comuni circostanti, di ben diverso colore politico, ha permesso di fornire agli acquesi un servizio stabile e affidabile.
Sul piano del lavoro infine ci sembra che proprio la preoccupazione espressa dalla grande maggioranza degli intervistati sulle reali possibilità occupazionali costituisca una chiara risposta.
La ricerca ci fornisce la fotografia di una situazione che dobbiamo interpretare per trarne i riferimenti sostanziali sui quali basare le nostre valutazioni, le proposte, i programmi. Dovremo essere attenti ed efficaci nel comunicare ai cittadini la serietà e la capacità del nostro impegno per Acqui Terme".
Il seminario è poi proseguito con l'approfondimento da parte dei gruppi di Lavoro dei risultati messi a punto nella prima fase del convegno. (red.acq.)

Bosio chiede partecipazione alla vita della città

Acqui Terme. Ci scrive Bernardino Bosio:
"Egregio Direttore
Le chiedo un po' di spazio sperando di non stufare i suoi lettori, a cui chiedo preventivamente venia. Se è vero, come ha scritto Calvino, che le città non possono essere soltanto formate da vie, strade e piazze, ma sono anche il risultato dei desideri, dei sogni delle speranze di chi le abita, Acqui Terme affida a chi verrà eletto, alla voglia di lavorare, alla riflessione, ma soprattutto alla capacità di prendere le decisioni, il compito di raccogliere questi desideri, di dare voce e parola alle storie, di raccogliere i sogni per contribuire a dare strumenti e vita alla forza della nostra Città, migliorandola, e rendendola capace di crescere.
La nostra città ha una precisa identità costruita negli anni, un'attenzione che, durante l'amministrazione Bosio ha prodotto iniziative, interventi apprezzati e conosciuti a livello interregionale e nazionale. Porta con sé la dimostrazione che unendo le forze, le proprie singole qualità, abbiamo ottenuto un valore aggiunto che ci ha permesso grandi risultati, amministrazione pubblica e privati hanno, ognuno per la specifica parte, consolidato la "casa comune" partendo dalle fondamenta; ora è il momento di far rendere quell'esperienza, di concretizzare e mettere a frutto, dopo questi ultimi anni di torpore, le fatiche e le aspettative di 10 anni di lavoro.
Mi preme sottolineare, qui, questo aspetto di stretta collaborazione, che negli anni in cui sono stato sindaco, ha portato in sé il senso concreto dell'utilità del superamento di interessi particolari o di personali egoismi. Mi piacerebbe riprendere, con la collaborazione degli elettori, un percorso di lavoro, di dibattito che non sarà semplice, magari si tradurrà in battaglia politica, ma sono certo darà i risultati che ognuno di noi si attende. Per questo chiedo agli elettori di partecipare alla vita della città, di valutare il più ed il meno di quanto è successo in 10 anni di amministrazione, dal 1993 al 2003, e se il positivo prevale, datemi la forza di far ripartire Acqui Terme svegliandola dal torpore a cui è stata costretta in questi ultimi anni".

Acqui come Rivalta. E perché no?

Acqui Terme. Ci scrive la dott.ssa Carla Giaccari:
"Egregio direttore,
le chiedo cortesemente di voler dare spazio ad alcune riflessioni in merito alle considerazione fatte dal candidato sindaco Bernardino Bosio su L'Ancora del 18 marzo.
Da principio non ho dato molto peso alle affermazioni di Bosio su Rivalta B.da e i suoi abitanti. Concordo pienamente sul fatto che i rivaltesi sono persone dedite al lavoro, e non solo, sono anche interessati alla concretezza delle cose, generosi e aperti verso il prossimo.
Sono rimasta amareggiata dalle affermazioni di Bosio, secondo cui "il solo pensiero che un giorno Acqui possa assomigliargli (a Rivalta) mi fa tremare". Mi sono trasferita a Rivalta da alcuni anni, e qui ho trovato un buon ambiente nel quale vivere, altri acquesi come me hanno trovato anche un posto nel quale lavorare, come ad esempio nelle scuole o nella bella casa di riposo La Madonnina, di proprietà comunale.
Lavoro ad Acqui, dove ho convissuto con la crisi idrica di due anni fa, dove pago le tariffe per lo smaltimento rifiuti più alte della provincia, dove ho visto l'isolamento di Acqui per quanto riguarda i servizi socio-assistenziali.
Acqui è diventata più bella, ma ogni giorno sono a contatto con i problemi economici concreti delle famiglie, dal lavoro precario alle difficoltà di arrivare alla fine del mese, problemi che stridono con lo spreco di denaro pubblico fatto dalle amministrazioni di Bosio e del suo successore Rapetti e quindi fanno fortemente dubitare delle loro capacità amministrative.
Ferraris viene quasi denigrato per essere stato sindaco di Rivalta, ma qui tutti riconoscono le sue grandi qualità di amministratore: appena eletto ha risolto rapidamente una crisi idrica ben più grave di quella acquese, collegandosi a Predosa, progetto sempre ostacolato dalle ultime amministrazioni acquesi, e di cui invece oggi tentano di accaparrarsi il merito, con triplo salto mortale, disconoscendo il ruolo decisivo del centro sinistra.
Ricordo anche l'emergenza rifiuti, e le varie discariche proposte da Bosio a Moirano e a Gavonata, problema risolto con l'adesione al consorzio di Novi, promossa dai comuni dell'acquese e di cui Ferraris è stato l'artefice principale.
Tutti i giorni, mentre mi reco ad Acqui, vedo il procedere dei lavori della variante di Strevi, che collegherà finalmente l'acquese al casello autostradale di Predosa, risolvendo l'isolamento viario che dura da anni, soluzione anche questa sempre avversata dal Comune di Acqui, che ha visto Ferraris e il Comune di Rivalta tra i principali promotori.
Ferraris ha dimostrato di saper dialogare con i suoi cittadini, di qualsiasi tendenza politica fossero, e di essere una persona concreta e innovativa, che è ciò di cui abbiamo bisogno oggi ad Acqui: un sindaco che sappia ascoltare i cittadini e che abbia idee fresche e nuove per far sì che la nostra bella città possa davvero diventare un centro termale e turistico, non solo nelle intenzioni, ma nella realtà.
Come risulta chiaro sono una sostenitrice di Ferraris, oltre che un'amica, e questa sembra quasi un'apologia, ma vorrei precisare che, in tempi di chiacchiere su etica e politica, Ferraris non ha mai percepito indennità di carica come sindaco e come presidente dell'associazione socio - assistenziale, e, come avrete capito, è lui che, dimostrando sensibilità verso la popolazione anziana, quando era sindaco di Rivalta ha costruito la casa di riposo La Madonnina, recentemente ampliata dall'attuale amministrazione, con una continuità ammirevole.
E' curioso che Ferraris venga sempre ricordato come ex sindaco di Rivalta, mentre ha ricoperto anche altre cariche, tra cui amministratore dell'ASL 22, consigliere provinciale, presidente dell'azienda turistica, ma in tutti questi incarichi non sono stati sollevati dubbi sulle sue capacità e integrità morale.
Essere nati ad Acqui non è un requisito indispensabile per essere un buon sindaco, tant'è che si celebra in questi giorni la figura di Saracco, un grande sindaco che ha molto amato Acqui, pur essendo di Bistagno. Per inciso, anche Bosio non è di Acqui, provenendo dalla provincia di Asti. Ma questa è un'altra storia.

Anziani: risorsa per la sostenibilità

Acqui Terme. Continuano gli incontri tematici promossi dal movimento civico "La città ai cittadini". Previsto per giovedì 29 marzo alle ore 21, nella sala di Palazzo Robellini il dibattito pubblico sul tema: "Anziani importante risorsa per la sostenibilità". Ce ne ha anticipato i contenuti il coordinamento "La città ai cittadini":
"All'architetto Stefania Russo il compito di introdurre e sviluppare l'argomento su come la città con la rivoluzione industriale abbia scoperto il valore commerciale dello spazio ed abbia stravolto tutti i concetti di equilibrio, di benessere e di stare insieme per seguire solo programmi di profitto e di interesse. La città moderna è stata costruita a dimensione di adulto lavoratore, rispettando i suoi ritmi frenetici ed agevolando, in prevalenza, il prepotente avanzare delle auto, di contro ci si pone il problema se una città moderna possa essere sostenibile anche per le fasce meno forti come i bambini, gli anziani, i portatori di handicap, oppure se sia necessario ridisegnare una nuova città atta a soddisfare le esigenze di tutti, soprattutto degli anziani sempre più numerosi, che sono i maggiori fruitori degli spazi cittadini.
Alla dott.ssa Antonietta Barisone numerosi punti che riguardano il soggetto anziano che vive il momento come età delle perdite che coinvolgono la sua persona come per esempio, la salute, la giovinezza, la validità personale, la perdita del coniuge, del lavoro, la riduzione del reddito. Inoltre le modalità psicologiche dell'invecchiamento e del cosa fare per contenere le perdite; della prevenzione delle malattie, delle misure economiche e sociali, ma ha voluto sottolineare come l'anziano debba essere considerato nella dimensione del valore uomo, intesa come risorsa per se e per la sua famiglia(nonno), per la società (volontariato) e come serbatoio culturale da cui i giovani possano attingere le nozioni che governano la memoria storica.
Al professor Giuseppe Pallavicini un discorso generale sugli anziani mettendo in evidenza le cause principali dell'aumento del numero dovuto ai progressi fatti in campo medico e alla diminuzione della natalità. Ha parlato anche sulle condizioni degli anziani in Italia, sui fattori che li escludono dall'attività produttiva (vedi pensionamento), sul mutamento del ruolo sociale e familiare, sulla diminuzione della capacità fisica e psichica, ma ha affrontato anche il discorso dei servizi offerti agli anziani che in questi ultimi tempi hanno avuto una maggiore attenzione (ma ancora c'è tanto da fare) sia per quanto riguarda l'assistenza sanitaria che sociale. Infine i bisogni delle persone anziane: partendo da quelli fisiologici fino ad arrivare all'autorealizzazione, passando per la sicurezza, l'amore, la stima.
Per Piero Giaccari l'importanza della politica nella risoluzione dei problemi, soprattutto quelli che coinvolgono i più deboli come gli anziani, i bambini e portatori di handicap. Le conclusioni a Michele Gallizzi candidato sindaco per le prossime amministrative, per sottolineare come il movimento "La città ai cittadini" abbia sempre avuto grande attenzione verso queste persone che, nonostante l'età, hanno ancora tanta voglia di impegnarsi e di sentirsi utili per la collettività in cui vivono. Noi, come lista civica abbiamo inserito nel nostro programma alcune iniziative di importanza fondamentale per l'affermazione e il rispetto delle persone anziane.
Abbiamo inserito a favore degli anziani ultrasessantacinquenni che non hanno la possibilità di essere motorizzati o che non hanno nessuno che li possa trasportare, l'uso di un taxi sociale per finalità socio-sanitarie. Inoltre, abbiamo pensato alla realizzazione di una struttura integrata dove si possa compiere quell'atto sociale che va sotto il nome di centro d'incontro intergenerazionale che noi da anni andiamo predicando, ma che purtroppo, non avendo avuto fino a oggi la possibilità di governare la città e di applicare le nostre scelte, non abbiamo potuto realizzarlo. Per questo chiediamo ai nostri anziani di sostenerci per concretizzare un punto fondamentale come questo, contenuto nel nostro programma".

Forza Italia spiega l'appoggio a Rapetti

Acqui Terme. Ci scrive Pierpaolo Cortesi, coordinatore provinciale di Forza Italia:
"Il susseguirsi di dichiarazioni e di interpretazioni circa la scelta di Forza Italia e della Casa delle Libertà di appoggiare la candidatura del Sindaco uscente Danilo Rapetti per la riconferma alla guida della Città di Acqui Terme mi induce a chiedere gentile ospitalità per formulare alcune considerazioni al fine di chiarire ai cittadini la nostra posizione.
Il coordinamento provinciale di Forza Italia sta cercando di attuare in tutti i Comuni nei quali si vota in primavera delle intese ampie con tutte le forze politiche dell'area di centro destra e con quei movimenti o liste civiche che si collocano sostanzialmente in contrapposizione alla sinistra. Per quanto riguarda i candidati sindaci, Forza Italia valuta soprattutto la loro autorevolezza amministrativa garantita dall'esperienza unita ad una cultura di libertà attenta alle esigenze dei territori, delle imprese e delle persone cioè una cultura di sviluppo socio-economico che salvaguardi l'ambiente ma non dimentichi le nuove esigenze di solidarietà che emergono dalla società locale ad iniziare dal sostegno alle famiglie, ai giovani in cerca di lavoro e agli anziani che richiedono servizi accessibili e diffusi.
L'esperienza personale del Sindaco Rapetti ed il programma che ci ha illustrato si collocano nell'ambito di questi criteri oltre a dare continuità ad un rinnovamento generazionale che l'elettorato acquese ha già apprezzato. Ciò ha determinato una profonda riflessione ed una adeguata discussione con gli iscritti acquesi di Forza Italia che hanno partecipato alla comune decisione di convergere, insieme alle altre forze politiche della Casa delle Libertà, sulla candidatura a sindaco del dott. Danilo Rapetti. Ci spiace per la decisione della Lega di presentare al primo turno un proprio candidato a sindaco ma comprendiamo la particolare situazione di questo movimento soprattutto alla luce delle vicende passate con l'auspicio di un incontro al secondo turno qualora gli elettori non dovessero risolvere le questioni elettorali direttamente al primo turno.
Inoltre desidero rivolgere un appello a tutti coloro che si richiamano all'esperienza storica e politica di Forza Italia affinché concorrano direttamente alla migliore riuscita della iniziativa politica da noi intrapresa nella Città di Acqui Terme. Diversamente, anche se nel passato hanno militato o sono stati iscritti in F.I., si collocano fuori dal nostro movimento politico facendo prevalere i personalismi rispetto ad una esigenza di consolidamento dell'area liberaldemocratica.
Infine rivolgo un ringraziamento al dott. Paolo Bruno per l'impegno dedicato in questa fase all'elaborazione del programma ed alla definizione della lista dei candidati a consigliere comunale che sapranno essere determinanti nel raggiungimento dell'obiettivo elettorale".

Verdi: ad Acqui serve la bioedilizia

Acqui Terme. Scrive Marco Lacqua, portavoce Verdi di Acqui Terme:
"Il prossimo, speriamo nuovo, Sindaco di Acqui Terme insieme alla sua Giunta dovrà intraprendere un'innovativa politica per quanto riguarda la costruzione di futuri palazzi sul suolo cittadino, incentivando, oltre a quella tradizionale, anche e soprattutto la bioedilizia. Bioedilizia significa non solo utilizzare materiali a basso impatto ambientale nella realizzazione di impianti elettrici, impianti termici, opere idrauliche, climatizzatori, pitture, parquet, pannelli solari o nelle opere di ristrutturazione biologica, ma anche agire in maniera strategica, studiata ed intelligente per aumentare al meglio il risparmio energetico di un edificio.
Come Verdi riteniamo fondamentale questo passo che dovrà essere intrapreso di grande maturità ecologica ed imprenditoriale che,se effettuato, garantirà a coloro che sceglieranno d'investire sulla bioedilizia di avvalersi di appositi sgravi fiscali, previsti da un apposito dispositivo di Legge, su tasse specifiche come quella riguardante l'ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) e quella sui rifiuti solidi urbani. Inoltre sarebbe importante la svolta del Comune di Acqui Terme che col prossimo, si spera nuovo, Sindaco si dimostrerebbe, a differenza di questi ultimi 15 anni, molto attento a cambiare le proprie linee direttive a tal riguardo, specializzandosi e distinguendosi in questi settori sempre più fondamentali per l'economia privata e pubblica delle nuove costruzioni abitative. Oggi sarebbe possibile costruire una casa sana e confortevole utilizzando materiali e tecniche volte a migliorare la protezione dell'ambiente, anche insonorizzando e quindi diminuendo l'inquinamento acustico e ottenendo un isolamento termico volto ad un risparmio energetico abbinato con l'installazione di moderni pannelli solari e fotovoltaici che permetterebbero anche di risparmiare economicamente fino ad un 30% del costo complessivo della nostra tradizionale bolletta energetica. Perseguendo una politica edilizia di questo tipo si eviterebbe la creazione di eco-mostri come il nascente Centro Congressi in Regione Bagni con annesso Residence alle sue spalle, vero scempio ambientale.
Ora la domanda sorge spontanea: qual è il candidato a Sindaco più adatto a ricoprire questo nuovo ruolo di amministratore amico della bioedilizia? Elementare Watson direbbe l'arguto Sherlock Holmes... si chiama Gianfranco Ferraris, il candidato a Sindaco de L'Unione di centro-sinistra".

Che cosa farà il Nuovo Psi?

Acqui Terme. Ci scrive il segretario di zona del Nuovo Psi, Enzo Dacasto:
"Rispondo alle molte persone che dopo il mio articolo, se vogliamo provocatorio, ma non troppo, ci interrogano su ove si posizioni il Partito Socialista Nuovo P.S.I.
Il Nuovo PSI è forza politica autonoma della sinistra riformista e liberale collocato all'opposizione del governo Prodi, distinta dalla Casa delle Libertà, che peraltro non esiste più almeno nelle forme del passato che hanno consentito un'alleanza politica ed elettorale col nostro partito.
La posizione sempre più autonoma dell'UDC, l'uscita del suo ex segretario Follini, le dichiarazioni di Umberto Bossi che sottolinea la completa autonomia della Lega, unite alla ricerca di un percorso che porti al nuovo partito dei moderati, che vede protagonisti Forza Italia e Alleanza Nazionale nella cornice del partito popolare europeo, stanno profondamente cambiando la natura della vecchia alleanza e anche nella strategia del breve periodo le strade paiono divaricate.
Dalla parte opposta appare sempre più evidente lo stato di crisi della cosiddetta Unione, caratterizzata dalla sua faticosa tenuta a causa delle sue profonde divergenze politiche programmatiche, emerse in particolare per ciò che riguarda il modo col quale il Governo Prodi, composto da partiti che aderiscono a ben cinque gruppi parlamentari europei, ha prodotto con la legge finanziaria.
Si tratta di problemi gli uni e gli altri, che mettono in evidenza la profonda crisi di quel bipolarismo all'italiana e il cui superamento è la premessa per la soluzione della crisi del sistema politico italiano e anche delle evidenti difficoltà di governabilità del Paese.
Il nuovo PSI nelle sue elaborazioni programmatiche, ha sempre definito prioritario l'impegno di rilanciare lo sviluppo economico e negato l'utilità di una politica dei due tempi: prima il risanamento e poi l'espansione. Se questa esigenza pareva condivisa anche dal governo nel documento di programmazione economica e finanziaria, che si diceva ispirato dalla triplice volontà di risanamento di sviluppo e di equità, con la finanziaria il governo Prodi ha di fatto limitato la sua azione ad un massiccio prelievo fiscale degli italiani e delle loro attività produttive.
Occorre un governo riformista inconciliabile con il doppio conservatorismo di destra e di sinistra del quale parte dello stesso governo è intriso.
La scomposizione del bipolarismo attuale è condizione indispensabile per risolvere i problemi del paese, dunque. Questo bipolarismo è una malattia non certo un modo di curare i mali dell'Italia.
Qui vogliamo portare il nostro originale contributo: quello di una forza socialista riformista e liberale, quello di una piccola comunità politica nata per colmare il vuoto certo non da sola che si era creato in Italia rispetto all'eredità del socialismo Italiano".

"Costruire occasioni di socialità e impegno"

Acqui Terme. Ci scrive Mauro Galleazzo (Di Pietro- Italia dei Valori):
"Signor Direttore, anche una canzone può aiutare a risolvere, in parte, i problemi quotidiani, ma la sofferenza, il disagio, il bisogno e la disabilità dell'anziano da assistere impongono a tutti gli operatori, sanitari e non, di avere la possibilità di mettere in pratica in qualsiasi momento dell'assistenza quotidiana le corrette tecniche psico-fisiche che consentano di andare incontro alle sue esigenze dando ad esse la necessaria risposta.
"Bisogna vivere, non lasciarsi vivere", con questa bellissima frase, anni fa, il cardinale Michele Pellegrino concluse un incontro pubblico a Bolzano: un messaggio di speranza, un invito ad avere sempre voglia di futuro.
Troppo spesso infatti siamo abituati a non tener conto del valore di risorsa, del patrimonio di speranza, di memoria, di personalità di cui la persona avanti negli anni è depositaria. Eppure, nella realtà, dagli anziani giungono, quasi sempre, segni di ottimismo, di voglia di fare, di curiosità del nuovo che sfatano il luogo comune dell'essere ripiegati su se stessi.
L'anziano è generalmente una persona che chiede di partecipare attivamente alla vita sociale, ma viene frequentemente penalizzato dal fatto che la sua richiesta percorre canali comunicativi socialmente trascurati.
Acqui è una città con un elevato indebitamento. Il debito complessivo ammonta nel 2006 a oltre 38milioni di euro, siamo fra gli otto comuni più indebitati d'Italia.
Nonostante questo è una città che non ha grandi bisogni, perchè essa sopravvive grazie e soprattutto all' aiuto degli anziani nelle famiglie. Sono i nonni che fanno i bambinai, accompagnano i nipoti a scuola, accudiscono la casa, fanno la spesa, preparano il pasto, vanno a pagare le bollette.
Sono gli anziani che ascoltano, comprendono, consigliano, danno supporto morale ed economico alla famiglia.
È d'obbligo quindi abbandonare lo stereotipo del vecchietto che pone solo problemi sociali ed assistenziali.
È vero invece che in città c'è carenza di luoghi ed occasioni di socializzazione, di svago, e cultura; non dobbiamo solo fornire doverosa assistenza, è necessario costruire occasioni di socialità e di impegno in un nuovo modello di cittadinanza e di partecipazione.
"C'è un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo" (Charles Baudelaire). Con Gian Franco Ferraris sindaco si può fare".

Viabilità e lavori in città

Acqui Terme. Ci scrive Mauro Garbarino:
"Egr. Direttore, ormai è partita da tempo la campagna elettorale, e si incrociano condanne e assoluzioni di questo o quel personaggio politico. Da parte mia quello che dovevo dire l'ho detto, ed i cittadini possono giudicare con serenità la giustezza o meno delle mie affermazioni.
Vorrei solo dire al cittadino Garrone che, è vero la mia statura è piccola, non è colpa mia, come non ho mai preteso di avere una grande statura politica. Mi sono sempre battuto per l'interesse degli altri, senza mai chiedere nulla in cambio, qualche volta ci sono riuscito altre no. Se questo è essere di piccola statura politica, va bene così. Poi l'ex-sindaco, l'ex-presidente del consiglio comunale, l'ex-vice-presidente delle Terme spa, l'ex-vicepresedente delle Nuove Terme Srl, l'ex-presidente della Langhe Roero ed ex di tanto altro, Bernardino Bosio, ritiene che i miei interventi siano guidati da ira o invidia. Chi mi conosce lo sa, che questi due vizi capitali non hanno mai fatto parte del mio Dna. Ringrazio Dio per quanto mi ha sempre dato, soprattutto una bellissima famiglia.
Forse poter disporre di qualche soldo in più, per poter organizzare la campagna elettorale, come già sin d'ora dimostrano di poter fare le liste civiche (quindi personali) come quelle di Bosio e Carozzi, mi farebbe piacere, non per me, che non mi candiderò, ma per poter dare maggiore visibilità alla lista de La Margherita, che merita grande considerazione.
Ma chiudo qui ogni polemica, e accetto l'invito del giornalista de L'Ancora Carlo Ricci che ci invita ad assumerci le nostre responsabilità in materia di viabilità. Quanto affermo in queste righe sono da ritenersi del tutto personali, poiché sia La Margherita che i partiti de L'Unione stanno portando avanti la discussione sulla stesura del programma, come dimostrano i due seminari programmatici, che hanno riscosso un grande successo. Innanzi tutto bisogna puntualizzare che L'Unione ha indetto proprio per giovedì 29 un convegno sulle nostre strade, con i massimi responsabili della viabilità sia regionali che provinciali. Ma sono certo che, plaudendo all'incedere veloce della variante di Strevi, si impegneranno a redigere, nel giro di un anno circa, il progetto della bretella Strevi-Predosa, dove dovrà essere realizzato un casello autostradale.
Dopo il progetto tutte le forze politiche, ad ogni livello, dovranno impegnarsi ad ottenere i relativi finanziamenti, per dare il via all'opera. Speriamo che all'amministrazione comunale non ci sia ancora Danilo Rapetti, perché sia da solo che con il suo alleato Bosio, non hanno mai fatto nulla per portare avanti il problema. Poi si dovrà accelerare nella realizzazione dell'ammodernamento della strada di Pontechino, che devierà sulla variante di Strevi tutto il traffico proveniente dall'ovadese e dal genovese, liberando dal traffico parte di zona Bagni. Quindi occorre ricordare ai vertici della Provincia che, nel programma del 2004, era previsto l'allargamento del ponte sull'Erro e della strada, che dal Quartino di Melazzo attraverso Arzello, porta alla ex-statale 30 prima del ponte di Terzo. Questa realizzazione servirà a creare una soluzione in caso di nuova chiusura del ponte di Terzo, della quale purtroppo il ricordo è ancora vicino, ma soprattutto per noi acquesi, la deviazione del traffico dal sassellese e parte del savonese diretto all'astigiano da zona Bagni. Con queste due soluzioni ridurremo il traffico dai Bagni ai soli veicoli locali, tanto da rendere inutile la costruzione di nuovi ponti sul Bormida, investimento quasi impossibile da realizzare, date le nulle riserve finanziarie lasciateci dalle ultime fallimentari amministrazioni. Al massimo, considerando l'indispensabile radicale manutenzione che si dovrà fare al Ponte Carlo Alberto, come ha illustrato l'architetto Antonella Caldini in una relazione al seminario de L'Ulivo, si potrà realizzare un ponte parallelo all'attuale per il traffico automobilistico, riservando il vecchio ponte ai pedoni ed alle biciclette. Tornando alla grande viabilità, in merito alla Carcare-Predosa, ritengo doveroso studiare una nuova viabilità nella Valle Bormida, poiché l'attuale è ormai obsoleta e quasi impraticabile. Ritengo però che una nuova autostrada abbia un impatto terribile sul territorio, soprattutto nella bellissima Valle Erro, che subirebbe solo senza alcun vantaggio. Sarebbe più opportuno apportare drastiche migliorie all'ex-statale 30, tanto da non stravolgere l'ambiente ed ottenere nel contempo una strada a scorrimento veloce.
Passando ad altro argomento: l'area di Corso Bagni. Si potrebbe innanzi tutto fare un senso unico del corso da via Moriondo al ponte Carlo Alberto, in modo da inquinare meno, lasciare il parcheggio sul lato sinistro della strada, tale da togliere le macchine da tutti i marciapiedi. I mezzi provenienti dai Bagni sarebbero dirottati su Via Romita, con senso unico in Via Alfieri, che non sopporterebbe l'aumentato traffico con un doppio senso di circolazione. Nell'area ex-Miva dovrebbe essere realizzata, nella zona verso Via Rosselli, un grande complesso alberghiero-termale come già l'architetto Bernardi progettò nel lontano 1990, mentre il resto dovrebbe essere trasformato in parco pubblico, a disposizione degli acquesi e dei turisti. Nel terrapieno sottostante potrebbero essere ricavati posteggi a pagamento in parte ed in parte gratuiti ma a tempo, che soddisferebbero le esigenze sia degli abitanti della zona, che soprattutto dei turisti.
Infine un accenno alle scuole medie. Considerato che occorre trovare una soluzione, nel più breve tempo possibile, nel realizzare le nuove scuole medie, perché non prendere in considerazione il Ricreatorio di via Nizza?
Occorrerà trovare una nuova zona per la Diocesi, che da tempo vuole realizzare locali di prima accoglienza con annessa la mensa per i bisognosi, che già brillantemente sta funzionando, e con locali di incontro per i ragazzi, ora disorientati per mancanza di strutture, logicamente con un giusto conguaglio in denaro. La Diocesi potrebbe vedere realizzato tale progetto, ora fermo per mancanza di fondi, la città vedere finalmente realizzato il nuovo complesso delle scuole medie, in zona centrale e accessibile a tutti".

Sulla Econet esposto al Prefetto

Acqui Terme. Un esposto al Prefetto di Alessandria è stato inviato da Enzo Balza, già sindaco di Acqui Terme, su "Strane difficoltà per il decollo di Econet, la Società consortile per la raccolta dei Rifiuti dell'Acquese e dell'Ovadese".
"Non si conoscono ancora in modo chiaro oggi le motivazioni politiche e amministrative che hanno indotto l'acquese e l'ovadese a riunirsi per costituire una Società per la raccolta dei rifiuti solidi e urbani. L'Econet, questo è il suo nome, sembra avere iniziato la sua attività ufficiale all'inizio di quest'anno.
I primi passi sono ancora molto problematici e pieni di difficoltà da superare. Nella nostra città questo servizio era svolto dalla Società SIR MAS di Gavi Ligure, una piccola realtà, la cui proprietà era passata lo scorso hanno da mani private a due ex-Municipalizzate di cui la ASMT di Tortona, dovrebbe detenere oltre il 50%. Le rimanenti azioni dovrebbero essere in possesso dell'ACOS (gestione acque ) di Novi L.. Pertanto il passaggio da questa situazione all'Econet richiedeva di affrontare alcune operazioni. Il licenziamento dei 33 dipendenti acquesi della SIR MAS che aveva l'appalto del servizio in Acqui Terme, e l'automatica riassunzione degli stessi presso la nuova Società, l'Econet. Non sappiamo se la Società ECONET abbia già richiesto ed ottenuto tutte le licenze o autorizzazioni previste dalla legge per questo tipo di attività, ma sembra che nel frattempo abbia sub-appaltato il servizio alla SIR MAS, proprietaria sia di un parco macchine funzionante, ma certamente vetusto, ma in possesso delle autorizzazioni che oggi sembrano mancare alla nuova creatura Econet. Non si conoscono i termini né la durata di questa discutibile collaborazione. Malgrado la legge imponga alla Società che licenzia i dipendenti, la Sir Mas, diventata ASMT, tre mesi di tempo per liquidare il TFR (la liquidazione), ai 33 dipendenti che debbono essere trasferiti all'Econet, a tuttora non sembrano essere superati gli ostacoli per effettuare tale operazione e far fronte agli impegni per un importo di circa 800.000 euro. Siamo certi che tutto verrà appianato e gli impegni assolti. Certamente i 33 dipendenti sono moderatamente preoccupati, considerato che avevano avuto la percezione che il TFR in questi anni fosse stato regolarmente accantonato. Allora ci chiediamo e soprattutto lo chiedono i 33 dipendenti acquesi quanto debbano ancora attendere, alla luce del fatto che non è molto chiaro se i soldi siano stati, temporaneamente, usati per altri scopi, o la situazione sia legata ad uno storico ritardo dei pagamenti dei Comuni. Si sussurra per Acqui Terme un arretrato di 1 milione di Euro, circa la gestione di un anno. Parallelamente i 33 dipendenti di Acqui T. non hanno inteso quale strada abbiano seguito ad Ovada per una analoga situazione. La locale società SAAMO, che oltre ai trasporti pubblici, sovrintendeva al servizio della RSU, è stata sciolta, chiusa, messa in liquidazione e i 12 dipendenti sarebbero stati trasferiti con un passaggio diretto all'ECONET, senza liquidazione, senza interrompere il rapporto di lavoro, in pratica l'anzianità di servizio.
Certamente esistono leggi e normative che prevedono tali prassi burocratiche, ma stentiamo a capire il motivo per il quale, ciclicamente, nascano sempre nuovi ostacoli quando si tratta di problematiche acquesi. Certamente la nascita dell'ECONET sembra essere stata una scommessa che per ora non è certamente ancora vinta, mentre per la storia di questi ultimi anni, le vicende che hanno caratterizzato i vari passaggi di proprietà della Società che ha gestito i servizi della RSU locale, dall'ISPA all'AIMERI di Mondovi, da questa alla SIR MAS di Gavi Ligure richiederebbero una analisi approfondita. Da ultimo, non si deve dimenticare che in questa nuova aggregazione di Comuni, si inseriscono anche le Comunità Montane. In particolare la Comunità Montana locale con Sede a Ponzone, ma con Uffici ad Acqui T., ha svolto per anni e svolge tuttora un servizio di raccolta dei Rifiuti Solidi e Urbani, con mezzi propri e cinque dipendenti, che hanno già trovato sistemazione in questo cambiamento. Non abbiamo dubbi che il Presidente vorrà fornirci copia delle autorizzazioni per tale Servizio svolto in questi anni. Diversamente saremmo lieti, nel caso non ci riconoscesse come soggetto politico, se vorrà inviarne una copia a Sua Ecc. Signor Prefetto di Alessandria.".

 

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