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Incontro dal Prefetto
per la sicurezza

 
Cassine. Si svolgerà nella giornata di venerdì 25 maggio l'atteso incontro tra il sindaco di Cassine, Roberto Gotta, e il Prefetto di Alessandria, Lorenzo Cernetig, inizialmente in programma per lunedì 21 maggio, e poi rinviato su richiesta della Questura, che ha manifestato l'intenzione di essere presente all'importante summit. Nell'incontro, sollecitato dallo stesso primo cittadino cassinese, si parlerà di sicurezza, un argomento di pressante attualità per il paese, dopo la preoccupante serie di furti ed episodi di microcriminalità degli ultimi mesi, che hanno toccato il culmine la settimana scorsa, con la vicenda del dirottamento dell'autobus Arfea Alessandria-Acqui, avvenuto proprio nel territorio di Cassine, episodio che ha conquistato le prime pagine di tutti i giornali.
Intanto, nei giorni immediatamente successivi al dirottamento, è stato finalmente possibile ricostruirne nei particolari, grazie anche alle confessioni dei tre imputati albanesi Ali Muka, Rusten Ahmeti e Armand Albrahimi, l'esatta dinamica dei fatti. I tre, saliti sull'autobus ad Alessandria, avevano studiato a tavolino il loro piano criminoso: le loro intenzioni erano quelle di sequestrare il pullman e quindi fare rotta su Milano da dove avrebbero chiesto un riscatto per i passeggeri. Come noto, però, le cose non sono andate secondo i piani, e i tre dirottatori sono stati, per fortuna, assicurati alla giustizia. Tutti illesi i passeggeri, ad eccezione dei due poliziotti in servizio alla scuola di polizia di Alessandria che hanno tentato di fermare gli albanesi: Egidio Valentino ha riportato ferite di striscio da arma da taglio, mentre al sovrintendente Roberto Curelli i banditi hanno spaccato il naso e ferito polsi e piedi, tramortendolo.
Per fortuna, a liberarlo dai lacci che lo imprigionavano, proprio mentre i tre malviventi stavano dando fuoco all'autobus, è intervenuto un altro immigrato, un macedone irregolare residente a Cassine. Per tutti e tre vale la definizione di "eroi" coniata dal viceministro dell'Interno Marco Minniti. Intanto, col passare del tempo, si aggiungono nuovi particolari sulla vicenda: il più significativo, e tutto sommato inquietante, riguarda proprio i dirottatori, che non erano delinquenti di professione, bensì immigrati regolari, perfettamente inseriti nella società.
Intanto, l'Arfea sta valutando alcuni progetti tesi a migliorare ulteriormente il livello di sicurezza dei suoi autobus. Al momento, tutta la flotta è già dotata di telecamere di sicurezza (che sul pullman dirottato avevano anche ripreso i malviventi, prima che questi mettessero fuori uso l'impianto di videosorveglianza), ma nelle intenzioni della ditta c'è l'intenzione di dotare tutte le vetture di un sistema satellitare che da un lato servirà per dare informazioni agli utenti, che via sms potranno sapere in tempo reale la posizione dell'autobus, dall'altro permetterà alla sede centrale di monitorare minuto per minuto la regolarità del viaggio. Contemporaneamente, si sta valutando l'ipotesi di inserire su ogni autobus la figura di un volontario, da scegliere fra gli stessi passeggeri, per aiutare il personale di bordo.

 

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