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Faccia a faccia con Mercedes Bresso
sui problemi della sanità locale

 
Acqui Terme. Faccia a faccia, nella serata di martedì 17 luglio, ad Alessandria, tra il sindaco di Acqui Terme Danilo Rapetti (con la partecipazioni di altri sindaci dei Comuni della provincia) e il governatore della Regione Piemonte Mercedes Bresso. I nodi da sciogliere, in fatto di sanità, per quanto riguarda la città termale ed i paesi del suo comprensorio, sono tanti e pare che un'intesa di massima sia stata raggiunta.
Quella, come affermato da Rapetti, di riconfermare la città termale sede di Distretto autonomo.
Ma soprattutto per il mantenimento dell'ospedale di Acqui Terme al secondo livello, quindi comprensivo di rianimazione, unità coronarica e quanto interessa per non declassarlo a grande ambulatorio di zona.
Rapetti, durante l'incontro con la presidente Bresso, ha puntato il dito per ottenere il riconoscimento, non solo apparente, ma concreto, della centralità delle Terme.
Vale a dire, come sottolineato dal sindaco, di una sede effettiva di sanità termale, di medicina dello sport, della chirurgia estetica e del benessere. Un contesto, pertanto, che non rappresenta un'invenzione estemporanea, buttato lì dall'oggi per domani, ma che Acqui Terme per la sua storia vanta da alcuni millenni e che la Regione Piemonte non può fingere di non conoscere.
In questo contesto rientra la somma che dovrebbe essere stanziata, in caso non ne esistesse traccia, per il piano sull'edilizia sanitaria per 3 miliardi e 700 milioni, per far sì che Acqui Terme non partecipi con la quota dello 0,00.
Per l'ipotesi, ventilata dal presidente della Regione, Mercedes Bresso, di costituire un'Asl unica a Casale, la soluzione certamente non è gradita all'acquese.
La vicenda, se così fosse, sarebbe da accreditare al teatro della politica. Chi grida di più, o pone un veto, comanda. Sarebbe anche un rinnegare la geografia regionale, o fare finta di non conoscerla.
Facciamo un esempio. Mettiamo il caso che un utente della nuova Asl provinciale abitante a Pareto fosse interessato a contattare i vertici in sede a Casale, in quali condizioni di disagio, anche per la scarsezza di viabilità si troverebbe? Sarebbe più comodo, in termini di tempo e di facilità viaria, recarsi a Savona o addirittura a Genova.
Nell'incontro di Alessandria, il sindaco Rapetti ha avuto parole di considerazione verso l'avvocato Zanetta, manager della costituenda Asl unica provinciale.

Le considerazioni del sindaco Rapetti

Acqui Terme. Pubblichiamo le considerazioni del sindaco di Acqui Terme in risposta all'intervento dell'avv. Zanetta pubblicato su "L'Ancora" del 15 luglio scorso ed alcune osservazioni, sempre del sindaco Rapetti, a margine dell'incontro con Mercedes Bresso avvenuto in Provincia di Alessandria il 17 luglio:
"Chiedo la cortesia al giornale "L'Ancora" di ospitare alcune considerazioni in tema di sanità acquese, sollecitate dalle osservazioni contenute nell'articolo pubblicato sul numero del 15 luglio scorso, a firma del Direttore Generale dell'ASL 22, ed al tempo stesso suggerite dall'incontro con la Presidente della Regione Piemonte, avvenuto nella sede della Provincia di Alessandria, nella serata di martedì, 17 luglio, alla presenza dei sindaci dei Comuni capo zona, convocati per la prima volta per analizzare la situazione venutasi a creare dopo la proposta avanzata da Mercedes Bresso di costituire una ASL unica con sede amministrativa a Casale Monferrato. Mi pare, in primo luogo, opportuno esprimere pubblicamente il mio apprezzamento per la prontezza con cui l'avv. Zanetta è intervenuto sull'argomento che, in questi giorni, preoccupa non solo l'Amministrazione comunale di Acqui Terme, ma gli stessi operatori socio - sanitari e, quel che più conta, i nostri concittadini, soprattutto quelli che, ahimè, sono costretti a rivolgersi alle nostre strutture per ricevere le prestazioni ed i servizi di cui hanno bisogno.
L'apprendere che la Direzione Generale dell'ASL 22 è attenta alle necessità di questo territorio e che ha fino ad ora operato per non depotenziare il nostro ospedale è motivo di sollievo anche se è pur vero che talora il puro e semplice mantenimento dei livelli assistenziali non è, di per sé, sufficiente a garantire standard di qualità al passo con le sempre crescenti esigenze di salute espresse dalla popolazione.
Per la verità, le preoccupazioni che mi hanno indotto ad indirizzare direttamente alla Presidente della Regione e a tutti i Consiglieri regionali eletti in Provincia di Alessandria la richiesta di un incontro urgente, sono soprattutto riferite al futuro che il piano socio - sanitario (in discussione in Consiglio regionale proprio in questi giorni) riserverà ai nostri servizi sociali e sanitari ed in particolare all'ospedale.
Preoccupazioni che permangono proprio a causa dell'indeterminatezza con cui purtroppo il piano socio - sanitario affronta la definizione degli assetti organizzativi delle singole realtà sanitarie.
Continuano, insomma, a non trovare risposte alcuni interrogativi di fondo, che ritengo fondamentali per capire in quale direzione la nostra sanità stia effettivamente andando. Per esempio:
- sono, ad oggi, garantiti all'ospedale di Acqui Terme i requisiti minimi di quello che, fino a ieri, era definito "ospedale di secondo livello"? È assicurato ovunque il rispetto degli standard previsti dal cosiddetto "accreditamento"?
- esistono concreti progetti di ristrutturazione, indispensabili per completare gli interventi del quinto piano? E del secondo? E del primo? E del piano terra? Se tali progetti esistono, a quale punto del procedimento si trovano i rispettivi iter? quali sono le fonti di finanziamento ed in quali documenti tali risorse sono previste?
- esiste un piano di sostituzione delle attrezzature obsolete? Quali sono gli importi che la Regione riserva a quelle del nostro ospedale?
- quanti sono i ricoveri, le prestazioni ambulatoriali e le prestazioni DEA erogate negli ultimi tre anni ed nel primo semestre di quest'anno a favore di pazienti provenienti dall'ASL astigiana? In quale misura quest'affluenza è tenuta in considerazione nel dimensionamento dei servizi ospedalieri acquesi?
D'altro canto, l'incontro di martedì sera, 17 luglio, con la Presidente della Regione, ha ulteriormente confermato l'importanza di capire dove sta andando non solo la nostra sanità ma la sanità alessandrina nel suo complesso. Le scelte future che riguarderanno il nostro ospedale, infatti, non possono certamente prescindere dall'offerta di servizi che il piano socio - sanitario in discussione sta definendo (per il momento ancora in modo troppo vago) in tutti i presidi presenti sul territorio provinciale e che dovranno, secondo le indicazioni del documento di programmazione regionale, lavorare "in rete".
Se dunque le affermazioni di principio dell'attuale bozza di piano non sono solo parole vuote, come ho avuto modo di sottolineare durante l'incontro, gli ospedali dell'alessandrino dovranno lavorare insieme, in modo paritetico, coordinato, a squadra. E poiché in ogni squadra ognuno deve giocare nel proprio ruolo, è naturale che l'ospedale di Acqui debba trovare il proprio, valorizzando le proprie potenzialità. Fuor di metafora, è indubbio che la presenza delle terme rappresenti una peculiarità indiscussa che connota la nostra città ed il suo territorio in modo assolutamente unico. La previsione quindi del potenziamento dell'ospedale con servizi e prestazioni sanitarie che "sfruttino" le caratteristiche terapeutiche delle nostre acque termali mi appare l'indispensabile corollario in grado, da un lato, di mettere a sistema le risorse di cui disponiamo e, dall'altro, di arricchire la "rete" di servizi ospedalieri di tutta la Provincia con un'ulteriore offerta di servizi di qualità al cittadino.
Questa proposta di realizzare un centro di eccellenza di "sanità termale", che coniughi salute e benessere, ha ricevuto attenzione da parte della Presidente della Regione che, in proposito, ha sottolineato l'importanza di cogliere le sinergie che ogni realtà territoriale è in grado di offrire alla rete sanitaria. Pertanto, visto l'interesse manifestato da Mercedes Bresso, ho colto l'occasione per anticiparle che le presenterò nel prossimo incontro - già fissato per il 25 luglio prossimo, a Torino, per discutere di termalismo - un primo documento contenente l'illustrazione degli aspetti salienti di questa possibilità di sviluppo delle nostre strutture sanitarie.
Si tratta di un contributo che mi auguro possa consentire di incominciare a dare contenuto alla discussione sul piano socio - sanitario regionale e che non mancherò di sottoporre all'attenzione anche dei Consiglieri regionali eletti in Provincia".

Il direttore Zanetta risponde al sindaco

Pubblicato su L'Ancora del 15 luglio 2007

Acqui Terme. Il Direttore Generale delle Asl 20, 21 e 22, avv. Gian Paolo Zanetta risponde alle dichiarazioni del Sindaco di Acqui Terme, a proposito di sanità locale.
"Abbiamo letto dichiarazioni del Sig. Sindaco di Acqui Terme di commento sull'attuale situazione della Sanità Regionale ed in particolare della Sanità nella Provincia di Alessandria.
Dobbiamo dare atto che il Sig. Sindaco, dott. Danilo Rapetti, nel rispondere delle sue funzioni istituzionali ha sempre tenuto un rapporto estremamente positivo con la Direzione dell'ASL 22 in una logica collaborativa mirata alla comprensione delle esigenze sanitarie del cittadino e contemporaneamente alla ricerca di soluzioni operative concrete. Comprendo quindi i suoi giusti richiami rispetto alla necessità di un discorso di programmazione sanitaria, ma nel contempo vogliamo garantire l'amministrazione comunale di Acqui Terme e i cittadini Acquesi che non esistono elementi, oggi e per il futuro, che facciano temere un lento indebolimento dell'Ospedale cittadino.
Al contrario, pur nell'attesa dell'approvazione del progetto di accorpamento dell'ASL Provinciale ed in un momento di limitatezza di risorse, l'Ospedale di Acqui Terme è stato nell'ultimo anno destinatario di interventi che hanno cercato di garantire l'eccellenza delle prestazioni erogate.
Nella seconda parte del 2006 e nel 2007 infatti sono stati aperti il nuovo Blocco Operatorio, Rianimazione, DEA e Fisiatria, portando a compimento, dopo molti anni, la costruzione della nuova ala dell'Ospedale; è stato incrementato l'organico medico di Urologia, Chirurgia, Radiologia e Anestesia, sono state tempestivamente sostituite una cessazione della Cardiologia ed una delle due cessazioni della Ginecologia, si è migliorato l'organico del DEA con alcuni contratti Libero Professionali; la dotazione complessiva di personale di supporto infermieristico e OSS, con contratti di lavoro interinale, è aumentata rispetto al 2005 di varie unità.
Dal punto di vista tecnologico è stato deliberato, ed è in corso di realizzazione, il rinnovo completo delle attrezzature della Radiologia ed è possibile eseguire la RMN un giorno alla settimana; inoltre è stato recentemente deliberato un budget di più di 400.000 euro per l'acquisto ed il rinnovo di piccole attrezzature per il Presidio Ospedaliero di Acqui Terme.
In ultimo garantiamo che anche nella programmazione futura di interventi edili e di aggiornamento tecnologico l'Ospedale di Acqui Terme è prioritario nei programmi dell'ASL Provinciale".

 

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