Acqui Terme. Una città e un territorio per i giovani pianisti. Per le promesse del concertismo.
Ha cominciato Terzo Musica, nella scorsa primavera e poi ad inizio ottobre (concerto di venerdì 12, nella parrocchiale di San Maurizio) proponendo Marco Grilli e Niccolò Ronchi, recenti vincitori della XIX edizione del Premio pianistico.
Prosegue Acqui, riscoprendo il solista nella cornice, acusticamente ricca, del Teatro e del cartellone de l'Autunno Musicale 2007.
All'Ariston, dopo Francesco Villa (10 ottobre, Liszt e Beethoven), martedì 30 si esibisce Chiara Bertoglio, curriculum impressionante e concerti in tutto il mondo nonostante la giovane età.
Un concerto proprio da non perdere, con l'integrale degli Studi dell'op.10 di Chopin e i Quadri di una esposizione di Modest Mussorgskij.
Martedì 30 ottobre all'Ariston
Il pianoforte virtuoso di Chiara Bertoglio
Acqui Terme. Prosegue la stagione della musica d'autunno al Teatro Ariston. E conferma i numeri (per ora piccolini: ma intanto le sale dell'aula magna o di Palazzo Robellini o dell'Università sarebbero incapienti: aumentano i rimpianti per il "Garibaldi", che era proprio "giusto" per le nostre utenze) di un affezionato e competente pubblico.
Sta capitando un po' come è successo - nove anni fa - per la stagione del teatro di prosa: all'inizio accoglienza tiepida, ma poi il conforto di una partecipazione via via crescente (... uno stimolo a non lasciare perdere tutto proprio sul più bello, ora che si sta avvicinando il traguardo del decimo anniversario, che cadrà nel 2008/09...).
Insomma: tutto sta nell'avere pazienza, "seminando" quest'anno per "raccogliere" negli anni futuri.
Intanto va detto che il direttore artistico Secondo Villata non sta lasciando proprio nulla di intentato.
Sabato 20 ottobre c'era anche lui, accompagnato dalla soprano Susy Picchio, all'inaugurazione dell'anno accademico della Università della Terza Età, e ha messo a disposizione di Carmelina Barbato, di Mons. Galliano e dei suoi "studenti" numerosi biglietti omaggio per i prossimi concerti.
Mancano solo le scuole per chiudere il cerchio, ma non dubitiamo che - se non quest'anno - anche tale sinergia sia "cantierabile" in previsione della prossima stagione (senza contare che i bravi musicisti locali non mancano).
Uno sguardo al passato
Ma abbandoniamo (e lasciamo ad altri) i problemi organizzativi (anche se segnaliamo la presenza ancora di troppa luce in sala: basterebbe una lampada sul pianoforte per garantire l'oscurità della platea e una maggiore concentrazione agli interpreti. Nell'ultimo concerto pianistico a 4 mani forse proprio questo aspetto pensiamo abbia infastidito le interpreti).
Ma torniamo alla musica. Archiviati i concerti del Duo pianistico Pandini - Pavignano (Marce di Schubert e Dvorak), in cartellone mercoledì 17 ottobre, e dell'Ensamble di fisarmoniche Akkordeon (in programma la sera del 24 ottobre, quando il giornale in redazione è ormai chiuso: ne parleremo la prossima settimana) la rassegna musicale prosegue nel nome dei giovani talenti, nello specifico di quelli la cui formazione viene "incentivata" dal Progetto artistico della Fondazione CRT.
Il pianoforte virtuoso di una
promessa del concertismo
Martedì 30 ottobre (inizio concerto alle 21,15) alla tastiera sarà Chiara Bertoglio interprete di Mussorgskij e Chopin.
In programma i Quadri di una esposizione (conosciuti ovviamente anche dalla versione orchestrale, ma qualche anno fa, ad Alessandria, proposti in versione organistica) e i Dodici grandi studi dell'op.10 (e proprio il n. 4 lo propose come bis Francesco Villa due settimane fa).
Basterebbe il programma (I Quadri di una esposizione e gli Studi) ad attirare tanti "nuovi ascoltatori". Si aggiunga la presenza di una vera enfant prodige e si avrà probabilmente una serata eccezionale.
L'interprete
Chiara Bertoglio, nata nel 1983, ha incontrato la musica a tre anni. Ha studiato - tra gli altri - con i maestri Perticaroli, Badura Skoda e Bogino.
Diplomatasi all'età di 16 anni con 10, lode e menzione, ottiene a 17 anni in Svizzera il diplôme de virtuosité, con menzione d'onore.
Studia con successo, quindi, in Inghilterra (Fellowship Trinity College Londra, 2004), e a Roma nell'ambito dei Corsi triennali di perfezionamento dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma.
Nel 2006 ottiene la Laurea Specialistica in Musicologia presso l'Università "Ca' Foscari" di Venezia con 110 e lode sotto la guida del prof. Giovanni Morelli. È dottoranda (PhD) in Music Performance Practice presso l'Università di Birmingham (UK) sotto la guida del Dr. Kenneth Hamilton.
Chiara Bertoglio ha già suonato in sale prestigiose quali la Carnegie Hall di New York, il Concertgebow di Amsterdam, la Wiener Saal del Mozarteum di Salisburgo, l'Istituto Chopin di Varsavia, la Sala dell'Accademia di Santa Cecilia, l'Auditorium di via della Conciliazione, la Steinway Hall di Londra e per le stagioni del Maggio Musicale Fiorentino.
Si è inoltre esibita in tutto il nostro continente con orchestre come l'European Union Chamber Orchestra, Milano Classica e numerosissime altre, in America con la Curtis Chamber Orchestra, e con direttori come Ferdinand Leitner, Vittorio Parisi e Leon Fleisher.
È autrice di un libro sull'interpretazione di Mozart, Voi suonate, amici cari, pubblicato nel 2005. Numerosi i suoi CD pubblicati dalla BIEMME e le sue partecipazioni a trasmissioni radiotelevisive per canali nazionali italiani, polacchi, sloveni ed olandesi. Nel 2006 è uscito un suo CD comprendente due Concerti per pianoforte ed orchestra di Mozart per la rivista "Panorama".
"Autunno Musicale ad Acqui Terme" è una manifestazione voluta dalle Terme di Acqui con il patrocinio del Comune, con il concorso di Fondazione CRT, Regione Piemonte e Istituto Nazionale d'Arte contemporanea.
Info: Teatro Ariston, tel. 0144 322885. Il costo del biglietto, posto unico numerato, è di 7 euro, (ridotto 5 euro per over 60, under 26 e gruppi). (G.Sa)
Invito all'ascolto di un concerto evento
Un concerto in ricordo di Sviatoslav Richter? Forse, inconsapevolmente, sì. 2007: dieci anni dalla morte del pianista ucraino (nato nel 1915), cinquanta dalla registrazione, a Sofia, dei suoi Quadri di una esposizione.
Una esecuzione live non impeccabile (rilanciata qualche anno fa da gruppo editoriale l'Espresso - "La Repubblica" Musica: pubblico all'inizio rumoroso e distratto, Sviatoslav che attacca appena seduto sullo sgabello...) con le prime note "sporcate" (!!!) già nella Promenade iniziale.
Anche i grandi sbagliano, ma non è certo nelle "note false" che si deve basare il giudizio di una esecuzione.
I Quadri di Richter, "imperfetti" non perdono fascino. Semmai servono per ricordare che il disco "distorce" prassi d'ascolto vecchie di secoli, e riproduce il momento assolutamente magico di una esecuzione "unica e irripetibile".
Che, paradossalmente, è tale anche quando, eventualmente, è riascoltabile (se la musica è la stessa, è l'ascoltatore ad essere diverso, a pensare in modo differente, più vecchio d'anni ed esperienze, che si confronta con il contesto di "quella sala", con quel compagno/a di poltrona...).
Un motivo in più per essere all'Ariston.
Per una storia dell' interpretazione
Da Harold Bauer (New York, 1922) ad Alfredo Casella (Roma, 1946, che ne curò anche una edizione) a Vladimir Horowitz I quadri sono divenuti un classico del concertismo. Che la versione orchestrale di Ravel (1922), e quella contemporanea di Leo Funtek (divenuta nota negli ultimi anni, grazie all'Orchestra della Radio Finlandese e ad un Cd dell'etichetta BIS) hanno contribuito ulteriormente a divulgare, insieme - naturalmente - alle trascrizioni jazz e rock, come quelle degli Emerson Lake & Palmer.
Tutto nato dagli schizzi e dagli acquerelli di Viktor Hartmann, un caro amico del musicista, e da una mostra postuma, nel 1874, ad un anno dalla morte, che alimentò il motore dell'ispirazione. Mussorgskij la nutrì di ricchi spunti fantastici: ecco nascere il progetto: una Promenade, una sorta di corale arcaico, come leit motiv, ripetuto sei volte e sottoposto a variazione (tonalità maggiori e minore, tema ora proposto dalla mano destra, ora dalla sinistra; ora sembra una processione in campagna, ora un corteo solenne) e dieci "soggetti": il beffardo Gnomus, Il vecchio castello (con tanto di canzone presentata dal trovatore) il vivace Tuileries - disputé d'enfants, Bydlo (il pesante carro polacco, dalle ruote altissime, trascinato dai due buoi), Il balletto dei pulcini nel loro guscio, Gli ebrei Samule Goldenberg [nomen omen: "Montagna d'oro"] e Schimuyle [che evoca lo schlemìhl, lo sfortunato e ingenuo che può ben condurre al Peter Schlemihl, l'uomo senz'ombra, di Adalbert Chamisso, e anche a doppio Ettore Schmitz/ Italo Svevo], il ricco e il povero, note decise, melodia all'unisono da un lato, e altre balbettanti, quasi strozzate. Più che mai, dunque, nomina sunt consequentia rerum.
Qui finisce la prima parte. Nella seconda, e dunque asimmetrica, altri quattro numeri: Il mercato di Limoges, vivace ritratto d'ambiente; l'episodio quasi organistico delle Catacombe romane (Cum mortis in lingua morta), con gli accordi scanditi e prolungati dal pedale, ora sonori, ora velati, e poi la Capanna della strega (la Baba Yaga della tradizione) e la solenne chiusa con La grande porta di Kiev.
Quadri, ma anche racconti. Per chi sentiva l'esigenza di "raccontare il popolo", le sue figure e i suoi tipi, la sua lingua e il folklore.
Un linguaggio universale, che certo gli ascoltatori acquesi non faranno fatica a comprendere. (G.Sa)