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Il commento del dott. Forlani
alla bozza per i distretti socio sanitari

 
Acqui Terme. Il 16 ottobre scorso, la Direzione Generale ha organizzato una riunione a Novi Ligure della rappresentanza dei sindaci, costituita in seno alla Conferenza dei sindaci dell'ASL 22, per il preliminare esame della bozza di regolamento che disciplinerà la futura organizzazione dei Distretti socio - sanitari in seno alla costituenda ASL provinciale. Per Acqui Terme erano presenti, in rappresentanza del sindaco, il dottor Stefano Forlani, consigliere delegato alla Sanità e la dottoressa Laura Bruna, direttore generale del Comune. Durante l'incontro, Forlani ha espresso le seguenti considerazioni: "Si tratta dell'avvio di un confronto che sarà di certo occasione per ulteriori approfondimenti. Tuttavia, pare sin da ora opportuno esprimere qualche valutazione sul documento.
Documento che ci è stato sottoposto e che non ha mancato di sollevare immediatamente diffuse perplessità di fondo.
Il documento inizia con un paragrafo dedicato alla "configurazione" del futuro distretto, definito al punto 3, come: "Articolazione territoriale, operativa ed organizzativa, dell'ASL e centro di responsabilità e di autonomia gestionale ed economica, nell'ambito degli indirizzi della direzione strategica dell'ASL, coerentemente con la programmazione regionale". Di primo acchito, la formulazione sembra una bella partenza, in grado di assicurare finalmente ad Acqui la possibilità di gestire in qualche modo ospedale e territorio. Certamente questa doveva essere il pensiero iniziale della direzione ASL, senonché, proseguendo nella lettura del documento, alla voce "attività" non fa minimamente cenno alle attività ospedaliere. Tale mancanza - mi pare - legittima il sospetto che il "Distretto sanitario", previsto a livello regionale come l'insieme dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali, sia stato dimenticato dalla bozza presentataci.
È pur vero che il documento prosegue definendo "il direttore di distretto come il garante del complesso delle attività sanitarie e amministrative connesse al percorso terapeutico del paziente", espressione che rimanda a compiti di supervisione generale che sarebbero affidati al direttore del distretto anche sulle attività ospedaliere. Sarebbe, infatti, difficile immaginare un percorso terapeutico scisso dalle attività ospedaliere come peraltro conferma la lettura del paragrafo 5, quando prevede che "il direttore di distretto è responsabile del coordinamento e concertazione con i responsabili dei dipartimenti territoriali e dei presidi ospedalieri dell'ASL in merito alla programmazione dell'offerta dei servizi sanitari e socio-sanitari che il distretto è tenuto a garantire ed alla formazione professionale degli operatori". Sarebbe dunque legittimo ritenere che a tale figura siano attribuiti effettivi compiti di gestione dei rapporti con tutti i servizi all'interno dell'ASL, cosa fondamentale per un agile e corretto iter diagnostico-terapeutico.
Purtroppo, alla voce "ufficio coordinamento attività distrettuali" il documento perde nuovamente di vista il collegamento che il Distretto socio - sanitario dovrebbe invece avere con l'ospedale, tradendo in tal modo - in un continuo ed altalenante cambiamento di prospettiva - l'incertezza della scelta sull'effettivo ruolo da attribuire al futuro direttore di distretto.
In sintesi, il documento mi ha lasciato alquanto perplesso e, già durante l'incontro di presentazione, ho posto espressamente al dr. Zanetta i seguenti quesiti:
- il direttore del distretto coordina i direttori sanitari dell'ospedale e del territorio o si occupa solo del territorio.
La risposta è stata che il direttore del futuro distretto altro non è che il direttore sanitario dell'attuale distretto territoriale e che nulla può sul direttore sanitario dell'ospedale, che risponderà direttamente solo alla direzione generale della futura ASL provinciale nell'organizzazione dei servizi e dei dipartimenti ospedalieri. Affermazione, questa, che considero molto grave, posto che, come tutti sappiamo, i servizi ed i dipartimenti ospedalieri sono il nerbo di qualunque sanità territoriale.
- I sindaci, nella Conferenza possono dire la loro sull'organizzazione ospedaliera, visto che dal documento sembrano essere interpellati solamente sui servizi territoriali?
La risposta è stata se non sorprendente, quanto meno inaspettata: "Ce ne siamo dimenticati ..., metteremo giù qualcosa".
Il dott. Zanetta è considerato, credo a ragione, una persona saggia. Spero che usi la sua saggezza per dare ad Acqui Terme una sua identità e dignità sanitaria, che consenta di realizzare una reale integrazione tra ospedale e territorio". (red. acq.)

 

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