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Paolo Villaggio in "Serata d'addio"

 
Acqui Terme. Incontro teatrale graditissimo, nella serata di martedì 23 ottobre, per una sorta di prova generale presentata da Paolo Villaggio, necessaria per mettere a punto uno spettacolo in tournee con inizio a Bologna mercoledì 24 ottobre. Il grande interprete della scena italiana, del teatro, del cinema e della televisione, nell'Aula Magna (teatrino dell'ex seminario vescovile), ha proposto, ad un pubblico di invitati e di amici, tre monologhi, che nelle serate teatrali diventano altrettanti atti dello spettacolo "Serata d'addio". Tre pezzi di bravura per un solo attore, proposti da Villaggio con il suo stile inconfondibile, suggeriti da opere di giganti del teatro ("II fumo uccide" ispirato a "II tabacco fa male" di Anton Cechov; "Una vita all'asta" ispirato a "II canto del cigno" di Anton Cechov; "L'ultima fidanzata" ispirato a "L'uomo dal fiore in bocca" di Luigi Pirandello).
Ha presentato Paolo Villaggio e la motivazione della serata, l'assessore alla Cultura Carlo Sburlati. Poi, seduto su una sedia, per un'ora e quaranta minuti circa, Villaggio ha catturato il pubblico iniziando con il raccontare la timidezza italiana, ma particolarmente ligure, partendo da vicende semicomiche che avevano coinvolto lui e suo fratello. Il pubblico presente nella piccola ma accogliente sala, completa di palcoscenico, di un buon impianto luci e audio, ha visto in scena il Villaggio che ha sempre amato.
Al termine della serata l'attore rivolgendosi agli spettatori, dopo avere precisato che il titolo dello spettacolo "Serata d'addio" a dispetto del nome, non è affatto un addio, si è confrontato direttamente al fine di verificare la "bontà" del proprio lavoro. Gli amanti dello spettacolo hanno anche avuto la possibilità di scoprire alcuni segreti dell'equipe che è al lavoro nell'ambito di un'opera teatrale. Tornando allo spettacolo, Villaggio, con il suo stile inconfondibile ed intelligente, che non lascia un attimo di sospensione d'ascolto, ha coinvolto il pubblico, dimostrando di essere attore versatile e valido anche in ruoli seri. Durante i tre monologhi ha trovato spazio per dire che "in genere si fa l'attore dopo avere fatto altri tentativi, e quando si diventa attore si cambia voce, si tingono i capelli", ed il concetto gli è servito per tirare anche qualche frecciatina a Baudo e Bongiorno, all'ex presidente del Consiglio.
Villaggio, un genio della scena italiana, che ha concesso l'onore alla città termale di effettuare la prova generale, una vera e propria anteprima, di un suo spettacolo.
Paolo Villaggio, da oltre cinquanta anni segna con originalità la storia dello spettacolo italiano. Nasce a Genova nel 1932 e giovanissimo entra a far parte della rivista goliardica "Baistrocchi", quindi frequenta i cabaret, debutta nel Teatrino di piazza Marsala a Genova dove presenta il suo primo personaggio di successo: il tostissimo Franz (1965). Per mantenersi fa l'impiegato all'Italsider, dove elabora quella che diventerà la maschera del ragionier Fantozzi. Poi film, televisione, teatro. Un continuo successo. (M.P. - C.R.)

 

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