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Il Premio Acqui Storia celebra
la sua quarantesima edizione

 
Acqui Terme. Cerimonia conclusiva, sabato 3 novembre, al Teatro Ariston, con inizio alle 17,30 e ingresso libero, della quarantesima edizione del "Premio Acqui Storia". La serata, con la conduzione di Alessandro Cecchi Paone, di ritorno dall'Isola dei famosi, vedrà sul palco i vincitori: Mario Calabresi, per la sezione storico-divulgativa con il volume "Spingendo la notte più in là"; Piero Craveri, per la sezione storico-scientifica, con il volume "De Gasperi".
Hanno assicurato la loro presenza per ritirare il riconoscimento "Testimone del Tempo" l'attrice Claudia Cardinale, il direttore del TG2 Mauro Mazza e l'editore Alberto Bolaffi.
Il premio è diviso in due sezioni e due rispettive giurie, oltre alla partecipazione della cittadinanza con una giuria dei lettori. La sezione divulgativa ha come presidente Ernesto Auci, affiancato da Roberto Antonetto, Pierluigi Battista, Riccardo Chiaberge, Elio Gioanola, Alberto Masoero e Carlo Tortarolo come rappresentante dei lettori.
La sezione storico-scientifica è presieduta da Guido Pescosolido e composta da Cesare Annibaldi, Camillo Brezzi, Antonio De Francesco, Umberto Levra e Andrea Mignone, cui si unisce Carlo Prosperi in rappresentanza del gruppo dei lettori.
Il Premio è organizzato dal Comune di Acqui Terme con il contributo di Regione Piemonte, Provincia di Alessandria, Terme di Acqui e con il significativo intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e in collaborazione con BRC spa, Collino & C. spa, Pompe Garbarino spa, CTE spa, Giuso Guido spa e Istituto Nazionale Tributaristi.
L'Acqui Storia si fregia dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e, per questa quarantesima edizione, del patrocinio del Senato della Repubblica, del patrocinio della Camera dei Deputati, del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nella giornata di sabato 3 novembre tante iniziative saranno dedicate al premio letterario che nel tempo ha ottenuto notevoli livelli di notorietà in quanto orientato a promuovere la ricerca storica senza nulla perdere del rigore scientifico e la conoscenza dei fatti, che sono specchio del passato ma anche motivo di riflessione per il presente. Il premio, durante i suoi quattro decenni di vita, è stato in grado di offrire una carrellata di titoli interessanti scelti da una giuria formata da nomi illustri del panorama culturale nazionale, che decreta i vincitori.
Il Premio Acqui Storia è nato nel 1968, con l'intento di legare il nome della città di Acqui ad un premio letterario e di mantenere ben vivo il ricordo della Divisione Acqui, protagonista a Cefalonia di uno dei fatti più drammatici che seguirono l'8 settembre 1943. La divisione che portava il nome di Acqui, era e resta un simbolo di valore, di fedeltà alla Patria, di eroismo. "Ed Acqui Terme - come affermato dal sindaco Danilo Rapetti - non ha dimenticato questi eroi, il loro ricordo è ben vivo in tutti gli acquesi".
Alla Divisione Acqui venne dedicata una via cittadina e fu innalzato, in corso Bagni, un monumento opera dello scultore Franco Pegonzi. Nel maggio 2005 il Comune di Acqui Terme, nell'ambito del 60º anniversario della Guerra di Liberazione, e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha conferito la cittadinanza onoraria alla ricostituita Divisione Acqui. Il riconoscimento simbolico è stato consegnato dal sindaco Rapetti al generale Franco Cravarezza durante celebrazioni e appuntamenti culturali di prestigio.
Il premio speciale "Testimoni del Tempo" è stato istituito nel 1984, destinato a personaggi che abbiano contrassegnato in modo significativo la nostra epoca e, infine, nel 2003 è nata la sezione speciale "La Storia in TV", che premia la funzione educativa di un mezzo mediatico ormai insostituibile come la televisione.
Secondo le dichiarazioni del sindaco Danilo Rapetti e dell'assessore alla Cultura Carlo Sburlati, "il successo della manifestazione è indice della vivacità di un territorio che non rinuncia alle proprie radici e trova nella storia recente e nella sua attenta interpretazione sia un valido strumento di crescita culturale sia chiavi di lettura sempre nuove che mantengono desta l'attenzione sui grandi avvenimenti della storia italiana del secolo scorso.
Siamo lieti che l'Acqui Storia riscuota così alto gradimento di pubblico, a conferma dell'intuizione dei fondatori, che vollero legare la città ai tragici fatti di Cefalonia, avvenimenti drammatici che divennero punto di svolta in un periodo di grande difficoltà per il nostro Paese e che ancora oggi conservano una valenza etica e civile". (red. acq.)

I vincitori del Premio Acqui Storia

Acqui Terme. Il Premio Acqui Storia si è sempre distinto dai premi accademici, mirando più a premiare la ricerca storica abbinata ad intento divulgativo, la conoscenza dei fatti rinvigorita dalla passione per la diffusione ad un pubblico più ampio ed attento. I vincitori dell'edizione 2007 sono

  • Mario Calabresi, per il volume "Spingendo la notte più in là"(Mondadori) nella sezione storico divulgativa
  • Piero Craveri per "De Gasperi" (Il Mulino) nella sezione storico scientifica.

Gli autori, riceveranno i premi durante la serata condotta da Alessandro Cecchi Paone.
La giuria della sezione storico divulgativa ha considerato l'opera di Calabresi "Un libro che si segnala per l'interesse bruciante della materia, l'equilibrata partecipazione emotiva e l'alta qualità della scrittura.
L'autore, figlio del commissario Calabresi, sottrae all'oblio una pagina tra le più drammatiche della storia d'Italia del secondo dopo guerra collocandola con grande efficacia espressiva e pregevole distacco critico nelle vicende degli anni '70".
Secondo una nota IBS, quello del giornalista Mario Calabresi "è un libro doloroso con il quale l'autore ha deciso di tornare ai tempi bui della tragedia di suo padre, il commissario Luigi Calabresi ucciso a Milano nel maggio del '72.
Un libro necessario, che riscrive la storia della famiglia Calabresi e di alcuni altri familiari di vittime del terrorismo degli anni '70. Questo libro nasce da un lento lavorìo della memoria e dalla volontà caparbia di capire il clima di odio e di violenza di quegli anni". Un libro commovente, che si legge in un soffio.
Per la sezione storico scientifica "il volume di Piero Craveri offre la più completa e documentata biografia politica mai scritta sul grande statista trentino. Siamo di fronte a un imponente lavoro che si segnala per l'ampiezza della documentazione, per il grande vigore, equilibrio critico e rigore dei giudizi.
L'opera di De Gasperi è collocata nel modo più efficace nei grandi processi di trasformazione della società italiana e del quadro politico internazionale del XX secolo". Piero Craveri, storico del diritto e delle istituzioni, è titolare della cattedra di Storia contemporanea presso l'Ateneo Suor Orsola Benincasa di Napoli.
In passato ha diretto l'ufficio studi della Uil.
È stato membro del Consiglio scientifico della Confindustria, ha svolto attività pubblicistica.
Attualmente è collaboratore di molti tra i più prestigiosi giornali italiani. "De Gasperi" si può considerare la prima completa biografia politica di Alcide De Gasperi, la prima a tener conto, oltre che dei tanti contributi parziali e della memorialistica, di una ricchissima documentazione inedita degli archivi pubblici e dell'archivio privato di De Gasperi, solo in parte fino a oggi esplorato.
Durante la serata inoltre, per la sezione "La Storia in TV", sarà premiata la fiction "Nassirya - per non dimenticare" con Raul Bova e Claudia Pandolfi.

I Testimoni del Tempo

Acqui Terme. Per l'edizione del quarantennale dell'"Acqui Storia", sabato 3 novembre, alle 17,30, saliranno sul palco del Teatro Ariston, per ricevere i premi speciali "Testimoni del Tempo" protagonisti eccezionali del nostro tempo: Claudia Cardinale, Mauro Mazza e Alberto Bolaffi.

Claudia Cardinale

Claudia Cardinale (vero nome Claude Josephine Rose Cardinale), nata a Tunisi da genitori di origine siciliana, frequentò la scuola di Paul Cambon in Tunisia. Esordì sulla scena cinematografica dopo aver vinto un concorso di bellezza in Tunisia nel 1957.
Il suo debutto avvenne in Goha (1958, regia di Jacques Baratier) e, trasferitasi subito dopo in Italia, ebbe un piccolo ruolo nei due film I soliti ignoti e Audace colpo dei soliti ignoti. Gli inizi della sua carriera furono gestiti dal produttore Franco Cristaldi: ben presto arrivarono i ruoli importanti, come quello di Barbara, moglie del protagonista in Il bell'Antonio, Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, e subito dopo le parti da vera protagonista come in La ragazza con la valigia. Lungo tutti gli anni '60 apparve in molte pellicole d'autore come La ragazza di Bube di Luigi Comencini, Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti, 8 e 1/2 di Federico Fellini e nell'epico C'era una volta il West (1968) di Sergio Leone. La sua è stata una carriera strepitosa che malgrado la bellezza nessuno avrebbe pronosticato. Il timbro particolarissimo della sua voce rauca e bassa, leggermente strascicata, alla giovane Claudia sembrava proprio un difetto, invece divenne una delle sue caratteristiche più riconosciute. Da molti anni Claudia vive a Parigi. Arriverà ad Acqui da Tunisi, e dopo un soggiorno di due giorni nella "città della Bollente", partirà per Parigi.

Mauro Mazza

Mauro Mazza, giornalista professionista dal 1979, direttore del TG2, ha lavorato al "Secolo d'Italia" all'agenzia di stampa "AdnKronos", prima entrare in Rai nel 1990. Nel GR1 diretto da Livio Zanetti fino al 1993, quindi al TG1 allora diretto da Demanio Volcic. Nominato nel 1998 vice direttore. Giornalista parlamentare dal 1987, conduttore del Tg1-notte dal 1995 al 1998 e della rubrica "Stampa Oggi" dal 1998 al 2001, ha condotto più volte trasmissioni speciali in occasione di elezioni e consultazioni referendarie. Da aprile del 2002 è direttore del Tg2.

Alberto Bolaffi

Alberto Bolaffi nasce a Torino il 6 gennaio del 1936. Sviluppate le attività delle società che fanno capo alla Bolaffi in ogni campo della filatelia e del collezionismo in genere è impegnato anche nel settore pubblicistico, è direttore della rivista di filatelia Il Collezionista, oltre che autore di numerosi articoli, ricerche e saggi. Giovanissimo, Alberto Bolaffi fonda - intitolandola al padre Giulio - la Giulio Bolaffi Editore, una casa editrice che a partire dagli anni Sessanta è pioniera in ogni campo della cultura e del tempo libero. Pubblica nel 1962 il Catalogo d'Arte Moderna, che per la prima volta presenta le opere d'arte anche in termini economici. Di questi anni sono anche, sempre per i tipi della Giulio Bolaffi Editore, le prime guide italiane sugli alberghi e sui ristoranti, che aprono fortunatissimi filoni editoriali, al punto che, quando nel 2004 scompare il celebre critico di enogastronomia Luigi Veronelli, tutta la stampa lo commemora ricordandone i pionieristici inizi con gli specifici cataloghi editi dalla casa editrice fondata da Alberto Bolaffi.

Era l'anno 1967
Così nacque il premio Acqui Storia

Acqui Terme. Accadde nel 1967. Sono trascorsi 40 anni dal momento in cui nel retrobottega della Farmacia Terme di piazza Italia, di cui era titolare il dottor Piero Galliano, che a quell'epoca era presidente dell'Azienda autonoma di cura e soggiorno di Acqui Terme, maturò l'idea del Premio Acqui Storia, un concorso letterario cui legare il nome della città, un progetto inedito per qualificare l'immagine culturale della città accanto a quella rinomata per le sue acque e i suoi fanghi.
La stanza della farmacia, un poco ufficio, un poco deposito di medicinali, ma anche locale in cui non mancavano bottiglie dei migliori vini, era considerata una "dependance", una succursale dell'Azienda acquese di promozione turistica, allora situata sotto i portici di corso Bagni, dove è attualmente situato il Bar Ligure.
Il quel luogo, specialmente durante il turno di apertura anche notturno della farmacia, o nei momenti di minor affluenza della clientela, si ritrovavano autorità di ogni settore pubblico e di fede politica, amici e professionisti, personalità della cultura o dello spettacolo.
Tra i presenti più assidui, c'era il professor Ercole Tasca, primario di ginecologia, "inventore" di Villa mater e massimo esponente tra i realizzatori dell'attuale ospedale. Tasca, amministratore pubblico, era un appassionato di politica ed al tempo, tra i tanti incarichi istituzionali, rivestiva anche quello di presidente dell'Ept.
Si trattava dell'Ente provinciale per il turismo, la massima espressione del settore a livello provinciale. Galliano e Tasca erano sempre alla ricerca di iniziative rivolte a qualificare la città.
Tra le mura del retrobottega erano spesso ospiti Marcello Venturi e Cino Chiodo. Quest'ultimo diventò segretario del Premio, incarico che ricoprì sino al 1972. Impossibile parlare dell'"Acqui Storia", della sua origine senza queste introduzioni, senza serbar memoria di luoghi, eventi e personaggi che ne furono i primi e i principali attori. Senza dimenticare la massima espressione di allora, di promozione turistica e culturale della città, cioè l'Apt, ed il suo presidente dottor Galliano. Persona che sapeva quale tasto spingere per ottenere.
L'idea di realizzare il Premio Acqui Storia, tornando a parlare di quel retrobottega, maturò dopo l'eco di una manifestazione effettuata a ricordo della Divisione Acqui. L'iniziativa trovò la pronta collaborazione di Franco Antonicelli, Alessandro Galante Garrone e Filippo Sacchi. Il logo, ancora attuale, comparve così su 500 buste contenenti il bando di concorso.
A settembre del 1968 avvenne l'assegnazione del premio al vincitore, Ivan Palermo, per l'opera "Storia di un armistizio" e così l'idea nata nel retrobottega diventò realtà. Nella macchina organizzativa, sin dagli inizi di quello che era destinato a diventare grande avvenimento, svolse una primaria attività una giovanissima collaboratrice: Franca Governa Canepa, ancora oggi esponente di primo piano a livello di segreteria organizzativa del Premio.
La passione e la perspicacia di Galliano, Tasca, Chiodo e Venturi, senza dimenticare chi in seguito prese in mano le redini organizzative dell'avvenimento, ha permesso di superare momenti non sempre facili del suo percorso. Quando il Premio superò la boa del ventesimo anno dalla sua nascita, il professor Tasca scrisse su L'Ancora: "Credo che, sia i fondatori che coloro che vi hanno lavorato e che finanziariamente l'hanno reso possibile, meritino qualche segno di riconoscimento. Sono significative le attenzioni e le partecipazioni del pubblico, questa manifestazione va quindi consegnata ad esso perchè la consolidi in permanente patrimonio per la città".
Da focalizzare, tornando indietro di 40 anni, che Acqui Terme rese solenne omaggio ai Caduti della Divisione Acqui erigendo, per iniziativa dell'Azienda autonoma di cura e soggiorno, un monumento, situato sui giardini di corso Bagni, passeggiata senatore Giacomo Piola, un monumento opera dello scultore Pegonzi. Monumento che, durante una storica cerimonia, il dottor Piero Galliano consegnò al sindaco Filippetti. (C.R.)

Autori e libri sotto i portici Saracco
nelle manifestazioni collaterali al premio

Acqui Terme. Incontri dell'Acqui Storia nel vecchio ghetto. A pochi passi dalla lapide che ricorda i deportati acquesi.
Dinnanzi alla sinagoga che sta sotto i portici Saracco. Più in là il discreto vociare, per fortuna, del Corso; dalla parte opposta, in piazza, il rassicurante scorrere dell'acqua calda dalla millenaria fonte.
La sfida al tempo - la fortuna aiuta gli audaci - è vinta: non piove.
Poi esce il sole. Alle ore 11 il primo dei due appuntamenti promossi dalla Libreria Cibrario vede un buon gruppo di persone a far cornice al prof. Vittorio Rapetti (curatore del recente volume più DVD Memoria della Resistenza, resistenza della memoria nell'Acquese) che presenta l'opera di Natale Pia (La storia di Natale, Joker Edizioni - Novi, 13 euro), quasi un conterraneo, visto che è originario di Montegrosso d'Asti e che ha prestato servizio nella nostra Caserma Battisti agli inizi degli Anni Quaranta.
Al pomeriggio, alle 17, segue l'incontro con Alberto Tagliati, già direttore di rotocalchi popolari come "Stop", "Grand Hotel", "Eva Express", ma anche del mensile "Historia", del quotidiano "L'Occhio" (subentrò nella direzione a Maurizio Costanzo), in tv protagonista delle trasmissioni del Dipartimento Scuola Educazione e dei programmi di Limiti, La Porta e Funari.
Un personaggio. Modestia e professionalità. Un peccato per gli assenti: avrebbe meritato ben altra platea.
Vivo interesse anche per il suo Di' grazie alla signora! Educazione di un figlio della lupa al Giambellino (Tipi ExCogita, di Luciana Bianciardi, figlia del poeta Luciano; è in vendita in Libreria al presso di 12,50 euro).
Da non dimenticare i Vini Servetti e quelli di Casa Bertalero, che non hanno fatto mancare il loro apporto alla perfetta riuscita degli incontri.

Acqui, la steppa,
le colline e Mauthausen

"Venni assegnato al II Reggimento di Artiglieria di Corpo d'Armata di stanza ad Acqui Terme, e mi ritenni comunque abbastanza fortunato: la mia caserma distava solo 35 chilometri da casa e nutrivo la fondata speranza di poter ancora dare una mano a mio padre". Così comincia la cronaca di Natale Pia, 85 anni, la cui testimonianza sarebbe da avvicinare a quella - da queste colonne in passato recensita - del conterraneo Carlo Lajolo (Nodo alla Gola, EIG, 2002).
Due libri da leggere a scuola. Che fanno breccia.
Essere partigiani, e poi essere deportati a Gusen.
In più, per Natale Pia, l'esperienza della Russia, la battaglia di Nikolajwka e poi la ritirata. Del plotone di 144 uomini solo 9 sopravvissuti: "chissà se qualche disperso sarà ancora tornato".
L'incipit del romanzo, allora, suona ironico e beffardo: altro che 35 chilometri. Gli anni della guerra sono quelli dei viaggi, del freddo e dei patimenti. "Noi siamo ancora là oggi": il ricordo della fame e delle violenze dei kapò (in particolare dei polacchi, i più violenti, sembrerebbe) non si attenua.
Ma Acqui, in più pagine, diventa scenario: è ad Acqui che il fotografo Mario Barisone immortala Natale Pia con la sua lustra divisa nel gennaio 1942. "E pensare che avevo compiuto gli anni solo il 17 dicembre: pochi giorni , e avrei scansato la Russia...". È qui, in città, che il gruppo partigiano di Davide Lajolo, l' "Ulisse" di Vinchio, fa incetta delle prime armi, disarmando, nelle loro case, i membri della polizia ferroviaria (ultimi mesi del '43, un anno prima del grande rastrellamento del dicembre 1944).

Di' grazie... a Mussolini

Un coscritto di Topolino; uno scrilo - il soprannome ferrarese per chi, pieno di paura, ma il termine avrebbe bisogno di una traduzione più colorita... - era scappato nelle campagne della Bassa per evitare i bombardamenti di Milano; un ragazzino in bilico tra il dialetto del Porta e quello dell'Ariosto: ecco Alberto Tagliati bambino, che a 14 anni è con i partigiani, su un camion, con la madre che lo esorta - ma a bassa voce, temendo di peggiorare la situazione - a scendere...
Ma questo è il primo epilogo (un secondo racconta del dramma delle bombe inesplose, delle stragi post '45, specie quando il Naviglio si asciugava e diventava campo di gioco).
Prima c'è il Fascismo visto dai bambini. Per i maschi i moschetti e l'orgoglio di una qualsiasi cicatrice, l'epica eroica del duello con il compasso, la divisa dei balilla e la giberna, il Fubol [sic], versione pseudo inglese del gioco non ancora italianizzato, l'automobile di legno montata su quattro cuscinetti a sfera, il "carretto" immortalato da tante immagini d'epoca.
Per le bambine l'immancabile fiocco in testa e i passatempi "di genere": ecco il mercato e la spesa, la cucina, le "donnine" alle prese con i lavori e i pargoli...
Ma riassumere in fretta (assai limitati dalla mancanza di spazio) non dà né l'idea della verve dell'Autore, né della bellezza del libro.
Apriamo le virgolette, attingendo alla quarta di copertina.
"La malattia senile del giornalismo è l'autobiografismo, ha detto Enzo Biagi, e questo quaderno, un passatempo autoerotico come ogni diario retrospettivo, e stato annotato appunto nella stagione infeconda in cui si dimenticano i nomi e gli ombrelli.
Mi ritrovo, insomma, a sottrarre le dita all'artrite intrecciando questo cestello di giunchi....
Del resto, come scriveva da nonagenaria Lalla Romano, si ritorna sempre nel luogo dal quale non si è mai partiti". (G.Sa)

 

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