Acqui Terme. Sarà corposa la rassegna stampa 2008 del Premio "Acqui Storia".
Pensiamo davvero che, alla fine della 41ª edizione, il tradizionale volumetto preparato dalla segreteria, "batterà" nelle dimensioni, quello di ogni precedente edizione del Premio. Un bene o un male? Qualcuno sostiene che la querelle possa servire anche a consolidare la fama del Premio. La polemica sta mobilitando davvero le migliori penne della stampa nazionale.
Altri avanzano l"idea che tutto possa dipendere dall"esito della vicenda. Rose e fiori se i libri giungeranno in concorso. E se i più meritevoli verranno premiati. Ma c"è il rischio anche di veder compromesso il clima dalle polemiche strumentali (e, ovviamente, dalle eventuali "code"; quelle dopo la serata finale d"autunno, fanno - in prospettiva - più paura).
Questa settimana proviamo ad applicarci in una cronaca - rigorosamente bipartisan: e ben venga anche una analoga giuria, non monocolore, ma "larga", bilanciata, in cui possano trovare spazio tutte le idee - riportando le impressioni di giornali di differente orientamento politico. Una rassegna non esaustiva, ma che crediamo fotografi bene la situazione.
Sul merito dei contenuti a giudicare sarà il lettore.
Giovedì 27 marzo e venerdì 28 marzo
Sulle pagine nazionali de "La Repubblica", nell"inserto culturale, Massimo Novelli sintetizza gli eventi in una breve nota dal titolo "Le mani di AN sull"Acqui Storia". Un nuovo sasso nello stagno.
Il giorno successivo l"argomento è approfondito sul regionale dallo stesso Autore. C"è anche lo spazio per una fotografia (bella) che inquadra due lampioni e "l"Hotel Thermes sede del premio", e due primi piani per l"ex giurato Angelo del Boca e per Gianni Oliva.
Titolo su quattro colonne (ma l"articolo tiene tutta la larghezza di pagina XVI): "Il monocolore accademico della destra mette a rischio il Premio Acqui Storia". In sintesi è il pensiero del rappresentante regionale alla Cultura, esposto ad apertura d"articolo. Non si discutono le persone scelte. Ma l"uso politico dell"iniziativa.
Gianni Oliva ricorda inoltre l"attacco alla Resistenza portato, su "L"Ancora", in una replica dell"Assessore Sburlati. Poi conclude così: "Sono preoccupato da quelle scelte [quelle del Municipio acquese]. Lo sono ancor di più, inoltre, se penso che la Regione, sponsor dell"Acqui Storia, ha finanziato il monumento dei nostri soldati della Divisione Acqui uccisi dai tedeschi a Corfù che verrà inaugurato, non a caso, il prossimo 8 settembre".
"Libero" risponde lo stesso giorno con Marcello Veneziani [che confessa pure di essere stato invitato ad entrare in giuria, proposta però evasa]. Pag. 29. Rubrica "Antifascisti su Marte". Titolo: Bagatelle per un premio. I giurati destrorsi? A casa. Sottotitolo: "Dopo aver occupato tutto l"occupabile per decenni la sinistra contesta l"Acqui Storia perché nella commissione ci sono quattro conservatori".
Il saggista parla "di un tentativo eroico di Sburlati di capovolgere e ritorcere sulla sinistra il tema della egemonia culturale", un tentativo che viene esposto al massacro. Parole grosse: si parla di mafie culturali. Dei maitre della gauche. Gli uomini della destra sono "solo dei tardivi, timorosi e ingenui imitatori dei predetti e più scafati amministratori e intellettuali di sinistra". E ancora: "Dite che la cultura della destra non esiste e poi, appena un premio o un cartellone culturale ne schiera quattro, scatta l"allarme alluvionale".
Ma la notizia del giorno viene dalle dimissioni di Pietrangelo Buttafuoco "stufo del clima di guerra civile". Pagine della Cultura sul "Corriere della Sera", a scrivere è Dino Messina che intervista il romanziere.
"Se gli esponenti di Alleanza Nazionale non possono stare nella giuria del Premio se ne evince che AN è responsabile dell"eccidio della Divisione Acqui e che io insieme a loro sarei nella quota sterminatori E" una equazione che respingo nella maniera più decisa, facendo appello ai miei studi di filosofia teoretica. Ma oggi purtroppo dominano il luogo comune e le informazioni attinte alla spazzatura di Internet".
Sabato 29 marzo
Sempre "Libero". Stessa pagina. Massimiliano Parente titola "Le dimissioni di Buttafuoco smascherano l"ipocrisia comunista". Ovvero: se sei anticomunista sei fascista. Il fascismo è finito il 25 luglio 1943. Il comunismo ha prosperato sino al 1989 (e in varie forme fino a oggi). Ancora ci si chiede "se Buttafuoco avesse a che fare con l"eccidio della Divisione Acqui...".
Tocca anche a "La Stampa". Pagine di Acqui e Val Bormida. Titolo: "L"Acqui Storia tira dritto - le giurie non si cambiano".
Sottotitolo: "Sburlati: respingeremo le dimissioni di Buttafuoco". Un"apertura viene dal Sindaco Rapetti, possibilista sull"idea di ampliare, dalla prossima edizione, il numero dei "saggi"; e questa volta a nominare sarebbero gli enti sponsor.
Martedì 1º aprile
Interviene Giordano Bruno Guerri, su "Il Giornale" - Cultura: La Galassia Gutenberg è solo un satellite. Il Meridione dei libri.
Si parla di spazzatura campana. E del "Trash culturale sul civilissimo Piemonte. Dove l"Assessore regionale alla cultura ha minacciato di ritirare i finanziamenti all"importante Premio Acqui Storia perché l"Assessore alla cultura di Acqui, Carlo Sburlati, ha osato mettere in giuria alcuni pregevoli intellettuali di destra [seguono i nomi arcinoti]. Sburlati ha tenuto duro e l"assessore regionale diessino, da buon politico, si è autosmentito e ha dovuto ammettere che il Premio Acqui è sempre stato monopolio della sinistra".
Come si evince pareri inconciliabili. Che necessariamente contengono Verità e bugie. Come ne "La coscienza di Zeno".
(E qui, per una volta, metteremo d"accordo tutti i lettori, anche se il vero dell"uno sarà il falso dell"altro; e viceversa).
La morale? Anche il Premio Acqui Storia è entrato - a pieno titolo, come argomento di scontro - nella campagna elettorale.
L"assessore Carlo Sburlati
"Le mie scelte a 360 gradi"
Acqui Terme. Pubblichiamo la risposta dell"Assessore alla Cultura Carlo Sburlati sull"Acqui Storia:
"Tirato per i capelli dal grande "inquisitore" de L"Ancora Giulio Sardi (nipotino di uno di quelli che in un gustoso articolo di Marcello Veneziani sul quotidiano "Libero", ripreso dal "Corriere della Sera", vengono definiti "antifascisti su Marte"), intervengo un"ultima volta per dare umilmente spiegazioni e curricola di due "scialbe firme" entrate nella giuria del Premio Acqui Ambiente.
Luciano Garibaldi ha iniziato la carriera di giornalista al "Corriere Mercantile" di Genova. Nel 1975 si è trasferito a Milano come caporedattore del settimanale "Gente", poi vicedirettore de "La Notte", infine assistente alla direzione di "Quattroruote", qualifica ricoperta dal 1986 al 1996, con particolare attenzione alle problematiche dell"inquinamento ambientale.
Famosa una inchiesta da lui curata assieme al noto esperto Ing. Enrico De Vita sulle polveri inquinanti prodotte dai motori e intitolata, proprio da Garibaldi, "Achtung, benzene!", titolo che fu ripreso da tutta la stampa nazionale e internazionale. Luciano Garibaldi ha poi curato le pagine di Milano di "Quattroruote", anche in queste ponendo particolare attenzione ai problemi ambientali (dalla rumorosità delle vetture alle zone da preservare per le attività ciclistiche e pedonali), come peraltro testimonia la vasta raccolta dei supplementi, per poi assumere, nell"aprile 2003, la direzione responsabile della rivista "I Quaderni di Life 21", organo dell"Associazione Ambientalista "Life 21", fondata dall"Ing. Giovanni Terzi, consulente del ministero dell"Ambiente. Oltre che come Direttore, Garibaldi si è occupato personalmente, con inchieste e servizi, delle problematiche ambientali, dall"architettura a misura d"uomo alle cronache ecologiche delle varie Regioni d"Italia, dagli ecorivestimenti all"Osservatorio Nazionale Rifiuti, dalle "case di cartone" dell"architetto giapponese Shigeru Ban ai termovalorizzatori dei rifiuti, dalle polemiche contro il catastrofismo ecologista all"Osservatorio rifiuti, per finire con le interviste ad Ermete Realacci e ad altri noti esponenti dell"ecologismo italiano. Attualmente dirige il periodico "MIX Magazine, la rivista dei Cinque Sensi", facente capo a Vision Wellness Club, periodico particolarmente attento alle problematiche della salute e quindi ambientali.
Maurizio Cabona è stato redattore delle pagine culturali ed ambientali del quotidiano svizzero in lingua italiana "Gazzetta Ticinese" di Lugano ed in seguito si è trasferito al "Secolo XIX" di Genova. Dal 1986 è a "Il Giornale"; dal 1996 ne è critico cinematografico, ma continua a commentare anche la politica di aree europee, africane e asiatiche, con particolare attenzione alle questioni geopolitiche e geoeconomiche, inclusi mutamenti climatici, inquinamento, esaurimento delle materie prime. Sua la molto ampia (70.000 battute) voce "Globalizzazione" sul principale dizionario giuridico italiano su dischetto, il Digesto multimediale (Utet, 2002). Collabora o ha collaborato a "Il Foglio", "L"Europeo", "Il Sole 24 ore", "Radio 24", "Roma", "Film TV", "Ciak", "Giornale di Sicilia", "Ideazione", "Il domenicale", "Eléments", "Nouvelle école", "Radio de la Suisse romande", "Radio della Svizzera italiana", "Telos". Ha tenuto corsi in materia di geopolitica, geoeconomia e ambiente nelle Università di Genova, Palermo, Lione, alla Cattolica di Milano e all"Istituto diplomatico del Ministero degli Affari Esteri. Partecipa ai dibattiti del Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta e a convegni internazionali in Italia, in Francia e in Serbia. Ha curato rassegne cinematografiche per la Provincia di Milano, per il Centre culturel français di Milano, per l"ateneo di Foggia, per il Comune di Trieste, per il Comune di Varese, per il Museo del Risorgimento di Trieste e per l"Istituto italiano di cultura a Belgrado. Conduce gli incontri pubblici de "Il Giornale", che si tengono settimanalmente a Milano e che dall"autunno cominceranno anche a Roma e Genova. Dirige la collana "Solitudini" delle Edizioni Settecolori, dove sono apparsi - fra gli altri - libri di Abel Bonnard, Alain de Benoist, Maurizio Serra, Alberto Pasolini Zanelli, Jean-Jacques Langendorf e Romano Ricciotti. Commenta la politica italiana per la Radio de la Suisse Romande. È stato giurato della rassegna "Un certain regard" al Festival di Cannes nel 2006. Desidero invece ricordare a Paolo E. Archetti Maestri, candidato di Rifondazione Comunista alle ultime elezioni comunali, come Giulio Sardi lo era nella Margherita, a riprova di mie scelte culturali a 360 gradi, quanto segue.
Il primo volume presentato a Palazzo Robellini come Assessore alla Cultura è stato quello di Giulio Bolaffi "Un partigiano ribelle": grossissimo successo di pubblico, e la presenza di numerosi partigiani e di associazioni partigiane anche del torinese (addirittura è stato organizzato un pullman di ex partigiani, di sindaci e amministratori pubblici dalla Val di Susa per assistere ad Acqui a questo incontro). Altra presentazione da me organizzata è stata quella per il bel saggio di Luciana Ziruolo, direttrice dell"istituto per la storia della Resistenza in provincia di Alessandria, edito da ISRAL-Le Mani "Da Acqui alla Ruhr" sul carteggio fra Angiolina Archetti e Pierino Maestri, guarda caso proprio i nonni di Paolo Archetti Maestri. In quell"occasione, introducendo i vari relatori, fra cui un Assessore regionale ai Trasporti dell"Ulivo e la professoressa Ziruolo parlai in modo molto lusinghiero di quel libro e della sua autrice e, trattandosi di un volume stampato grazie a contributi pubblici, come molti dell"Istituto storico della Resistenza, nell"occasione potemmo distribuire gratuitamente diverse copie del saggio in sala e a tutti i richiedenti. Molto pubblico in sala a Palazzo Robellini anche per la giornata di studio su "La guerra di liberazione e la resistenza cattolica", che ha visto gli interventi, fra gli altri, del prof. Massimo De Leonardis, principale esperto della storia militare della guerra di liberazione, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell"Università Cattolica di Milano e del prof. Cesare Cavalleri, direttore della casa editrice ARES e del mensile "Studi Cattolici", nonché firma principe del quotidiano l"Avvenire. Strano a dirsi, in una sala affollatissima, spiccavano le assenze di molti esponenti acquesi del centro sinistra e della Margherita, che non mancano mai e sono in prima fila nel partecipare (o nell"organizzare) manifestazioni sulla resistenza comunista, azionista o di sinistra. Per finire desidero rammentare a Paolo E. Archetti Maestri, che con improntitudine e sfrontatezza, insiste nella solita litania sulla "caratura culturale al di sopra delle parti del vecchio Acqui Storia" che l"Assessore regionale alla Cultura del Piemonte Gianni Oliva, storico insigne, eletto nei D.S., ha dichiarato al quotidiano di Milano "Il Corriere della Sera" di sabato 29 marzo 2008, testualmente (pag. 49): "una quindicina di anni fa la giuria del premio era completamente sbilanciata a sinistra, anche se ne facevano parte persone individualmente inattaccabili come Norberto Bobbio, Nuto Revelli e Giorgio Rochat..."".