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Interminabile seduta per il bilancio
nessun impegno scritto per la "Bella"

 
Acqui Terme. Non ci si poteva attendere una seduta consiliare breve, nel consiglio comunale convocato per la sera di lunedì 31 marzo. Tanti i punti all"ordine del giorno a far da contorno all"approvazione del bilancio preventivo. Il consiglio è durato 5 ore (dalle 21,20 alle 2,20). Quasi 3 ore sono state impegnate dalla discussione sul bilancio, 2 ore per i rimanenti 14 punti. Maggioranza, disciplinatamente compatta, affidata alla dialettica, non sempre convincente e non sempre pacata, dell"assessore Bruno ed a quella gentile e precisa dell"assessore Gelati. Per interventi chiarificatori il vicesindaco Bertero, per conclusioni e spiegazioni di indirizzo il sindaco Rapetti, che ha quasi perso le staffe solo una volta (ma si era già verso la fine delle 5 ore di seduta). Opposizione debordante quella di Ferraris, ripetitivo, con un"enfasi quasi controproducente e legata a "questioni di lana caprina" come lo stesso ha più volte sottolineato. Disquisizioni interminabili che facevano perdere di vista l"assunto principale. Meglio di lui Borgatta e Cavallero che sono riusciti a dire le stesse cose impiegando la decima parte del tempo e delle parole. Gallizzi equilibrato, Allara (gruppo indipendente) allineato nel voto con la maggioranza, Bosio e Ratto praticamente inesistenti. L"ex sindaco ha mantenuto quanto promesso sulle pagine de L"Ancora a proposito del bilancio ("Non faremo interventi in consiglio comunale perché non è stato possibile dibatterne").
Oltre al bilancio la serata è stata caratterizzata dalla lunga discussione sul futuro della scuola media Bella. La maggioranza non ha messo nessuna voce in bilancio e non ha accettato nessuna proposta in merito tra quelle che venivano dall"opposizione, rifiutandosi persino di inserire una frase generica di impegno nella relazione pluriennale. Non si venderà l"ex tribunale per costruire il nuovo edificio scolastico e non si faranno mutui, ma leasing. La progettazione sarà interna. Però impegni scritti nessuno: ci si deve fidare della parola del sindaco e della maggioranza.
Con i tempi che corrono non è molto consolante. (M.P.)

Cronaca del Consiglio comunale acquese

Acqui Terme. Assenti giustificati Pesce della maggioranza e Garbarino della opposizione, la seduta inizia con la comunicazione, da parte dell"ottimo presidente dell"assemblea Pizzorni, della costituzione di un nuovo gruppo indipendente con il consigliere Allara.
Il vicesindaco Bertero esprime soddisfazione per l"esito della scelta di Milano per l"Expo 2015, che avrà sicuramente una ricaduta positiva anche su Acqui Terme, anche tenendo conto dei recentissimi ritrovamenti archeologici di piazza Maggiorino Ferraris, un "qualcosa di unico" che renderà "Acqui come Brescia".
L"assessore Sburlati risponde a due interventi su L"Ancora a firma Bosio e Ferraris, che gli imputavano scarsa partecipazione alle riunioni di Giunta: "Su 40 giunte non ho partecipato solo ad un paio, una perché ero impegnato come relatore ad un convegno, l"altra perché ero in ospedale". Detto questo Sburlati si spegne e, non chiamato in causa da nessuno, resterà chiuso in quello che è diventato un abituale mutismo.
Inizia l"ordine del giorno. Tocca a Ristorto aprire le danze ma è solo la gestione rifiuti solidi urbani e tutto fila liscio (anche se Borgatta non perde occasione per ricordare il contributo fondamentale dell"opposizione nell"approvazione del punto sull"Econet). Risorto esprime il dovuto atto di riconoscenza nei confronti dell"opposizione ed il voto vede la maggioranza a favore con Bosio e Allara, il resto dell"opposizione (Borgatta, Cavallero, Ferraris, Gallizzi e Ratto) astenuti.
Il punto sull"Ici vede l"assessore Bruno impegnato a spiegare che la piccolissima riduzione della tassa "è poco, ma è un segnale di una volontà di iniziare da oggi a ridurre le tasse". Anche il consigliere Salamano sottolinea l"importanza del gesto che esprime la "buona volontà dell"amministrazione". Ferraris esprime contrarietà al punto anche perché il suo gruppo al proposito ha presentato un articolato emendamento. Viene stoppato dal presidente Pizzorni: gli emendamenti saranno affrontati alla fine della discussione sul bilancio. Gallizzi annuncia voto contrario perché la riduzione Ici "è ben poco cosa: le famiglie acquesi si aspettavano ben di più".
Il voto vede la maggioranza a favore con Allara, 4 voti contrari (Borgatta, Cavallero, Ferraris, Gallizzi) e 2 astenuti (Bosio e Ratto).
Il consiglio approva all"unanimità il punto successivo riguardante gli interventi a favore degli edifici di culto, mentre sulla determinazione della quantità, delle caratteristiche e del prezzo unitario delle aree destinate alla residenza, alle attività produttive e terziarie da cedere in proprietà o in diritto di superficie, si astengono in 4 (Borgatta, Cavallero, Ferraris, Gallizzi).
Si arriva così al punto riguardante il bilancio di previsione 2008, il bilancio pluriennale 2008/2010, la relazione previsionale e programmatica 2008/2010.
La parola all"assessore Paolo Bruno. Sintetizziamo: "viste le situazioni congiunturali locali, nazionali, internazionali è necessario iniziare dall"amministrazione comunale a dare segni di serietà. Non è stata aumentata l"addizionale Irpef... il patto di stabilità è stato mantenuto... c"è stato un riordino generale con recupero di somme importanti... risultano inalterate le somme correnti... grande senso di responsabilità dei colleghi di amministrazione che hanno rinunciato alle proprie propine.". Nella sintesi dell"assessore "Nessun aumento, piccola riduzione di imposta, lavori in completamento.. (centro congressi si cercherà di "abbellirlo")".
Ferraris inizia la sua lunghissima arringa accusatoria "Mi sembrava di ascoltare la relazione su un altro bilancio.. il bilancio di Acqui pareggia su 43 milioni e rotti di cui 4 milioni sono anticipazioni di cassa, con interessi che corrono... nelle partite correnti ci sono 300.000 euro in più che nel 2007... la gestione beni diversi passa da 800.000 a 1.300.000 grazie agli oneri di urbanizzazione... troppo è previsto per le entrate straordinarie... le spese generali aumentano di 300.000 euro ma vedono aumenti per l"amministrazione non per i cittadini... Cosa ha fatto il Comune in momenti di difficoltà? Ha assunto un direttore generale... quando forse serviva di più un ragioniere... Non si dice nulla nel bilancio per le spese di investimento, al di fuori del centro congressi e fortunatamente l"assessore ha dichiarato che "sarà abbellito"... Bisogna guardare al futuro, eliminare gli sprechi e potenziare il prodotto turistico-termale-ricettivo".
La risposta di Bruno "Certo le spese sono aumentate di circa 300.000 euro su 19 milioni, ma la crescita è inferiore al tasso di inflazione... È vero questa giunta ha scelto un direttore generale: chissà poi che alla fine 100 costa il direttore e 120 ha fatto venire alla città!". Poi dà le colpe del passato (mutui...) alle amministrazioni precedenti...
Gallizzi, annunciando voto contrario, denuncia come il bilancio non dia spazio agli interventi per lo sviluppo futuro, e mette sotto accusa la scelta degli swap, che hanno contribuito ad indebolire la potenzialità economica del Comune. "Una città - secondo Gallizzi - solo più contenitore di anziani e pendolari".
Borgatta si ferma sul concetto del passato e dei debiti ereditati: "Nel 2000 io non c"ero, ma lei, Bruno, sì ... tra quelli che festeggiavano per le fontane che poi oggi ci lamentiamo perchè perdono... Non si può dire che è colpa del passato... Sugli swap non sono io che ho la mania... c"è tanto di normativa che metteva in guardia gli enti locali... lei Bruno non c"era , ma qualcun altro sì, queste cose, gli swap, sono state fatte da qualcuno... Le vacche grasse sono diventate magre... bisogna allora arrivare alla vendita degli alloggi di via Mariscotti per coprire spese correnti. Gli oneri di urbanizzazione passano da 450.000 euro a 1.175.000 euro, quindi il bilancio si regge su un artificio: un"entrata non certa va a coprire una spesa certa".
La discussione sul bilancio sembrerebbe terminata, ma c"è l"appendice, la lunga appendice, dei due emendamenti presentati dal PD. Tutto andrebbe liscio se a condurre il contraddittorio ci fosse qualcun altro, ma c"è Gian Franco Ferraris che prima di leggere il primo emendamento sull"Ici deborda riparlando di mutui, di spese, di entrate. Quando si decide a leggere il primo emendamento (che chiede una effettiva riduzione dell"Ici), ottiene l"immediata reazione dell"ass. Bruno il quale lo blocca affermando che l"emendamento è stato respinto dai funzionari e dai revisori. Si apre una brutta parentesi con Ferraris che chiede all"assessore Bruno di leggere il parere dei revisori, con l"ass. Bruno che legge ma salta una parte... Ferraris chiede al segretario generale di leggere integralmente il parere (immaginiamo la gioia incontenibile del dott. De Alessandri nell"espletare tale incombenza)... Quando questo viene fatto i toni si alzano: Ferraris grida "Il parere è solo dal punto di vista contabile... se non è ammissibile perchè lo mettete ai voti?"... Paolo Bruno, gridando ancor più forte "Non dica cose prive di senso"... L"assessore esce poi rientra subito dopo... Il presidente Pizzorni riesce a far andare al voto: l"emendamento viene approvato solo dai tre del Pd, mentre la maggioranza più Allara lo bocciano, e Bosio, Ratto e Gallizzi si astengono.
È Borgatta a presentare il 2º emendamento, quello sulla scuola media G. Bella: la proposta è di utilizzare il ricavato della vendita dell"ex tribunale più un mutuo ad hoc per costruire il nuovo edificio.
Tralasciamo le battute trasversali di politica nazionale (Paolo Bruno) che fanno inalberare Borgatta.
Franca Arceito afferma "Non solo voi avete interesse alla costruzione della scuola media. Noi di Forza Italia non vogliamo lasciare come segno alla città delle fontane, ma una scuola... Non con un mutuo ma con un leasing".
Ferraris ripercorre un po" tutta la storia della vicenda e chiede che ci sia traccia nel bilancio della volontà dell"amministrazione di costruire la scuola. Anche Cavallero ribadisce il concetto: si è trasferita la scuola per costruire il nuovo tribunale, si venda il tribunale vecchio per la scuola. Una sorta di risarcimento.
Bertero con veemenza "Sembrerebbe che l"amministrazione non voglia fare la scuola! L"intendimento nostro è di fare la scuola! Se avesse vinto le elezioni Ferraris, ora venderebbe il tribunale per fare la scuola... noi vogliamo arrivare ad avere la scuola senza vendere il tribunale". Mentre Paolo Bruno si scusa per le intemperanze di prima ed ammette che il 2º emendamento pur essendo non ammissibile è "meritevole", interviene il sindaco che sentenzia "Noi abbiamo intenzione di fare la scuola ma senza sforare il patto di stabilità con un mutuo. La faremo quindi con un leasing. Il progetto sarà fatto entro il 2009, senza vendere il tribunale. Se nel bilancio non ci sono cifre al proposito è perchè si tratta di una progettazione interna".
Ma la discussione non è finita: Gallizzi chiede una sospensione di 10 minuti per riunire sul problema i capigruppo. Mauro Ratto boccia la richiesta e chiede invece di passare al voto.
Qui apre bocca Bosio: "Non entro nel merito del bilancio, si sono spese già troppe parole con scontri che non fanno onore al consiglio... Le difficoltà del patto di stabilità sono oggettive e mi spiace di dare torto ai colleghi di opposizione... anche se io avrei fatto un bilancio diverso". Bosio quindi dichiara che vorrebbe far qualcosa a favore della città, anche dando suggerimenti alla maggioranza... Insomma tutto il contrario da quello che si era letto nel suo ultimo intervento al calor bianco su queste pagine.
Non è finita: Ferraris gioca le ultime carte, premettendo che se si fosse discusso il tutto prima nelle commissioni si sarebbero evitate le "incomprensioni" emerse nella serata. Le ultimissime richieste del Pd si riducono a questo: che sia scritto nella relazione al bilancio che si farà la scuola con questa frase "di impegnare la Giunta a predisporre il progetto esecutivo per la scuola media nell"area ex Merlo con progettazione interna entro 6-9 mesi, oltre al reperimento dei fondi entro il 2008".
Il sindaco Rapetti chiude la discussione: "Queste cose sono state già scritte. Io dico che entro 4 anni il nuovo edificio sarà inaugurato o sarà in avanzatissima fase di realizzazione. L"emendamento sarà bocciato. Noi non vogliamo vendere il tribunale. Entro un anno ci sarà il progetto definitivo, ma questa sera non si cambia niente. Se è il caso nel prossimo consiglio si apporteranno delle modifiche alla relazione".
Si vota l"emendamento: 4 a favore (Borgatta, Cavallero, Ferraris, Gallizzi), 2 astenuti (Bosio e Ratto), tutti gli altri contro (maggioranza ed Allara).
Prima di passare al voto sul bilancio l"assessore Bruno comunica che bisogna cancellare, tra i beni alienabili, i magazzini del secondo cortile della ex caserma Battisti. Borgatta e Cavallero espongono dubbi e perplessità sull"operazione, ma il sindaco assicura che è tutto regolare e Bosio commenta laconico "Continuo a pensare di aver fatto bene a non fare interventi".
Il voto finale sul bilancio, dopo 3 ore di batti e ribatti, vede la maggioranza approvare con il supporto dell"indipendente Allara, mentre tutto il resto dell"opposizione vota contro.
Il punto successivo, spiegato dall"assessore Leprato, vede in approvazione il testo unificato delle entrate tributarie. Il voto vede ancora maggioranza ed Allara a favore mentre il resto si astiene (Borgatta è momentaneamente fuori).
Il punto 8, sull"approvazione del programma degli incarichi di studio, ricerca, consulenza a soggetti estranei all"amministrazione vede la maggioranza, con Allara, votare a favore, 3 voti contrari (Borgatta, Cavallero, Gallizzi) 2 astenuti (Bosio e Ratto) e Ferraris momentaneamente fuori.
Unanimità sull"adeguamento del regolamento edilizio secondo le disposizioni in materia di rendimento energetico dell"edilizia (spiegato dall"assessore Gelati).
Si arriva al punto 10 verso l"una del 1º di aprile. Pensiamo che si tratti di uno scherzo invece si va avanti, quasi seriamente. Ci sono da discutere ancora 7 punti. Il punto, spiegato dall"ass. Gelati tratta dell"aggiornamento del regolamento comunale degli oneri afferenti al rilascio dei permessi di costruire. Interviene Ferraris che gioca e celia ("Danilo Rapetti era un bravo ragazzo... poi ha incontrato Bosio... lui dice "Fidatevi di noi? Ma come si fa?"), poi dice "Vista l"ora proponiamo di finirla qui".
Il voto sul punto vede tutti a favore tranne Borgatta, Cavallero e Ferraris che si astengono.
Sul punto 11 Bosio e Ratto decidono che sia sufficiente ed abbandonano l"aula. Il punto è la variante in località Barbato per la ridefinizione della fascia di rispetto dei pozzi idropotabili. Borgatta lamenta che si era arrivati ad una specie di accordo per consigli più frequenti e un po" meno densi: "Facendo così si fa perdere valore al consiglio comunale... Chiedo formalmente il rinvio dei punti rimanenti... su questo punto c"è dentro di tutto... non sono varianti parziali, sono varianti pretestuose... vi siete distinti per le varianti" Il voto vede la maggioranza (più Allara) a favore, 3 contrari e Gallizzi astenuto.
Il punto 12 è la variante al Pec in regione Barbato: alle spiegazioni dell"ass. Gelati, Cavallero ribadisce la richiesta di rinvio dei punti rimanenti. Dopo breve discussione il voto vede la maggioranza sempre compatta a favore (con Allara), 3 astenuti e Gallizzi che ha abbandonato anche lui l"aula.
Il punto 13 riguarda il sottopasso ed un"area di esproprio che si propone di definire "sedime stradale".
Siamo in via Crenna. L"opposizione rimasta, Borgatta ("Ci volete prendere per stanchezza"), Cavallero e Ferraris afferma che sarebbe meglio fare il sottopasso in corso Divisione, ma il sindaco e l"assessore Gelati ricordano che tutti i tentativi di farlo lì sono falliti e poi in via Crenna non sarà l"amministrazione a farlo ma la società privata secondo gli accordi nella costruzione del supermercato Galassia. Borgatta mette in guardia sui pericoli che potrebbe portare il rio Usignolo, Ferraris "gufa" asserendo che lì il sottopasso non si può fare perchè lo spazio è troppo angusto. Il sindaco ancora una volta sentenzia "Prima della fine di questo mandato il sottopasso sarà sicuramente inaugurato".
Si va al voto: la maggioranza a favore (con Allara), i soliti 3 sopravvissuti si astengono.
Scaramucce verbali tra Ferraris ("la cosa è complicata e doveva prima passare in commissione") e Danilo Rapetti ("Noi abbiamo fatto la scelta del fare e non dell"aspettare, così favoriamo i cittadini") sul punto 14, spiegato dall"ass. Gelati, riguardante l"approvazione di una variante per interventi su palazzi fatiscenti in via Nizza, via Giordano Bruno e via Cassarogna. Il voto vede solo la maggioranza votare a favore (perchè anche Allara ha lasciato l"aula) e i 3 superstiti dell"opposizione votare contro. Mancano 3 minuti alle 2 di notte, quando si passa al penultimo punto su un Pec in viale Rosselli. Ferraris decide di strafare: prende la fotocopia del palazzo riguardante il Pec e fa il giro dell"aula mostrandola a tutti. Vorrebbe dimostrare l"irregolarità della delibera in quanto c"è un aumento di superficie dall"abbattimento alla ricostruzione. Lui sostiene che conta la superficie calpestabile, tutti gli altri bonariamente a dirgli che è la cubatura che conta non la superficie. Il voto vede ancora favorevoli 12 (maggioranza) contrari 3 (opposizione residua).
Ultimo punto alle 2,05: l"assessore Gelati spiega in modo superveloce "approvazione Pec in via Palestro". Mentre Borgatta pone dubbi sui punti, il sindaco sbotta "Voi siete sempre diffidenti e preoccupati in materia urbanistica. Noi risolviamo i problemi, voi blocchereste tutto...". Borgatta e Ferraris contestano questo giudizio. Il voto è come sul punto precedente.
Tutti si alzano per andare a casa ma l"encomiabile Pizzorni ricorda che ci sono ancora le interrogazioni del Pd. Sono 3: le legge Cavallero, una sulla puzza in circonvallazione all"altezza del depuratore e del deposito rifiuti, la seconda sui pedoni a rischio in circonvallazione, la terza sulla necessità di reperire un campo per l"attività rugbistica.
Sono le 2,20 del 1º di aprile. Si va a casa. Ci torna in mente un pensiero che ci era venuto anni fa in situazione analoga. Lo riproponiamo: se si trasmettessero in diretta televisiva le sedute consiliari, probabilmente certe lungaggini, certe intemperanze sarebbero smussate ed evitate. Senza pubblico non c"è limite e non c"è ritegno. Le cose serie vanno affrontate in ben altro modo. Da una parte e dall"altra. (M.P.)

 

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