Acqui Terme. L"appuntamento è nel chiostro dei canonici. Anzi nella sua prossimità, nella Sala intitolata a San Guido.
La data quella del 5 aprile.
Non ci potrebbe essere luogo migliore per festeggiare i trent"anni di studi dedicati al Medioevo Acquese.
Da un lato un nuovo contributo che si aggiunge - gli atti del Carlevarius, appena usciti dalle officine tipografiche EIG, a cura di Paola Piana Toniolo, dall"altro il ricordo di innumerevoli saggi che collegialmente hanno portato "un lento ma costante scavo". Uno scavo che ha condotto, nel complesso, ad eccezionali risultati.
Vetera ac nova monumenta
Anche un problema di metodo: da dove cominciare?
La strada indicata (quella che dispensa i suoi migliori frutti) è quella già indicata dal Moriondo e dai suoi Monumenta. Occorre cominciare dalla edizione dei testi. Rendere fruibili gli atti, gli editti, i documenti notarili, gli statuti, i decreti di nomina significa pian piano restituire il volto di una realtà storica.
Trent"anni fa l"edizione, curata da Romeo Pavoni, della Carte medievali della Chiesa d"Acqui; di recente i Cartolari della Toniolo e, soprattutto, l"indispensabile riordino dell"archivio, che rende estremamente più facile la gestione della fatica della ricerca.
A legare le opere, nate in ambito accademico, ora all"interno dei sodalizi di ricerca acquesi, il motore della passione, di una dedizione alle "patrie piccole", che sta fornendo frutti notevolissimi (si pensino ad esempio ai volumi d"arte, ai libri delle storie dei paesi, che nei falconi dell"Archivio trovano ordinatissime fonti).
Coordinata da Don Angelo Siri e da Lionello Archetti Maestri, la giornata prevede alle ore 9 il saluto delle autorità.
A seguire Laura Balletto (Università di Genova) si soffermerà sulla figura di Romeo Pavoni nell"ambito della scuola storica genovese.
Quindi Francesco Panero (Università di Torino) tratterà delle Carte della Chiesa di Acqui in rapporto con lo studio della signoria rurale ecclesiastica.
Sarà poi Angelo Arata (Crism e rivista ITER) a tracciare un primo bilancio degli studi medioevali negli ultimi sei lustri.
Alle ore 11 sarà invece Romeo Pavoni (Università di Genova) a presentare il Cartulare del Carlevarius, nell"edizione curata da Paola Piana Toniolo.
Di don Angelo Siri, direttore dell"Archivio Vescovile, le conclusioni e una anticipazione sulle prossime prospettive di ricerca.
I libri per la storia
del Medioevo Acquese
Le fonti edite
Si comincia, ovviamente, da Romeo Pavoni, con le Carte medievali della Chiesa d"Acqui edite a Bordighera nel 1977 da parte dell"Istituto Internazionale di Studi Liguri, che a loro volta seguono di 10 anni la ristampa anastatica del Moriondo.
E proprio i Monumenta Aquensia (Torino 1789-90, cui si aggiungano gli Indici compilati dal Savio nel 1900) e le Carte medievali costituiscono un vero e proprio dittico. All"origine sono, da una parte, i documenti dell"Archivio Vescovile Acquese (in parte oggi non più disponibili, poiché - in tempi lontani - talora affidati a mani disoneste, o ancora, più recentemente, trafugati), e dall"altra, un cospicuo gruppo di atti copiati sul Codice Vaticano Latino 13488.
L"opera di trascrizione di Paola Piana Toniolo, iniziata nel 2001 (Cartulare Alberto, quello del vescovo Guido d"Incisa e l"ultimo del Carlevarius) amplia ulteriormente un panorama che esalta l"Archivio Vescovile come luogo della nostra storia.
E proprio all"archivio di salita Duomo è dedicato il fondamentale volume I vescovi della Chiesa di Acqui dalle origini al XX secolo, con cenni storici sulla comunità cristiana ed il territorio diocesano, redatto nel 1997 da Don Pompeo Ravera - con la collaborazione di Mons. Tasca e di Vittorio Rapetti - che contiene, nelle sue ultime pagine, un preziosissimo Inventario sintetico.
E" questa, appena citata, un"opera che - pur scritta durante la risistemazione e il riordino corrente dell"Archivio Vescovile - costituisce una validissima e indispensabile chiave di accesso per chiunque si appresti a condurre una ricerca tra le carte, cui si può giungere oggi, ovviamente, anche attraverso il catalogo informatizzato.
Per la storia ecclesiastica, infine, segnaliamo, pubblicato nel 2001, nella collana di Fonti e Studi dell"Università di Genova - sede di Acqui Terme, diretta da Geo Pistarino, la traduzione italiana - di Giovanni Castelli - dello scritto più famoso di Lorenzo Calceato, la Vita Sancti Guidonis Aquensis Episcopi. Il volumetto, corredato da due interventi curati da altri due studiosi benemeriti della ricerca, che non mancheranno di essere citati nell"appuntamento di sabato 5 aprile, ovvero il prof. Geo Pistarino e Don Teresio Gaino, ha titolo Il Santo vescovo Guido d"Acqui (1034-1070) nella "Vita" del suo primo biografo (sec. XIII).
Quanto alla vita civile, invece - accanto agli articoli pubblicati da riviste (prima "Aquesana", più recentemente da "Iter") o raccolti negli atti dei convegni o, ancora, in piccoli o grandi volumi - e qui è doveroso ricordare il contributo degli studiosi locali Gianni Rebora, Angelo Arata, Gino Bogliolo Gianluigi Rapetti Bovio della Torre, Carlo Prosperi, Sergio Arditi, Gabrielle Parodi, Simone Balossino e G.Battista Garbarino e altri ancora - da menzionare la traduzione in lingua italiana degli Statuti Comunali Acquesi pubblicati da Egidio Colla nel 1987, dieci anni dopo Le Carte del Pavoni, che vanno ad integrarsi con la ristampa anastatica Forni (1971) dei Vetera Statuta Civitatis Aquis di Giuseppe Fornarese. Una pubblicazione, quest"ultima, iniziata sulla "Rivista di Storia per la Provincia di Alessandria" (altra fonte secondaria da tenere in debito conto) a cominciare del 1899 e conclusasi - nel 1905 - con un"edizione monografica. (G.Sa)
Sabato 5 aprile nella sala San Guido
Sul convegno del 5 aprile - organizzato dalla Diocesi di Acqui, attraverso l"Archivio Vescovile, in collaborazione con l"Istituto Internazionale di Studi Liguri - sezione Statiella, con il patrocinio della Provincia di Alessandria e del Comune di Acqui Terme - interviene il dott. Giovan Battista Garbarino, che così ci scrive:
"A metà degli anni "70, Geo Pistarino, nell"ambito dell"insegnamento dei corsi di Storia Medievale dell"Università di Genova, elaborò un progetto di edizioni di fonti documentarie, relative al territorio "ligure" in senso lato (comprensivo pertanto anche dell"entroterra appenninico e dell"Acquese). Romeo Pavoni ebbe l"incarico di studiare un gruppo di documenti medievali, conservati in parte nell"Archivio Vescovile aquense, in parte nell"Archivio Segreto del Vaticano: si giunse così, nel 1977, alla pubblicazione della Carte della Chiesa d"Acqui nella Collana storica dell"Oltregiogo ligure dell"Istituto Internazionale di Studi Liguri.
Si trattava, sostanzialmente, della prima edizione scientifica dopo l"opera pionieristica di Giovanni Battista Moriondo.
Il volume di Romeo Pavoni, negli anni successivi, fu il punto di partenza per una prima stagione di ricerche su Acqui e sul territorio diocesano tra il X ed il XV secolo, realizzate sia da un gruppo di studiosi locali, stretti attorno alla rivista "Aquesana" - oggi dormiente, ma che si spera possa riprendere le pubblicazioni - sia da ricercatori e docenti universitari, spesso in collegamento con i primi (citiamo, tra i molti lavori, anche quelli di Renato Bordone, Giuseppe Sergi, Aldo Settia, Valeria Polonio, Cristina Sereno, Enrico Basso etc.).
Agli interventi previsti nel convegno, aperto da Mons. Pier Giorgio Micchiardi, vescovo di Acqui, seguirà una tavola rotonda alla quale sono stati invitati a partecipare tutti i ricercatori. L"obiettivo è quello che possa svilupparsi un dibattito concreto, operativo ed aperto, per il rilancio degli studi medievistici aquensi volti alla comprensione delle vicende locali mediante gli strumenti interpretativi messi a punto dalla storiografia scientifica e nell"ambito del contesto non solo italiano. E questo sull"esempio dei due convegni dedicati al Tempo di san Guido (1995) e all" Organizzazione ecclesiastica in Italia centro-settentrionale e in altre regioni europee (2004)".
Carlo Prosperi sul Cartulare del Carlevarius
Una fotografia della vita ecclesiastica
Acqui Terme. Sul Cartulare del Carlevarius, curato da Paola Piana Toniolo, ritorna con un breve testo il prof. Carlo Prosperi, che ci offre questa ulteriore chiosa, attraverso cui risulterà ancora più agevole entrare in un mondo che dista da noi oltre sei secoli.
Predicate fratres
"Colpisce, in tema di ordinazioni ecclesiastiche, la folta presenza di frati e di monaci: si potrebbe pensare che questi sopperiscano alla carenza di clero secolare locale, se non fosse che il vescovo ricorre ad essi solo in casi eccezionali; per il resto, provvede a nominare sacerdoti secolari extradiocesani.
Per cui è lecito credere che "tutti quei frati che, quattro volte l"anno, giungono ad Acqui dai quattro punti della terra per le consacrazioni", trovando ospitalità nei monasteri o presso famiglie del luogo, si dedichino soprattutto a missioni di predicazione e di evangelizzazione che raggiungono gli angoli più remoti e sperduti della diocesi.
Dice bene, infatti, la studiosa [Paola Piana Toniolo], evocando le figure esemplari di San Vincenzo Ferreri, di San Bernardino da Siena e di Manfredi da Vercelli: "Il Quattrocento è il secolo dei frati, delle predicazioni quaresimali, delle missioni.
Ed anche di una nuova cultura che pone l"accento sulla necessità di adeguare la catechesi alle diverse categorie di persone".
Per il resto, è vero: si riducono le autorizzazioni alla questua volte a sostenere le azioni caritative che si praticavano nei monasteri di appartenenza; ma non scompaiono del tutto, se ancora il 29 marzo 1451 il vescovo de Regibus invita gli ecclesiastici e i fedeli della diocesi ad accogliere ospitalmente ed ad aiutare i frati questuanti dell"ospedale del Santo Spirito in Sassia di Roma, "dove confluiscono poveri e bisognosi di ogni genere" (doc. 457); ed altrettanto farà per i frati questuanti rispettivamente dell"ospedale di Santa Maria di Roncisvalle (doc. 478) e di quello di San Bernardo del Gran San Bernardo (doc. 514).
Dalle pievi alle parrocchie
Un altro fenomeno di rilievo che non sfugge alla Toniolo è la decadenza, ormai irreversibile, dell"istituto plebano, via via surrogato e surclassato da un più razionale e funzionale tessuto di parrocchie: non a caso, essa va di conserva con l"incremento numerico di chiese e cappelle sorte per volontà e per impegno di intere comunità, e con l"istituzione delle commende, tra cui la studiosa opera una opportuna distinzione: vi sono infatti le commende "per beneficio" e le commende "per povertà". Queste ultime mirano a garantire la sopravvivenza ad un clero altrimenti privo di redditi sufficienti.
Altre strade
Accanto ad un profilo di Teodoro di Monferrato, insigne cardinale e mecenate acquese, non manca un breve paragrafo dedicato al ruolo in ombra delle donne nella Chiesa e nella società del tempo. Ma più interessante è la parte che si occupa delle procedure giudiziarie e, in particolare, dei processi canonici.
Anche perché di qui affiorano a sorpresa, in tutta la loro incondita veemenza, squarci di vita e di passionalità che certo non ci aspetteremmo da carte così polverose e dilavate.
I meriti della Toniolo sono senz"altro evidenti e fuori discussione, tanto più se si considera che questo è il terzo volume - dopo Il cartulare Alberto.
Liber iurium Aquensium canonicorum. A. D. 1042-1296 edito nel 2001 e dopo Il cartulare del vescovo di Acqui Guido dei marchesi d"Incisa (1350-1371) edito nel 2004 - di una serie forse destinata a continuare, perché altri atti notarili, altri cartulari attendono nell"Archivio Vescovile di Acqui le sue amorose attenzioni.
Ci auguriamo dunque - non proprio disinteressatamente - che l"amica Paola prima o poi vi metta mano.
Da par sua. Anche perché - come ben dice il vescovo nella sua prefazione al volume - abbiamo bisogno di scoprire nella storia della Chiesa acquese sempre nuove luci che orientino il nostro cammino".