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E se concepissimo la discarica come una "risorsa" ambientale?

  Cairo Montenotte. Mentre il giornale sta andando in macchina è in corso la discussione al Tar per dare l"approvazione definitiva alla discarica della Filippa.
Nel mese scorso l"azienda, in base all"autorizzazione rilasciata dalla Provincia il 31 dicembre 2007, aveva iniziato le operazioni di stoccaggio ma è stata prontamente bloccata da un"ordinanza del sindaco di Cairo, secondo il quale questa attività non sarebbe dovuta iniziare in quanto sarebbe mancato il programma di monitoraggio previsto dalle prescrizioni del VIA, riscontrandosi anche una mancanza rispetto alla prescrizione della Provincia circa la necessità di effettuare un monitoraggio delle acque sotterranee e superficiali.
Pronto il ricorso al Tar della LPL e altrettanto tempestivo il provvedimento urgente del Tribunale Amministrativo Regionale che annullava l"ordinanza del comune e autorizzava la movimentazione dei rifiuti.
Quindi, salvo sorprese dell"ultima ora, bisognerà alla fine mettersi il cuore in pace e cominciare a gestire al meglio la forzata convivenza con una delle innumerevoli infrastrutture per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti che nessuno vorrebbe ma che ormai fanno parte integrante della nostra vita: il direttore dell"Israel Museum, Martin Weyl, afferma che "i rifiuti fanno parte della nostra civiltà e non possiamo nasconderli".
Non è questa una citazione a caso perché la personalità israeliana in questione è uno dei maggiori sostenitori del progetto che interessa Hiriya, la gigantesca discarica del Gush Dan, la regione israeliana che comprende Tel Aviv e altre 17 municipalità per un totale di circa tre milioni di abitanti.
Sorta nel 1952 come discarica di rifiuti solidi, Hiriya interessa una superficie di 450.000 metri quadrati per 60 metri di altezza per un totale di 16 milioni di metri cubi di immondizia.
Nel 1998 le autorità regionali hanno messo fine all"attività della discarica per trasformarla, entro il 2020, in uno spazio di verde pubblico, Ayalon Park.
Lo smaltimento pianificato è iniziato nel 2000, e oggi Hiriya riceve 2700 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno da 800 camion, che ne fanno una delle più grandi stazioni di transito al mondo e, paradossalmente, il più vasto e avanzato centro ambientale di Israele.
E" possibile dunque, con una oculata politica ambientale lontana da isterismi di qualsivoglia specie, conciliare due realtà che sembrerebbero a prima vista inconciliabili, smaltimento rifiuti e ambiente.
Il parco di Hiriya è stato in pratica ideato come una specie di grande parco a tema sul riciclaggio dei rifiuti.
Ai piedi della grande collina sono stati già installati un frantoio per il recupero degli inerti dalle demolizioni, un impianto per ottenere concime dai rifiuti organici e un sistema di vasche di fitodepurazione.
Appositi pozzi permetteranno inoltre di captare i gas prodotti dalla collina, dai quali si ricaverà l"energia elettrica necessaria per l"illuminazione del parco.
La discarica della Filippa è un nulla se la confrontiamo con il parco di Hiriya ma, attentamente monitorata dalle pubbliche istituzioni, potrebbe diventare un importante risorsa sul territorio anche di carattere ambientale ma i politici dovranno smetterla di usarla a loro piacimento come uno strumento di propaganda ad ogni scadenza elettorale per poi dimenticarsene completamente. (RCM)

Ci sono in ballo quasi un milione di euro all"anno

Si puo fare di necessità virtù
con i soldi della discarica

Cairo Montenotte. Il 6 marzo scorso ha avuto luogo il primo conferimento dei rifiuti nella neonata discarica della Filippa.
Questo inizio di attività ha fatto subito molto scalpore sollevando, come c"era da aspettarsi, il puntuale disappunto di coloro che da sempre si sono dichiarati contrari.
Per correttezza di informazione ci siamo recati personalmente sul sito incriminato per ottenere informazioni di prima mano con lo scopo di quantificare i vantaggi economici di cui si avvantaggerà il Comune di Cairo, vantaggi di cui poco o nulla si parla.
Dal canto suo la Ligure Piemontese Laterizi si è premurata di mettere a disposizione un dossier fotografico che documenta queste prime operazioni di scarico.
Si tratta di un materiale che, al di là delle formule tecniche di identificazione, potrebbe essere usato come terriccio per gli orti.
Nelle fotografie si possono vedere i lampioni ancora accesi in quanto la movimentazione in questione ha avuto luogo di primo mattino. L"azienda tiene a precisare che non si è voluto nascondere nulla bensì si è preferito scegliere un orario che interferisse il meno possibile con il traffico cittadino e l"entrata nelle scuole degli studenti.
Ma, a parte questo inizio un po" soft, quale sarà la mole di spazzatura che andrà a finire nella discarica della Filippa?
Si prevede un quantitativo pari a 490 milioni di metri cubi di rifiuti distribuiti in sette anni, sarebbe a dire circa 70 milioni ogni anno equivalenti pressappoco ad 80 mila tonnellate.
La discarica, per poter esercitare questa attività, è soggetta al versamento di due tipi di tributi.
Il primo viene incassato interamente dal comune nella misura di circa 7 millesimi d € al chilo; a questo onere sono sottoposte le discariche che ricevono rifiuti speciali non pericolosi previo trattamento. Il calcolo è presto fatto, 80.000 tonnellate per 0,007 euro fanno 560.000 euro. Quando l"azienda avrà ottenuto la certificazione ISO 14.001 l"importo da versare sarà ridotto del 40% (336.000 euro), nel caso di registrazione EMAS lo sconto sarà del 50%, vale a dire 280.000 euro all"anno, che comunque è una bella cifra.
C"è poi un tributo speciale per deposito in discarica dei rifiuti solidi. Si tratta di circa 5 millesimi di € al chilo che porteranno nelle casse della Regione 364.000 euro all"anno. La legge prevede che un 10% di questa somma vada alla Provincia, il 20% del restante deve essere usato per interventi ambientali. Quello che avanza è a disposizione.
Questi fondi potrebbero, almeno in parte, essere utilizzati dalla Regione a Cairo Montenotte, su sollecitazione del Comune, soprattutto quelli destinati a risolvere problematiche di carattere ambientale.
A Cairo infatti di questi problemi ce ne sono fin che si vuole: basti pensare, solo per fare un esempio, all"Italiana Cocke coi suoi fumi e alle tonnellate di polvere nera che fa bella mostra di sé all"aria aperta nonostante le promesse e i "quasi progetti" di copertura che si stanno trascinando già da troppo tempo.
Dunque, appena la discarica lavorerà a regime, il Comune di Cairo avrà a disposizione discrete somme di denaro che potrebbero essere usate proprio per migliorare la qualità della vita. (SDV)

 

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