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Viaggiatori di pianura

 

Lunedì 21 aprile all'Ariston di Acqui Terme

Acqui Terme. Dopo il debutto al Teatro Civico di Tortona, in prima assoluta, il 18 aprile lo spettacolo Viaggiatori di pianura. Tre storie d'acqua di Gabriele Vacis e Natalino Balasso, con Laura Curino, Natalino Balasso, Christian Burruano e Liyu Jin, con regia di Gabriele Vacis farà tappa ad Acqui, al Teatro Ariston, lunedì 21 aprile nell'ambito della stagione "Sipario d'Inverno", e poi a Bistagno, dove è atteso giovedì 24 sera.

Tema di vita, tema di letteratura

La vita è un fiume. Lo dice anche Alessandro Manzoni, riferendosi al Cardinale Borromeo. Un ruscello. Acque limpide.
"Noi siamo come il mare", dicono invece i cappuccini, ma implicitamente si tiran in ballo ancora una volta i fiumi metaforici che versano, generosi, le offerte che l'ordine provvederò a ridistribuire.
Dai ruscelli che scendono dalle costiere a quel ramo del lago di Como, all' Adda.
L'Adda: per il nostro bravo Renzo (e bravo "non perché si sia tagliato il ciuffo", come immagina - e sbaglia - un leguleio da strapazzo), ma bravo perché un caro ragazzone, la salvezza.
E poi la grande metafora del Marzo 1821: chi saprà stornare dal Po - impossibile! - il contributo dei suoi tanti affluenti (la Bormida al Tanaro sposa, la gemina Dora, e poi l'Orba selvosa, il Ticino, il Mella e l'Oglio, e poi ancora l'Adda) saprà fermare una rivoluzione in atto.
Non solo. La vita dipende dal fiume. Acqua per irrigare. Mulini sul Belbo e sulla Bormida. Le chiatte che lo risalgono. La pesca e i bagni.
Dal fiume dipende anche la morte. Gente che annega. Le alluvioni. L'inquinamento.
Tutti casi che ci riguardano. Casi che racconta anche Augusto Monti nel suo Sansossì, con la storia di Tromlìn annegato e ritrovato cadavere galleggiante nella gora "contro la cateratta che un servo stava per levare".
"Ne faremo un altro", dicon i genitori, con una frase che rispecchia la ruvida scorza dei piemontesi di una volta.
Che riguardan il Belbo, cui scendono tutti i ragazzi di Santo Stefano, compresi quelli di città (ecco Pavese).
Tutto il mondo è paese. Lo stesso succede a Strevi e a Rivalta. O nell'Erro.
Casi che riguardano ancora il fiume che passa per Acqui e Monastero. Ancora Sansossì. Il capitolo che narra di un savio Natano monferrino. Eccoci nella Pisterna. Meglio nel ghetto. Papà Bartolomeo chiede aiuto a Graziadeo. Un figlio d'Israele
"Il sessantotto. La piena. Il Bormion più tremendo a memoria d'uomo lassù. Il molino [di Monastero] pien di belletta. La diga trasportata via. L'argine sprofondato. Tutto fermo. La maledetta fretta di Papà - racconta il figlio Carlin, che è poi Augusto - di riattare, ripulire, riattivare, a spese sue..." che toccava ad un altro.
Rieccoci sul Bormida. Quel fiume che per qualche generazione è scomparso, che nessuno voleva vedere inquinato con le sue acque rosse e marroni. E che oggi pian piano riscopriamo.
Anche ricordando le piene recenti, dal Sessanta al Novanta.
Al famigerato 1994. A quella data del 6 novembre. Le strade che scompaiono. L'acqua che si porta via murature, auto, e vite umane. Da qui, dal racconto della tragedia, anzi delle tragedie, comincia il racconto di Gabriele Vacis
A un certo punto - e qui ci pare doveroso citare i libro di Maurizio Neri Voci nella pioggia, edizioni Impressioni Grafiche di Acqui - "C'è chi ha dato uno sguardo dal ponte, ha alzato le spalle e ha tirato dritto.
C'è chi si è bagnato i piedi e ha pensato ad un impiccio più che a un disastro imminente. C'è chi, nella sua fuga di sfollato, si è portato dietro gli agnolotti che aveva preparato quella mattina.
C'è chi, con i suoi occhi di bambino, si è divertito a vedere tutta quell'acqua o, come in un gioco fatto in sogno mille volte, ha camminato scalzo nelle strade del proprio quartiere.
C'è, infine, chi quella domenica mattina si è svegliato con una inconsueta voglia di espiazione".

La trama

Uno scompartimento. Vagoni che corrono. Tre viaggiatori. Di pianura. Storie particolari e universali.
Laura Curino, con la cadenza lenta di una donna che è nata nella "bassa" manifesta lo stupore di Regina, la ragazza polesana che si sposa il 18 novembre 1951, proprio il giorno in cui il Po ha rotto gli indugi e gli argini allagando ogni cosa. Il Po. Il grande fiume che metterà d'accordo, sotto la regia di Guareschi, anche Peppone e Don Camillo
Natalino Balasso è invece Cedric Lafontaine, veneto di terza generazione e scatenato chitarrista in un complesso blues di New Orleans. L'uragano Katrina lo sorprende durante un concerto: a salvarlo - curioso - sono le doti di galleggiamento del contrabbasso a cui lui e il collega strumentista si aggrappano. La Musica salva la vita.
Christian Burruano è l'animatore di un villaggio turistico a Pi Pi Iland, nell'Oceano Indiano. Anche lui, per sposarsi, ha scelto la data sbagliata, il giorno di Natale 2004, la vigilia dello spaventoso Tsunami che ha sconvolto quella parte del mondo.
E tra i tre c'anche chi ha pensato a rimescolare le carte delle vita, come fa Mattia Pascal, che legge del ritrovamento del "suo" corpo nella gora del Molino della Stìa, e dunque apprende del suo "primo suicidio", e poi ne simula un altro con la complicità del Tevere, quando deve disfarsi della personalità di Adriano Meis.
Storie di pianura. Di fiume. Di acqua. Da cui trarre anche la morale di un rispetto, serio e timoroso, nei confronti della Natura. (G.Sa)

Giovedì 24 aprile alle ore 21
Viaggiatori di pianura alla Soms di Bistagno

Bistagno. Viaggiatori di pianura inizia a muoversi sui palchi dell'Italia. Tortona, e poi Acqui il 21 aprile, la Soms di Bistagno (giovedì 24 aprile, ore 21), Valenza, Casalmaggiore (Cremona), Desenzano, Thiene nel Vicentino, Asolo, Belluno...
Ecco le date di aprile della attesa piece di Gabriele Vacis.
Qui un po' di cronistoria dell'allestimento "provato" sin dall'estate. Il che è indizio dell'attenzione con cui i Viaggiatori son "cresciuti"

Ma in estate dove?

All'Opera Estate Festival Veneto 2007, a Bassano del Grappa, all'interno delle grotte di Oliero nel parco del Brenta, per dare maggior vigore alle storie di due viaggiatori (non tre, come nella scrittura definitiva) che dopo essersi conosciuti su un treno, cominciano a raccontarsi le proprie vicende "d'acqua".
Invece ancora il 21 aprile, allo Stabile di Torino va in scena quel SynagoSyty - sempre di Gabriele Vacis, storia dei nuovi italiani, che si snoda nella periferia di una grande città del nord; il tema è quello delle identità culturali contrapposte - che ha contraddistinto l'inizio della stagione teatrale sul nostro territorio (con gli spettacoli - notevolissimi - a Valenza e a Ovada).
Cui avevamo assistito.

Due serate di grande teatro.

Una scrittura e una recitazione che muovono lo spettatore, lo coinvolgono in maniera totale. Un teatro d'impegno - là si parlava delle "seconde generazioni" di giovani nati da genitori immigrati, del disagio, della difficoltà della propria integrazione - che si ritroverà anche ne I viaggiatori.
Alla SOMS di Bistagno giunge un Autore/regista di assoluto prestigio, coinvolgente al massimo grado, conosciuto - tra l'altro - al grande pubblico in virtù di collaborazioni assai fruttuose, con due esponenti notevolissimi della Letteratura (di penna, e di palco) degli ultimi anni: Paolo Paolini e Alessandro Baricco (Novecento, ovvio, 120.000 presenze in teatro in 7 anni)
Non resta allora che presentare dettagliatamente la sua biografia, unitamente a quella dei due attori che saranno protagonisti principali sulle scene.

Tre viaggiatori

Vacis Gabriele, nato nel 1955 a Settimo Torinese, laurea in architettura, è tra i fondatori del Laboratorio Teatro Settimo. Per la sua compagnia ha curato, tra l'altro, la regia di tanti classici da Goethe a Meneghello, da Eschilo a Shakespeare a Molière, da Aristofane a Goldoni. Ha partecipato alla creazione degli spettacoli di Marco Paolini, e in particolare all'allestimento del Racconto del Vajont (1994), trasmesso da Raidue nell'ottobre del '97. In veste di coautore e/o di regista segue e accompagna anche il lavoro personale di scrittura e interpretazione Laura Curino, Lella Costa e Valeria Moriconi.
Insegna alla Scuola d'arte drammatica `Paolo Grassi' di Milano e alla Scuola Holden di Torino, e in seminari universitari. All'origine della sua idea di teatro, che molto deve alle suggestioni ricavate dallo studio dell'architettura e al neorealismo, vi è anche la riscoperta linguistica degli elementi popolari del canto, della narrazione e della musica sperimentati e `riversati' nel lavoro drammaturgico e attorale.
Natalino Balasso è nato a Porto Tolle, nel 1960. Attore e comico italiano, nonché autore, ha debuttato in teatro nel 1991, in televisione a fine anni '90. Nella sua produzione originale ci son monologhi surreali, commedie brillanti, canovacci alla moda della Commedia dell'Arte, reading. Tra i titoli ricordiamo Le uova giganti dell'isola di Pasqua ed altre meraviglie -1991; Il grande popcorn -1993; Gnorri - 1998; Ercole in Polesine (monologo comico che racconta i miti greci - 2004), Miti, leggende e bufale (conferenza-spettacolo), di Natalino Balasso e Marco Travaglio.
In televisione ha partecipato alle trasmissioni Zelig in onda su Italia 1, ed. 2000/2002 e Mai dire Gol in onda su Italia 1, ed. 2003/2005, quindi ha preso parte ad allestimenti di fiction.
Laura Curino (Torino, 1956), nel 1974, insieme al regista Gabriele Vacis ed altri, fonda Laboratorio Teatro Settimo, compagnia di teatro di ricerca, con cui ha lavorato anche Marco Paolini. Attrice e drammaturga della compagnia torinese, con Passione, del 1992, interpreta il suo primo spettacolo di narrazione: la Curino si presenta per la prima volta sola in scena e dà gesto e voce a tutti i vari personaggi della vicenda. Con Passione, e di seguito con gli spettacoli sull'epopea degli Olivetti - tra cui il monologo del 1996 trasmesso da RAIDUE Palcoscenico nel 1998 - si afferma, insieme con Marco Baliani e Marco Paolini, come una delle voci più rappresentative della primissima generazione del cosiddetto "teatro di narrazione", che Ascanio Celestini, Davide Enia, Mario Perrotta e Giulio Cavalli hanno ulteriormente sviluppato.
Tra gli ultimi spettacoli (diversi pluripremiati) cui ha preso parte ricordiamo Macbeth Concerto, 2001, L'età dell'oro, 2002, Una stanza tutta per me, 2004.
Al cinema, ha lavorato con Mimmo Calopresti in La seconda volta e Preferisco il rumore del mare.
In TV, invece, nel 2004 ha partecipato con il video teatrale Il conte Aigor (inchiesta sullo scandalo Telecom Serbia) alla trasmissione "Report". (G.Sa)

 

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