Acqui Terme. Giovedì 15 o venerdi 16 maggio è prevista la convocazione del Consiglio di amministrazione delle Terme di Acqui Spa. L'ordine del giorno prevede, tra l'altro, l'approvazione del bilancio consuntivo 2007 e l'approvazione del bilancio preventivo del 2008. In programma anche la deliberazione per la convocazione dell'assemblea degli azionisti della società, riunione prospettata verso la terza decade di giugno. In quella occasione saranno indicati i componenti il nuovo consiglio di amministrazione.
Per il momento per il cambio della guardia alla guida delle Terme esce una girandola di nomi dati per sicuri un giorno, con smentita il giorno successivo per l'inserimento di nuovi pretendenti. Il toto nomine che si concluderà con l'indicazione alla presidenza della società, da parte del presidente della Regione Mercedes Bresso, prevede un consigliere in meno rispetto all'attuale composizione del consiglio di amministrazione.
Quello in scadenza è formato dal presidente Andrea Mignone, che ha rinunciato a presentare la sua nuova candidatura. Quindi dal vice presidente Luigi Merlo (Casale Monferrato), che ha sostituito Luigi Nattino; Marinella Barisone, che era in quota ai Democratici di sinistra; Pier Carlo Galeazzo (sindaco di Castelletto d'Erro) e Adolfo Carozzi, che a livello regionale era stato proposto dal Centro destra. Poi Luigi Satragno e Luigi Porta.
Il nuovo condiglio di amministrazione sarà formato da quattro componenti nominati a livello regionale di cui tre di maggioranza ed uno di opposizione; da un componente nominato dal Comune di Acqui Terme e da un componente nominato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria.
Si tratta dunque di un consiglio di amministrazione di nomina puramente politica se si eccettua un componente derivato dalla finanza.
Inutile dire che la nomina del nuovo presidente e del rinnovato consiglio di amministrazione si muovono con un travaglio non semplice, per gli intrecci politici tra Acqui, Torino e Roma, che gli acquesi vivono marginalmente ed ogni decisione passa sulla loro testa. Per le Terme e la sua gestione ci sarà ancora molto da parlare.
Le puntate a scadenza periodica sul "rilancio delle Terme" sono ormai più numerose di quelle di Beautiful, soap opera che viene trasmessa da una ventina di anni. Senza dimenticare che il rilancio delle Terme, se veramente si verificasse, avrebbe una ulteriore ricaduta positiva sull'occupazione, sull'economia e sull'immagine della città della Bollente e sui Comuni del suo comprensorio. (C.R.)
La sinistra acquese critica sulle Terme
Acqui Terme. Ci scrive la sinistra acquese:
"Regione Piemonte, Comune di Acqui e Cassa di Risparmio di Alessandria, azionisti di riferimento della Società Terme di Acqui, hanno approvato alla fine dello scorso anno, un accordo quadro che prevede la ricerca di un partner privato finalizzato alla razionalizzazione e riorganizzazione del patrimonio immobiliare, dell' attività termale e del benessere. Al partner privato dovranno essere trasferite la maggior parte delle attività attualmente svolte da Terme di Acqui, incluso la proprietà e/o la gestione, tramite la stipula di contratti d'affitto, di gran parte degli immobili di proprietà di Terme di Acqui, l'esercizio dell'attività di wellness (Benessere) e dell'attivià termale, compresa quella svolta in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, e la licenza d'uso per lo sviluppo e lo sfruttamento del marchio Terme di Acqui.
Licenza volta a produrre, commercializzare e distribuire prodotti cosmetici con tale marchio.
I soggetti interessati a partecipare alla procedura avrebbero dovuto manifestare il proprio interesse entro il 10 gennaio 2008, termine prorogato all'8 febbraio e poi al 22 maggio.
Nel primo bando era stata richiesta prioritariamente una comprovata e qualificata esperienza, almeno triennale, nella gestione alberghiera, o di similari strutture turistiche e ricettive con un fatturato medio annuo di almeno tre milioni di euro. A questo requisito veniva richiesto il possesso di una analoga esperienza in almeno in una delle attività nel settore della gestione di centri termali, Tour Operator, Sviluppo immobiliare e gestione di immobili, produzione e/o commercializzazione di prodotti di estetica.
Con il nuovo bando, l'esperienza nella gestione alberghiera, turistica e ricettiva non rappresenta più una priorità, ma viene posta sullo stesso piano degli altri requisiti.
Riteniamo, che tale scelta, sia un ulteriore danno allo sviluppo termale della nostra città. Infatti solo una comprovata esperienza nel settore può sviluppare sinergie ed integrazioni in grado di rilanciare l'economia del nostro territorio.
Come si comporterà, allora, il Consiglio di Amministrazione se si presentasse un immobiliarista puro senza esperienza nel settore turistico termale? Quali garanzie, rispetto all'accordo quadro stipulato 21 dicembre dello scorso anno con i lavoratori dell'Azienda, (unitarietà della stessa, continuità dei rapporti di lavoro esistenti, senza soluzione di continuità, ed applicazione del C.C.N.L. del settore), saranno ancora ritenute valide ed operative?
Il Presidente Mignone, per sopraggiunti impegni di lavoro all'Università di Genova, ha deciso di rinunciare ad un ulteriore mandato e i termini per la presentazione delle candidature nel nuovo Consiglio di Amministrazione scaduti il 3 marzo, sono stati prorogati al 18 aprile.
Certamente l'esercizio economico dell'ultimo triennio della società Terme di Acqui S.p.A, (sul quale pesano consulenze inutili, sponsorizzazioni costosissime senza ritorni d'immagine, debiti pregressi per opere faraoniche), é stato deludente: siamo passati (dati della Regione Piemonte) da un meno 246.522 euro nel 2004, ad un meno 568.842 euro nel 2005, ad un meno 752.529 euro nell'anno 2006, passivi che avranno certamente compromesso l'annuale indennità di risultato prevista per il Presidente.
Alla luce di questo bilancio, ci chiediamo, se i consiglieri uscenti Barisone Marinella, Carozzi Adolfo Francesco, Galeazzo Piercarlo, Marengo Luca, Merlo Luigi e Porta Guido, se la sono sentita di ripresentare la propria candidatura, visto che i loro compensi, compreso il lauto gettone di presenza, vengono loro corrisposti affinché amministrino in modo oculato un bene pubblico.
Ci pare doveroso chiedere alla Presidente Bresso e al Sindaco Rapetti, di cui non dubitiamo il senso di responsabilità e di rispetto delle regole, di valutare con molta attenzione i requisiti di professionalità, competenza e indipendenza previsti dal bando per la nomina dei futuri amministratori della Società Terme S.P.A.".